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Massimo Turchi

 

Massimo Turchi
La linea Gotica e le stragi
Il fronte di guerra nell'Appennino bolognese, modenese e pistoiese.
Cà Berna e Ronchidoso due stragi
Prospettivaeditrice (Civitavecchia, Roma), 2008
 
 
     Esiste una connessione tra le stragi e la linea Gotica? La domanda non è retorica. È nello svolgersi della storia quotidiana dell'arrivo del fronte sulle montagne dell'Appennino pistoiese, modenese e di quello bolognese a ovest del fiume Reno che si collocano i tanti episodi di violenza avvenuti: 90 per un totale di 441 vittime, di cui 346 dal 1° settembre al 31 ottobre 1944.
    È in questo contesto che sono state analizzate due stragi nell'Appennino bolognese: 27 settembre, Cà Berna di Lizzano in Belvedere (29 vittime) e 28-29 settembre Ronchidoso di Gaggio Montano (67 vittime).
Dagli aggiornamenti (al 21 giugno 2012) il numero delle vittime è salito a 453 e gli episodi a 97.
 
    Di fronte a tanta violenza, è però necessario tentare di capire, avere il coraggio di andare oltre affermazioni superficiali legate all'orrore, alla brutalità o alla fatalità della guerra. È indispensabile capire ricostruendo i fatti da un punto di vista storico, ma soprattutto è necessario focalizzare il cambiamento interiore delle persone coinvolte. La guerra cambia gli uomini, cambia la percezione della realtà, cambia la scala dei valori e, una volta terminato il conflitto, il ritorno alla normalità non è né semplice né scontato. Questo tema viene affrontato nell'Appendice "Uomini in guerra".
 
[ultimo aggiornamento: 29 agosto 2012]
 
- Indice libro (.pdf)
 

COMMENTI AL LIBRO
 
Vittorio Merlini (Associazione Rocca di Pace) - Sestola, 14 gennaio 2009
 
Caro Max,
ho appena finito il tuo ultimo libro. Complimenti!
Alcune note in ordine sparso:
- Nelle stragi sono compresi anche i partigiani. Questi sono civili o combattenti? Andrebbero considerati prigionieri di guerra e quindi vittime di crimini di guerra.
- Don Milani (in
L'obbedienza non è più una virtù!) fa l'analisi delle vittime civili: 10% nella prima guerra mondiale, 50 % nella seconda, 90% nelle guerre moderne
- Cambia l'uso dei civili in guerra, diventano strumenti strategici e tattici, ostaggi, oggetto di terrore, quando non usati a forza (vedi i bambini soldato); i nazisti hanno fatto scuola, ma gli alunni hanno superato i maestri (vedi le guerre d'Africa)
- Il confine tra guerra e terrorismo che si fa sempre più labile; vedi il terrorismo di stato delle guerre preventive, contro il terrorismo e per esportare democrazia
- Da sottolineare la resistenza dei militari alla guerra: diserzione, non obbedienza e obiezione di coscienza. Agli ordini ingiusti e anche alle guerre. Quanti i tedeschi imprigionati e uccisi per resistenza al nazismo? Quanti tra loro i militari? La Rosa Bianca...
- Ricordiamo il tribunale di Norimberga: punisce i gerarchi che hanno obbedito
- Consideriamo anche le stragi da "fuoco amico", ad es. i bombardamenti alleati (es. Festà) mio suocero mi racconta di quelli di Renno. Liberare bombardando. Fare violenza sui liberati (tu qui ne hai ben parlato, ad es. riguardo allo strupro)
- E per finire, la Strage più grande: le due bombe atomiche su due città giapponesi...
C'è molto da riflettere, da lavorare, da formare...
Ciao Vitti
 
Risposta al questito di Vittorio
"Nelle stragi sono compresi anche i partigiani. Questi sono civili o combattenti? Andrebbero considerati prigionieri di guerra e quindi vittime di crimini di guerra".
La scelta di includere i partigiani è dovuto al fatto che è assai arduo scindere il partigiano dal civile e nello stesso come trattare quei casi di persone che hanno aiutato i partigiani nella loro lotta.
 
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Carlo Gentile (Martin-Buber Institut für Judaistik, Universität zu Köln) - Colonia, mercoledì 11 marzo 2009
"Il tuo libro mi è piaciuto molto. Sei riuscito a inserire degli elementi nuovi nel quadro delle stragi. Interessante l'aspetto sulle droghe e alcool. Non che i perpetratori ne avessero grandissimo bisogno, ma aiuta senz'altro a capire certe forme di comportamento irrazionale. Lo stesso vale sicuramente anche per forme di patologie nervose che nella Wehrmacht - a quanto pare - non costituivano motivo di destituzione dal comando dell'ufficiale malato."
 
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Massimo Turchi - Modena Book Festival

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Ċ
Massimo Turchi,
05 ago 2011, 01:41
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Massimo Turchi,
31 ott 2008, 02:04
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