Cutolo e la sua storia

Raffaele Cutolo nasce il 20 dicembre del 1941 ad Ottaviano, da Michele e Carolina Ambrosio. È fratello di Rosetta e di Pasquale, entrambi futuri criminali. Il padre, detto 'O monaco per la sua religiosità, è uno zappatore mezzadro più volte sottoposto alle vessazioni del padronato tanto da ricorrere ai favori del boss locale, Alfredo Maisto, responsabile del mercato nero campano al pari di Pasquale Simonetti, detto Pascalone 'e Nola. È proprio grazie all'influenza di Maisto che il giovane Cutolo prende parte ad un omicidio avvenuto al mercato di Aversa: un luogotenente di Maisto, Aniello Scamardella, porta con sè il ragazzo e gli affida una pistola che utilizzerà per l'assassinio di un mercante per motivi legati alla trattativa di bestiame.

Raffaele, dopo la licenza elementare, non prosegue gli studi e svolge numerosi lavori come garzone presso artigiani locali. L'infanzia e l'adolescenza di Cutolo si completano in un quadro di degrado sociale e culturale dove è palese l'assenza dello Stato e l'egemonia dei latifondisti e della camorra rurale.

Cutolo ha riconosciuto legalmente due figli, Roberto - nato dalla breve relazione (8 mesi) con Filomena Liguori, denunciata più volte per sfruttamento della prostituzione - e Denise. Roberto, pregiudicato, è stato ucciso a Tradate in Lombardia dalla 'Ndrangheta per una vendetta trasversale il 24 dicembre 1990. Nel corso della latitanza conosce Lidarsa Bent Brahim Radhia, una donna tunisina cui dedicò una poesia. Dalla relazione, nasce Yosra.

Nel 1983 sposa Immacolata Jacone, figlia di Salvatore, sorella di Giovanni e Luigi Jacone , tutti pregiudicati. Il matrimonio viene celebrato dallo storico cappellano del carcere dell'Asinara, Don Giorgio Curreli. Contrariamente a quanto si vede nel film a lui ispirato, Raffaele Cutolo sposa Immacolata Jacone nella suggestiva chiesa di Cala d’Oliva. Di quell'evento, che non mancò di suscitare polemiche, restano 36 foto mai rese pubbliche.

Il 30 ottobre 2007 diventa di nuovo padre. La bambina viene concepita attraverso l'inseminazione artificiale cui si sottopose la moglie Immacolata Jacone grazie ad una speciale autorizzazione ottenuta nel 2001.

Raffaele Cutolo è stato condannato a 4 ergastoli da scontare (dal 1995) in regime di 41 bis. Il boss ha più volte criticato tale regime che, a suo parere, viola i diritti umani tanto da preferire la pena di morte [2].

Ha trascorso gran parte della sua vita in carcere, proprio come Salvatore De Crescenzo detto Tore e' Crescienzo, esponente della vecchia camorra ottocentesca. È stato ospitato da diverse carceri italiane e dal 2007 è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Terni nella cella che fu di Bernardo Provenzano. Attualmente è difeso dai penalisti Gaetano Aufiero e Paolo Trofino.


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