RAPPORTI TRA LE GENERAZIONI GAY

RAPPORTI TRA LE GENERAZIONI GAY, L'antidoto della malinconia 
 
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 gayproject  Inviato il: 20/5/2008, 21:57 
 
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 RAPPORTI TRA LE GENERAZIONI GAY

Capita talvolta ai gay della mia età di andare incontro a momenti di scoraggiamento, diciamola pure la parola, di depressione o forse solo di ansia, di un’ansia che si esprime a livello fisico nella pressione alta, nella tachicardia, nella nausea, e a livello mentale nel soffrire dei rapporti umani come di cosa necessaria e nello stesso tempo sgradevole. Una negatività subdola che cresce lentamente e si impossessa di te. Oggi ero e sono tuttora, almeno parzialmente, in quello stato. Ebbene, ero seduto al mio computer e navigavo qua e là per il forum, d’un tratto mi arriva una chiamata di (chiamiamolo così) X, un ragazzo al quale voglio bene e col quale ormai da tempo intercorrono contatti quotidiani. Tra noi non si recita, la regola è questa. Mi chiede come sto, glielo dico onestamente. Mi parla della vita, della sua vita, delle sue scelte, evidentemente difficili, cerca di farmi ragionare, dal suo punto di vista, ovviamente. Cerco di seguire il filo del suo ragionamento. Le cose che dice più che cose razionali mi sembrano un atto di fede nella vita e nel futuro. Lo ascolto attentamente, con l’attenzione che merita chi crede a quello che dice. Provo a rispondere dal mio punto di vista, tenendomi su un piano razionale ma non demorde. Confesso che a un certo punto ho smesso di seguire il filo logico del suo ragionamento, diceva cose che non sentivo mie e che mi apparivano come affermazioni di principio. Poi mi sono chiesto: ma perché X resta qui a parlare con me così a lungo e in maniera così determinata, perché, dopo che ha visto che non riesce a fare breccia, non mi saluta e non pensa ad altro? Ho provato a darmi delle risposte: X è troppo affermativo e ha bisogno di avere ragione, ma l’idea stessa mi sembrava grottesca. X ha una visione positiva della vita perché non ne conosce i lati negativi. Ma anche questa mi sembrava una cosa falsa, perché X i lati negativi della vita li conosce eccome. Poi ho pensato: forse X ha bisogno di credere in quello che dice. Questa soluzione mi sembrava più plausibile. Ma, in tutti questi tentativi di capire, evitavo deliberatamente l’unica presa di coscienza che aveva realmente senso. Poi mi è venuta in mente come in un lampo: X cerca in ogni modo di tirarmi su di morale perché mi vuol bene! La razionalità non c’entra nulla. In un istante mi sono chiesto che cosa avrei fatto se avessi sentito X giù di corda. Avrei fatto esattamente le cose che ha fatto lui. Allora gliel’ho detto: e gli ho detto che un bel po’ di negatività l’avevo messa via (ed era vero) non in funzione dei suoi ragionamenti ma per la sua determinazione nel non lasciarmi a me stesso che per me aveva un valore gradissimo. Siamo passati dai ragionamenti a dire quel “ti voglio bene” che è così semplice e nello stesso tempo così fondamentale. Certe volte mi sembra incredibile che cose del genere possano accadere anche quando c’è una differenza generazionale notevole, o forse è proprio quello il motivo. Potreste dirmi che queste sono in fondo cose minime, forse è così, ma il merito di avere non dico cancellato ma almeno stemperato i miei cattivi umori è di X e della sua volontà di lasciarmi a me stesso.
 
     
 
 
  
 
 gianeuge  Inviato il: 20/5/2008, 23:21 
 

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 E' vero , tante volte si è talmente presi dal proprio malumore , che non si vuole nemmeno capire che la persona che ti parla per ìl puro scopo di tirarti un poco su di morale , la prendi per un intruso che non vuole fare gli affari suoi ! Project , pensa , che vogliamo tutti vederti al più presto in forma , e , con un umore più positivo ! Un abbraccio Collettivo da tutti e da Gianni .
     
 
 
  
 
 Babiful17  Inviato il: 21/5/2008, 09:38 
 

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 Mi dispiace sentirti così. E sono contenta che ci sia stata questa persona a parlare con te, che ti ha fatto "semplicemente" compagnia con il suo affetto. Quello che tu descrivi sono passaggi della vita di un qualsiasi essere umano, amplificati magari da certi contesti..quante volte mi è capitato ciò che tu scrivi...quindi non c'entrano le generazioni..eh eh eh! Io so solo che ogni minima cosa che ci arriva e recepiamo serve, non arriva mai senza un motivo, e quello che ci lascia non è il negativo, ma qualcosa che ci arricchisce.
Spero che tu voglia accettare un abbraccio e un ti voglio bene da una cucciola felice, che si ricorderà sempre ciò che hai fatto per lei.
A presto.
Barbara
      
 
 
  
 
 frederic.78  Inviato il: 22/5/2008, 09:32 
 

face your fears, live your dreams


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 ... forse questo ragazzo ci crede davvero nelle cose che diceva e forse cercava di farti capire che è il senso che si dà alle cose a fartele vivere in un modo piuttosto che in un altro .... quel famoso
 "Le prospettive cambiano i punti di vista"

In an interstellar burst I am back to save the universe
      
 
 
  
 
 james_florence  Inviato il: 22/5/2008, 14:08 
 
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 "Capita talvolta ai gay della mia età di andare incontro a momenti di scoraggiamento, diciamola pure la parola, di depressione o forse solo di ansia, di un’ansia che si esprime a livello fisico nella pressione alta, nella tachicardia, nella nausea, e a livello mentale nel soffrire dei rapporti umani come di cosa necessaria e nello stesso tempo sgradevole. Una negatività subdola che cresce lentamente e si impossessa di te."

Capita anche alla mia età, e spesso a tirarmi sù sono i "grandi". Ovviamente, se le cose stanno così, vale anche il contrario: anche i "piccoli" possono tirare sù i grandi, perchè di fronte alle sofferenze siamo tutti uguali, tutti ugualmente sensibili.
     
 
 
  
 

 4 risposte dal 20/5/2008, 21:57
 

 

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