LA MIA STORIA: IO, LUI, GLI ALTRI

LA MIA STORIA: IO, LUI, GLI ALTRI..., Come ho scoperto di essere Gay 
 
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 Alexander.O.F  Inviato il: 25/9/2008, 21:29 
 

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 Sono un ragazzo di 16 anni, e voglio raccontare la mia storia, ovvero come ho scoperto di essere “diverso” rispetto alla cultura e alle opinioni della gente che ci circonda, con la mente coperta da quel velo di pregiudizi che rendono marcia una società già troppo “bella”!!!!
La mia “esperienza” cominciò quando avevo 14 anni. Erano le prime settimane dell’anno scolastico, e mi ritrovavo dunque a frequentare il secondo anno dell’istituto superiore. In quel periodo si sceglievano i posti a sedere(e i posti presi erano a casaccio) e ogni uno si sedeva affianco al compagno “preferito” (la classe era ed è interamente di maschi). Un ragazzo della nostra classe, diciamo quello che all’epoca era più in vista (data la simpatia, l'intelligenza e il carattere scherzoso), mi chiese se volevo sedermi affianco a lui. Io rimasi molto sorpreso perché ero un tipo un po’ distante, cioè mi riguardavo bene nelle amicizie e questo ovviamente non mi giovava, e poi avevo e ho un carattere cinico e mi piace molto ragionare e criticare, e quindi era come se i miei compagni avessero “paura di parlare con me” (in un certo senso). Accettai di sedermi affianco a lui. L’anno prima lo ammiravo molto, era un ragazzo pieno di carisma, non molto carino ma un bel fisico, però non avevo mai pensato certe cose su di lui, (anche perché non sapevo di avere gusti “anormali”), mi era simpatico e mi sarebbe piaciuto frequentarlo, tutto qui. Passarono pochi giorni e già si vedeva che c’era una forte intesa tra noi. Parlavamo di tutto, ci facevamo risate durante tutte le ore, e con lui mi “aprii” anche con gli altri, e la cosa che ci riusciva meglio (che andava anche a favore dei nostri amici) era di mettere argomenti in discussione durante l’ora di matematica (una giovane e simpatica prof, che ci trascinavamo sempre nei nostri discorsi) facendo finire le ore solo chiacchierando …
Col tempo si instaurò un’ottima amicizia. Anche perché nell’estate appena finita mi presi il motorino, e quindi vederci era molto ma molto più facile. Ci vedevamo quasi tutti i pomeriggi, giocavamo con la playstation, studiavamo, andavamo in giro ecc ecc. Dopo i primi due mesi della nostra amicizia, cominciai a sospettare che qualcosa in me non “andasse” bene. Mi sentivo molto entusiasta di andarlo a prendere o a trovare, quando mi chiamava o lo chiamavo sentivo un’emozione strana, una sorta di ansia e poi quando facevo la strada per andare da lui e svoltavo nella sua via mi veniva un “morso” allo stomaco. La mattina a scuola andavo con la speranza di vederlo, di “ammirarlo”(sempre con la coda dell’occhio, oppure lo spiavo di tanto in tanto la mattina prima di entrare a scuola, dallo specchietto retrovisore del motorino), e poi stringergli la mano come era solito fare (una mano bella, dalla pelle morbida, quante volte fissavo quelle sue mani che poggiava sul banco!) e quella stretta anche se leggera provocava in me sempre un brivido strano, che pare ancora di sentirlo sulla mia pelle. Nelle notti cominciavo a pensare che stavo male, che mi stava succedendo una cosa bruttissima. Questi sentimenti li trovavo un po’ eccessivi per una amicizia, e poi diciamocelo: uno se lo sente quando c’è qualcosa di più che un’amicizia! Comunque io non dissi nulla, non parlai con nessuno. Pensavo più che altro che fosse una cosa momentanea, una sorta di “cotta” che poi sarebbe “guarita” (ma era un’autofregatura perché sotto sotto sapevo che non era così).
Nel frattempo, in classe le cose erano migliorate con gli amici. E poi dal secondo mese dell’anno scolastico in classe venne un nuovo ragazzo. Veniva da un’altra scuola ed era un po’ distaccato, ovviamente non conosceva nessuno, ma altrettanto i miei compagni parlavano poco con lui. Un giorno parlando di lui con il mio “migliore amico” gli dissi cosa ne pensava e lui mi disse che sarebbe bene conoscerlo. Io così feci, ci andai vicino e cominciammo a presentarci e a parlare. Il giorno dopo già si sedette affianco a me (erano tre banchi uniti) e divenimmo amici per la pelle, avevamo su per giù gli stessi interessi, ed era cinico quanto me!!!!! Ormai eravamo diventati il trio della classe, anche se il rapporto che c’era con il “migliore amico” spiccava da tutti i lati. Persino mia madre quando uscivo diceva :“ vai dal tuo fidanzato???” e rideva( ci credo bene che rideva….. quando qualche volta si è caduti sul discorso gay, oddio, la contrarietà più assoluta!).
Comunque le cose andarono avanti in un crescendo di emozioni, e io ero sempre più perplesso e preoccupato. La notte, prima di addormentarmi speravo che finisse tutto, ma in realtà non lo volevo veramente. È una cosa strana ma è così, perché nonostante i pregiudizi, e le preoccupazioni che gravavano sui vari pensieri, era irresistibile il suo sguardo e il suo corpo…. Ed era irresistibile non stargli vicino, e francamente il pensiero di non poter provare più queste emozioni mi spaventava! Una di quelle notti feci un sogno. Sognai che stavamo insieme soli, in camera sua, e lui mi prende la mano. Poi mi da un bacio con le labbra, le sue labbra calde (sembrava tutto così vero che mi annichilivo nel sonno, era un’eccitazione impressionante ) e mi mette una mano (la sua bella mano) tra le gambe, da sopra i jeans. Al che mi svegliai e mi accorsi che ebbi un orgasmo. Da quella notte la cosa si fece veramente seria: io ero come non mai scombussolato e preoccupato, e quella sorta di ansia gradevole ma allo stesso tempo tormentosa che provavo per lui non mi lasciava un attimo, era un’emozione perenne che provavo qualunque cosa facessi. Quando stavamo sul motorino a volte chiedevo se lo voleva guidare lui, perché stando dietro potevo sentire meglio il suo profumo, il suo odore, e perdermi in quel suo collo. Intanto a scuola andava bene, anzi dovrei dire male: ero geloso, una cosa impressionante, quando parlava con altri ragazzi oppure quando usciva senza che io lo sapessi, e poi non riuscivo a controllarmi e mi venivano erezioni su di lui al solo pensiero…. Con la nostra prof. di mate (27enne) instaurammo un rapporto più confidenziale degli altri, era quasi un’amica! Però lui mi aveva detto molte volte che la prof gli garbava parecchio (io ci rimanevo sinceramente male, ed ero anche invidioso della prof!!). Sta di fatto che non ero (e non sono) tanto bravo in matematica e quindi fui costretto a frequentare i corsi di recupero, lui nonostante il sette che aveva in materia, volle venire, per vederla ovviamente. Col tempo tutti si resero conto che il mio “migliore amico” era il cocco della prof (ma nel senso più tenero e infantile del termine) ma da allora cominciai a prendere in odio la mia cara prof!!! Intanto le cose andavano di male in peggio ogni qual volta che mi masturbavo mi veniva in mente lui. A volte mi fermavo (perché “sapevo” per influenze esterne, che sbagliavo) ma poi capii che non facevo altro che peggiorare la situazione, e così pian piano divenne una cosa quasi normale.(il mio più oscuro segreto!!). Tutto continuò così. Con il ragazzo che divenne il mio “amico per la pelle” c’era un rapporto eccezionale, quasi da fratello. Intanto non vi ho ancora parlato della "vita mia"! Sto parlando di una ragazza (o un angelo chi lo sa!?!?!) . Ci conosciamo da 12 anni, siamo fatti l’un per l’altro, quando sta male io ci sono, quando sto male lei c’è, sempre. Se mi fanno un torto a “vendicarmi” è lei, e io viceversa. Insomma la nostra non è semplice amicizia, è qualcosa di più alto e più nobile: il vero concetto di “un’anima sola che vive in due corpi” come dice il nostro caro Aristotele! In quel periodo un po’ la trascurai. Io ero sicuro che a lei potevo dire tutto, tanto mi avrebbe capito. Ma mi imbarazzavo una cosa tremenda! E con lei parlai troppo tardi.
Intanto erano trascorsi i mesi, la scuola era finita, e le vacanze passarono anch’esse: e io sempre con il solito “problema”. Iniziò di nuovo la scuola (anno scolastico 2007/2008). Decisi di prendere il toro per le corna e di confidarmi almeno con il mio “amico per la pelle”.
Un giorno, andai da questo, e introdussi il discorso (un imbarazzo da morire solo a pensarci). Decisi di parlare con lui, perché pensai che essendo maschio mi avrebbe capito meglio. Gli dissi “io provo qualcosa di diverso per “lui”, sono stato malissimo e sentivo il bisogno di dirlo a qualcuno perché non ce la faccio più. Praticamente il bene che gli voglio supera quello affettivo o da amico. Sto un male cane e non ho il coraggio di dirti come mi sono “depravato”! ti prego aiutami non so proprio che fare!!”
Il mio “amico per la pelle” rispose che l’unica cosa che potevo fare è parlare di questo fatto con il “mio migliore amico”.
Cominciai a prendere in considerazione la cosa, anche se mi sembrava assurda!
Intanto decisi di dirlo anche alla “vita mia”, e così feci. Lei ovviamente non sapeva cosa dirmi. E come l’”amico per la pelle” mi disse di parlare con il “mio migliore amico”.
Era il primo mese di scuola. Avevo iniziato a frequentare il terzo anno. Lui era un po’cambiato (come se si fosse scocciato di me). Allora io per togliermi il pensiero lo portai in un posto periferico dove andavamo spesso per evadere un po’ dal caos. Era un ponte mai finito (direi abbandonato) che passava sopra l’autostrada ed era attorniato di terreni liberi. Un posto alto e tranquillo, dove ci facevamo di tanto in tanto qualche sigaretta o ci mettevamo al fresco degli alberi per pensare. Lo portai li, era un sabato, facemmo filone, ed era una bellissima giornata d’inizio autunno.
Erano le 9.30 circa del mattino quando andammo li, ce ne andammo alle 12, tutto il tempo per dirgli solo quello che mi era successo ( e quello che gli dissi fu la più striminzita sintesi di tutte le sintesi) lasciando ad intendere la maggior parte delle cose. A me crollò il mondo sotto i piedi , e anche a lui, lo capisco! Alla fine quello che mi disse fu : “non so proprio che dirti. Può darsi che è una cosa passeggera, non so proprio” con calma, sgomento e rattristato. Poi lo accompagnai a casa. E da allora non si fece più sentire.
In classe si spostò di posto, e non mi degnava di uno sguardo. Se mi doveva chiedere una cosa evitava anche se sapeva che io sicuramente ce l’avevo e che gliel’avrei data. Passarono circa tre settimane così. Stavo di merda, peggio di quando scoprì che mi piaceva. Ad un certo punto non ce la feci più: lo chiamai e gli dissi che dovevamo parlare assolutamente. Lui trovava scuse dicendo che aveva da fare. Ma lo conoscevo bene e sapevo quando veramente aveva da fare. Così insistetti, riuscii a strappargli qualche minuto per parlare da soli di pomeriggio. Gli domandai perché mi trattava così, non ero la stessa persona che si sarebbe fatta uccidere per lui? quella che gli dava ogni cosa? quella che appagava ogni desiderio che potesse appagare? Lui veniva trattato da me come nessuno e che, ripeto, mi sarei fatto uccidere per lui (e questo lo posso firmare col sangue!). quello che mi rispose fu la più dolorosa “lacerazione” del cuore: “io ormai ho perso la stima che avevo di te. Quando penso che eravamo amici mi viene la nausea e non riesco a dirti una parola!”. Rimasi pietrificato. Il ragazzo più bello, eccitante, sexy, intelligente e carismatico si era trasformato da un momento ad un altro in un mostro, un abominevole essere disumano. Me ne andai fuggendo via, e per strada mi venne da piangere. Andai al nostro “covo” e li sfogai tutta l’angoscia che avevo dentro, anche gridando, potrei dire che non conosco momento più brutto della mia vita, ma ahimè non è vero. Il sole calò e me ne andai a casa. Passarono alcune settimane, andare a scuola era una tortura. Lui non mi guardava, mai. Stranamente anche i miei compagni li vedevo più distaccati.
Dopo un po’ un mio amico di classe mi prese in disparte e mi disse: “ stai nei guai! Quello ha raccontato in giro certe cose su di te, io non ci credo, comunque poi mi dirai la verità!” . “OH MIO DIO!” questa fu l’unica cosa che pensai prima di sentirmi malissimo. Provavo disgusto e stavo quasi per svenire se non stavo seduto. Da allora capì molte cose. Non avevo più il coraggio di farmi vedere in classe, poi tutti quelli del mio gruppo mi schivavano, iniziando a raccontare in giro storie su di me: che io quando li facevo venire a casa mia li chiudevo nella mia camera e gli “ordinavo” di masturbarsi!!!!!!! Io lo venni a sapere dal mio “amico per la pelle” : una mattina (era un lunedì) di punto in bianco quest’ultimo (che sedeva di fianco a me) non era seduto al banco di fianco, ma due posti avanti, in mezzo ai “pettegoli”. Io gli dissi più volte perché non si era seduto affianco a me e lui mi rispose: “perché la prof aveva detto così, la prof di sistemi che vanne sabato scorso”. Io gli risposi: “ ma il sabato non abbiamo sistemi!!!”. Lui imbarazzato si girò e si sedette. Poi andiamo in laboratorio di informatica, lui al mio posto fa sedere un altro gran pezzo di merda e io non so dove andare. Mi incazzai e andai vicino dicendogli: “ma mi vuoi dire cosa cazzo sta succedendo???”e lui mi fa: “parliamo dopo fuori scuola!”. Aspettai con ansia la fine delle ore e quando siamo di fuori dopo aver aspettato che si sfollasse un po’ lui mi fa: “ma perché non mi hai detto niente?” io: “niente cosa???”lui: “ che fai quelle cose quando ti porti la gente a casa??”. Non capivo. Lui credeva che io mentissi, comunque mi spiegò cos’altro avevano aggiunto a quella storia e io per poco non mi misi a piangere. I miei “amici” si erano messi a fantasticare raccontando di chissà quali malattie mentali ero affetto. Siccome ce ne dovevamo andare gli dissi che 'sta cosa andava chiarita. Un pomeriggio ci incontrammo. Io ero furioso, gli rispiegai la situazione e inevitabilmente mi misi a piangere. Gli dissi anche come aveva potuto credere ad una cosa del genere, io con lui sono stato sempre sincero. Lui disse che non sapeva spiegarselo, che si sentiva un verme. Ma come se non bastasse ci fu ancora un’altra pugnalata quando mi disse queste testuali parole: “comunque io non posso darti ragione altrimenti perdo la loro amicizia!”. Rimasi agghiacciato. Ma quale amicizia!?... da un momento e un altro capii che tutto l’amore il bene che avevo dato…era stato buttato nel cesso! Da allora non parlai più con tutti i miei “amici”. Sono stato seduto per tutto l’anno dall’altra parte della classe a distanza. Passarono alcuni mesi e piano piano iniziai a calmarmi. Intanto avevo parlato con “la mia vita” è lei è l’unica che mi è stata vicino. Ero talmente disperato che ero prossimo a compiere qualche sciocchezza. Ogni tanto lei mi ripeteva e ripete ancora: “mannaggia che quegli stronzi non li incontro quando esco… altrimenti stai sicuro che gli faccio fare una figura di merda davanti a tutta la gente.. e tu lo sai che sono capace!”
Intanto passò del tempo, passò anche natale. Poi di nuovo quell’amico che mi aveva avvertito del fatto dei pettegolezzi, che nel frattempo sedeva affianco a me ed ha ascoltato la storia(ovviamente non tutta come l’ho scritta adesso perché avevo e ho vergogna) mi avvertì che le storie su di me continuavano a girovagare.
Era un pomeriggio che stavo dalla “mia vita” che gli raccontai questo. Lei mi disse: “se fossi in te mi toglierei i sassolini dalla scarpa…. Gli farei fare una figura di merda davanti a tutti della classe e non solo, tu gli rinfaccerai tutto davanti a tutti….. però devi avere le palle!”
Ero tanto in collera che subito presi l’idea in considerazione. La sera prima, nel letto, mi preparai su quello che dovevo dire e su come dovevo fare. Dopo due giorni lo feci. Aspettai che venissero tutti della classe (che tutti sapevano la mia storia… ma la versione dello stronzo, e nessuno diceva o lasciava ad intendere qualcosa). Poi di colpo mi avvicinai al “mio migliore amico” e gli dissi: “ senti tu, cretino, vieni un po’ qua… no non dire niente fammi parlare”, mi tremavano le gambe, alle mani sembrava che avessi il morbo di Parkinson, e avevo una tale rabbia nello stomaco. “sto parlando davanti a tutti.. per favore giratevi.” La maggior parte dei miei compagni si girava dal lato opposto o si spostava. “ non credete a questo lurido, schifoso, abominevole ..“ qui mi si ritirò la voce, non sapevo come descriverlo ”… tu non sei nemmeno la parte più brutta della merda, non si può descrivere una persona come te, ti schifo, e pensare che avrei dato la vita per te!!!” mi voltai verso l’”amico per la pelle” che stava dietro ad un altro: “ e a te… ti sei comportato peggio di un serpente, che bell’amico che sei!!!” (e altre cose le ho omesse perché dette in dialetto), poi il “migliore amico” mi fa: “ ma tu la gente per chi l’hai presa?”
Io mi giro, salgo sul motorino ed entro a scuola.
Da allora non successe niente più. Ne si parlò più in giro di me(almeno da quanto ne so).
Fortunatamente, dal secondo quadrimestre di quest’anno scolastico (cioè da quando sfogai la rabbia davanti a loro) le cose sono andate meglio. Allo stronzo non l’ho pensato più e tutto quell’amore che avevo per lui è solo un bel ricordo (anche se non nego che esercita su di me ancora un po’ di fascino). E credevo fino a poco fa, che quello che mi era successo è un caso isolato, cioè un fatto straordinario che faceva parte solo di ricordi ormai. Ma alla fine ho preso coscienza dell’altro mio “lato”. Una delle poche soddisfazioni che hanno chiuso l’anno l’ho avuta quando, la prof di informatica consegnò l’ultimo compito in classe dell’anno, e a mia enorme sorpresa sopra lessi un bel nove scritto con inchiostro rosso. Il voto più alto (per l’invidia di una classe tanto livida, e per una soddisfazione personale).
Ma la sorpresa più sorpresa, fu quando venne l’”amico per la pelle” e mi disse: “complimenti per il nove!” (intanto in tutto questo periodo, circa sette mesi, ne sguardi ne parole erano stati compiuti tra noi).
Da li capii (e questo è stato circa due mesi fa!) che l’”amico per la pelle” voleva ritornare amico per la pelle, e capii anche che lui si è pentito di ciò che fece. Ma non lo facevo tanto codardo, ipocrita sopratutto… alla fine gli mandai io un e-mail dove gli spiegavo questo. Tra una conversazione e un’altra su msn ci siamo riscoperti come prima, poco cambiati, abbiamo solo perso sette mesi della nostra amicizia.
Per quanto riguarda la “mia vita”, ho deciso di dirgli che ho accettato me veramente come sono, più che dirgli facendoci leggere questo pezzo della mia vita, che lei conosce solo i tratti meno “specifici”! Sperando di evitare l’inevitabile imbarazzo.
Un bacione a lei che mi è sempre stata vicino!
 
     
 
 
  
 
 chrIs.OF  Inviato il: 26/9/2008, 10:53 
 

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 Quello che ti è capitato è davvero orribile, ma mai quanto lo sono stati i tuoi "amici", fossi stato in te "l'amico per la pelle" nn l'avrei mai perdonato: si è dimostrata una persona falsa, ma sopratutto insensibile ed ipocrita.
Sei stato davvero coraggioso ad affrontarli... complimenti
Gay????????? no, PERSONA!!!
      
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 26/9/2008, 13:48 
 
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 Caro Alexander,
beh, a leggere la tua storia tutta d’un fiato c’è da rimanere sconvolti. Ne hai passate veramente di sgradevoli e sostanzialmente non hai avuto amici come si deve. Mi chiedo sempre quale parte degli atteggiamenti omofobici e di rifiuto manifestati dai ragazzi sia in realtà spontanea e quale sia invece ereditata dalle famiglie o dal contesto sociale. Certo l’ignoranza in queste cose è enorme, i gay la pagano subendo forme di discriminazione degne della caccia alle streghe e gli etero la pagano perdendo il contatto con la realtà in funzione di un pregiudizio. Da quello che scrivi si capisce bene che per un ragazzo gay la scuola può essere un vero inferno perché è il luogo ove le dinamiche perverse indotte dall’ignoranza si scatenano del modo più incontrollabile. Cambieranno mai queste cose?
 
     
 
 
  
 
 Jek70  Inviato il: 30/9/2008, 18:13 
 
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 Il che è tutto dire, dove la scuola dovrebbe essere l'ambiente della cultura e dell'apertura mentale. 
     
 
 
  
 
 Alexander.O.F  Inviato il: 1/10/2008, 14:11 
 

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 Grazie dei complimenti Chris. Come tu ben sai perdonare le persone che ti voltano le spalle è davvero un gran sforzo, davvero un dono che nn meriterebbero. Ma quando conosci la persona, e sa che è molto incasinata con se stessa, allora ti viene di metterci una bella pietra sopra e andare avanti. Il passato è passato, e nn si può cambiare, le persone possono migliorare, e se sai che una persona è migliorata lo sforzo di ricostruirci un rapporto lo fai. Alla fine è un amico come un altro e il suo comportamento si ripete negativo nei miei confronti beh, allora tanti saluti, almeno ci ho provato.

Eh si! Hai proprio ragione Project. L'ignoranza regna sovrana.
Comunque credo che le cose potranno cambiare, un giorno. Però questo giorno lo vedo ancora molto lontano!
     
 
 
  
 
 editore  Inviato il: 1/10/2008, 20:12 
 
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 Che dire..., è una storia triste, fatta di bassezze e debolezze umane, personalmente non ho mai provato, né capito il bisogno di fare coming out, proprio perché ho sempre temuto complicazioni imprevedibili anche dalle persone che pensi di conoscere meglio.

PS. Perché tutto quell'esso di "virgolette"? nella maggior parte dei casi non ce n'era affatto bisogno.
     
 
 
  
 
 back2back  Inviato il: 1/10/2008, 21:23 
 

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 Considerando come tra i gay sia raro avere le palle  , fossi in te rialzerei la tua personale dose di autostima.
L'assenso generale e la mancanza di spirito critico non sono compatibili con la democrazia.
     
 
 
  
 
 Alexander.O.F  Inviato il: 8/10/2008, 15:52 
 

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 Editore, alla tua domanda rispondo: nn lo so!
Forse perchè l'ho scritta tutta d'un fiato e nn ci ho fatto molto caso. Rivedendolo hai ragione!! Ma quante ne ho messe!?!?

back2back, grazie del consiglio! Però devi sapere che la mia autostima nn è mai stata + alta di adesso. Nello scrivere la mia storia ho voluto lasciare lo stato d'animo che avevo quando avvennero quelle vicissitudini. Greazie al forum, ai ragazzi che ho conosciuto tramite esso, e sopratutto Project, ho trovato un benessere interiore che prima nn avevo, e probabilmente dire grazie è anche poco! 
     
 
 
  
 
 Danielkid  Inviato il: 9/10/2008, 00:45 
 

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 mi dispiace tantissimo per la tua storia, un po posso capierti perchè anche io mi sono innamorato del mio migliore amico, ma perfortuna nnn si è comportato cm il tuo ma ho sofferto allo stesso...ciao a presto e magari possiamo fare 2 chiacchere!! ciao
     
 
 
  
 

 8 risposte dal 25/9/2008, 21:29
 

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