FOTO DI UNA COPPIA GAY

FOTO DI UNA COPPIA GAY, La storia di Otello 
 
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 novembre99    Inviato il: 2/5/2008, 23:14 
 
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 La storia di Otello (Italia 2007)

Era un giorno ventoso d’aprile. Otello uscì di casa come ogni giorno per raggiungere il suo posto di lavoro nella scuola elementare nel quartiere popolare di periferia di Roma. Stava attraversando sulle strisce pedonali …. Guardò prima a destra e poi a sinistra … e corse subito vicino al marciapiede,quando una macchina scura lo investì … facendolo rotolare dopo un lungo volo. All’improvviso nella testa di Otello divenne buio . Un buio fitto e denso , in cui lui si sentiva leggero ,e in torno a se vedeva a lunghi tratti un grande bagliore bianco da cui arrivava un tepore a lui sconosciuto.
“Pronto?”Diceva la voce nell’altro capo del telefono.
“Salve,è il signor Rinaldi?” La sua voce tremava paurosamente.
“Io sono il dottor Chiaramondi,mi dispiace informarla che Otello non ce l’ha fatta dopo il coma”
Rimase un attimo in silenzio e poi aggiunse” Mi dispiace” Riappoggiai la cornetta .Restai un attimo immobile con gli occhi sbarrati e la gola soffocata dal pianto.

Io e Otello ci siamo conosciuti anni fa ad una festa di un nostro amico comune. Lui ,era appena arrivato a Roma,mentre io già vivevo qui da sei mesi .La prima volta che ci siamo guardati è stato come se tutto andasse a rallentatore. Mi ricordo dalla stanza in cui ci trovavamo entrambi,una grande stanza affollata arredata con vecchi mobili comprati in un mercatino dell’usato fuori Roma. Stavo parlando con un’amica di Gianni , un mio collega di università . Per caso mi voltai,e lo notai ,facendogli un grande sorriso. Otello se ne stava in un angolo seduto da solo,con in mano una birra. Era troppo timido per venire a parlarmi , quindi andò da Gianni l’indomani e si fece dare il mio numero di telefono. Il giorno stesso Otello mi chiamò,dandomi appuntamento in un bar vicino al centro. Da allora cominciammo sempre più a stare insieme,anche se so benissimo che dal primo giorno ,il giorno in cui mi guardò, già mi ero innamorato di lui. Il nostro è stato un amore folle,pieno di avventure , di viaggi,pieno di progetti. Sognavamo sempre come sarebbe stato vivere insieme,cosa che poi non sarebbe mai accaduta. Mi capita spesso di ripensare a quando pieno di rabbia diceva di odiarmi e di non volermi più vedere o a quando diceva di amarmi e che non mi avrebbe mai lasciato per qualsiasi motivo al mondo.
Il fatto è che è andato via,e che non ho nemmeno potuto dirgli addio,nel modo in cui avrei voluto. Non ho potuto nemmeno piangere sulla sua tomba,non ho potuto esserci per vederlo l’ultima volta.
Tempo dopo i suoi genitori mi hanno chiamato per aver restituite lo cose di Otello,che in parte erano anche mie .Loro non sapevano … cosa avesse significato lui per me … erano venuti a togliermi tutto ciò che ci ha legati per tutto quel tempo.. avevano chiamato me,perché sapevano che avevo le chiavi dell’appartamento e che ero amico di Otello.
Naturalmente io ho detto ai suoi di darmi qualche giorno di tempo per organizzarmi .
Ho subito chiamato Gianni e Andrea,due amici miei e di Otello. Ho chiesto a loro se potevano ospitare le cose di Otello,visto che io non potevo. Loro hanno acconsentito,aiutandomi a caricare gran parte dei libri,videocassette,cd musicali,fotografie,il suo computer portatile,alcuni soprammobili … che altrimenti sarebbero andati buttati . Ma soprattutto ero ritornato a casa di Otello per prendere una cosa tra le più preziose … la nostra foto a cui lui teneva tantissimo. Quando fummo fuori da casa di Otello, stavo per chiudere la porta … quando mi uscì una lacrima guardai la finestra ..e sul davanzale un passerotto canticchiava qualcosa …. Forse quella era la canzone che ci avrebbe riportati liberi dai mali del mondo.
Tratto da una storia vera

Modificato da gayproject - 3/5/2008, 13:58
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 gayproject    Inviato il: 3/5/2008, 00:43 
 
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 Ciao Novembre99, sono felice che tu sia qui.

A nome mio e di tutti gli amici del Forum ti do di cuore un sentitissimo benvenuto.

Sono veramente felice che tu sia qui e mi piace ripeterlo!


Quanto alla storia: che cosa bella! Pur nella tristezza sostanziale c’è un sentimento alto, una dignità, senza retorica, senza eccessi di parole, come nella vita reale. Una storia semplice come una vita che in qualche modo si è fermata e in qualche modo prosegue comunque, una storia nascosta ma vera, fatta di sogni e di piccole cose riassunta in quella foto, “la nostra foto”.

Modificato da gayproject - 3/5/2008, 03:08
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 3/5/2008, 14:02 
 

 


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 In periodi brutti come questo, dove non si trova la forza di agire o fare qualcosa per una così grave perdita, ci vorrebbe una terza persona, qualcuno che oggettivamente non sia colpito interiormente da tutto e possa agire punendo chi senza cuore continua ancora a pretendere ciò che non ha, ancora a dire: "questo è mio" non perchè provi qualcosa ma semplicemente perchè è di "suo" figlio.


"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

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 2 risposte dal 2/5/2008, 23:14
 

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