UN GAY INNAMORATO

UN GAY INNAMORATO, Un Gay innamorato all'inizio di una storia 
 
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 gayproject  Inviato il: 1/2/2008, 01:58 
 
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 Intervista ad Andrea (studente all’epoca ventiduenne, iscritto al terzo anno di Ingegneria) registrata il 26 Ottobre 1985 da Geyproject, allora affettuosamente soprannominato “il Gufo” dai suoi amici.
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Allora, mi chiamo Andrea P., 22 anni compiuti da poco studente al terzo anno di Ingegneria, fino adesso in regola con gli esami. Abito con i miei in un paese piccolissimo ma lungo la linea ferroviaria che va a Roma. Da casa mia all’università impiego esattamente due ore. Uscendo di casa alle sei di mattina (l’inverno è ancora notte) arrivo a destinazione poco dopo le otto, sto lì fino alle sei di pomeriggio, e alle otto di sera sto a casa, mi faccio una doccia e vado a dormire perché in genere non mi reggo in piedi. In pratica io sto sul treno quattro ore ogni giorno, mi porto i libri e studio in treno. Ma il treno – lo sa che fa il pendolare – crea una routine, tutti gli atti sono ripetitivi. Mi siedo sempre allo sesso posto, ho intorno sempre le stese persone e gli stessi compagni di scompartimento. Avete capito dove voglio andare a parare... ecco, una decina di giorni fa, per la precisione il 15 ottobre, perché certe date non si dimenticano più, alla fermata sette minuti dopo la mia, sale un ragazzo, un po’ trasandato, capelli arruffati. Non l’avevo mai visto prima. C’è folla, lui deve restare in piedi. Lo osservo molto attentamente, alto, magro, castano chiaro, con i capelli lisci a caschetto, vestito di chiaro. Si regge a un sostegno verticale che sta vicino al mio sedile, vedo in dettaglio il dorso della sua mano e parte dell’avambraccio, ha mani bellissime, la corporatura è assolutamente regolare. E’ solo, senza amici, ha uno zaino in spalla che sembra quasi vuoto. Osservo la sua mano con la massima attenzione, vorrei stringerla, accarezzarla, quasi casualmente alzo gli occhi, incontro il suo sguardo per un attimo, lui non distoglie li sguardo e mi sorride. Io sto seduto sul sedile interno, non quello vicino al finestrino, vorrei tanto che si accostasse di più, che si appoggiasse a me ma anche se c’è tanta folla lui non mi ha toccato nemmeno per sbaglio... dopo i primi minuti mi succede una situazione imbarazzante, in pratica mi viene un’erezione incontrollabile. Lui stava in piedi a pochi centimetri da me. Prima che la cosa diventi evidente mi poggio la cartella sulle ginocchia, tiro fuori un libro e ho cominciato a leggere, ma in pratica faccio finta di leggere e osservo quanto più possibile quel ragazzo quasi come potessi spiarne i segreti più intimi solo guardando la sua mano destra, prendetemi per maniaco, ma io quel ragazzo l’ho proprio desiderato di brutto, qui adesso sorvolo, ma i pensieri che mi sono venuti in mente, se avete mai desiderato un ragazzo li potete capire benissimo. Stazione dopo stazione, Termini si avvicina e la mia erezione non accenna a diminuire. Anche qui penso di non dire una cosa eccezionale, ma alzarsi in piedi con un’erezione è molto imbarazzante e io cominciavo a preoccuparmi... cerco di pensare agli esami, mi mordo la lingua, trattengo il respiro più che posso... cerco di mettere in pratica tutte le tecniche che conosco per tornare in condizioni normali... ma non c’era niente da fare. Il mio giaccone era sulla rete sopra i sedili e per prenderlo avrei voluto alzarmi. Quando arriviamo alla stazione mi faccio coraggio e facendomi schermo con la cartella mi alzo con una manovra un po’ buffa e riprendo il giaccone... è già un passo avanti... Scendiamo, il ragazzo mi precede... io non lo sorpasso, lo lascio camminare davanti a me per il piacere di seguirlo... sono disposto a non andare a lezione pur di non mollarlo un minuto, ma lui si dirige verso l’università... poi prende viale Ippocrate e gira per via Scarpa. Non ci crederete ma era una matricola di Ingegneria... Mi sono detto: “Questo lo vedo tutti i giorni!” Era un po’ spaesato, non sapeva dove andare... allora mi sono presentato, col la scusa che ci eravamo visti sul treno, gli ho spiegato un sacco di cose della facoltà, mi stava a sentire e si ricordava tutto quello che gli dicevo e poi io avevo modo di guardalo in faccia.. ed era di una dolcezza incredibile, non so nemmeno se fosse bello, ma era dolce, sorridente, molto diretto. Siamo andati al bar... era contento di non sentirsi solo. Io avrei fatto di tutto per non rompere quei moment di incanto. Ovviamente il problema che mi si era presentato in treno era tornato all’assalto ma avevo il giaccone addosso e non c’erano rischi. Gli ho detto che sarei andato via col treno delle sei e che andavo a studiare alla biblioteca centrale. Mi ha chiesto come facevo per mangiare e gli ho detto che mi arrangiavo con un panino e una bottiglia d’acqua e mi ha riposato: “Se ti va, il panino ce lo mangiamo insieme”. Poi sono andato alla mia lezione, ma continuavo a pensare a quel ragazzo di cui non sapevo nemmeno il nome. Abbiamo mangiato il nostro panino insieme... poi sono andato a seguire le altre mie lezioni di pomeriggio e lui è andato a studiare in biblioteca, alle cinque e venti siamo tornati alla stazione e siamo saliti sul treno. Io, per ovvie ragioni non mi sono tolto il giaccone, anche se c’era il riscaldamento e faceva un caldo infernale, lui mi ha detto: “Ma non hai caldo?” Io gli risposto: “Un po’, ma il giaccone preferisco tenerlo...”, lui mi ha guardato con un sorrisetto malizioso e io mi sono sentito in un imbarazzo terribile... mi sa che si doveva essere accorto di tutta la manovra della mattina. Lui il giaccone se l’è tolto e in effetti non aveva niente da nascondere, confesso che la cosa mi è dispiaciuta, avrei tanto voluto che provasse quello che provavo io. Poi il treno è partito, la sera c’è pochissima gente, non c’è la folla che c’è la mattina, abbiamo parlato per quasi un’ora e mezza, poi è sceso dicendomi. “A domani!”. Quello che ho fatto quando sono arrivato a casa non ve lo racconto, ma nonostante tutto la notte non sono riuscito a prendere sonno, pensavo a lui in continuazione, me lo vedevo davanti, ne sentivo la voce e perfino l’odore, una specie di ossessione. L’indomani mi sono fatto la barba con la massima cura e mi sono messo la camicia più bella che ho e, naturalmente, il giaccone più lungo... salgo sul treno e mi sento eccitato al solo pensiero di vederlo ma alla fermata non c’è, mi sento gelare... che fine avrà fatto? Non ci siamo scambiati i numeri di telefono e non ho nessun mezzo per contattarlo e so solo che si chiama Marco. Mi prende proprio l’abbiocco... ma lui non c’è e io non ci posso fare nulla. Siamo andati avanti così per altri otto giorni, io i primi due o tre giorni ci sono stato malissimo, ma poi, ormai, avevo cominciato a fare l’abitudine all’idea che Marco non ci fosse più... ma ieri, sabato c’era di nuovo. Lo devo avere accolto con molto entusiasmo e lui mi ha fatto un bellissimo sorriso. Aveva avuto solo la varicella! La storia di Andrea e Marco oggi è a questo punto. Il primo giorno della sparizione di Marco, ne avevo parlato col Gufo e lui mi aveva detto: “Torna, torna! Non ti preoccupare” e avevamo scommesso che se fosse tornato avrei registrato la storia... La storia? Direte voi, ma è una banalità... forse, dico io,... ma spero tanto che abbiate torto!
     
 
 
  
 
 gayproject  Inviato il: 2/2/2008, 21:48 
 
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 UN GAY INNAMORATO - seconda parte

Claudio mi ha chiesto di conoscere la continuazione della storia di Andrea e Marco (post precedente). Premetto che non ho mai conosciuto Marco di persona e le notizie che ho avuto su di lui e che riporto qui di seguito sono tratte da alcune pagine del diario di Andrea del 1986. Ho ricevuto da Andrea i suoi diari dal 1986 al 1998, prima è dopo quella data non ha scritto diari. Nel testo che riporto sono stati eliminati tutti i riferimenti espliciti a persone identificabili. Il diario di Andrea è molto esplicito e in alcuni punti ho dovuto alleggerirlo perché non compatibile con un Blog pubblico.
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Mercoledì 1° Gennaio 1986
Oggi avvio questo diario, non ne avevo mai avuto uno. Di che parlo? ...
Marco è la mia ossessione dal mese di ottobre, una cosa patologica, me lo vedo davanti tutti i giorni, bello come il sole, ci sto quasi male a stargli vicino e poi mi sento a disagio perché con lui io fingo, il coraggio di dirgli: “Bellissimo mi sono innamorato di te!” Non ce l’ho e allora faccio il protettivo, il fratello più grande, ma faccio l’ipocrita, certe volte mi faccio schifo per quanto recito e penso che lo sto ingannando di proposito, io con lui sono irreprensibile... lo tratto con familiarità ma in modo molto moderato. Non l’ho mai toccato, proprio mai, nemmeno sfiorato, ma quando sta davanti a me sul treno non riesco a frenarmi, mi viene un’erezione potente e poi, mentre lui sta seduto di fronte a me e legge, io me lo guardo con la massima attenzione e cerco di immaginami come deve essere sotto i vestiti. Io quando c’è lui sto praticamente sempre in erezione pazzesca ma a lui non succede mai, questa cosa m’ha dato sempre da pensare che potrebbe essere benissimo etero, anche se di ragazze non ne ha mai parlato (e nemmeno io). Quando me lo vedo davanti mi immagino di poterlo spogliare, per carità tutto in piena reciprocità, alla pari... però è proprio una fissa e dopo che mi sono masturbato non mi passa e dopo un poco siamo da capo... Quando andiamo a mangiare qualcosa insieme lo guardo fisso negli occhi e gli sorrido e pure lui mi sorride sono momenti di paradiso... se non riesco ad averlo io impazzisco.

Venerdì 9 Gennaio 1986
Marco mi ha chiamato per chiedermi quando ricominciano le lezioni. Quando ho risposto non capivo più niente... balbettavo, avevo paura di manifestare un po’ troppo il mio interesse... Se tu sapessi che mi masturbo due volte al giorno pensando a te...

Mercoledì 15 Gennaio 1986
L’ho rivisto!!! Come era bello! Come era dolce! Come era tenero! ... Marco io vivo per te... ma tu te ne sei accorto? Come faccio a saperlo? Sei bellissimo, è vero... ma ti sei accorto di me? Ogni tanto mi dici qualcosa di gentile e io mi sento in estasi... e poi che mi importa se sei etero io sono innamorato di te lo stesso... perché mi tieni sulla graticola così?

Lunedì 17 Febbraio 1986
Sono di umore nero, sono proprio avvelenato. Sul treno alla stazione mia è salita una ragazza che si è piazzata al posto di Marco proprio di fonte a me, mi guardava e mi sorrideva, mi dava un fastidio! Ma brutta p...ana! Ma quello è il posto di Marco! No! Lei lì! Pareva che ci fosse appiccicata... Passano i sette minuti e sale lui, trova il posto occupato e resta in piedi sorreggendosi al sostegno verticale vicino al sedile mio, proprio di fronte alla ragazza... mica si mette a leggere il libro come faceva quando stava seduto di fonte a me... no! Se la guarda tutta centimetro per centimetro, io mi giro verso di lui come per dire: “Ma che stai facendo?” E lui mi fa un mezzo sorrisetto come a dire: “Bona eh!” A quel punto l’avrei ammazzato... ma che potevo fare e per di più... io la solita erezione non ce l’avevo più, ma la cosa che mi ha dato fastidio è che invece Marco ce l’aveva! L’animaccia sua! ... e stava pure in imbarazzo... allora mi sono alzato, mi sono tolto il giaccone e gliel’ho passato e lui mi ha detto: “Grazie, sei un amico!” Ma sono stupido io! ... Vabbe’, ma io non posso fare una cattiveria contro Marco... [omissis] ... Oggi non mi sono masturbato pensando a Marco ma con una tradizionale rivista gay... Mi sa che la storia con Marco è finita.

Lunedì 2 Giugno 1986
Sono stato a casa di Marco a fargli ripetere un po’ di Analisi, perché tra 15 giorni ha gli esami e per lui è una cosa fondamentale... ma non abbiamo studiato, abbiamo solo chiacchierato tutta la mattina, mannaggia, si fida di me come se per lui fossi un fratello, mi ha parlato della sua vita, ma mi ha raccontato tutto, sesso compreso, una vita che più etero non si può, m’ha detto che si masturba pensando alla ragazza del treno e dava per scontato che lo facessi anch’io, gli ho risposto solo “Beh!” e lui l’ha presa come una risposta affermativa. Ma ho tagliato corto e gli ho detto che doveva fare gli esami e che bisognava studiare e abbiamo studiato tanto... mi resta una sensazione fortissima: Marco si sta affezionando a me in un modo incredibile. Temo che diventeremo una coppia inseparabile. Spero solo che riesca a mettersi con quella ragazza visto che vive solo per lei... però, io dico, ma ci sono tante ragazze... ma perché proprio con quella... quella ti sfotte e tu non te ne accorgi e, secondo me, prima ti porta a letto e poi ti pianta! Ma possibile che ti devo insegnare sempre tutto sulle donne?

Mercoledì 1° Ottobre 1986
L’avevo detto io! Quella put...ana l’ha fregato e lui c’è caduto come un tordo! Innamorata di te? Ma quando mai! C’ha provato e ha trovato il pollo! E poi una pedata al cu.o e tanti saluti... Marco, ma sei stato proprio stupido, oggi m’hai fatto pena, pure a piangere ti sei messo ma mica di rabbia... ma solo perché ti mancava quella tr..a! E m’hai detto pure “Tanto c’è sempre il mio Andrea!” Per me è proprio una beffa! ... Certo che sei stupido forte! ... Ma è possibile che la ragazza te la devo trovare io? E mi devo dare da fare pure in fretta perché se no qui io esco di cervello per un verso e tu per l’altro... ma guarda tu che mi doveva capitare: fare da balia a un ragazzo etero e pure bellissimo! Però che fai? Quando ti capita te la tieni!
     
 
 
  
 
 claudiox86  Inviato il: 3/2/2008, 18:03 
 
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 Oddio forse era meglio non saperlo il continuo..  Lui è etero...  Che palle di situazione! Sai di non avere speranze, eppure ciò non basta a distoglierti da lui..Poi il fatto che non sai come comportarti, perchè pensi che tutto possa essere compromettente...Se la gente non fosse così rinchiusa nei suoi schemi mentali, ci sarebbero sicuramente meno paranoie. Scusate il coinvolgimento, ma ieri sera ho rivisto un ragazzo "di questi" e quando lo vedo mi destabilizza sempre.. 
     
 
 
  
 
 IRON-SEA  Inviato il: 5/4/2008, 19:37 
 

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 ciao claudio mi chiamo luigi e sono da poco iscritto al forum, se ti può consolare io per tre anni sono stato dietro a un etero che nn si capiva mai se cmq la cosa gli facesse piacere, fatto sta che la cosa a me è andata peggio perche la tr..a in questione nn era una sconosciuta ma una amica, sia mia che sua e lei sapeva benissimo che ero cotto come una pera e se ne esce un giorno..."gi' nn puoi capi ho scopato con guido!!!!.....         , immaginate voi come potevo stare...

cmq stupido io che corro sempre dietro al maschio della situazione e nn riesco invece ad amare un gay che nn sia etero nei modi.....mi serve lo psicanalista secondo voi?????

grazie a tutti in anticipo

IrOn
      
 
 
  
 
 live90  Inviato il: 20/5/2008, 18:23 
 
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 iron a me capita tutt'ora........sono innamorato follemente di un mio compagno di classe con il quale nn ho speranze perchè probabilmente (nn voglio dire certamente perchè la speranza è ultima a morire)è eterosessuale e nonostante sono consapevole di questo nn riesco a togliermelo dalla testa.....spesso mi capita di essere geloso di chiunque si avvicina a lui....forse anche a me serve uno psicologo   
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 20/5/2008, 18:35 
 
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 Ciao live90,
sul tema dei rapporti affettivi tra un gay e un etero puoi leggere gli articoli specifici pubblicati su Progetto Gay: http://progettogay.myblog.it/tag/AMORE+GAY+ETERO Sono 4 articoli e un romanzo breve integralmente dedicati a questo tema. Buona lettura!
     
 
 
  
 

 5 risposte dal 1/2/2008, 01:58
 

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