RAGAZZI GAY A SCUOLA

RAGAZZI GAY A SCUOLA, la vera vita di un ragazzo gay a scuola 
 
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 gayproject    Inviato il: 6/6/2008, 13:14 
 
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 RAGAZZI GAY A SCUOLA

Ho 17 anni e devo fare il quinto scientifico. Sto in una classe che sarebbe pure caruccia, i miei compagni non sono male, qualcuno mi piace anche come modo di fare. Io non parlo quasi mai, a scuola vado bene, mia madre non ci crede ma è così, lei mi dice che sono ancora troppo timido, troppo poco disinvolto, ecc. ecc. quello che mi dà fastidio è che io posso essere solo così, parlare di me a casa non lo prendo nemmeno in considerazione, ai miei farei pena e si occuperebbero di me come di un caso patologico. Quello che mi dà più fastidio è l’atteggiamento di certi miei compagni. Ho un compagno che si chiama Lorenzo e che è sempre molto educato. Gli altrI quando parlano di lui lo chiamano sempre il frocio, a parte il fatto che Lorenzo non ha proprio nulla di gay, mi dà fastidio che ormai lo chiamino così sempre, anche di fronte a lui, ma amichevolmente, proprio come se dicessero deficiente scherzando. Una volta l’hanno chiamato così anche davanti alla professoressa che ha fatto finta di non aver sentito. Io stavo lì e ho dovuto stare al gioco, una cosa che non mi è piaciuta per niente. Nessuno sospetta di me, almeno credo, io passo per strano, parlo pochissimo, non do confidenza a nessuno e certe volte devo assistere a scene incredibili, magari saranno pure le cose più ovvie del mondo ma a me danno fastidio. C’è un ragazzo di una quinta che quando c’è la ricreazione si mette sempre con la ragazza all’angoletto e stanno a sbaciucchiarsi davanti a tutti per mezz’ora e facessero solo quello, ma a loro nessuno dice niente, ma perché loro lo possono fare? Se una cosa di quel genere la facessero due ragazzi se li mangerebbero. Ma perché un ragazzo e una ragazza se ne possono stare mano nella mano anche a scuola e anche due ragazze, al limite, ma due ragazzi no? I miei compagni sono ragazzi che mi sono simpatici e sono pure intelligenti, ma per loro “gay” è un’offesa, la scrivono sul dietro della sedia di Lorenzo, glielo scrivono sul banco, pure sul muro. Loro non hanno la più pallida idea di che cosa possa significare essere gay, per loro è solo un modo di insultare un altro ragazzo, come se gli dicessero pezzo di mer.. . Una volta è saltato fuori il discorso sui gay con la professoressa di Italiano e lei se n’è uscita dicendo “ma quella è una malattia, non è nemmeno colpa loro!” Le non li chiama gay e nemmeno omosessuali, li chiama invertiti. Ma a quella signora hanno dato una laurea, l’hanno mandata a insegnare nelle scuola, ma a insegnare che cosa? Un po’ di letteratura a pappagallo? Ma come si può permettere di uscirsene con cose come quelle? Ma si rende conto di quello che dice? Cede di sapere tutto e lancia messaggi assurdi. Io dico: parla di letteratura e basta! Ma che tu venga da me a insegnarmi che i gay (cioè gli invertiti) sono malati, beh, mi dà proprio fastidio. Poi dice che sono pochissimi e che a scuola nostra non ce ne sono. Noi a scuola siamo 1500 ma secondo lei su 1500 ragazzi non ci sono gay o meglio invertiti, cioè come dice lei omosessuali veri, perché lei dice che poi ci sono quelli che si atteggiano, ma quelli non sono invertiti ma solo gente che lo fa per divertirsi. Ma come fa una persona laureata a dire bestialità simili? La scuola sta a questo punto? Forse solo la mia. Tanto ci devo stare un anno solo. Ma come si fa a prendere sul serio gente simile? Da noi il preside dice sempre che la nostra scuola è a misura di studente, non so se sia vero, forse è a misura di studente etero, certo per un ragazzo come me la scuola è un posto sgradevole dove ti devi abituare a subire di tutto, dove ti rendi conto che nessuno ti rispetterà, dove ti devi abituare a vivere una vita di serie B. Per fortuna quest’anno è finito e me ne resta solo uno. Qualche cosa qui te le insegnano pure, un po’ di matematica e un po’ letteratura, sì, questo un po’ sì, però ti insegnano pure che un gay deve solo ingoiare e fare finta di niente. È una cosa ingiusta ma è così e bisogna farci il callo da subito. La scuola è maestra di vita solo in questo senso.
 
     
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 6/6/2008, 16:11 
 

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 Che dire... la scuola è sempre stata carente di sensibilità in particolare per alcune situazioni anche se non sarebbe giusto generalizzare perchè potremmo trovare delle eccezioni; i ragazzi che vengono "appellati" con nomignoli vari son sempre esistiti e purtroppo altri ne verranno, io stesso nella mia carriera scolastica mi son ritrovato in simili vicende a causa della mia timidezza e più mi chiudevo in me stesso e più ero "vittima" di taluni personaggi. Non è semplice sottrarsi a questi che potrebbero essere considerati come una forma di "razzismo psicologico" e che spesso ti lascia dentro un senso di smarrimento, di rabbia, di poca fiducia, causando una repentina fuga della propria autostima, a tutto vantaggio di quelli che sono lì a prenderti in giro.
Anche qui la forza di volontà mi ha salvato ma non potrò mai dimenticare la necessità di trovare qualcuno che mi appoggiasse, che mi aiutasse... io però non ci "farei il callo"
come dice il giovane studente, così facendo si rischia di rimanere sempre vittima dei comportamenti e volontà altrui... quando non riuscivo a far valere la mia persona, le mie idee l'unica strada era la vendetta  , che naturalemente andava servita fredda  ... però questo non so se potrebbe essere un buon consiglio... 
      
 
 
  
 
 james_florence  Inviato il: 6/6/2008, 17:53 
 
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 io domani avrò l'ultimo giorno di superiori..e non nego che ciò mi riempie di gioia...è stata veramente un'esperienza pesante...sebbene io non sia mai stato vittima di nessuna discriminazione, il liceo non l'ho vissuto bene...ho passato 5 anni in un ambiente ipocrita omofobo e falso..le superiori per un ragazzo gay sono uno degli scogli più duri..
     
 
 
  
 
 devid_82  Inviato il: 7/6/2008, 08:55 
 

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 è vero nella scuola può mancare la sensibilità da parte di certi professori che cercano di mettere magari a tacere certi atteggiamenti troppo visibili, magari ne parlano coi genitori che il figlio ha qualche problema (si... essere gay sarà un problema... mah???) ma magari senza mai neanche pronunciare quella famigerata parolona "omosessuale". allora magari ci stanno i compagni e loro di certo non usano quella parola, vanno più al sodo e ti danno del "gay" "frocio" "finocchio" con una facilità e una insensibilità mostruosa. Pronto??? magari i problemi li hanno loro, i virili e veri uomini della scuola. io non avevo proprio idea di essere gay alle superiori quindi me la sono passata bene, senza problemi, ma ho vissuto tutto questo sulle spalle di un mio compagno che veniva preso in giro di continuo e io ero il suo unico amico. Lui non diceva di essere gay, nemmeno a me lo aveva mai detto, magari avrà cercato di farmelo capire ma io non l'avevo capito.
la scuola soprattutto medie e superiori possono essere un inferno per i ragazzi e le ragazze "speciali" come noi. vorrei poter un giorno fare il professore e insegnare ai miei ragazzi che il rispetto e la sensibilità sono valori importanti e che tutti ma proprio tutti abbiamo il diritto a crescere felici e ad amare.
      
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 7/6/2008, 09:35 
 

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 hai ragione devid, rispetto e sensibilità latitano, i primi che dovrebbero insegnare questi valori sono a loro volta carenti di queste basi importanti...
e gli altri si aggrappano all'idea di essere uomini veri, con le palle, e pensano di poter far valere le loro idee con la forza fisica e psicologica ma non hanno capito che questo è chiaro segno della loro ristrettezza mentale...
      
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 7/6/2008, 22:12 
 

 


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 Quando si esce da scuola le persone meno fanno più...le persone che son sempre state più attraverseranno momenti difficili.
La scuola può essere pesante ma è anche un cuscinetto di seta per tutti, i froci saranno chiamati froci, ma quando quel virile di un omofobo che critica Prodi non riuscirà a trovare lavoro col governo Berlusconi(Bossi), non potrà sposarsi, si suiciderà a trentanni perchè non può più pagare neanche la bolletta del telefono, o perchè il mutuo gli sta riprendendo anche l'anima!
La vita dà nomignoli a tutti!

Non ti curar di loro, ma guarda e passa...

La vita presenta il conto a tutti!


"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

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 Figaro87  Inviato il: 13/6/2008, 16:32 
 

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 Bella la citazione dantesca, NON TI CURAR DI LOR MA GUARDA E PASSA. Grandeeeeee!!!!
Per il resto è davvero triste come ci sia gente che....educatori!!!! gente che dice che siamo degli invertiti..... ma hanno loro le rotelle inverite in testa....è allucinante.... ma daltornde, anche dagli "alti esempi" non avrrivano certo grandi parole...quella stronza della Garfagna che dice che le pari opportunità sono solo per le donne, perchè i gay non sono discirminati... ma baccagai!!!! (Scusate è sardo...vuol dire vai a cagare!)
     
 
 
  
 
 Aster_86  Inviato il: 13/6/2008, 20:06 
 

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 CITAZIONEBella la citazione dantesca, NON TI CURAR DI LOR MA GUARDA E PASSA.

*NON RAGIONIAM DI LOR, MA GUARDA E PASSA
FRATTAGLIE: s. f. pl.; il cervello, il cuore, il fegato, l'anima e tutte le altre interiora.
       
 
 
  
 
 salvo87NA  Inviato il: 3/12/2008, 14:53 
 
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 caro mio c sn passato io nella situazione d qst lorenzo,x qnt riguarda la tua prof beh il fatto ke sia una persona colta nn implica x forza apertura mentale e poi tieni anke conto ke lei viene da un generazione d nn si patrlava nemmeno d sesso figurati d omosessualità'nn è neanke colpa sua.
     
 
 
  
 

 8 risposte dal 6/6/2008, 13:14
 

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