CHE COSA E' IL COMING OUT

CHE COSA E' IL COMING OUT?, Comportamenti e problemi tipici del coming out. Se, quando e come dichiararsi gay. 
 
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 gayproject    Inviato il: 4/2/2008, 13:37 
 
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 CHE COSA E’ IL COMING OUT?

Quando un ragazzo gay vive la sua omosessualità senza rivelarla a nessuno si una dire con espressione inglese che è “In the closet” alla lettera dell’armadio. “Coming out”, letteralmente “uscure fuori” è il termine inglese con il quale si indica l’azione con la quale si manifesta la propria omosessualità ad una o più persone.

Per secoli gli omosessuali sono stati costretti a vivere la loro omosessualità a livello strettamente individuale senza potersi confidare con nessuno e rinunciando quindi ad ogni possibile rapporto affettivo importante su base esplicitamente gay. Per secoli, anche in Europa, gli omosessuali sono stati mandati al rogo. Ancora oggi in diversi paesi l’omosessualità è punita con la pena di morte. In queste situazioni il coming out è rischiosissimo e in pratica non esiste.

In paesi di civiltà occidentale, come i paesi europei, gli USA o il Canada, la condizione dei gay non è legalmente discriminata ed esistono anzi norme contro le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale. In questi paesi il coming out, più o meno limitato, è in sostanza realizzato da tutti i gay, per due ordini di motivi:
1) perché sentirsi accettati per quello che si è in famiglia, dagli amici, sul posto di lavoro e nei rapporti sociali è gratificante,
2) perché la ricerca di un compagno senza il coming out almeno parziale è praticamente impossibile.

L’esperienza insegna che nella maggior parte dei casi:
1) Il coming out presenta una dimensione di rischio legata alla poca serietà o alla leggerezza della persona con la quale ci si confida, che può trasformare una confidenza che costa carissima a chi la fa in un vero segreto di Pulcinella.
2) Il coming out si attua gradualmente, cominciando col dichiararsi ad un amico del quale si ha la massima fiducia ed estendendo poi eventualmente il discorso ad altre persone in modo lento e molto meditato.
3) Spesso il coming out resta ristretto di un limitatissimo numero di amici fidati. Il coming out con i genitori è quasi sempre l’ultimo a realizzarsi. Il coming out in una dimensione sociale generale è assolutamente eccezionale.

a) Il coming out non è affatto obbligatorio e chi non lo fa può avere ottime ragioni per non farlo.
b) Le razioni al coming out in ambiente sociale, in genere, non sono positive, le reazioni di pettegolezzo e di intromissione nella vita privata di chi si dichiara, in genere, aumentano dopo il coming out e, in ambienti dove predomina l’ignoranza, si corre il rischio dell’emarginazione e del ricevere una etichetta Gay, ritenuta spesso infamante, cosa che può comportare problemi sociali non piccoli.
c) Le reazioni individuali al coming out sono molto diverse da quelle di tipo sociale. Più volte si vedono persone che condannano l’omosessualità in ambiente sociale che non manifestano alcuna forma di intolleranza in dimensione privata e hanno amici gay con i quali mantengono ottimi rapporti.
Spesso, da parte di persone eterosessuali serie, il coming out di un amico è accettato senza problemi. Comunque prima di dichiarasi è sempre bene chiedersi se valga la pena di farlo, perché si tratta di un comportamento comunque rischioso, anche se la dimensione del rischio è molto contenuta se la scelta della persona con cui confidarsi è fatta in modo ponderato.

Il coming out, per un ragazzo, è una pura formalità quando la sua omosessualità e divenuta di dominio pubblico perché resa evidente da comportamenti di quel ragazzo tenuti in modo deliberato coscientemente o anche per imprudenza.

Un ragazzo che è ritenuto socialmente eterosessuale in genere vive significativi momenti di incertezza prima di dichiararsi, perché la sua dichiarazione è autenticamente rischiosa.

In genere negli ultimi anni si è assistito ad una diminuzione dell’età del primo coming out. Per i ragazzi gay che non hanno mai avuto una vita eterosessuale questa età oscilla intono ai 16/17 anni, per quelli che provengono da esperienze eterosessuali il primo coming out è nettamente più tardivo e più problematico.

Il coming out non è affatto la scelta migliore in tutti i casi, ma le situazioni devono essere vagliate una per una.

Il coming out può aiutare a risolvere i problemi di un ragazzo gay (solitudine, ricerca di un compagno) ma può anche complicargli parecchio la vita se l’ambiente o le persone a cui si rivolge non sono all’altezza della situazione.

Modificato da gayproject - 20/2/2008, 08:48
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 4/2/2008, 16:16 
 

 


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 Il mio coming out l'hanno fatto a nome mio le mie amiche. L'ho detto ad alcune di loro ed in poco tempo si è creato un habitat quotidiano a parte che sarebbe la classe di fronte la mia dove tutti sanno di me ormai. Se usciamo le mie amiche parlano liberamente di me e a volte anche prendendomi alla sprovvista il ke mi ha allargato molto a macchia d'olio!
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 proyou  Inviato il: 4/2/2008, 16:31 
 

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 io se avessi delle amiche che vanno a dire le cose mie in giro non sarei affatto felice!!!  Voglio essere solo io a decidere a chi e come dirlo! Forse la scelta richiederà tempo ....
     
 
 
  
 
 claudiox86  Inviato il: 4/2/2008, 20:37 
 
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 Ineffetti...io le avrei bacchettate fossi stato al tuo posto..
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 5/2/2008, 12:48 
 

 


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 Beh ci son state delle occasioni in cui non me l'aspettavo proprio ma per lo meno mi hanno fatto fare quel passo che altrimenti avrei fatto magari fra quattro anni! poi certo non si tratta di spettegolare, solo di parlare e non dire "ragazza" al posto di ragazzo o "lei" al posto di lui che poi è cosi bello dire LUI
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 Satrapo89  Inviato il: 27/4/2008, 14:42 
 

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 Devo dire che io, in base al mio contesto famigliare-sociale, ho scelto di non fare ancora coming out. Questo perchè potrei avere molto da perdere... anche se può sembrare un atteggiamneto timoroso e poco coraggioso ho gia avuto un "assaggio" di quello che vorrebbe dire pubblica consapevolezza del mio essere gay ed è stato molto traumatico e doloroso... non vuole essere una giustificazione ma in fin dei conti lo è e credo che rimarrò tranquillamente di questa decisione almeno fino a quando cambierò ambiente e troverò qualcuno che mi aiuti in questa fase "delicata"...
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 27/4/2008, 17:49 
 
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 Ciao Satrapo89,
intanto sono contentissimo di leggere un tuo post, però una cosa te le vorrei dire proprio a proposito del coming out. In genere le associazioni gay tendono ad accreditare il coming out come un valore assoluto, una specie di prova di coraggio o altre stupidaggini simili. In realtà il coming out è una delle cose più pericolose che un ragazzo gay può affrontare e spesso il beneficio è nullo e il danno è enorme. Ho visto di persona ragazzi che lo hanno fatto “per principio” e che a distanza di tempo mi hanno detto: “è stata la cosa più stupida che potessi fare!”. La prima cosa importante per un ragazzo gay non è il coming out ma l’indipendenza economica vera che si raggiunge studiando e lavorando. Il coming out, nella quasi totalità dei casi, è limitato a pochissimi amici fidati (due o tre al massimo), i ragazzi gay che si dichiarano con i genitori sono una minoranza tra il 10 e il 20%. Quelli che sono pubblicamente dichiarati, cioè dichiarati anche sul posto di lavoro, sono una frazione minima, sono in genere non giovanissimi e godono di una totale autonomia economica. Se hai scelto di non fare il coming out non devi darne giustificazioni a nessuno, tenendo conto che le ragioni della prudenza non sono mai troppe.
 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 27/4/2008, 21:45 
 

 


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 Avrei qualcosina da ridire a riguardo
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 7 risposte dal 4/2/2008, 13:37
 

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