AMICI GAY TRA SESSUALITA' E SOLITUDINE

AMICI GAY TRA SESSAULITÀ E SOLITUDINE, I MECCANISMI TIPICI DELLE AMICIZIE TRA GAY 
 
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 gayproject    Inviato il: 22/6/2008, 11:49 
 
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 AMICI GAY TRA SESSAULITÀ E SOLITUDINE

Questo post è dedicato all’amicizia tra gay. Parlando in chat con tanti ragazzi gay, osservo che spesso l’amicizia tra ragazzi gay è considerata una problematica di secondo piano e comunque subordinata rispetto all’innamoramento che, dati i coinvolgimenti sessuali è in sostanza il principale centro di interesse tra i ragazzi gay, in tema di rapporti interpersonali.

AMICIZIA GAY ORIGINARIA

L’amicizia tra gay può nascere fin dall’origine come amicizia da entrambe le parti, come quando deriva da una conoscenza che risale molto indietro nel tempo alla quale si aggiunge successivamente una connotazione gay da entrambe le parti. In questi casi l’interesse sessuale non esiste e la scoperta di essere due gay porta a una maggiore spontaneità e non ad una deriva sessuale, cioè ad una trasformazione dell’amicizia in un rapporto basato sull’interesse sessuale. I due ragazzi, ormai consapevoli di essere due ragazzi gay, potranno parlare tra loro liberamente e di tutto, compresa la sessualità senza complicazioni. Questi tipi di amicizia hanno di solito una notevole stabilità e alimentano una sensazione di libertà e di contatto diretto con l’amico che migliora nettamente il livello della vita personale.

AMICIZIA GAY COME SECONDA SCELTA

In molti casi, quando la ricerca di un compagno non produce i risultati sperati, due ragazzi gay che si sono incontrati col fine precipuo di verificare la possibilità di creare una coppia, una volta che detta eventualità appaia svanita, possono scegliere di RESTARE AMICI. Questa espressione indica che il rapporto di cosiddetta amicizia tra quei ragazzi non è primario, ma è la conseguenza della impossibilità di ottenere altro. L’espressione RESTARE AMICI deve essere intesa come RESTARE ALMENO AMICI. L’amicizia ha qui un valore di seconda scelta.

Dietro questo tipo di amicizia si celano delle insidie legate al fatto che il fallimento del progetto di coppia, in genere, lascia uno dei due ragazzi (quello a causa del quale la coppia “non si è formata” cioè quello meno attratto dall’altro ragazzo) più disponibile a mantenere di fatto un legame di amicizia che dal suo punto di vista non si intreccia con la sessualità. L’altro ragazzo (quello che ha provato a formare la coppia, cioè quello più attratto dall’altro ragazzo) finisce per accettare l’amicizia come seconda scelta pur di non perdere il suo oggetto d’amore. Questo ragazzo rappresenta l’elemento debole della coppia di amici che si sta cercando di creare perché per lui l’amico non è un amico ma in sostanza un vero oggetto d’amore, cioè un oggetto di interesse sessuale vero e proprio. La repressione di questo interesse sessuale può essere molto difficile da gestire perché nell’elemento debole della coppia permane comunque la speranza che quell’amicizia si trasformi prima o poi in amore sessuale. Il conflitto tra quella speranza e la realtà fa sì che per l’elemento debole l’amicizia sia solo di facciata.

DIALOGO TRA AMICI GAY

I ragazzi gay parlano con i loro amici dei temi più svariati, ne segnalo alcuni tra quelli seri, perché il dialogo con amici gay assume spesso la dimensione di vero e proprio gioco in cui le battute ovvie, la politica e gli avvenimenti di cronaca hanno un ruolo importante, ma non è di questo che intendo trattare qui. Tra gli argomenti fondamentali legati alla vita dei ragazzi gay e oggetto frequente di dialogo con amici gay ricordo:

1) L’affabulazione gay, cioè le chiacchiere leggere gay, una specie di gioco che nasconde aspetti di verità. Questa affabulazione, che in molti casi resta l’unico oggetto delle conversazioni tra amici gay, non è affatto una banalità. Per molti ragazzi parlare di sessualità o di problemi affettivi profondi con i propri amici è spesso difficilissimo perché subentrano delle vere e proprie forme di inibizione, le remore ad aprirsi ad un dialogo serio possono essere spesso profonde e l’affabulazione gay costituisce una specie di surrogato del dialogo esplicito e talvolta, significativamente, un primo passo che porta verso un dialogo in cui sia possibile finalmente un discorso esplicito. Spesso i ragazzi gettano nell’affabulazione gay degli elementi molto importanti, che sembrano inseriti quasi casualmente nella discussione, se questi elementi vengono notati e valorizzati dall’altro ragazzo l’amicizia è avvalorata da vere e proprie affinità (campi comuni di interesse, esperienze ed emozioni comuni), se invece quegli elementi non sono colti dall’altro ragazzo l’amicizia scivola verso un rapporto generico.

2) La sessualità. Nella maggioranza dei casi gli amici gay parlano tra loro di sessualità solo in modo piuttosto generico (desiderio di trovarsi un ragazzo e relative vicende) ma ben difficilmente ne parlano in modo esplicito (desideri, esperienze sessuali, masturbazione, sogni erotici, fantasie sessuali) perché questi argomenti sono considerati istintivamente troppo strettamente appartenenti alla sfera sessuale per essere condivisi con ragazzi con i quali non c’è un contatto sessuale. In particolare, i ragazzi che vivono in coppia o cha hanno relazioni comunque stabili e soddisfacenti, parlano poco di sessualità esplicita con i loro amici. E pur vero, tuttavia, che la maggior parte dei ragazzi, e non solo di quelli giovanissimi, non hanno un ragazzo col quale abbiano una intimità sessuale, per questi ragazzi, quindi, le tematiche strettamente sessuali non potrebbero mai essere argomento di discussione se questi ragazzi non creassero almeno dei momenti di confidenza tale con i loro amici da affrontare temi esplicitamente sessuali. Questi momenti hanno un valore notevolissimo perché costituiscono spesso l’unica possibilità di dialogo serio su tematiche sessuali che, specialmente se in chiave espressamente gay, possono essere trattate solo con amici gay perché in altre situazioni sono un tabù che è rischioso violare. Sottolineo che l’apertura ad un dialogo su temi esplicitamente sessuali, tra due amici gay, se è il segno di una forma di confidenza molto profonda, non è esente da rischi perché talora dietro un dialogo esplicitamente sessuale può nascondersi o crescere un vero e proprio interesse sessuale da parte di uno dei due. Mi soffermo brevemente su una questione molto importante: parlare della sessualità e in specie della propria sessualità aiuta molto ad uscire dalla dimensione mitica del sesso e a collocare la sessualità in una giusta prospettiva, come un aspetto ordinario della vita di tutti. I ragazzi che sono abituati a parlare della propria sessualità vivono una sessualità molto meno dipendente dai modelli della pornografia e soprattutto vivono il loro essere gay come normalità, sono molto meno soggetti al rischio di scivolare nella malinconia e in genere vivono una vita più soddisfacente e più sostanzialmente libera.

3) I problemi di carattere affettivo e familiare: in particolare il rapporto con i genitori e con l’ambiente sociale. Sono tematiche secondarie solo all’apparenza perché per tanti ragazzi gay il mancato rapporto affettivo con i genitori, l’esperienza del rifiuto e dell’incomprensione sono cose realmente traumatiche che il colloquio con gli amici aiuta ad oggettivare. È fondamentale tenere presente che la sessualità, come espressione della vita affettiva, risente dello stato emotivo complessivo della persona e che una situazione di isolamento all’interno della famiglia o la necessità di non manifestare i propri orientamenti sessuali o di vivere la propria sessualità di nascosto pesano molto sulla vita sessuale e sui conseguenti livelli di gratificazione.

4) Lo scoraggiamento e gli atteggiamenti negativi di fronte alla vita.

MALINCONIA GAY

È sul punto n. 4 che vorrei soffermarmi ora.
I ragazzi gay, proprio perché vivono spesso in situazioni di privazione affettiva sostanziale sono soggetti al rischio di essere preda di stati malinconica. Alcuni comportamenti sono sintomatici di questo stato di negatività diffusa:

1) Progressivo abbandono delle chat per i ragazzi che le usavano quotidianamente.
2) Tendenza a sentirsi vittima di qualcosa di ineluttabile, come se per un ragazzo gay non esistesse speranza.
3) Rifiuto dell’essere gay e rimpianto di una normalità perduta che avrebbe portato la felicità.
4) Atteggiamenti di rifiuto del mondo, valutato un non senso.
5) Presenza nei discorsi del tema della morte e del suicidio, come rimedio ad una vita priva di senso.

In situazioni come queste la presenza di amici gay può avere due significati opposti:
1) Se i due ragazzi sono entrambi in una fase malinconica, il loro colloquio finirà per rafforzare lo stato malinconico, creando più danno che beneficio.
2) Se uno dei due ragazzi avrà un atteggiamento positivo, potrà dare all’altro ragazzo una mano fortissima che lo tragga fuori dal rischio di scivolare nella malinconia profonda.

Aggiungo una cosa, quando un ragazzo che rischia di scivolare in uno stato malinconico si rende conto che può fare qualcosa di buono per il suo amico che si trova in una situazione analoga, talvolta si mette in moto un meccanismo operativo che è il migliore argine al crescere della malinconia. Fare è importante, fare per un amico è importantissimo, si tratta in sostanza di assumere dei ruoli affettivi che risultano gratificanti su entrambi i fronti e spezzano di fatto la solitudine affettiva che il primo motivo della malinconia dei ragazzi gay.

Un rischio concreto congiunto alla malinconia gay è legato all’idea che sia possibile ovviare a quella malinconia non tramite l’amicizia gay e i rapporti affettivi ma tramite un esercizio molto disinvolto della sessualità. Si tratta di una via di fuga piuttosto seguita. Il rischio è a due distinti livelli:

1) Rischio generale legato all’esercizio della sessualità non in condizioni di sicurezza.
2) Rischio della profonda delusione derivante proprio dell’esercizio di una sessualità non affettiva. Pensare che si possano sostituire i rapporti affettivi veri con una sessualità disinvolta nei confronti di persone incontrare spesso per caso è uno degli sbagli che più frequentemente i ragazzi gay commettono. Se la loro ricerca di distrazione sul piano sessuale fosse una cosa superficiale, il fallimento dei loro tentativi non sarebbe in fondo traumatico, ma quei ragazzi investono nella loro ricerca sessuale tutta la loro affettività profonda e si aspettano risultati che non potranno ottenere, per loro, dunque, la delusone sarà grandissima ma non li porterà a cambiare rotta ma a provare esperienze analoghe con altri ragazzi, perpetuando un meccanismo di fuga che non porta da nessuna parte. In situazioni del genere un amico gay può essere determinante e la soddisfazione di un colloquio serio e aperto sulle vere motivazioni della malinconia e del senso di scoraggiamento può avviare alla vera risoluzione del problema.

Un ragazzo gay tendente alla malinconia, in genere non rifiuta il contatto affettivo e anzi risponde con assoluta serietà, cioè si mette in gioco ma desidera essere cercato e non è portato a fare il primo passo. È per questo che avere amici gay che lo cerchino è fondamentale per il mantenimento di un equilibrio affettivo sostenibile. I veri amici fanno il primo passo verso i loro amici e non si limitano ad attendere e a giocare di rimessa.
 
     
 
 
  
 

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