SCOPRIRE L'OMOSESSUALITA' DI UN FIGLIO

SCOPRIRE L'OMOSESSUALITA' DI UN FIGLIO, LETTERA AI GENITORI DI RAGAZZI GAY 
 
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 gayproject    Inviato il: 11/2/2008, 14:49 
 
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 SCOPRIRE L'OMOSESSUALITA' DI UN FIGLIO

Dai siti statistici emerge un fenomeno che ha bisogno di assoluta attenzione. Non sono infrequenti (circa il 2% del totale) le visite di lettori che accedono tramite motori di ricerca inserendo chiavi che fanno pensare che si tratti di genitori che hanno avuto conoscenza della omosessualità dei figli. Questi lettori spesso non leggono altre parti del blog ma solo quelle che riguardano i rapporti tra genitori e figli gay, spesso questi lettori sono senza “reffering link”, cioè hanno memorizzato tra i preferiti le pagine di questi blog che parlano di rapporti tra genitori e figli gay e tornano a leggerle più di una volta. Non è la prima volta che affronto l’argomento ma credo che la cosa sia così importante che ogni ulteriore chiarimento non possa che essere utile... e per questo mi rivolgo direttamente ai genitori che hanno avuto notizia che i figli sono gay.

Cari Genitori,
se avete letto qualcosa di questi miei blog vi sarete accorti che io sono un anziano signore gay che si dedica praticamente a tempo piano a pubblicare blog gay ma, forse lo avete notato, su questi blog non ci sono immagini di nessun genere, si tratta di blog senza restrizioni, per tutti, e questo deriva da una scelta precisa: raggiungere il più grande numero possibile di lettori interessati a conoscere che cosa è veramente la vita dei gay. A me non interessa avere molti lettori ma avere lettori che siano o gay o persone che sono comunque molto interessate alla vita dei gay. In questo senso ho dedicato alcuni post ai rapporti dei gay con le donne che di loro si innamorano, e ad altri problemi che i gay nelle varie situazioni di vita possono incontrare. In questo panorama un ruolo assolutamente fondamentale spetta ai genitori. Preciso che sono in corrispondenza con diversi ragazzi gay, giovani, ma non adolescenti, in genere studenti universitari o ragazzi che hanno già cominciato a lavorare. Per questi ragazzi, anche a 25, 28 o 30 anni, il problema del rapporto con la famiglia in genere non è risolto. Questo significa che questi ragazzi, che ormai sono pienamente adulti, risentono ancora, spesso in modo profondo, della crisi dei rapporti familiari dovuta al loro essere gay. I genitori di questi ragazzi, che hanno anche 60 anni, non sono in grado di dare loro nessun supporto e spesso le incomprensioni si accumulano e si sedimentano, fino ad una separazione totale tra i figli e la famiglia che è terribile sia per i figli che per i genitori e lascia un senso di fallimento profondo della vita affettiva. Ma a 25 anni, se è vero che si può andare in crisi, è comunque vero che in genere ci sono le risorse per gestire la situazione, ma in età molto giovane non è detto affatto che sia così. Noto spesso, anche in figli gay venticinquenni, il desiderio profondo della fuga da casa, non per trovare chissà che cosa, ma semplicemente per trovare una privacy che per un ragazzo di 25 anni è necessaria come l’aria, tanto più se si tratta di un ragazzo gay. Che un ragazzo gay possa avere buoni rapporti con la famiglia non è cosa comune perchè spesso l’accettazione dichiarata della omosessualità dei figli da parte dei genitori è solo di facciata e i figli avvertono che “comunque” qualcosa è cambiato. In una situazione del genere un figlio è portato istintivamente a considerare i genitori ipocriti. Con i figli, e in particolare con i figli gay, è indispensabile essere onesti al 100%. Nella maggior parte dei casi i figli non parlano ai genitori della loro omosessualità e, aggiungo, nella maggior parte dei casi fanno bene a non parlarne. Quanto sto dicendo non è in contrasto con l’esigenza di chiarezza di cui parlavo prima perché deriva dal fatto che i figli “temono” le reazioni dei genitori e quando in un rapporto affettivo subentrano i timori il rapporto ne viene pesantemente viziato. I ragazzi che ho conosciuto tramite questi blog e con i quali mi capita spesso di essere in chat vogliono sentire da me la conferma del fatto che essere gay significa avere una dignità, una moralità, una dimensione umana alta, non inferiore a quella di nessun’altra condizione di vita. Spesso gli adulti che non sanno molto del mondo gay hanno di esso una visione assolutamente pregiudiziale, lo identificano con gli aspetti più strillati e più spettacolari che si vedono in televisione... ma no! Cari genitori, i gay, quelli veri, con queste cose non c’entrano nulla... io ne conosco tanti di tutte le età e sono persone serissime, che lavorano, che cercano di credere in quello che fanno e che spesso vivono in condizioni di non libertà perché nel mondo in cui vivono l’essere gay non è cosa accettata. C’è gente che si nasconde (la grande maggioranza!), io li chiamo “il popolo invisibile” ... e si nasconde perché ha paura, non perché ha qualcosa da nascondere. Ho visto dei gay vivere forme d’amore profondissimo, con o senza sesso non importa, nei confronti di chi dava loro una risposta affettiva seria. Ho visto ragazzi giovanissimi letteralmente distrutti dalla incomprensione dei loro genitori e mille volte pentiti di essersi dichiarati in famiglia. Se avete letto questo blog avrete visto che io in genere invito i ragazzi a pensare molto bene prima di decidersi al coming out e devo dire che il coming out verso i genitori, quando arriva, è sempre l’ultimo, e nella maggior parte dei casi, oltre l’80%, non arriva proprio. Che deve fare un genitore che si accorge che il figlio è gay (che glielo abbia detto il figlio o meno)? La risposta vi potrà sembrare stupida... ma un genitore che si rende conto che il figlio è gay, se gli vuole bene, lo deve aiutare ad essere gay. Un ragazzo mi diceva: “in fondo ho avuto un coraggio da leone a parlarne con i miei... ma loro l’hanno presa bene in un certo senso e dicono che mi devo solo curare”. Un atteggiamento del genere per un ragazzo gay equivale a un abbandono, a una non accettazione. Accettare non significa cercare di modificare la situazione, nemmeno sperare che succeda, se c’è il tentativo di cambiare le cose o la speranza che le cose cambino vuol dire che l’accettazione non c’è. E concludo dicendovi una cosa: essere gay non è una scelta è una qualità di fondo di una persona e io non ho mai visto un ragazzo gay che non volesse essere gay. Rifiutare il fatto che un figlio è gay significa rifiutare il proprio figlio sotto ogni punto di vista. Amare i figli vuol dire amarli come sono!
Se, in qualunque modo, potrò essere utile ne sarò ben contento. Se mi lasciate un commento o mi inviate una e-mail sul blog MSN (ci sono i link in questo blog) cercherò di rispondere.
 
     
 
 
  
 
 StevenL  Inviato il: 11/2/2008, 15:14 
 
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 Secondo me i genitori non dovrebbero indagare sull'orientamento sessuale dei figli,anche perchè non è un argomento talmente importante da spingerli ad investigare e a pedinarli nella ricerca di qualcosa. Genitori lasciate liberi i vostri figli...etero o gay non cambia nulla, se un ragazzo è in gamba e avrà successo nella sua vita non dipende dal suo orientamento sessuale. Non potrete mai cambiare la natura di un ragazzo gay...è come convincere un etero a diventare gay...praticamente impossibile!!!
Anzi bisogna accettare senza troppe storie!
   
 
 
  
 
 frederic.78  Inviato il: 11/2/2008, 15:41 
 

face your fears, live your dreams


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 Io ho 30 anni e mi sono innamorato per la prima volta di un ragazzo al primo anno di università ... quando tra me ed il mio attuale compagno le cose si sono solidificate ed abbiamo capito di amarci profondamente abbiamo fatto coming out entrambi prima con gli amici poi con i genitori ... la cosa è stata fallimentare in entrambi i casi ... ci siamo trovati da soli e rifiutati nel modo peggiore ... io ho ancora davanti agli occhi l'espressione di vero disgusto di mio padre ... e non credo la dimenticherò mai ... i miei genitori e pure mio fratello mi hanno letteralmente sbattuto fuori dalla loro vita e da casa, proprio buttato per strada e sono ormai 11 anni che non li sento più. Se non fosse stato per la mia unica amica di allora non avrei proprio saputo manco dove andare a dormire. Mio padre ha persino detto che io sono un corno perchè lui non può aver generato un figlio "così "testuali parole "shifoso" ... e mi ha minacciato se avessi usato il suo cognome ... bhè io lo faccio comunque ...
La cosa assurda è che io tutt'ora sento un fortissimo senso di colpa nei loro confronti per averli delusi .. che razionalmente è assurdo ma andatelo a dire al mio subconscio ... a volte soffro per questo motivo di stati profondi di ansia e frustrazione ... con il mio amore ci diamo una mano anche in questo ... e certo se non fosse per lui a passare il peggio non ce l'avrei mai fatta ... un dialogo per me sarebbe molto importante principalmente perchè con i miei genitori non ho mai avuto la possibilità di averlo e forse sentire la voce di altri genitori mi potrebbe aiutare a capire loro e soprattutto me stesso ...
In an interstellar burst I am back to save the universe
      
 
 
  
 
 StevenL  Inviato il: 11/2/2008, 15:59 
 
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 Frederic.78 la tua storia mi ha colpito molto e dico sul serio...Credo che per te è stato difficilissimo allora affrontare questa loro decisione di cacciarti di casa e lo è anche adesso perchè sento che in te c'è molta sofferenza.
Però nonostante tutto hai trovato la forza di andare avanti per la tua strada avendo come ottima spalla e compagno di vita il tuo fidanzato che ha alleviato le tue sofferenze con l'Amore...questa cosa è un raggio di sole in una forte tempesta!
Ti Auguro tante cose belle Frederic.78 e sappi che chi ti sta parlando è un ragazzo che non ha detto nulla ai suoi genitori per paura di ciò che tu sai benissimo (l'unica a saperlo è mia sorella che mi sostiene in tutto ed ha un bel rapporto con il mio ragazzo Luca)...ma anche se ho i miei genitori io soffro di un'altra forma di allontanamento: gli amici...che non ne ho e nonostante questo però mi ritengo fortunato ad avere Luca.
A presto e mi raccomando stiamo sempre in contatto noi del forum perchè l'unione fa la forza!!!

PS Mi rivolgo ai genitori di figli gay che non li accettano come tali:
" Leggete queste storie perchè la delusione di un genitore che si ritrova un figlio gay non sarà mai uguale alla sofferenza e al disagio che un figlio gay avverte e sente quando si ritrova genitori come voi"! 
   
 
 
  
 
 proyou  Inviato il: 11/2/2008, 17:26 
 

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 Ai miei genitori l'ho detto e mi sono subito pentito.  Non è mai stata una bella famiglia la mia ma ora mi sento in una vera propria prigione. Loro insistono a dire che non sono gay ma che me lo sono messo in testa io o lo dico per dispetto. Solo che non è vero. I miei genitori su di un forum non andrebbero mai. Loro pensano di avere sempre ragione. Non si può discutere. 
     
 
 
  
 
 StevenL  Inviato il: 11/2/2008, 17:35 
 
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 Proyou la cosa importante è che tu sei felice da quando hai scoperto di essere gay... 
   
 
 
  
 
 proyou  Inviato il: 11/2/2008, 17:44 
 

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 A me non è mai dispiaciuto esere gay. Ma non vorrei mai dover essere costretto a cambiare.  Però non si può essere felici a casa mia. Credimi.
     
 
 
  
 
 StevenL  Inviato il: 11/2/2008, 20:45 
 
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 Proyou tu non dovrai mai cambiare la tua natura,il tuo essere per trovare serenità a casa tua.La troveresti certo ma poi dentro di te come ti sentiresti? Felice? Soddisfatto? Pensaci perchè la cosa più importante al mondo è essere se stessi ed essere sereni dentro, indipendentemente da cosa ne pensano gli altri (anche se gli altri sono la nostra famiglia)!
 Sii sempre te stesso e credi in te stesso! 
   
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 12/2/2008, 00:28 
 
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 Proyou, quello che dice Steven è molto saggio: sii te stesso e credi in te stesso! Puoi trovarti in situazioni difficili... anche molto difficili... ma non sei solo e lo sai! 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 12/2/2008, 15:31 
 

 


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 Proyou la fede in te la senti dentro e so che è cosi. La libertà è qualcosa che solo tu hai e nessuno ti può togliere

 


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 sometimes  Inviato il: 11/3/2008, 16:58 
 
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 ...leggo e mi rattristo. mio fratello minore è gay e l' unica cosa di cui mi sono preoccupata quando l' ho "scoperto" e di come potesse stare lui. intendo le problematiche legate alla consapevolezza e all' accettazione di sè. su questo l' amministratore mi ha molto rassicurata , dicendomi che molto probabilmente mio fratello si è già accettato [ero preoccupata soprattutto perchè i miei genitori sono cattolici quindi...bhè...poteva esserci qualche complicazione in più per lui che , anche se non direttamente cattolico , ha cmq ricevuto una educazione tale]. però ai genitori chiedo...che vi importa a chi vuol bene vostro figlio?? l' importante è che sia un bravo ragazzo , che sia leale , che studi , che lavori , che non si droghi, che non sia un ladro. è questo che conta!!
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 12/3/2008, 13:55 
 
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 Ciao sometimes, nella sezione del forum "CAPIRE DI ESSERE GAY" ho aperto una discussione intitolata "ACCETTARSI COME GAY" http://progettogay.forumfree.net/?t=25996603 nel post di apertura cerco di precisare che cosa si intenda per accattrsi come gay.
     
 
 
  
 
 Angeltoxic  Inviato il: 22/3/2008, 02:33 
 

° ° °...Un Lungo Sonno Senza Sogni Cos'è??... ° ° °


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 IO DOPO LA ROTTURA DELLA MIA STORIA D'AMORE PIU LUNGA . HO DECISO DI CONFESSAERE DECISAMENTE TUTTO AI MIEI, NE SENTIVO COME IL BISOGNO DENTRO IL BISOGNO DI POTER CONDIVIDERE IL DOLORE CHE STAVO E CHE STO TUTT'ORA PASSANDO CON QUALCUNO.... E COSI Fù... I MIEI VEDEVANO LO STATO D'ANIMO IN CUI VIVEVO....E NON POTEVO PIU DI TANTO NASCONDERE... COSI PIANO PIANO DECISI DI PARLARNE APERTAMENTE IN TUTTO E PER TUTTO... DECISI DI RACCONTARE ...DI SPOGLIARMI E DI MOSTRARMI VERAMENTE PER QUELLO CHE SONO....SENZA PIU DEVIARE A ALLUSIONI O RIMANERE UN PO NELL'OMBRA... NO! DECISI DI APRIRMI DEL TUTTO...... E CHE DIRE?...LA REAZIONE PROPRIO NON ME L'ASPETTAVO COSI "POSITIVAMENTE CORRETTA!".....OVVIO NON CI SONO STATI BRINDISI E FUOCHI D'ARTIFICIO...PERò NEMMENO FRASI D'INSULTO O COSE CHE POTESSERO FERIRMI DENTRO...NO NIENT'AFFATTO...C'è STATA COMPRENSIONE E TANTO TANTO AFFETTO...... SONO ORGOGLIOSO DI AVERE DUE GENITORI COSI!... MI HANNO SEMPLICEMENTE DETTO QUELLO CHE VOLEVO SENTIRMI DIRE E CIOè .... "QUALUNQUE TUA SCELTA....QUALUNQUE TUA PROSPETTIVA....QUALUNQUE TUO FUTURO E SOPRATT QUALUNQUE TUO ORIENTAMENTO ....RIMANI SEMPRE NOSTRO FIGLIO E TI AMIAMO COSI COME SEI!".....CREDETEMI A QUESTE PAROLE C'è STATO UN BALZO AL CUORE.... UN SOFFIO DENTRO... IN QUEL MOMENTO NON RIUSCIVO A REALIZZARE CIò CHE STAVA ACCADENDO.. è STATA UNA SENSAZIONE STRANISSIMA.... NEL DOLORE CHE STAVO PROFANDO IN QUEL MOMENTO PER APPUNTO QUESTA STORIA FINITA... NON HO SENTITO NIENT'ALTRO... SOLO UNA FORTE FELICITA E LA VOGLIA DI STRINGERLI FORTE FORTE COME HO POI FATTO!...
ORA POSSO CONTARE SUL LORO APPOGGIO... POSSO ESSERE QUELLO CHE VERAMENTE SONO.....E POTER PARLARE COSI LIBERAMENTE ORA ANCHE CON LORO MI FA STAR BENE A PRESCINDERE DAI PROBLEMI E DAL PERIODO CHE STO PASSANDO Sò DI POTER CONTARE SU DI LORO E QUESTO MI DA SOLLIEVO ... MI SENTO IN PACE E FINALMENTE MI SENTO "COMPLETO" CON ME STESSO... E SOPRATTUTTO ANCORA PIU ORGOGLIOSO DI ESSERE QUEL CHE SONO!

 

 


* A TE CHE SEI...SEMPLICEMENTE SEI...SOSTANZA DEI GIORNI MIEI...... ° 6/09/08 BEST DAY OF MY LIFE °.... YOU ARE MY HEAVEN ON EARTH MADONNA....FOREVER AND EVER...AND EVER....*
 
      
 
 
  
 
 andreabsx80  Inviato il: 9/4/2008, 12:55 
 

CIAO A TUTTI


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 I miei genitori quando lo hanno saputo sono rimasti stupefatti ma comunque mi hanno accettato. non c'è stata una brutta reazione.I miei hanno sempre incoraggiato nelle mie scelte di vita ,anche questa è una scelta di vita .Tra un genitore è un figlio ci dovrebbe essere sempre sincerità,anche se ha volte e difficile affrontare la realtà.!(molto).mia madre all' inizio mi a detto che secondo lei è una cosa passeggera che "rientrerò" nella normalità.....ma non è così.io per questo non ho dei complessi sono contento della mia sessualità, di quello che provo x i ragazzi.La vita è tutta una scelta, i genitori sperano che i figli trovino un bel lavoro, trovino una bella ragazza, che si sposino e dargli così tanti nipoti....poi quando vengono a sapere questa verità e come se il mondo gli cadesse adosso....ma anche se questo è successo un genitore dovrebbe sempre volergli bene, ed accettare la sua scelta!!!!!!io sono stato fortunato i famigliari e amici hanno accettato la scelta che ho fatto!ma sfortunatamente questo non succede sempre,poi scatta l' emarginazione.......che tristezza!!!!

 


TOKIO HOTEL 4EVER
      
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 10/4/2008, 13:47 
 

 


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 Ma certo un genitore dovrebbe sempre essere felice del proprio figlio. Delle scelte come la nostra non sono dannose per nessuno ed arricchiscono!


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 editore  Inviato il: 11/4/2008, 11:14 
 
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 Se non hai indipendenza economica fare il comin' out in famiglia può sempre essere rischioso, non lo sai mai come la possono prendere, anche i genitori apparentemente più aperti, quando poi si trovano di fronte all'omosessualità del figlio, divengono irriconoscibili; alcune storie che ho conosciuto mi ricordano tanto quella puntata dei Simpson dove legalizzano le unioni gay e prima Marge è tutta aperta e positiva, poi quando scopre che una delle sorelle maggiori è lesbo cambia completamente atteggiamento, e purtroppo non è solo un realtà da film, ma reale.
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 13/4/2008, 16:20 
 

 


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 Si hai ragione, il coming out sembra rappresentare un narcotico per le persone più chiuse. Pure mia madre elogia certi transgender, ma se scoprisse che io ho in mente gambe pelose piuttosto che gambe levigate, vorrei proprio vedere!


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 Erin_89  Inviato il: 21/4/2008, 18:05 
 

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 La mia è una famiglia fortemente omofoba. In realtà i miei si sono divorziati 6 anni fa e da allora io vengo rimbalzato da una casa all’altra come se fossi un pacco postale con mittente di ritorno.  Mio padre è uno di quelli che ha votato Bossi alle ultime elezioni.  Per lui quando si tratta di offendere una persona non c’è modo migliore che dirgli che è un finocchio per usare la parola più educata che usa. Mia madre è una bacia mani di preti che da quando ha divorziato le è presa pure mezza crisi mistica.  ma rimane una donna di una ipocrisia disarmante. Mia sorella maggiore è una ciellina e a 23 anni ha già due figli e un terzo è in progettazione secondo i dettami dell’andate e moltiplicatevi e pensa che tutti i gay siano in fondo dei pedofili.
Se solo passasse loro il dubbio per l’anticamera del cervello. Ma preferisco assolutamente non pensarci neppure!

i'll swallow poison, until i grow immune
i will scream my lungs out till it fills this room
how much difference does it make
 
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 21/4/2008, 20:53 
 
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 Ciao Erin_89,
in effetti i problemi più grossi un ragazzo gay li può trovare proprio all’interno del suo nucleo familiare. Gli amici puoi sceglierli, i parenti no! Puoi solo accettarli come sono e quando loro non accettano te per quello che sei il coming out non solo non ha senso ma è una forma di autolesionismo senza alcuna giustificazione. Pensare che a non capirti sono proprio i tuoi familiari ti può mettere in crisi ma pensare di provare a farli ragionare significa tentare un’impresa destinata al fallimento. Mi rendo conto di dire una cosa molto difficile da accettare, ma quando la tua famiglia non è in grado di accettarti (e te ne accorgi benissimo senza nemmeno provare un coming out rischioso quanto inutile) l’unica cosa è pensare a costruire una prospettiva autonoma. Intendo dire che per un ragazzo gay, tanto più se proviene da famiglia omofoba, ciò che conta prima di tutto è la libertà di agire senza dovere dare conto a nessuno e quindi l’avere un lavoro vero il più presto possibile. In genere una cosa del genere non si realizza in tempi rapidi, bisogna finire gli studi e trovare lavoro, è difficilissimo che accada prima dei 25 anni. Se la cosa va bene, a quell’età si raggiunge l’indipendenza economica, in genere di pura sopravvivenza o poco di più. La vita affettiva vera in termini di ipotetica convivenza di fatto non si realizza pressoché mai prima dei 25 anni e spesso si realizza dopo, anche se gli anni tra i 20 e i 25 sarebbero in fondo gli anni più belli da vivere in coppia, perché sono gli anni in cui l’integrità fisica è perfetta e la disponibilità affettiva è massima. Quando la realizzazione della vita affettiva è rinviata troppo in là, intervengono momenti di frustrazione, di solitudine, di depressione, che si intensificano con l’andare degli anni. Di fatto, alla convivenza ci arrivano in pochi ma parecchi ragazzi riescono a concretizzare rapporti affettivi seri anche senza convivenza, mentre continuano, per ragioni economiche, a vivere a casa dei genitori, si tratta di relazioni segrete che creano ansia ma che, se sono autentiche, sono fondamentali per la stabilità affettiva, perché sono sostanzialmente rapporti di coppia veri, anche se condizionati. Spesso, in particolare tra i ragazzi più giovani, è sentita come esigenza assolutamente primaria quella di trovare un compagno al più presto, la ricerca di un compagno diventa la preoccupazione dominante, e in modo frenetico lo si cerca dove si pensa – sbagliando – che sia più facile trovarlo, cioè nelle chat e nei siti di incontri, e in questo modo si va alla ricerca del bellissimo, del modello cinematografico e del principe azzurro dove invece si trova tutt’altro. In questo modo gli anni passano all’inseguimento dell’impossibile e si rinvia sempre di più il momento della vera indipendenza economica e quindi la possibilità di avere una vita affettiva pienamente soddisfacente. In effetti per la realizzazione di una sicurezza affettiva la sicurezza e l’autonomia economica sono presupporti, se non indispensabili, certo utilissimi.
 
     
 
 
  
 
 proyou  Inviato il: 22/4/2008, 19:02 
 

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 Ti capisco molto bene Erin! Anche io ho una famiglia che pensa tutto il peggio dei peggio dei gay!!  Ne hanno sempre parlato malissimo e da quando gli ho detto che lo sono è un vero incubo!
Mio fratello pensa anche lui che siamo dei pervertiti tanto che mi dice sempre che dovrebbero castrarci tutti chimicamente e questo quando gli gira dritta!  Mio papà se lo sente al massimo ride! uno magari pensa che basta non ascoltare o pensare che sono stupidi ma certe cose fanno sempre tanto male e non ci si abitua mai a sentirle!   Penso che la cosa migliore x te è stare zitto e come dice project andartene appena puoi!
Ma qui è come una famiglia e ci sono delle persone che nonti fanno mai sentire solo!! 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 26/4/2008, 20:39 
 

 


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 Spero che "qui" possa continuare per sempre.....(anche se sempre so che non esiste F.Oz.)


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 Asimo  Inviato il: 7/5/2008, 19:46 
 

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 Questa discussione era dedicata ai genitori di ragazzi gay. E in due pagine di discussione, non c'è nessun intervento da parte di genitori... oh, genitori, sveglia!! Noi non siamo mica i pervertiti che credete voi!! Prima di cacciare i vostri figli di casa, informatevi meglio su chi siamo veramente!!! (E sinceramente mi sembra molto più pervertito un genitore che caccia il proprio figlio di casa solo perchè è gay!!)
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 7/5/2008, 22:06 
 

 


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 Ottime parole asimo, se potessero capirle tutti il mondo non conoscerebbe guerre!


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 live90  Inviato il: 3/6/2008, 19:20 
 
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 Anche per me è stato molto difficile fare coming out alla mia famiglia, dopo un periodo di depressione mi sono deciso e mi sono dichiarato. Bhe mia madre mi ama piu di prima , per nn parlare poi di mia sorella .Io sono molto fiero della mia famiglia e la cosa che piu mi rende felice nn è stata l'accettazione nel senso della parola , a casa mia nn mi hanno accettato ma hanno sempre saputo e creduto che l'omosessualità nn è malatia addirittura spesso e volentieri faccio leggere alcuni post della vita gay per spiegarli la realtà di questo "mondo " tanto giudicato pertanto invito i genitori di ragazzi gay di informarsi prima di sparare delle sentenze sui propri figli e capire che il male piu grande che ad un figlio si possa fare è nn essere amato
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 3/6/2008, 21:53 
 
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 Condivido 100%! I rapporti di un ragazzo gay con i suoi genitori possono essere la prima causa di gratificazione o la prima causa di sofferenza. La mancanza d'amore, in particolare da parte dei genitori, provoca spesso forme di soffernza profonda che non si superano del tutto nemmeno con l'andare degli anni. Primo dovere di un genitore che ha un figlio gay è capire che cosa significa essere gay perché questo è un modo di capire il proprio figlio.
     
 
 
  
 
 Davide_84  Inviato il: 4/6/2008, 22:06 
 

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 mi rispecchio molto in quello che dice Erin_89, anche se poi c'è una netta differenza e cioè che io gliel'ho detto ai miei. Come i suoi genitori anche i miei sono separati, da 3 anni, e io vivo a casa con mia madre e i miei 2 fratelli e lavoro con mio padre (che situazione di merda). Mio padre lo odio, si certo è sempre mio padre ed io nn mi permetto di offenderlo, ma lo odio lo stesso e di certo nn gliel'ho mai mandato a dire. Lui è prima di tutto omofobo come pochi, poi anche razzista, egoista, presuntuoso, e ad arrivare alle mani ci mette poco. A casa, mia madre se tutto va bene la vedo una volta ogni 2 giorni perchè io nn ci sono quasi mai a casa e poi dopo la separazione lei è andata a lavorare e quindi nn capita mai che ci vediamo e comunque il nostro rapporto si è logorato giorno dopo giorno dalla separazione fino ad oggi che sembra quasi inesistente. I miei fratelli, uno più grande e uno più piccolo, con quello più grande non c'è assolutamente alcun tipo di rapporto, nemmeno un saluto, da ormai 2 anni circa, con quello più piccolo sembriamo due che si conoscono di vista. perchè l'ho detto allora? prima di tutto perchè ero pronto al peggio, cioè che comunque sia se me ne sarei dovuto andare l'avrei fatto, ma poi in primis per liberarmi di un peso atroce che nn sopportavo più e poi a mia madre perchè volevo tornare a guardarla negli occhi come un tempo e anche perchè speravo che questo mio gesto nei suoi confronti potesse dare una svolta positiva tra me e lei così da poter avere quel dialogo diretto che non c'è mai stato tra genitore e figlio gay. Ricordo che mi disse testuali parole:< ma che stai a di! non è vero! adesso perchè ti è venuta in mente sta cosa che sei gay? poi quando l'ha capito qualche lacrima usciva dai suoi occhi rossi ma comunque concluse dicendomi che mi voleva bene come prima e che sono suo figlio. In realtà io credo che lei soffre ma nn me lo dice. quando mi vede uscire mi dice sempre, dove vai? mi raccomando usa la testa. Non credo che lei abbia accettato al 100% ma ad oggi francamente non me ne frega niente perchè il mio obiettivo è solo 1, andarmene via. Per quanto riguarda mio padre, anche a lui l'ho detto un giorno quasi per sfida, anche in questo caso ero pronto al peggio, cioè avrei mollato baracca e baracchini e me ne sarei andato via. Non ho mai avuto la necessità di volerlo dire a lui poichè lui non si è mai comportato come un padre verso i figli e per questo il nostro rapporto affettivo è sempre stato inesistente, ma il fatto è che mi ero talmente stufato di sentire le offese, le prese per il culo e le peggio cose sui ""froci de merda" (come dice lui) che mi sentivo ferito anche io e allora una sera ho tentato di creare un dialogo giusto, insomma una certa atmosfera che avrebbe aiutato lui a capire ma niente quando gliel'ho detto la sua faccia ha mutato espressione in un attimo, e tutto quello che ha detto è stato:< ma che c***o stai a dì!! a tu madre gliel' hai detto che la sera te ne vai a froci? vattene prima che te impicco> per lui il fatto che io sono gay equivale ad andare la sera a prostituirmi o comunque frequentare persone drogate o gentaglia in generale. Poi si vede che ci ha ripensato sul fatto di ammazzarmi, ma l'argomento nn è mai stato più affrontato e lui si comporta come sempre, come se io nn gli avessi mai detto nulla. La mia conclusione ad oggi è una sola, appena ne avrò le possibilità me ne andrò via da tutto e da tutti, tanto la mia famiglia non esiste e nonostante i miei lo sanno le cose nn sono cambiate anzi sono peggiorate perchè il loro silenzio sull'argomento in realtà parla forte e chiaro e a me sinceramente oramai non me ne frega più niente quindi genitori, se uno di voi legge queste pagine, sappiate che il male che credete vostro figlio vi abbia fatto non è neanche un terzo di quello che voi fate a lui se lo respingete o comunque se lo lasciate nel dubbio.
     
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 5/6/2008, 09:25 
 

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 «La vita sprecata dei genitori ha un'influenza molto forte sul comportamento dei loro figli.» (C.G. Jung)

Spesso, troppo spesso, le vite di molti genitori potrebbero essere considerate sprecate, crescono i propri figli credendo di dare amore e poi quando questo amore serve lo dimenticano. Non tutte le famiglie sono uguali e non sarebbe giusto fare delle generalizzazioni, ma spesso un ragazzo/a gay si trova in difficoltà quando deve raccontare quello che sta provando, quello che sente dentro; i genitori si aspettano spesso ciò che loro non hanno avuto, si aspettano che i propri figli possano soddisfare i loro sogni che non si sono realizzati creando così tragicomiche situazioni.
Quindi che fare? Penso che ogni tanto sia giusto avere un po’ di “sano egoismo” che possa farci star bene senza obbligatoriamente creare enormi “sofferenze” in chi ci sta vicino; occorre farsi forza e perseguire quella che sentiamo sia la giusta via, e lo affermo io che per molti anni in passato ho lasciato che le idee e le aspirazioni della mia famiglia potessero oscurare i miei reali sogni. L’ho capito col passare del tempo ma ad un certo punto ho deciso che se volevo star bene con me stesso ed in mezzo agli altri dovevo lasciar spazio alle emozioni, a quelle vere che ti danno i brividi e ti lasciano una grande forza per proseguire.

 
      
 
 
  
 
 Davide_84  Inviato il: 5/6/2008, 18:10 
 

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 La settimana scorsa ho inviato al carissimo Project una e-mail abbastanza lunga dato che ultimamente stò attraversando un brutto periodo nel quale sono in conflitto con me stesso ed avevo la necessità di parlarne con qualcuno. Ieri sento mio padre che ad un tratto se ne esce con una frase che non aveva mai detto, nulla di strano, ma quella frase l'avevo scritta nell'e-mail e subito mi viene il dubbio atroce che lui sia andato a farsi gli affari miei. Oggi all'ora di pranzo viene da me e comincia a chiedermi il motivo per il quale ultimamente sono molto chiuso e strano e io gli rispondo che si sbaglia e che sto bene. Ad un tratto se ne esce con i suoi soliti modi arroganti e comincia a dirmi che sono uno "zombie" che cammina e subito allude all' e-mail dicendo che ho la mente deviata che devo lasciar perdere certi discorsi perchè certe cose sono oscene e le persone "normali" neanche le pensano, che sono una sorta di psicopatico e che devo reagire perchè la mia mente è malata. Inutile dire che si è subito accesa una discussione. In sostanza, nonostante lui sa bene che io sono gay e nonostante ora sia a conoscenza delle problematiche che stò cercando di affrontare non solo non ha minimamente provato a darmi un conforto o ad aprire un dialogo normale, tutto quello che è stato capace di fare è stato continuare ad infierire dicendo che sono un malato mentale e che farò una brutta fine se non cambio (in etero ovviamente). Sinceramente non sò più cosa fare, a volte vorrei semplicemente scomparire per non sentire più il peso di una vita che al momento non funziona.
     
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 5/6/2008, 20:50 
 

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 Davide non pensarlo nemmeno di scomparire!!!
Lo so che è difficile, ci son passato pure io... sia per le cose che sentivo quando mi son "scoperto gay" che per altri motivi... non sapevo con chi confidarmi, non sapevo se confidarmi, ho dovuto fare uno sforzo enorme per non cadere in un tunnel senza ritorno... ero stremato in alcuni momenti... ma non ho mollato...
Mi spiace per la situazione che ti ritrovi in famiglia... io son figlio unico ed i miei genitori son stati più comprensivi anche se mi è sempre mancato molto affetto, una carezza, un abbraccio, ma sono andato avanti; tu hai avuto la forza di raccontare qui, a project, agli altri la tua situazione, continua... ci sono molte persone che possono aiutarti se lo vorrai... capisco che a volte ci si fa prendere dallo sconforto ma fidati, se come dici tu, per la tua famiglia sei quasi un estraneo per altri puoi essere molto importante... io stesso mi fermo a riflettere quando leggo queste cose, vorrei farti capire che son dalla tua parte e mi piacerebbe farti sentire la mia, la ns presenza... per qualsiasi cosa io ci sono...

un abbraccio... anche due

marco
      
 
 
  
 
 gianeuge  Inviato il: 5/6/2008, 21:04 
 

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 Davide, non pensare nemmeno per un istante alle cose che hai detto ! La Vita è una cosa alla quale dobbiamo tenere ! Me lo hai detto anche tu , quindi , cerca di superare questo momento , pensa , che non sei solo , e , quando vuoi , sai che ci siamo sempre , non ti abbattere ! Puoi contare sull'amicizia di tutti noi , ti siamo vicini ! Un abbraccio Gianni
     
 
  Survived  Inviato il: 7/6/2008, 21:45 
 

 


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 Anche a me capita di voler scomparire. Tutti abbiamo il bisogno di abbandonare il peso di parole, frasi, sguardi, ingiustizie che non mancano mai! Tutti abbiamo il nostro scheletro nell'armadio, io soffro di solitudine, non facile da combattere ma il tuo scheletro non è e mai dovrà essere l'omosessualità.
L'omosessualità è uno di quei pochi doni puri che avrai ricevuto da questa vita confusionaria!


"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

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 30 risposte dal 11/2/2008, 14:49
 

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