ACCETTARE UN FIGLIO GAY

ACCETTARE UN FIGLIO GAY, Come accettare e amare un figlio gay 
 
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 gayproject    Inviato il: 11/2/2008, 14:53 
 
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 ACCETTARE UN FIGLIO GAY

Dall’analisi statistica degli accessi al blog rilevo con un certa frequenza, nell’ultimo periodo, chiavi di accesso come “accettare un figlio gay” e simili. Penso che sia mio dovere rivolgermi ai genitori di figli gay per parlare con loro a cuore aperto, nell’interesse loro e dei loro ragazzi.
Cari genitori, con ogni probabilità voi siete molto più giovani di me e potete non avere alcuna esperienza del mondo gay. Se avete un figlio gay, non fatevi troppe domande, non cercate “come” si debba accettare un figlio gay, non cercate strategie, siate onesti fino in fondo e parlate con i vostri figli anche delle difficoltà che incontrate nel capirli. Io ho conosciuto parecchi ragazzi gay e vi posso garantire che sono ragazzi e figli che possono essere meravigliosi, se si sentono amati, ma possono soffrire in modo terribile se non sentono l’affetto dei genitori. Se voi credete nella famiglia, e io ci credo, non chiudetevi in voi stessi e abbiate fiducia nei vostri ragazzi. Se vostro figlio vi ha detto di essere gay significa che ha fiducia in voi perché per un ragazzo giovane, fare un’ammissione del genere davanti ai genitori è difficilissimo! Se non ve l’ha detto ma voi lo avete capito in altri modi non create forzature, lasciate che vostro figlio abbia il suo tempo, non lo colpevolizzate per non aver parlato con voi più che per il fatto di essere gay. Ricordatevi che la sessualità dei vostri ragazzi è sacra e deve essere rispettata e che un vostro atteggiamento aggressivo o intollerante è il segno di una vostra incapacità di amare. Essere gay significa vivere una condizione personale comune, in Italia, a decine di migliaia di ragazzi, che voi non vedrete mai perché hanno paura della società, perché si sentono “ingiustamente” giudicati soprattutto perché chi giudica presume di conoscere cose che in realtà non conosce affatto. I ragazzi gay non possono essere identificati con quelli che si vedono alla televisione il giorno dei gay pride, quella è una sparuta minoranza che deve ricorrere a quelle cose per avere almeno un “minimo” di visibilità che altrimenti non avrebbe in nessun modo. La stragrande maggioranza dei ragazzi gay si confonde con tutti gi altri ragazzi e spesso trova tra gli amici, moltissime volte eterosessuali, più comprensione e più affetto di quanto non ne trovi nella propria famiglia. Il primo coming out si fa in genere con alcuni amici di cui ci si fida, non con i genitori. Ricordatevi che fare la politica dello struzzo è distruttivo, non potete fingere che le cose stiano in un altro modo o che possano cambiare per l’intervento miracoloso di qualcun altro, per esempio uno psicologo. Uno psicologo può aiutare un ragazzo gay solo se lo aiuta ad essere gay, non se è indotto dal genitore a vedere se si possa “porre rimedio al problema”. E nessuno psicologo “serio” accetterebbe di tentare di forzare o di condizionare la sessualità di un ragazzo. Queste cose sono percepite dai ragazzi come delle forme di violenza gravissima alla persona e lo sono realmente, indipendentemente dal fatto che i genitori “pensino” di fare il bene del figlio. Ricordatevi che solo un dialogo “onesto”, cioè tra persone che non si arroccano su ruoli definiti a priori, può dare a vostro figlio la certezza di essere amato. Amare non significa imporre ma accettare. Io cito spesso una frase di James Baldwin, uno degli scrittori omosessuali che amo di più: “Qui non c’è niente da decidere ma tutto da accettare!”, se si ama veramente non ci possono essere altre regole. Non sentitevi delusi e frustrati perché vostro figlio potrà essere una persona meravigliosa, potrà trovare amici veri gay e eterosessuali e potrà essere veramente felice. Non create problemi che non esistono, non suscitate fantasmi, ragionate. Io ho amici eterosessuali che sono persone che mi stimano e che mi vogliono bene. Spessissimo gran parte del disagio dei ragazzi gay viene dall’atteggiamento dei genitori, che non sono essi stessi maturati sotto il profilo affettivo. Non fate soffrire i vostri ragazzi, perché non è giusto e perché tutto questo vi farebbe stare male, amateli per quello che sono, sforzatevi ci capirli, perché possono avere moltissime cose da insegnarvi. Se vi mostrerete ai vostri ragazzi per quello che siete, con tutte le vostre debolezze e le vostre difficoltà, vi rispetteranno e vi ameranno di più, vi sentiranno vicini e affronteranno la vita con meno preoccupazioni perché sapranno che possono contare comunque su di voi, e la vita di un ragazzo gay può non essere facile sotto nessun profilo. Lasciate che i vostri figli vi aiutino a crescere e a diventare adulti insieme con loro... In fondo che cos’è una famiglia se non un posto dove ci si vuole bene? Sono i vostri ragazzi e, per loro, sentire in voi un atteggiamento duro è come una coltellata. Questi ragazzi devono vivere la “loro” vita e amarli vuol dire capirlo.

Modificato da gayproject - 17/2/2008, 14:50
     
 
 
  
 
 proyou  Inviato il: 11/2/2008, 17:34 
 

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 Io penso che se dei genitori non ti accettano vuol dire che non ti hanno mai voluto bene. Bhè nel mio caso ora è reciproco. 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 11/2/2008, 18:00 
 

 


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 gayproject  Inviato il: 12/2/2008, 00:46 
 
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 Sono in sostanza d’accordo con Proyou. Quando un genitore, a proposito di un figlio gay, pensa che ci sia qualcosa da decidere, invece che tutto da accettare, significa che a quel figlio non ha mai voluto bene. Un genitore che non ascolta un figlio gay, che si preoccupa delle reazioni della gente, che preferisce affidare il figlio alle cure di uno psicologo piuttosto che cercare di costruire un dialogo autentico, che non ha rispetto per il figlio o si permette di giudicare, non solo fa soffrire il figlio ma rinuncia ai valori più alti che una famiglia può presentare.
     
 
 
  
 
 Aster_86  Inviato il: 12/2/2008, 11:39 
 

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 A me invece sembra che sia una semplificazione pericolosa. Spesso sento discorsi che presuppongono che l'omosessualità di un figlio sia una difficoltà del solo figlio stesso e non anche dei genitori. Si dice, giustamente, che i genitori dovrebbero mettersi nei panni del figlio, ma il fatto è che, come dice sempre il Progettista, bisogna essere in due, e questo non vale solo nell'amore, ma nei rapporti umani in generale. Non giustificherei mai comportamenti come quelli che ha conoscitiuto Federico, ma ricordiamo che un genitore vede sparire molte aspettative "naturali" sul figlio, si rende conto che soffre e soffrirà probabilmente più della media, si trova a dover gestire una "patata bollente". Condivide parecchie delle nostre difficoltà, ma a differenza di noi stessi, potrebbe fuggire via. Prima di pretendere, chiedersi sempre: «Come farei io al posto suo?».

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 Survived  Inviato il: 12/2/2008, 15:33 
 

 


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 proyou  Inviato il: 12/2/2008, 19:53 
 

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 Non dico che un genitore dovrebbe amare un figlio di più solo perchè è gay, ma se è una brava persona perchè dovrebbe volergli meno bene?  E poi se un adulto fugge sai che bell'esempio per il figlio! 
     
 
 
  
 
 StevenL  Inviato il: 12/2/2008, 22:18 
 
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 Ogni figlio è un dono di Dio!
   
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 12/2/2008, 23:08 
 
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 Caro Aster, se mi chiedessi: “Come farei io al suo posto?” arriverei alla conclusione che non mi passerebbe nemmeno per l’anticamera del cervello di non accettare mio figlio perché è gay! Io figli non ne ho e in ogni caso ragiono come un gay, forse per un padre etero le cose possono essere diverse, ma quello che dice proyou lo condivido pienamente. “Non dico che un genitore dovrebbe amare un figlio di più solo perché è gay, ma se è una brava persona perché dovrebbe volergli meno bene? E poi se un adulto fugge sai che bell'esempio per il figlio!” In effetti in qualche situazione mi verrebbe meno spontaneo amare un figlio. Se lo vedessi violento o prevaricatore, se lo vedessi preoccupato soltanto di sé, se lo vedessi mettere i piedi in testa al prossimo e agire disonestamente, allora non mi verrebbe spontaneo amarlo. Ma se io avessi un figlio gay come uno dei ragazzi che scrivono su questo forum... beh... mi sentirei l’uomo più felice del mondo!
     
 
 
  
 
 Aster_86  Inviato il: 12/2/2008, 23:30 
 

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 È vero, tutto condivisibile, ma molto ideologico. Noi gay diamo ai genitori un motivo per dimostrare quanto o quanto poco valgono, a differenza di buona parte degli etero. Se i genitori valgono poco, ci si deve convivere comunque e lì se il rapporto ha o ha avuto un senso... Ma non voglio, dai, non mi va, è il mio modo di fare, non è una battaglia che porto avanti.
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 fan4  Inviato il: 27/2/2008, 21:38 
 
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 mio figlio è gay però non riesce ad accettarsi aiutatelo per favore il suo contatto messeger è **********************

Mi rivolgo a fan4.

Ho provveduto a registrare e a trattenere tutti gli elementi identificativi relativi al messaggio riportato sopra che ha tutti i caratteri del messaggio falso inserito da persona irresponsabile.

1) l’accesso in qualità di utente anonimo,

2) il riferire direttamente un contatto msn che riporta nome e cognome di una persona qualificandola come gay, il che costituisce una grave violazione della privacy che per mia esperienza nessun genitore ha mai commesso nei confronti del figlio.

Una persona seria non si presenta come utente anonimo, scrive educatamente un messaggio privato al gestore del forum “gayproject” e aspetta una risposta che in casi simili (veri) non è mai mancata.

Ricordo che la violazione della privacy costituisce reato penale ex art. 167.1 D. LGS. 196/2003.

Modificato da gayproject - 27/2/2008, 22:16
   
 
 
  
 
 -PePPe.Vip-  Inviato il: 5/5/2008, 20:30 
 

Nòì Tìfìàmò Nàpòlì Tìè...!


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 Beh... credo che se i genitori non ti accettano( come i miei ) Non ti capiscono propio e non ti vogliono veramente bene..
Sopratutto se come i miei entrano con il tuo msn...
.:La Morte Si Sconta Vivendo:.

 

 

http://3c4ever.insieme.forumfree.net/
       
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 5/5/2008, 22:55 
 

 


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 Se quelle foto qui sopra fossero davvero le tue ti manderei un mazzo di fiori, lo so sarebbe superficiale e inutile, ma io mi do torppo da fare con la razionalità, l'empirismo, le prove, l'esprit libre....ogni tanto ci vuole pure un bel: quanto sei b....

comunque tornando al fabiomatteo serio, dai lo so è dura, qui più o meno siamo un po tutti mal - trattati dai pater familias ma si tira avanti e sappiamo tutti, compreso te, di potercela fare, ti abbraccio!
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 gayproject  Inviato il: 5/5/2008, 23:23 
 
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 A nome mio e di tutti i Ragazzi del Forum:

Benvenuto PePPe.Vip

Spero che tu possa trovarti a tuo agio qui e tornarci spesso!
 
     
 
 
  
 

 13 risposte dal 11/2/2008, 14:53
 

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