GAY INIBITI E DISINIBITI

GAY INIBITI E DISINIBITI, Quanto è credibile il rifiuto del contatto fisico? 
 
 « Disc. precedente | Disc. successiva »Notifica nuove risposte | Invia tramite email | Stampa Discussione
 
 
 gayproject    Inviato il: 28/5/2008, 21:28 
 
Senior Member


Gruppo: Amministratore
Messaggi: 721


Stato: 


 
 GAY INIBITI E DISINIBITI

Caio Project,
per il momento non ho il coraggio di parlare in chat con te, mi sentirei in tremendo imbarazzo, quindi cerco di spiegarti tutto per e-mail, mi puoi rispondere allo stesso indirizzo, ho reso i criteri di accesso più elastici in modo da poter riceve posta perché ho visto i pasticci che sono successi con aLtri ragazzi che avevano applicato criteri troppo restrittivi. Se ti va metti tutto sul forum o dove vuoi tu, però cerca di darmi una risposta anche per posta e mandami il tuo contatto msn, se lo farai forse mi potrebbe venire in mente di contattarti perché una mezza tentazione ce l’ho.

Mi chiamo Luca, ho 23 anni, sono gay? Mah, penso di sì, secondo i criteri che tu hai scritto in questo blog, direi proprio di sì. Quindi diamo per scontato che sono gay, però non lo sono stato sempre, fino a 20 anni ho avuto una ragazza con tutto quello che ne consegue, poi, proprio come dici, ho cominciato a rendermi conto che c’era qualcosa che non funzionava e che non era per me una cosa entusiasmante. Diciamo che non ho nemmeno avuto troppi problemi, i ragazzi mi piacevano e allora tu mi dirai: ma dov’è il problema? Beh qui mi sento in imbarazzo pure per e-mail, diciamo che per me magari l’idea di farci certe cose cosi ragazzi resterà sempre un’idea, cioè, non so se mi spiego, pensarci va bene, ma se poi penso al fatto che potrebbe succedere davvero penso che non mi piacerebbe proprio. Per esempio baciare un ragazzo io lo posso anche desiderare però poi pensare veramente che lo potrei baciare, che magari non si è lavato i denti, che mi può attaccare qualche malattia, non mi piace proprio. Poi penso che sapore possa avere il bacio di quel ragazzo e il bacio di quell’altro e penso che non mi piacerebbe, che è una forma di intimità troppo spinta, proprio a livello di contatto della saliva. Quando uno ti sputa tu magari ti ritrai con una sensazione di schifo, perché è una cosa sporca, allora non capisco che cosa ci più essere nel bacio, a me piace ma solo in teoria, non riuscirei mai a baciare un ragazzo. C’era una ragazzo che mi piaceva, ma mi piaceva da lontano, poi ci siamo seduti vicini e io ho avuto la sensazione che ne so, che gli puzzassero i piedi, che avesse l’alito pesante, che puzzasse di sudore e mi sono allontanato, mi ricordo un particolare: aveva le unghie sporche e io mi sono etto: ma mi devo fare toccare da questo qui? Ma per quale ragione? E poi adesso puoi capire che se non riesco a sopportare nemmeno la presenza fisica di un ragazzo, non dico nemmeno baciarlo, ma nemmeno stargli vicino, per me avere un contatto fisico con un ragazzo non è proprio una cosa possibile, non è nemmeno un problema di preservativo, secondo me quel ragazzo dovrebbe essere proprio isolato da me. Con una ragazza penso che alla fine ci riuscirei, anche se non l’ho mai fatto, nonostante quello che ho scritto prima, ma è diverso e poi quello che si fa con una ragazza serve per mettere i figli al mondo e allora lo posso pure capire ma con un ragazzo no! Tu mi dici che sono gay, applicando quello che dici tu i conti tornano, sono gay, ma ci possono essere i gay che non fanno sesso? Io me lo chiedo, perché io tendenzialmente sono uno di quelli. Una volta ho guardato un film porno, ma faceva proprio schifo, se essere gay significa fare quelle cose, allora non sono gay. Io mi sento gay a livello di fantasie e di quello che ci viene appresso, ma a livello delle cose dei film porno no. Sarò immaturo ma mi fanno proprio schifo. Il mio sogno di sessualità, al massimo, può essere che si sta insieme ognuno nella stanza sua, con le porte aperte e magari si parla anche di sesso, poi magari le fantasie mi vengono e io mica mi trattengo, quello che magari fa lui io me lo posso immaginare ma mentre lo fa non lo voglio vedere e non voglio nemmeno essere visto, cioè è una mia privacy e non vedo perché ci devo rinunciare. Io penso a lui, lui pensa a me e poi ognuno per proprio conto facciamo quello che dobbiamo fare e basta, senza complicazioni di nessun genere. Lui lo sa che lo desidero, gli deve bastare, se mi vuole è così. Una volta avevo un amico etero, io sapevo che aveva una ragazza, una sera lui viene da me e si mette a raccontare quello che faceva con la ragazza ma a me mi dava un fastidio tremendo. Ma chi te l’ha chiesto! E quello invece andava avanti e io me ne sono andato, non lo sopportavo proprio. Io delle mie cose private private non parlo mai con nessuno perché non capisco perché dovrei raccontare i fatti miei agli altri, vabbe’, con te è diverso però chi lo sa se sto facendo la cosa giusta. Una volta, qualche mese fa, mi ero imposto di andare in palestra, proprio come una specie di ultimo tentativo. Ho pagato tutto anticipato per essere costretto poi ad andarci veramente. Ho scelto le giornate: lunedì, mercoledì e venerdì. Sistematicamente rinviavo, dopo un mese ho fatto uno sforzo enorme e sono entrato, ma mi sentivo a disagio in modo terribile, avevo tutto l’occorrente nella borsa ma sono rimasto nei corridoi, poi sono andato nella sala della macchine di potenziamento ma c’era una puzza acida insopportabile, poi in quella della ritmica, gente sudata, non so che ci trovavano di bello, sono passato dalla sala docce ma da fuori, non ci sono entrato, c’era il rumore delle docce e si sentiva gente che sghignazzava, dentro doveva essere un carnaio. Sono andato a vedere sul piano di evacuazione e la sala docce era in tutto di 36 metri quadrati. Me ne sono tornato a casa molto stranito, direi frustrato perché sulla palestra ci avevo pure fantasticato, però succedeva come succedeva sempre, fino alla fantasia ci arrivo e anche un po’ più in la, cioè da solo, ma quando si tratta di trovarmi di fronte un ragazzo vero beh, non mi piace più. O forse sì, ma proprio l’idea del contatto fisico mi risulta repellente, diciamo strana. Ecco adesso io ho detto quello che avevo da dire e ho fatto una fatica enorme. Se ti va adesso rispondimi.

Ciao Luca,
parto da una osservazione, la tua mail evita sistematicamente perfino le parole che hanno un riferimento al sesso. Non nomini mai la masturbazione anche se le allusioni alla masturbazione sono numerose. Non si tratta di una parolaccia, ma di una realtà fondamentale della vita umana, anche se è considerata inspiegabilmente un tabù ancora oggi. Per te anche un bacio è una forma di “intimità troppo spinta”, non ti nascondo che mi sento un po’ spiazzato, sono discorsi che non sento quasi mai e, anzi, sono un po’ l’opposto di quelli che sento ogni giorno. E’ molto difficile capire in concreto le motivazioni di questo tuo comportamento. Un ragazzo gay che ammette che si possa fare sesso con una ragazza a fini procreativi ma che non ammette che lo si possa fare con un ragazzo è francamente difficile da capire. Per te la sessualità è in concreto più un ostacolo che una dimensione effettiva reale. Ma vorrei soffermarmi sulla faccenda del masturbarsi insieme in due stanze diverse, che può anche avere un senso tutt’altro che banale, in effetti può essere un primo approccio alla sessualità in termini accettabili dal tuo punto di vista e non credo affatto che sarebbe un’idea sbagliata. Ti chiedi se ci possono essere gay che non fanno sesso, intanto i cosiddetti gay che non fanno sesso sono gay che non fanno sesso di coppia ma che comunque si masturbano, beh sì questi gay esistono, o meglio esistono ancora e sono i gay non più giovani che ormai hanno rinunciato definitivamente all’idea di trovare un compagno a livello sessuale, ai miei tempi la grande maggioranza dei gay non dichiarati pubblicamente (che sono ancora adesso la netta maggioranza dei gay) non vivevano una sessualità di coppia, ma non certo per scelta ma perché fare diversamente poteva essere concretamente impossibile. Quelle persone, se avessero potuto agire liberamente, una sessualità di coppia l’avrebbero certamente voluta. Restano quelli che si innamorano di ragazzi etero (e sono cose non rarissime) che possono arrivare a sublimare la loro sessualità fino a rinunciare del tutto a una sessualità di coppia, ma si tratta comunque di una scelte d’amore, non certamente di una forma di rifiuto a priori del contatto fisico. Quindi sarei portato a dire che i gay non che “non hanno” una sessualità di coppia, ma che “non desiderano” una sessualità di coppia in sostanza non esistono. Tu mi potresti dire: “E allora io?” Qui ti rispondo con un esempio che potrebbe non piacerti: un bambino potrebbe anche rifiutare di mangiare il minestrone dicendo che è cattivo, che non gli piace e che non lo mangerà mai, ma quando quel bambino crescerà il minestrone lo mangerà eccome. La sessualità cresce all’interno di un individuo insieme con la sua maturazione personale, cioè insieme con le esperienze che quella persona vive. Credo semplicemente che tu stia tentando di dimostrare un teorema senza nessun presupposto. Il fatto che tu possa rifiutare la sessualità quando non ne hai reale esperienza è la conseguenza di un pregiudizio, ma tutti i pregiudizi possono essere superati proprio tramite l’esperienza. Francamente, quando ti capiterà di innamorarti seriamente di un ragazzo non credo proprio che rifiuterai il contatto fisico con lui perché allora arriverai a capire il significato vero della sessualità, che probabilmente ora ti sfugge e infatti parli soprattutto di sessualità a livello tecnico e anche il paragone col il film porno è significativo. La sessualità di coppia non ha nulla a che vedere con un film porno. Aggiungo una cosa, in genere i ragazzi vedono film porno in età molto giovane, quando ancora non hanno capito il senso di fondo della sessualità, cioè quello affettivo, ma quando poi quei ragazzi maturano e provano in prima persona l’esperienza dell’innamoramento a livello affettivo profondo, non vanno più alla ricerca del porno, perché hanno imparato per esperienza che la sessualità è una cosa seria e vera che ha un valore comunicativo enorme e che questo coi film porno non ha nulla a che vedere. Adesso, capiamoci, non sto dicendo che tu a 23 anni non sia maturo sotto il profilo affettivo e non lo sto dicendo per un motivo ben preciso, tu mi hai scritto perché volevi che qualcuno mettesse in crisi questi tuoi modi di vedere le cose perché le avevi già archiviate da te. Ti allego il mio contatto msn e spero di sentirti ma per parlare non di quello che forse sei stato prima ma di quello che sei adesso, perché per scrivere una mail come la tua che sembra tanto inibita, bisogna essere molto disinibiti! Direi che bisogna non avere paura di nessuno perché pubblicare la tua mail probabilmente ti tirerà addosso un bel po’ di critiche. Anche se so bene che è esattamente quello che vuoi!
Un abbraccio! … no! Un saluto a distanza! (detto senza ironia)
 
     
 
 
  
 
 editore  Inviato il: 30/5/2008, 14:31 
 
Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 60


Stato: 


 
 Leggendo questa mail sono allibito, ma non per il contenuto, ma per il fatto che qui si confondono cause ed effetti di cose diverse: questo ancora prima dei problemi con l'omosessualità, ha forti problemi con la sessualità in generale (anche se non ho capito se il discorso che ha fatto per bacio vale solo per gli uomini o anche per le ragazze ma...). Secondo me prima di tutto avrebbe bisogno di andare in terapia, da una psicologo che gli aiuti a superare questa sua visione sporca del sesso, e poi si potrà parlare della propria omosessualità.
     
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 30/5/2008, 16:11 
 

Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 51


Stato: 


 
 Caro Project, rispondo a te ma se vuoi puoi anche girare queste mie parole al giovane Luca... quando ero piccolo, ora ho 33 anni, non son mai stato un tipo molto aperto, ero timido, non amavo il contatto fisico e probabilmente la causa, se così posso definirla, era collegabile al tipo di educazione, alla famiglia e tutta una serie di situazioni che ti fanno crescere con la testa "sulle spalle" ma con poche emozioni.
I pensieri occupavano le mie giornate, come dovevo comportarmi per essere un bravo studente, il bravo figlio,... ma le emozioni mancavano, mancavano quei brividi nel sentir una pacca sulla spalla, una stretta di mano più da amico che da formalità, mancava molto nella mia vita...
A Luca mi sembra manchi qualcosa, e forse, non è il momento... le sue parole sugli odori che lo fanno star lontano dai ragazzi ma anche l'idea di baciare una ragazza mi sembra siano il chiaro segno che non è pronto per un rapporto più stretto, e non mi riferisco al sex; credo sia giusto che ognuno abbia i suoi tempi per sperimentare le varie fasi della vita e sono convinto che non sempre sia consigliabile la soluzione "psicoterapeuta", anche se spesso può aiutare.
Credo abbia già fatto un grande sforzo nel parlare ad altri di queste sue sensazioni e credo che debba sentirsi libero di poter chiedere un aiuto, anche se fosse solo ascoltare o leggere i suoi pensieri, perchè l'ascolto da parte di altri potrebbe già essere considerato come un "contatto", un modo per iniziare a sbloccare qualcosa che c'è dentro lui e che dovrà uscire prima o poi.
Le piante ogni anno ci regalano i loro frutti, spesso questi faticano a maturare a causa di svariati problemi, ma di sicuro, poco alla volta, cresceranno e noi ne rimarremo ancora meravigliati come se fosse la prima volta.
Ecco, io credo che Luca debba far crescere quanto si trova ancora celato in lui, debba lasciare che le sue potenzialità interiori facciano il loro lavoro senza che nessuno le obblighi in una data direzione piuttosto che un'altra; magari un aiuto, se lui vorrà, potrà essergli dato e sono certo che, quando riuscirà a capire quanto sia importante il contatto fisico, quando non lo definirà più come "repellente" sarà sempre Luca ma con qualcosa di nuovo... qualcosa che lo renderà speciale, come lo è adesso, come siamo tutti...
un abbraccio a luca, anche se non lo ricambierebbe volentieri... lo lasciamo momentaneamente da parte, ma prima o poi son sicuro lo richiederà...

molti auguri...

marco 
      
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 30/5/2008, 22:49 
 

 


Gruppo: Utente
Messaggi: 635


Stato: 


 
 Lasciati andare, chiudi gli occhi, senti la pelle che ti tocca, il sudore..ehm magari quello meglio di no, senti il suo profumo che ti culla, il suo fiato, è magico essere posseduti, essere amati, amare, è qualcosa che deve superare le paure, le barriere! Fagli lavare i denti dai

Comunque a parte l'ironia credo che tu debba credere in te e cercare di lasciare alle spalle le paure, le fisse...


"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

my blog
www.speakmyvoice.spaces.live.com
 
     
 
 
  
 
 editore  Inviato il: 31/5/2008, 09:47 
 
Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 60


Stato: 


 
 Come mai questa avversione per gli psicologi, avete paura che tenti di curargli l'omosessualità, anziché il suo problema dello "schifo per il contatto fisico"? No perché francamente non capisco il ragazzo di 23 anni ha esposto un problema serio e grave, che determina anche diversi inconvenienti non solo col relazionare col prossimo, ma anche nello stare in mezzo agli altri; non bisogna avere paura dei dottori, bisogna ammettere i proprio problemi - e in questo caso sono seri e evidenti - e affidarsi agli specialisti.

Dire semplicemente che deve credere in sé, che deve confidarsi e parlare con qualcuno, difficilmente gli risolverà i problemi, ho già conosciuto delle persone con dei problemi di tipo relazionale, non così gravi, che dicevamo di volerci saltar fuori da soli, ma alla fine sono anni che versano nelle stesse condizioni, perché il "fai da te" spesso è soltanto una cura illusoria, si crede spesso di aver fatto un passo in avanti e poi ti accorgi che invese ne hai fatto un indietro
     
 
 
  
 
 marco.naturop  Inviato il: 31/5/2008, 12:29 
 

Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 51


Stato: 


 
 Non credo ci sia un'avversione per gli psicologi, e neppure che si debba credere solo in se stessi per superare delle situazioni di difficoltà, sono però convinto che si debba partire, o comunque far nascere in noi, la volontà di cercare la strada giusta... un bravo psicoterapeuta dovrebbe far semplicemente scattare in noi quel meccanismo nascosto...
Ogni caso è diverso dagli altri, ogni persona ha caratteristiche e personalità diverse, ma tutti abbiamo grandi potenzialità, compresi gli ottimi specialisti che possono accopagnarci, o accompagnare chi ne sente la necessità, verso la strada della riscoperta di ciò che manca, di ciò che potrebbe renderlo felice...
      
 
 
  
 
 Unknown88  Inviato il: 2/6/2008, 22:56 
 

Junior Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 8
Provenienza: Salerno


Stato: 


 
 Mi riesce difficile capire bene cosa prova Luca, anche perchè credo che il provare qualcosa di affettivo per un ragazzo implichi il più delle volte anche un desiderio di forte intimità.
     
 
 
  
 
 Grifter7  Inviato il: 3/6/2008, 16:39 
 
Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 13


Stato: 


 
 Credo che questo ragazzo sia decisamente immaturo sia affettivamente che sessualmente.
Forse dovrebbe iniziare a chiedersi seriamente il xchè.
     
 
 
  
 

 7 risposte dal 28/5/2008, 21:28
 

Comments