GAY E IMBARAZZO SESSUALE

GAY E IMBARAZZO SESSUALE, IMBARAZZO E SPONTANEITA' NELLA SESSUALTA' GAY 
 
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 gayproject    Inviato il: 5/5/2008, 22:32 
 
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 GAY E IMBARAZZO SESSUALE

Ciao Project,
che nottata ieri! Quando abbiamo chiuso erano le 3.40! Non mi aspettavo proprio una cosa del genere, io normalmente sono moto chiuso e mi trovo in imbarazzo a parlare con le persone, ma ieri per la prima volta mi sono sentito libero. Parlare di sesso in modo libero e serio non mi era mai capitato e pensavo che non mi sarebbe mai capitato e di cose gay poi mi sembrava del tutto impossibile, e invece è successo, mi sembrava di essere quasi un’altra persona. Ho sempre pensato che tante cose di quelle che mi capitano fossero strane, diciamo pure patologiche, un po’ questa idea ce l’ho avuta sempre, beh, ieri sera all’inizio ero intimorito, parlarti di certe cose mi sembrava proprio imbarazzante, poi c’ho provato, mi aspettavo una reazione perplessa e invece mi dicevi che erano cose comuni, cioè cose normali e certe volte, quando mi sentivo troppo in imbarazzo, il discorso lo completavi tu, con le stesse parole che avrei usato io. Insomma, adesso dico una cosa stupida, adesso mi sento più normale, mi rendo conto che le cose che passo io sono cose che passano tanti altri ragazzi. Insomma, mi sento meglio, più libero, meno strano, quasi meno imbranato. Ieri notte (ma dovrei dire stamattina) ci siamo lasciati con una promessa e adesso sono qui per mantenerla. Mi hai chiesto di scrivere un post su una cosa che a me sembrava quasi patologica ma che tu hai considerato molto importante, anzi proprio una cosa positiva, cioè l’imbarazzo sessuale che provavo e che provo ancora adesso col mio ragazzo (forse ora lo proverò un po’ meno! Almeno spero). Sono andato a cercare nei miei diari gelosamente conservati nel mio computer e ho fatto una specie di riassunto che possa fare capire come mi sono sentito davanti al mio ragazzo in certi momenti. Spero tanto che queste cose possano essere utili a chi, come ho fatto io per tanto tempo (e forse lo faccio ancora), pensa ancora che l’imbarazzo reciproco sia un problema e non un valore. Project, io, pensa un po’, stavo andando in crisi col mio ragazzo proprio per questo! Mi sentivo proprio un caso patologico. Lo so che ti pare pazzesco, ieri sera me l’hai detto chiaro. Vado alla storia. Ti ho mandato una mail su quella faccenda specifica, lì ti ho spiegato tutto e mi piacerebbe molto sapere che ne pensi. Con Alex ti prometto che ne parlo, però dopo.
Aspetto la risposta. Un abbraccio affettuoso.
Tuo Claudio
p. s.: se vuoi, pubblica tutto, tanto c’è l’anonimato! Col post mi sono allargato un po’, se vuoi taglia, insomma fai tu!

GAY E IMBARAZZO SESSUALE

Premetto che ho 20 anni, mi chiamo Claudio e mi sono sempre sentito gay, cioè con il mio essere gay, a livello personale, non ho mai avuto problemi. Da quando mi ricordo ho fatto le mie fantasie sui ragazzi immaginando di vivre con loro di tutto e di più, però, finché le fantasie sono state cose solo mie, cioè in pratica finché mi servivano solo per masturbarmi, beh non avevo nessun problema, anzi mi sentivo disinibitissimo e pensavo che se avessi avuto veramente un ragazzo sotto mano, cioè un ragazzo gay che fosse disponibile, beh, tutte le cose che mi immaginavo, io con lui le avrei fatte senza problemi. Siccome fin quasi a 19 anni non ho avuto alcuna esperienza sessuale concreta e in pratica non mi ero preso nemmeno una bella cotta per un ragazzo (pazzesco, lo so!) tutte queste pie illusioni me le sono tenute in testa e mi davano un certo senso di serenità, cioè pensavo che prima o poi sarebbero diventate realtà. Sono andato a caccia di ragazzi, penso che tutti i ragazzi gay, chi più chi meno, lo facciano. Io l’ho fatto alla grande, ma in pratica era solo un cercare di creare situazioni coinvolgenti dal punto di vista erotico, io all’amore come amore non ci pensavo proprio, nemmeno sapevo che cosa fosse, per me, amore e sesso erano la stessa cosa. Frequentavo una piscina, ma proprio per fare birdwatching, per usare un’espressione significativa che ho imparato su questo forum (certe cose si imparano in fretta!) Ma la cosa, cioè la persona, che mi ha messo veramente in crisi non l’ho trovata in piscina ma all’università. Si chiama Alessandro, detto Alex, non frequenta con me perché è di un’altra facoltà (scusate se resto nel vago). Ci siamo incontrati in un modo stranissimo. Alex portava un enorme scatolone pieno di libri, pesantissimo, giù da una scalinata della mia facoltà. Non so che cosa ci fosse andato a fare, mentre scendeva, lo scatolone ha cominciato a cedere, un po’ di libri sono caduti, io stavo lì, gli sono andato incontro per reggere lo scatolone da sotto e siamo riusciti a fatica a farlo arrivare quasi intero al fondo della scalinata. Nel primo momento, per la necessità di reggere lo scatolone lo avevo tenuto fermo a braccia alzate e casualmente avevo toccato la mano destra di Alex. Qual gesto mi ha dato un brivido, ma ho cambiato subito posizione e l’ho fatto deliberatamente proprio per non avere più contatti con la mano di Alex, poi, dopo che abbiamo poggiato lo scatolone io sono andato a raccattare i libri che erano caduti per la scalinata e li ho portati ad Alex, poi gli ho chiesto: “Ma dove li devi portare?” e mi ha detto: “All’Istituto di *** ”. Gli ho risposto: “Ma è lontanissimo, ma hai la macchina?”, mi ha guardato e ha scosso la testa. Gli ho chiesto: “Ti posso dare una mano? (senza nessuna allusione alla mano che gli avevo toccato prima)”. Insomma, abbiamo passato il pomeriggio insieme a trasportare libri, perché oltre quello scatolone ce n’erano altri due. Io avrei dovuto partecipare a delle esercitazioni in laboratorio, ma Alex era così fascinoso per me che me ne sono proprio dimenticato, stavo con lui e sarei rimasto con lui tutto il tempo possibile, era bello, cioè proprio sexy sotto il mio punto di vista, aveva una naturalità e una spontaneità di comportamento quasi incredibile, cioè proprio un’animalità fortissima, un sorriso ammiccante che ti diceva tutto senza dirti una parola e poi le mani grandi, forti ma anche un po’ umide, la pelle chiara, la barba rasata che è una delle cose più sexy in un ragazzo almeno secondo me. Dopo che abbiamo finito di mettere a posto tutti i libri, in teoria ci potevamo anche salutare e invece siamo rimasti a parlare e poi mi ha pure proposto di andare a prendere una pizza. Abbiamo parlato solo di letteratura, della sua facoltà e della mia, pure di politica (e la pensiamo allo stesso modo), ma di sesso non c’è stato nemmeno un cenno, nemmeno minimo. Quando si va a prendere una pizza in pizzeria in genere si mangia facendo quattro chiacchiere, poi ci si alza e si va via. Ma per me (e penso pure per lui) c’era un problema in più. A vedermelo così, a un metro da me, mi veniva l’erezione e non mi alzavo dalla sedia per non dare spettacolo, a lui penso che succedesse lo stesso, lo penso, perché non lo so, perché pure lui è rimasto sempre seduto parlando d’altro. Se l’avessi visto in erezione avrei capito subito che era gay ma siccome ogni riferimento di tipo sessuale era del tutto bandito dal discorso e nessuno dei due si azzardava ad alzarsi dalla sedia il dubbio amletico mi è rimasto eccome, però la situazione era così strana che Alex etero non ce lo vedevo proprio. Insomma, dopo la pizza il crostino, dopo il crostino patate e insalata, poi il gelato, tutto per non alzarsi dalla sedia! Stava lì, davanti a me, bello come il sole, ammiccante, sexy nel modo più naturale che c’è. Mentalmente mi dicevo: “Ma perché non ci provo?” Non sapevo trovare una risposta credibile eppure ad avere con lui un contatto fisico, anche solo una pacca sulla spalla come si fa tra amici, non ci sarei mai riuscito, l’unica scusa che potevo trovare al non prendere l’iniziativa era: “Se non è gay mi sputtana!” Ci siamo visti anche l’indomani e poi il girono appresso. Per un po’ siamo andati avanti così, come due bravi amici etero che passano tutti i pomeriggi insieme. Nessuno dei due parlava mai di sesso a nessun livello. Poi tra noi le cose si sono sciolte un po’ ma solo al livello del parlare perché tra noi non c’era nessun contatto fisico nemmeno il più banale, anzi il contatto fisico lo evitavamo nel modo più scrupoloso. Adesso vi dico una cosa, ma non vi scandalizzate. Mi è sempre piaciuto andare sulle metropolitane affollate. Perché? Su, forza! ... avete capito. Insomma lì c’è la possibilità che magari un bel ragazzo ti capiti vicino e che si appoggi a te e allora tu cerchi di individuare anatomicamente come è fatto, poi ogni tanto lo guardi distrattamente in faccia come se stessi pensando ad altro. In genere i ragazzi non ci facevano nemmeno caso, ma io sì, ci facevo caso eccome! Vabbe’, con Alex quando la metro era troppo piena non la prendevamo mai! Aspettavamo quella appresso o addirittura ce la facevamo a piedi. Una volta sono andato al mare con Alex e abbiamo preso anche una cabina, ma puntualmente al momento di cambiarci, la sua domanda era: “Vai prima tu?” Io gli avrei voluto dire: “Ma perché non andiamo insieme?” Ma non l’ho mai detto. Al mare avevamo entrambi (perché si vedeva) sia lo slip elastico da bagno che dei bermuda sopra, in questo modo non c’erano troppi rischi, il tutto dava un po’ di senso di impaccio ma era così e basta. Una domenica sera, dopo una giornata splendida passata insieme, non ce l’ho fatta più (mi masturbavo pensando a lui anche più volte al giorno) e gli ho detto: “Alex, sono gay e mi sono innamorato di te!” proprio così, secco secco. Lui mi ha risposto: “Mannaggia, ma ce ne hai messo di tempo a dirlo!” In quel momento l’ho odiato, ma poi ha detto: “Però ti capisco almeno tu sei riuscito a dirlo, io ho solo viscidamente aspettato che lo facessi tu!” Adesso tra noi le cose erano dichiarate ma sotto il profilo del contatto fisico le cose sono diventate ancora più assurde (adesso la vedo così, ma allora era diverso), mi è venuto in mente che dovevo essere degno di lui, cioè in pratica che non mi dovevo masturbare pensandolo perché vedevo una cosa del genere come un gesto capace di sporcarlo (Project, lo so quello che stai pensando, me l’hai detto molto efficacemente ieri sera!). Mi ci sono messo con tutte la forza di volontà e ci sono riuscito almeno per un po’ di tempo, ma a costo di sforzi sovrumani, quando poi cedevo andavo in crisi e pensavo che avrei dovuto dirlo ad Alex ma non ne avevo il coraggio. Io quello che poteva passare lui negli stessi giorni nemmeno me lo chiedevo. Poi, in preda a una specie di delirio di sincerità, gli ho detto tutto e lui mi ha detto che lui non cercava di resistere e ci siamo dati il permesso, per dire così, di masturbarci uno pensando all’altro. Ma per arrivare a dire una cosa del genere ci abbiamo messo tre ore di imbarazzo terribile. Ma contatto fisico zero! Niente di niente! Eppure era evidente che ci desideravamo. Ragazzi, lo so che vi sembra patologico, voi dite: “Ma come? Vi desiderate e non vi toccate? Ma perché?” Beh, sarà per insicurezza o per lasciare all’altro la prima mossa, ci abbiamo messo tre mesi per darci il primo bacio e dopo altri tre mesi l’ho visto nudo la prima volta quando abbiamo cominciato ad andare insieme in palestra, ma l’ho visto per pochi secondi e mi sono sentito in dovere di farmi veder nudo da lui immediatamente dopo perché non volevo assolutamente che tra noi ci fossero cose dissimmetriche a livello di sesso, forse la sua nudità era stata casuale, ma io ne avevo diciamo così approfittato e non potevo prendermi dei punti di vantaggio su Alex. La palestra ci ha sciolti un po’, anzi parecchio, perché lì c’erano altri ragazzi e quindi il nudo non aveva subito un significato sessuale. Da quando, diciamo così, stavo con Alex non facevo nemmeno più birdwatching, cioè la curiosità sessuale verso gli altri ragazzi era proprio crollata, pensavo solo ad Alex, con tutto quello che viene appresso. Da pochissimo tempo abbiamo un minimo di contatto sessuale diretto, solo toccarsi, anche lì, io la tentazione la provo grandissima, quando viene da me e stiamo soli vorrei fare sempre quello, o almeno quello, ma anche adesso che qualche volta è successo, non ho proprio la faccia di chiederglielo, vorrei che me lo chiedesse lui, ma lui non me lo chiede. Certe volte l’ho aspettato il pomeriggio con un desiderio fortissimo, poi lui è venuto e siamo stati tutto il pomeriggio a parlare di altro senza nemmeno una carezza, non dico una carezza lì, ma proprio niente! Quando lui se ne va dopo un pomeriggio così, mi sento distrutto, mi verrebbe da urlare e da urlargli in faccia che siamo due cretini e che stiamo buttando via il nostro tempo per chissà quale motivo, ma quando poi stiamo lì, ci comportiamo come due deficienti. Abbiamo pure fatto tutti e due il test per l’HIV, quindi non ci sono nemmeno timori di quel genere. Abbiamo entrambi un’erezione folle, che si vede eccome, ma ognuno se la tiene per sé e finiamo a parlare di letteratura. Sono discorsi assurdi e ipocriti ma li facciamo perché il coraggio dirci in faccia: “Dai, vieni! Fatti abbracciare!” non ce l’abbiamo proprio, e allora giù sproloqui letterari. Io la odio la letteratura! Perché mi sta rubando la vita! È per questo che ho chiesto il permesso ad Alex e ho contattato Project, e ieri sera mi ha fatto capire tante cose, è vero, adesso Alex è via per una settimana, ma non so se quando tornerà sarà ancora come prima, io incrocio le dita. Forse la sveglia di Project mi ci voleva qualche mese prima!

Modificato da gayproject - 6/5/2008, 21:35
     
 
 
  
 

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