ANSIA E SESSUALITA' GAY

ANSIA E SESSUALITA’ GAY, Ansie sessuali 
 
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 gayproject    Inviato il: 12/12/2008, 15:21 
 
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 ANSIA E SESSUALITA’ GAY

Questo post è dedicato all’influenza dell’ansia sulla sessualità gay, limitando il campo alla dimensione sessuale in senso stretto. Mi capita parecchie volte in chat di parlare con ragazzi ansiosi per questioni connesse con la sessualità gay. Le manifestazioni di questi stati di ansia possono essere varie, in via puramente esemplificativa cito le più ricorrenti:
1) Ansia derivante da momenti di incertezza circa l’orientamento sessuale
2) Ansia da presunta inadeguatezza
3) Ansia da problematizzazione della sessualità

Si tratta di tre realtà concettualmente diverse che possono tuttavia presentarsi variamente mescolare.

Prima di procedere nel dettaglio va ricordato che l’ansia si identifica con un’avvertita situazione di pericolo, di incertezza o di incapacità di gestire una situazione. L’ansia presenta manifestazioni psicosomatiche talora imponenti, come tachicardia, tremore e pressione alta, talora meno evidenti, come insonnia, disturbi del sonno, incubi. L’ansia può avere anche manifestazioni tipicamente sessuali come l’impotenza, l’eiaculazione precoce, e vari disturbi anche della masturbazione. Tuttavia più che occuparci delle manifestazioni sessuali dell’ansia, parleremo delle situazioni ansiogene connesse alla sessualità attraverso l’esame di alcune situazioni tipiche.

Ansia derivante da momenti di incertezza circa l’orientamento sessuale

Ho parlato più volte della scoperta della propria omosessualità da parte di un ragazzo che si era ritenuto in precedenza etero e di quanto questa scoperta generi ansia derivate soprattutto da una errata rappresentazione dell’essere gay. Qui intendo prendere in considerazione una situazione diversa.

Esempio Un ragazzo che si ritiene gay, che ha fantasie erotiche esclusivamente gay, che si masturba esclusivamente pensando hai ragazzi si trova a sperimentare un contatto sessuale con una ragazza. Contro la sua ipotesi di coinvolgimento impossibile in situazioni simili perché gay, c’è un’evidenza di carattere fisiologico che quel ragazzo non sa spiegarsi: quando si è trovato con la ragazza non solo non è stato a disagio ma ha avuto l’erezione e ha considerato la cosa realmente eccitante. Quel ragazzo, pur continuando nella quasi totalità dei casi a masturbarsi pensando ai ragazzi, si è masturbato qualche volta anche richiamando alla mente il contatto sessuale con la ragazza. Finché questi comportamenti non sono stati oggetto di riflessione essi sono risultati entrambi gratificanti, quando però il ragazzo ne ha preso coscienza, è sopravvenuto uno stato di ansia che ha turbato il precedente assetto e ha creato incertezza e insicurezza.

Quando il contatto eterosessuale è il primo contatto sessuale di un ragazzo esso incide in modo significativo portando un turbamento degli equilibri della sessualità raggiunti in precedenza, resta tuttavia che la nuova esperienza etero di fatto non ha soppiantato la sessualità gay del ragazzo. Quel ragazzo continua a masturbarsi pensando ai ragazzi nella quasi totalità dei casi e finirà quasi certamente per tornare a fantasie sessuali esclusivamente gay in tempi più o meno lunghi. L’ansia deriva da un’errata percezione di tutta la vicenda come un cambiamento del proprio orientamento sessuale, questa errata percezione viene drammatizzata e produce senso di insicurezza. Bisogna prendere coscienza che queste cose accadono e che nella stragrande maggioranza dei casi hanno influssi temporalmente circoscritti e, se così non fosse e se per un caso assai improbabile la vicenda fosse spia dell’affiorare di una identità eterosessuale o di una limitata bisessualità, la cosa non costituirebbe di fatto un problema perché non si deve essere gay per forza ma lo si deve essere in modo libero se lo si è realmente. Come merita il massimo rispetto un ragazzo che dopo essersi creduto etero per anni si riconosce gay, così merita il massimo rispetto il ragazzo che dopo essersi creduto gay per anni scopre la propria eterosessualità. L’evento è comunque molto più raro perché la pressione sociale spinge certo i gay a credersi etero ma non spinge i ragazzi etero a credersi gay. Ma in un paio di casi (eventi molto rari) mi è capitato di parlare con ragazzi che credevano di essere gay perché facevano sesso con i ragazzi ma avevano relazioni affettive profondissime con una ragazza. Ho notato come per questi ragazzi, l’accettazione della loro eterosessualità, dopo esserci considerati gay per anni, fosse ben più difficoltosa del’accettazione della omosessualità da parte di un ragazzo che si è creduto etero per anni. In sostanza per questi ragazzi che avevano fatto una notevole fatica ad accettarsi come gay, le prospettive gay crollano e si tratta di ricostruire tutto da capo in chiave etero. Il fenomeno è analogo a quello traumatico che si presenta per i bisex a periodi all’atto del cambiamento del loro orientamento sessuale.

Ansia da presunta inadeguatezza

L’ansia da presunta inadeguatezza può presentarsi sia in riferimento a situazioni concrete e nell’immediatezza di esse, sia a livello generale e preventivo. Si tratta di situazioni piuttosto diverse.

L’ansia che si manifesta nell’immediatezza di incontri che posso comportare anche un contatto sessuale interviene nel momento in cui una relazione affettiva seria, già costruita, può arrivare a comportare anche un coinvolgimento sessuale. Spesso questo tipo di ansia è legato al fatto che la sessualità è vista come qualcosa di ulteriore e di diverso rispetto al contatto affettivo al quale si è abituati, una specie di secondo stadio che può compromettere il primo. L’ansia si manifesta in modo molto significativo in occasione del primo contatto sessuale gay e consiste nel timore connesso alla inesperienza al “non so come comportarmi”, all’avere paura di sbagliare qualcosa e di indisporre il proprio partner al punto di perderne l’affetto per imperizia nel gestire un rapporto sessuale. Classiche sono le espressioni: “No so come reagirò ma non vorrei deluderlo, lui è così dolce ma io mi sento così imbranato”. In realtà l’ansia da presunta inadeguatezza è una componente costantemente presente nei primi rapporti sessuali e specialmente nel primo, più che di vera ansia di tratta si incapacità di prevedere le reazioni del proprio compagno in una situazione sessualmente coinvolgente quando mancano esperienze precedenti. Il modo peggiore per affrontare l’ansia da inadeguatezza in una situazione concreta è ricorrere a modelli comportamentali. Una coppia deve poter trovare la propria armonia nella sua autonomia.

L’ansia da presunta inadeguatezza che si manifesta a livello generale senza riferimento a situazioni immediate e concrete è in genere il portato di una debole autostima e talvolta la manifestazione di momenti di depressione molto spesso non originati da questioni attinenti il sesso come il vedersi brutti, l’avere in precedenza trovato come risposte affettive solo rifiuti, su questo sostrato di debole autostima si possono inserire timori specifici spesso infondati o ampliati proprio dalla componete ansiosa, come la debolezza erettiva, la percezione del pene piccolo e l’eiaculazione precoce. In situazioni del genere un ragazzo gay tende a evitare ogni forma di dialogo con gli altri ragazzi, si trova a disagio quando sente che gli altri ragazzi parlano di sesso e tende a socializzare poco. Vorrei sottolineare che la parola amicizia, specie tra ragazzi etero, oltre ai contenuti generici di gradevolezza, di rispetto e di attenzione reciproca, ha un’altra componente importantissima che la confidenza sessuale. Quando due ragazzi etero diventano amici nel senso serio del termine non solo non è strano, ma è assolutamente ovvio che confrontino le loro esperienze sessuale. Questo fatto diminuisce di molto la tensione ansiosa concentrata su contenuti specificamente sessuali e contribuisce a dare alla sessualità una dimensione meno mitica, in altri termini della propria sessualità si può parlare tra pari senza timore di censure, in un clima libero, in cui l’attenzione reciproca è la regola. Un ragazzo etero che racconta ad un altro ragazzo etero di essersi masturbato pensando alla sua ragazza non lo fa per uno stupido esibizionismo ma perché parlare con un altro ragazzo etero di queste cose scioglie l’ansia e aiuta a trovare confronti su questi nelle quali il confronto diretto è raramente realizzabile. Tra ragazzi gay, anche se c’è sempre di sottofondo l’idea che ogni amicizia tra due ragazzi gay si possa trasformarsi in un’amicizia a morosa, il meccanismo è esattamente lo stesso e la rimozione del dialogo con altri ragazzi gay su contenuti specificamente sessuali priva di fatto un ragazzo di un meccanismo fondamentale per la riduzione dell’ansia. Faccio un solo esempio. Un ragazzo educato con educazione fortemente repressiva un secolo fa provava in genere forti ansie e forti sensi di colpa anche riguardo alla masturbazione. Oggi, in un ambiente libero, in cui un ragazzo può parlare tranquillamente di queste cose con gli amici e può capire come le vivono i suoi amici, la carica ansiosa connessa alla masturbazione è nettamente diminuita. Certo per un ragazzo gay la cosa è più complicata ma il meccanismo di riduzione dell’ansia è sostanzialmente lo stesso.

Ansia da problematizzazione della sessualità

Per certi ragazzi la sessualità non è un’attività spontanea, la dimensione razionale, particolarmente forte, spesso comprime o reprime la sessualità. È il caso tipico dei ragazzi che voglio arrivare a “capire” tutto della sessualità, che piuttosto che viverla in modo immediato, cercano di analizzarla, di vivisezionarla di comprenderla razionalmente attraverso una spiegazione strettamente concatenata e logica di cause e di effetti. Mi accade spesso che alcuni ragazzi mi chiedano in relazione ad un fatto specifico che hanno osservato nella loro sessualità: “Ma che cosa significa?” come se fosse possibile dare una risposta seria a tutte le domande di questo genere. Questi ragazzi in genere rifuggono dalla sessualità che non è razionalmente dominabile e vogliono programmare la vita affettiva, sono estremamente selettivi nella ricerca del partner ma in base a categorie astratte. Per loro è difficile capire che la sessualità è abbandono ad un livello di vita affettiva profonda che risponde ad esigenze fisiologiche fondamentali. Ragionare troppo sulla sessualità significa perderne l’essenziale.

Come superare le ansie connesse alla sessualità

Una osservazione preliminare: tutti, chi più chi meno, vivono o hanno vissuto ansie connesse alla sessualità. Se un ragazzo non provasse ansie connesse alla sessualità ci sarebbe seriamente da preoccupasi. L’ansia, entro una cera misura molto variabile, è una componente ordinaria della vita sessuale. I problemi si creano quando questa ansia è paralizzante, quando porta all’isolamento e alla sessuofobia. Per superare l’ansia bisogna:
1) Rendersi conto di vivere in una situazione ansiosa
2) Cercare di vedere le cose in una prospettiva più serena e valutando i cosiddetti problemi per quello che sono in realtà e quindi ridimensionandoli
3) Mantenere sempre aperto il dialogo e il confronto con persone che vivono situazioni analoghe
4) Abituarsi a considerare la sessualità come un tema ordinario di conversazione seria e a parlarne effettivamente in modo libero con persone che hanno esperienze analoghe.
Se dovessi riassumere in una sola parola gli elementi fondamentali per superare le ansie connesse alla sessualità, userei la parola “socializzazione”: avere amici, parlare, confrontarsi è la base per poter ridimensionare i problemi e per restituire alla sessualità la qualità che le conviene di componente ordinaria della vita di tutti.
 
     
 
 
  
 

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