SI PUO' LIMITARE IL SESSO SOLO ALL'INTERNO DELLE RELAZIONI AFFETTIVE STABILI?

Si può limitare il sesso solo all'interno di relazioni affettive stabili, Come resistere alle tentazioni 
 
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 Coreute  Inviato il: 9/11/2008, 19:22 
 
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 Ciao a tutti,

sono un gay 38enne e non ho mai vissuto esperienze di amore corrisposto; ho iniziato tardi (29 anni) ad agire la mia omosessualità e da allora ho perlopiù avuto solo incontri occasionali che nella maggior parte dei casi mi hanno disgustato. La prima volta che mi sono innamorato (a 25 anni e di un mio compagno di studi quasi sicuramente etero) è stata un'esperienza molto forte, che mi ha cambiato ma è stata anche negativa e fonte di frustrazione perché non ricambiata: allora però la questione sessuale ancora non si poneva (sono stato dedito alla masturbazione fin da molto giovane ed allora come ora la trovavo un'attività di ripiego ma appagante) perché mi reputavo indegno o incapace di viverla con altre persone e la limitavo all'autoerotismo.
Durante questi ultimi 9 anni invece durante i quali ho più volte "perso la mia verginità" ci sono state alcune (pochissime a dir la verità) occasioni molto belle ed intense che avrei voluto evolvessero in qualcosa di più: ciò non è stato possibile perché i miei partner non tenevano a me quanto io tenevo a loro. Durante queste ultime esperienze di infatuazione o innamoramento (la delusione di una di queste occasioni mancate infatti si è protratta per alcuni anni di serio malessere quindi è stato qualcosa di più profondo di una semplice infatuazione) la questione della sessualità si è invece posta in primo piano: mi sono accorto di avere anch'io dei potenziali ammiratori e di poter essere degno di un amore completo e nello stesso tempo di aver perso molto tempo, tutto il periodo della mia giovinezza, giovinezza durante la quale di solito è più naturale e bello coltivare relazioni affettive complete anche dal punto di vista fisico.
E' stata una scoperta molto dolorosa anche se mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha donato la speranza di poter trovare prima o poi anch'io un qualcuno che mi possa amare in modo completo.
Il problema è che nell'attesa di trovare la persona giusta non so come tenere a bada gli "istinti naturali" che, forse anche a causa del lungo periodo di astinenza durante adolescenza e giovinezza, mi spingono alla ricerca frenetica e disperatissima di altri uomini, partners perlopiù sconosciuti, e ad avere rapporti sessuali in un certo senso anonimi. Riesco comunque a contenermi e a non esagerare: di solito la ricerca è limitata a parte del tempo libero durante il weekend o, rare volte, alla sera dopo il lavoro.
Tale ricerca affannosa a volte mi spinge a fidarmi di persone che alla fine si prendono gioco di me (e per giunta io ne sono consapevole: pur di avere un contatto umano autentico, dove cioè io possa essere sincero, me stesso ed aprirmi in modo spontaneo, mi butto sul primo candidato interlocutore che "faccia al caso mio" senza l'accortezza di vagliarne prima la bontà e validità come confidente e se anche in un secondo momento mi accorgo che dall'altra parte non c'è la stessa disponibilità al dialogo o sincerità che impronta il mio interloquire pur di restare in contatto con qualcuno che mi ascolti lascio correre) ad iscrivermi alle chat di incontri e vivere in un mondo virtuale che so essere solamente tale: la vera vita è fuori ne sono cosapevole (ma non parlo dei luoghi di ritrovo tipici dell'ambiente gay come circoli, pubs, discoteche, saune etc. etc. perché la mia esperienza in merito seppure limitata mi ha lasciato molto deluso e disincantato: non so, forse sono le mie aspettative ad essere troppo elevate, io mi aspetto sempre qualcosa di poetico ma poi inciampo nel prosaico per essere eufemistici).
Come posso fare, alla mia veneranda età, per calmarmi ed aspettare (supposto che venga mai) il ragazzo o l'uomo giusto?
Naturalmente mi rendo conto che tale domanda non può ricevere una risposta da nessun'altro eccettuato me stesso.
Però vi sarei grato se mi aiutaste con il dialogo a cercare una risposta adeguata.
Un abbraccio forte a tutti,
Giovanni
     
 
 
  
 
 +oo  Inviato il: 9/11/2008, 21:39 
 
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 Ciao Giovanni, prima di tutto mi sembri una persona molto in gamba, ti esprimi molto bene e sai il fatto tuo, anche a leggere dagli altri post...

Purtroppo non posso essere d'aiuto nel trovare la risposta alla domanda del tuo post, intanto perchè io sesso non l'ho mai fatto (  ) e perchè credo che la risposta sia comunque soggettiva.

In certi momenti io desidererei fare sesso a tutti i costi e poco centrano le relazioni affettive, ma se mi fermo a pensarci quello che vorrei sarebbe fare sesso con la persona che amo e perchè la amo.

Tu dovresti fare quello che ti senti, secondo me l'unico problema c'è se vai con delle persone che si prendono gioco di te perchè così ti fai del male, cioè io dopo ci starei male... 
     
 
 
  
 
 gayproject  Inviato il: 9/11/2008, 23:05 
 
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 Ciao Giovanni,
il tuo post di apertura è straordinariamente serio e mi spinge a riflettere su una questione che ho spesso trascurato. Cerco di spiegarmi meglio. Un Forum non ha solo una linea editoriale (formalizzata o meno) ma ha anche un insieme di lettori ben definito e in questo è un po’ come un giornale: lo legge chi in qualche modo si ritrova nelle scelte editoriali. Le linee di fondo di Progetto Gay ,che alcuni lettori hanno considerato troppo limitative, hanno spinto quei lettori ad abbandonare il forum. Naturalmente chi invece continua a seguire il forum si sente in certo modo in sintonia con le scelte di Progetto Gay, che non è un contenitore generico di tutto, non vuole rappresentare tutti i gay ma ha un suo punto di vista e una sua specificità. I lettori di Progetto Gay si sono auto-selezionati, io ho incontrato in chat ragazzi con esperienze non troppo diverse e ho finito per approfondire la conoscenza di un solo sottoinsieme abbastanza omogeneo del mondo gay. Circa un anno fa, quando il forum non esisteva ancora, entravo spesso nella chat di Alice C6 con il mio nick gayproject. Quelli che mi contattavano avevano poco in comune con i lettori di Progetto Gay, molti erano solo cacciatori di sesso immediato, alcuni che pure avviavano la chat con le solite tre domande “da dove?”, “anni?”, “che cosa fai in chat?” quando si accorgevano che le risposte non erano stereotipate si sentivano spiazzati, alcuni (la maggior parte) chiudevano subito la chat, perché mi prendevano per un poliziotto o addirittura per un prete a caccia di anime perse, ma qualcuno reagiva in modo completamente diverso. Partiva una conversazione seria che andava avanti per molto tempo, ci si scambiava i contatti e ci si trasferiva su msn. In questo modo conobbi un ragazzo di 31 anni, chiamiamolo A. A aveva una vita sessuale assolutamente disordinata, era per molti aspetti, almeno apparentemente, dipendente dal sesso: molti partner, incredibile tendenza a lasciarsi coinvolgere in situazioni anche pericolose, aspettative enormi e sistematicamente frustrate nella vita reale. Le prime volte che mi parlò di sé rimasi sconcertato, non avevo mai conosciuto ragazzi che si facessero coinvolgere fino a quel punto. Nel corso del tempo abbiamo finito per diventare amici, si chiacchierava per ore la sera ma non di sesso, anche di quello, certo, ma di mille altre cose dai modi di vedere la vita al senso del dolore. Col passare del tempo i nostri rapporti sono divenuti stabili, ci si sentiva spesso, in una dimensione di tipo familiare. La faccio breve. Dopo qualche mese A ha cominciato a non cercare più sesso “purché sia” e in qualunque condizione, ha vissuto un paio di brevi storie nelle quali ha creduto, poi ha incontrato B, un ragazzo che a quel tempo aveva 28 anni, il suo compagno attuale. B era al tempo un ragazzo piuttosto inibito, bene, A ha avuto verso B una tale attenzione affettuosa che avrebbe rinunciato al sesso pur di stare vicino a B, cosa che non è stata affatto necessaria. Qualche volta siamo andati a prendere la pizza in tre. A è rimasto convinto che il cambiamento della sua vita sia derivato dall’avere incontrato me e due ragazzi dei primissimi tempi di Progetto Gay, mi diceva: “Mi sono sentito trattato con rispetto, non mi era mai successo prima di parlare seriemente di certe cose e poi ho capito che mi avete voluto bene”. Parlando con A, che qualche volta, purtroppo raramente, sento ancora, è emersa l’idea che l’esigenza di una sessualità intensa e frequente sia in sostanza la trasposizione sul piano sessuale di un’esigenza di tipo affettivo che trova così la via più facile per venire alla luce. È più facile trovare sesso “facile” che non affetti veri e la impossibilità di costruire rapporti affettivi non sessuali comporta la traduzione dei bisogni affettivi in chiave sessuale. La sessualità di un ragazzo non è in genere un problema tecnicamente sessuale ma deriva dall’equilibrio generale della persona, dai rapporti con i genitori, con i fratelli, con gli amici, con l’ambiente di studio o di lavoro, cose tutte che sembrano non avere nessun nesso con la sessualità ma che invece la condizionano in modo notevole. Dalla mia esperienza di chat osservo che avere amici veri dei quali ci si può fidare e con i quali esistono rapporti affettivi profondi aiuta moltissimo a vivere la sessualità in modo sereno. Poter parlare in modo libero della propria sessualità facilità la risoluzione dei problemi o li ridimensiona e in ogni caso toglie alla sessualità quella patina di proibito che la rende problematica. In conclusione penso che, molto ma molto spesso, quello che manca non è il sesso, ma la gratificazione affettiva, l’attenzione affettuosa e non predatoria di altre persone, l’affetto disinteressato. Trovare queste cose aiuta a vivere meglio e a riportare la sessualità in un ambito affettivo senza attribuirle però valori sostitutivi della comune, banale, ma fondamentalissima affettività non sessuale, quella per intendersi che si vive in famiglia o tra amici veri.
 
     
 
 
  
 

 2 risposte dal 9/11/2008, 19:22
 


 

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