RAPPORTI GAY INTERGENERAZIONALI

RAPPORTI GAY INTERGENERAZIONALI, Riflessioni 
 
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 gayproject    Inviato il: 21/8/2008, 13:41 
 
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 RAPPORTI GAY INTERGENERAZIONALI


Questo post è dedicato ai rapporti gay intergenerazionali. Con questo termine intendo riferirmi non a rapporti tra gay di età diversa entro i limiti dei 10/15 anni, ma proprio ai rapporti tra gay che potrebbero essere padre e figlio, cioè con differenze di età dell’ordine dei 25/30 anni e oltre. La questione è molto seria e non marginale e viene affrontata spesso sulla base di pregiudizi.

Se un genitore viene a sapere che il figlio ventenne è gay ed ha un compagno della sua età, ancora oggi, fatica moltissimo ad accettare la situazione, ma se un genitore viene a sapere che il figlio ventenne è gay ed ha un compagno di 55, anni la reazione è enormemente diversa e l’interpretazione della relazione tra un 20enne e un 55enne è condotta integralmente su parametri derivanti da pregiudizi, cosa d’altra parte scusabile, perché il genitore manca del tutto dell’esperienza e delle categorie necessarie per valutare “dal di dentro” una situazione del genere.

L’interpretazione in genere segue questo schema:
“Mio figlio è un debole, è vero, per questo è gay, ma si potrebbe trovare almeno un ragazzo della sua età, ma quell’uomo lo ha circuito e si approfitta di lui e mio figlio adesso non riesce più a uscirne. Non so come possa un uomo adulto approfittarsi di un ragazzo che potrebbe essere suo figlio, sono cose patologiche. Quello ha rovinato mio figlio.”

Tutta la lettura dei fatti è centrata sull’idea che il più grande “approfitta” del più giovane a fini sessuali e che il più giovane non riesce a resistere e alla fine “cede”.
Questo schema interpretativo è diffusissimo, anche tra i gay, che tendono a leggere i rapporti intergenerazionali in questo modo proprio perché (come il genitore) mancano completamente di categorie realistiche per interpretarli.

Ma veniamo a quello che emerge dall’esperienza dei colloqui con i ragazzi gay. Intanto è enormemente più facile incontrare in chat i componenti più giovani delle coppie intergenerazionali, ma quando vengo contattato con ragazzi che vivono rapporti intergenerazionali non trovo mai richieste di aiuto o manifestazioni di disagio. Non mi è mai capitato. Trovo invece un desiderio di essere accettati e di essere capiti in modo non pregiudiziale per quello che si è. In pratica nella quasi totalità dei casi i ragazzi si rendono conto che potrebbero uscire molto facilmente dalla relazione intergenerazionale, che forse quella relazione crea più problemi ai loro compagni più grandi che non a loro e che il loro “essere coppia” costituisce socialmente un disvalore profondo agli occhi della società e degli stessi gay. Questi ragazzi non si sentono affatto assillati dal loro compagno che spesso tende anzi a lasciarli liberi nel timore di condizionare la loro vita in modo pesante. In questi rapporti, se li si osserva da vicino, non c’è plagio, non c’è approfittamento e non c’è nemmeno debolezza da parte dei ragazzi più giovani, che sanno comunque molto bene che entrando in relazioni di questo tipo stanno andando nettamente contro il modo corrente di vedere la sessualità. Questi ragazzi non “cedono” ma anzi cercano un rapporto con persone più grandi, che è voluto in modo consapevole e soprattutto ha per loro una profonda valenza non solo genericamente affettiva ma esplicitamente sessuale.

Un ragazzo gay, in genere, arriva a dare per scontato che si possa essere gay, non capisce perché la cosa sembri innaturale ad un etero ed è portato a pensare che gli etero sono dominati da pregiudizi che si possono riassumere in un semplicissimo ragionamento: “Io ho la mia sessualità che è quella giusta, chi ha una sessualità diversa dalla mia è un degenerato”, ma quello stesso ragazzo gay applica inconsciamente lo stesso ragionamento nel valutare i rapporti gay intergenerazionali.

Sento spesso commentare così: “Ma succede perché non ha conosciuto coetanei, se conoscesse dei ragazzi gay della sua età ne verrebbe fuori benissimo”. In questa visione delle cose i rapporti intergenerazionali sono il sintomo di una patologia della sessualità (della omosessualità, in specie) e la frequentazione di ragazzi giovani è la medicina. Questi ragionamenti non tengono però conto del fatto che questi ragazzi hanno scelto deliberatamente la strada più difficile e lo hanno fatto non perché non hanno conosciuto loro coetanei ma perché per loro l’orientamento sessuale è realmente un altro.

Cerco di spiegarmi meglio. Questi ragazzi hanno vissuto come tutti gli altri ragazzi gay molti momenti di nudità sociale (spogliatoi, docce, palestre, piscine) ma le loro reazioni, in quelle situazioni, non erano quelle degli altri ragazzi gay in situazioni del tutto analoghe. Un ragazzo gay in genere in situazioni del genere si eccita ma a questi ragazzi non accade. Sono ragazzi che spesso non vengono etichettati come gay perché il loro comportamento nei confronti dei loro coetanei è del tutto analogo a quello di un ragazzo etero, mentre provano eccitazione sessuale in situazioni in cui in genere un ragazzo gay resta del tutto indifferente. Un esempio classico: un ragazzo gay, in un ambiente scolastico, trova motivo di eccitazione e di fantasie sessuali nei suoi compagni, ma ci sono dei ragazzi gay che costruiscono le loro fantasie sessuali sui loro professori e non su quelli più giovani.

Una categoria di pornografia, la cosiddetta pornografia “mature” non è destinata a maturi che vogliono eccitarsi con immagini di altri uomini maturi ma in buona parte a ragazzi giovani che sono interessati a uomini maturi. Sottolineo che si tratta di un vero interesse sessuale primario che non è un tentativo di rimediare a una difficoltosa sessualità coi i coetanei. I ragazzi interessati agli uomini maturi hanno sviluppato questo loro interesse fin dall’origine e non hanno avvertito alcun cambiamento nella loro sessualità col passare del tempo. Disquisire sul perché di questi orientamenti sessuali è in sostanza come chiedersi perché esistono i gay e questo è terreno di scontro di mille teorie possibili e almeno apparentemente razionali.

Da quello che posso notare, si tratta spessissimo si ragazzi che non hanno amici, che vivono in un ambiente familiare molto intollerante e che hanno di conseguenza una fame affettiva fortissima. Ho sentito spesso commentare i rapporti intergenerazionali in un modo che in astratto mi smembrava realistico, cioè come una specie di sacrificio della propria sessualità ad esigenze affettive profonde. In buona sostanza un ragazzo molto solo, troverebbe un compagno adulto che lo gratifica a livello affettivo e finirebbe poi per sacrificare a questa esigenza affettiva la propria sessualità, in pratica “accettando” un rapporto con una persona molto più grande, fino alla condivisione della sessualità.

Questo ragionamento urta però contro l’evidenza dei fatti: questi ragazzi trovano una reale soddisfazione sessuale nei rapporti intergenerazionali e non hanno desiderio di cambiare strada, desiderano invece costruire con i loro compagni dei rapporti di lungo termine e qui in genere incontrano i primi grossi problemi sia a livello sociale che a livello della reazione psicologica molto esitante del loro compagno, della quale non sanno darsi una motivazione. I ragazzi gay coinvolti in relazioni intergenerazionali si sentono spessissimo e sono realmente incompresi e valutati in termini di perversione e spesso, pur nella consapevolezza della loro sessualità, la vivono con sofferenza.

Quando un ragazzo gay sessualmente interessato ad uomini maturi fa la sua dichiarazione d’amore ad un gay adulto, sa benissimo di esporsi in modo pericoloso e di poter andare incontro a brutte esperienze, ma il senso di solitudine e di emarginazione che prova è tale che gli fa superare le esitazioni. Trovarsi di fonte a una risposta negativa in questi casi è quasi la regola, perché un gay anziano, per quanto possa essere sessualmente interessato ad un giovane, ha mille remore che lo trattengono, non ultimo il senso di paternità che subentra quasi automaticamente e che è avvertito in conflitto con un coinvolgimento sessuale.

In ogni caso ha senso solo dire la verità mettendo da parte qualunque preconcetto e tenere presente che dire di no in una situazione del genere significa ferire profondamente un ragazzo e rimandarlo nella sua solitudine affettiva sostanziale. In un prossimo post proverò ad affrontare le tematiche dei rapporti gay intergenerazionali dal punto di vista della persona più grande che si trova a vivere questo tipi di rapporti, qui, invece, vorrei analizzare il punto di vista dell’uomo maturo che si trova a dire di no. In genere chi dice di no creca di dare al suo dire di no un valore morale, di dire: “Io dico di no perché non sono un pervertito come quel ragazzo!” oppure “Io dico di no perché anche se mi piacerebbe stare con lui non voglio rovinargli la vita”. In realtà il dire di no è dettato da motivazioni di molto più bassa lega. In sostanza, si dice di no perché si ha paura che quel ragazzo possa prima o poi trovare la sua strada o perché, ancora più brutalmente, vivere questi rapporti non è socialmente accettato. In genere chi dice di no evita di lasciarsi coinvolgere a qualunque livello, in parole povere scappa tentando di tagliare i ponti e di “salvare se stesso” perché in realtà considera la situazione sostanzialmente patologica.

Per un anziano o per un uomo maturo, sentirsi coinvolto a livello affettivo in una relazione intergenerazionale può essere un’occasione per provare un’esperienza affine a quella della paternità e può avere, anche mettendo da parte del tutto la sessualità, degli aspetti di gratificazione importantissimi. E’ possibile volersi bene in modo profondissimo anche senza coinvolgimenti sessuali reciproci o ponendosi deliberatamente dei limiti, se la sincerità e l’accettazione reciproca è totale. Amare significa innanzitutto capire e accettare. Concludo con una citazione di James Baldwin: “Qui non c’è nulla da capire, qui c’è tutto da accettare.”


 
     
 
 
  
 
 back2back  Inviato il: 21/8/2008, 21:17 
 

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 CITAZIONEDisquisire sul perché di questi orientamenti sessuali è in sostanza come chiedersi perché esistono i gay e questo è terreno di scontro di mille teorie possibili e almeno apparentemente razionali.

Penso che ti sei avventurato in una affermazione di principio pericolosa. L'essere gay è un dato biologico ormai riconosciuto l'attrazione verso fasce di età troppo lontane è esclusivamente un fatto psicologico e preferenziale, e qualcuno sulla base di quello che dici potrebbe facilmente affermare che la pedofilia è un problema culturale o sociale e anzi è su questo che spesso i pedofili si attaccano. Detto questo la natura prevede che la vita vada vissuta per fasce di età perchè ogni fase ha i suoi limiti e i suoi culmini fisici e psicologici, ma le scelte sono libere e se un ragazzo vuole liberamente rinunciarvi certamente avrà i suoi motivi. Ma si deve comunque distinguere tra scelte su base affettiva e scelte su base di attrazione esclusivamente sessuale. Io non sono un moralista e sinceramente ognuno è giusto che faccia nel privato quello che vuole, se io non mi metterei mai insieme ad una persona anziana questo non vuo dire che se qualcun altro lo fa mi debba infastidire o altro. A me infastidicono solo le situazioni di comodo o di ipocrisia o di sfruttamento o le prese per il culo. Basta. Detto questo non si può negare neppure che l'essere attratti sessualmente solo da persone anziane ha un termine: geriofilia, e di sicuro ha cause psicologiche ma finchè non fa del male a nessuno ..... affari loro.
L'assenso generale e la mancanza di spirito critico non sono compatibili con la democrazia.
     
 
 
  
 
 gayproject  Inviato il: 22/8/2008, 19:46 
 
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 Ci tengo a fare una precisazione assolutamente doverosa. Progetto Gay è nel modo più assoluto, esplicito e intransigente, contrario alla pedofilia sotto qualsiasi possibile forma, perché un minore deve essere tutelato “sempre e comunque” affinché sia in grado, quando ne avrà le capacità legali e psicologiche, di operare le sue scelte in piena libertà. Il mio post si riferisce a persone adulte e non è possibile in buona fede nessuna lettura distorta. Premesso quanto sopra, non intendo fare polemiche e lascio a ciascuno la totale libertà di interpretare le situazioni alle quali mi sono riferito come meglio crede. Io espongo solo quello che vedo.
     
 
 
  
 
 alessandroNa  Inviato il: 23/8/2008, 10:01 
 

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 back2back ma possibile che sei sempre così acido secondo me tu sei invidioso e sapere che 2 persone con una grande differenza di età possono stare bene inxieme ti fa rosicare! Forse xke non hai trovato ancora la xsona con cui condividere la tua vita!e non mi sorprende...
Vivi e lascia vivere!
     
 
 
  
 
 editore  Inviato il: 24/8/2008, 11:15 
 
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 Il problema di coppie intergenerazionali è sia etero che gay, qui diciamo che il tabù che si infrange è un altro, non è la presunta contronaturalità del rapporto, ma un qualcosa che si avvicina di può a una visione incestuosa del rapporto per cui si pensa che il giovane non trovi nell'adulto un partner ma un surrogato genitoriale e viceversa; cosa che on dubito possa esserci ho visto due o tre realtà affettivi simili, ma erano sul piano amicale e non amoroso comunque, quello volte in cui invece può essere proprio considerato come un rapporto di coppia solitamente il "maturo" ha caratteristiche decisamente giovanili, per cui la differenza d'età è più anagrafica, che non fisica o psicologica.
     
 
 
  
 
 gianeuge  Inviato il: 24/8/2008, 17:31 
 

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 Leggendo il post di Project , mi sento un pò tirato in ballo , e a questo punto penso di dovere dare anche un mio parere su ciò che ha scritto , anche perchè ho vissuto e sto vivendo tutte e due le situazioni ; e non è facile da spiegare , con Eugenio ho vissuto per 24anni e la differenza di età tra Lui e me era di 30 anni esatti, ci siamo conosciuti in un posto assolutamente normale , e penso che sia scattato subito nella testa e nel cuore , quella strana senzazione che ti fa capire che qualcosa sta per succedere , non vidi allora ed in seguito la differenza di generazione , ci misi 2 anni per far capire ad Eugenio che mi faceva piacere stare con lui e basta ; i quel periodo egli cercò in tutti i modi di disilludermi , ma io sicuro di ciò che provavo , non ho mollato e dopo essermi sentito dire che alla prima volta che fosse saltata fuori la questione età , mi avrebbe gettato in faccia la carta di identità . Non cercavo in lui la figura paterna od altre cose , stavamo bene insieme . Poi è successo il dramma . All'improvviso la mia vita si è sgonfiata , poi verso marzo ho incontrato il Forum e scrivendo , ho trovato un appoggio notevole e tanti amici , ma dalla scomparsa di Eugenio la mia vita quotidiana era " cimitero, cucina , computer , letto " . Dovevo a tutti i costi uscire da questo muro che mi ero costruito intorno ed ho deciso di cambiare radicalmente vita , non è stata una scelta facile , ma mi sono rimesso in gioco . Dopo 9 mesi , circa , è successa un'altra cosa su quell'isola , ho incontrato Alex , stessa differenza di età , ma questa volta l'anziano ero io , ma come per Egenio , non ho sentito la differenza anagrafica , sto semplicemente bene con lui , abbiamo passato una settimana insieme , bellissima , ed ho ricominciato a vivere , a ridere , a parlare , a non avere paura della gente , e penso di non avere mai posto il problema età , perchè vedo che stiamo bene insieme , ora che sono a casa , ci sentiamo tutti i giorni e non vedo l'ora di ripartire per poterlo rivedere per poter parlare e chiarire tutti i dubbi che sia Lui che io possiamo avere . Ci potranno essere mille problemi , ma se affrontati insieme tutto diventa più facile , e quando lo sento , non faccio altro che ringraziarlo per avermi fatto rivedere la vita . Ora , tornando alla questione principale , non penso di essere una persona diversa da tutti gli altri , sono gay , penso di non avere nessuna tendenza particolare per le persone più o meno anziane di me , se sto bene con la persona che ho accanto e vedo che la cosa è reciproca sono tranquillo ; una cosa ho capito , il periodo di "rodaggio " che mi fece passare Eugenio , per essere certo dei miei sentimenti , non lo farò passare ad Alex , si soffre troppo quando si cerca di far capire all'altro le proprie intenzioni serie .
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 24/8/2008, 19:54 
 
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 Grazie Gianni!
Ci hai dato come sempre un contributo autentico! Buona fortuna a te e ad Alex con tutto il cuore!!!
     
 
 
  
 
 gianeuge  Inviato il: 24/8/2008, 20:32 
 

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 Grazie Project , la mia è una storia che ha dell'incredibile , ma io ad Alex , devo tanto , mi ha tirato fuori da una brutta situazione , avevo già chiuso tutto ciò che potevo avere davanti , e mi ha fatto vedere che il mondo c'è , e va vissuto , anche se Lui sostiene di non avere fatto nulla di importante , mi ha dato una mano a riaprire gli occhi , a sentire che ancora esistono i sentimenti , a farmi sentire che la vicinanza ( non solo fisica ) è una cosa fondamentale per tutti noi , basta poco , anche solamente una parola un gesto uno sguardo per farci sentire ancora vivi ! Non esistono barriere di età o di generazione , esiste il buon cuore e i buoni sentimenti, ed io , sarò debitore per tutta la vita ad Alex , che mi ha dato tanto , senza volere nulla in cambio . Spero di rivederlo presto e di parlare con lui per delle ore , e condividere insieme tutto ciò che il futuro ci serberà , è il minimo che io possa fare per Lui . E' veramene un'anima nobile ed onesta . Gianni .
     
 
 
  
 
 back2back  Inviato il: 26/8/2008, 19:12 
 

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 CITAZIONEback2back ma possibile che sei sempre così acido

E perché mai sarei acido? Forse perché esprimo una opinione che è diversa da quella degli altri? Un forum per principio dovrebbe essere un posto dove ci si confronta e si possono esprimere le proprie idee e pure quando queste vanno eventualmente contro il parere generale. O forse per te tutti devono pensarla allo stesso modo? Vuoi l’omologazione dei pensieri? Ognuno ha le sue idee e in democrazia si ha la libertà di manifestarle come si vuole.


CITAZIONEsecondo me tu sei invidioso e sapere che 2 persone con una grande differenza di età possono stare bene inxieme ti fa rosicare! Forse xke non hai trovato ancora la xsona con cui condividere la tua vita!e non mi sorprende...

Non sono solito darmi vanto della mia vita provata per cui pensala pure così se ti fa piacere sinceramente me ne sbatto, ma come ho già detto a Survived una situazione del genere va contro la mia natura per cui non potrei mai invidiarla.
La vita va vissuta appieno solo per quello che si è in un determinato momento, non l’ho detto io ma un ragazzo troppo speciale e ormai è per me un pensiero illuminante su tutto. E la giovinezza che è l’età più bella, va vissuta veramente a fondo, in ogni più piccola sfumatura pensando che nessuno potrà mai più rivivere quello che si è perso o a cui si è rinunciato. Ma non si può vivere la giovinezza per quello che è con a fianco come compagno una persona anziana che certe cose non è più portato a sentirle, farle o anche solo a pensarle. La biologia della vita è la nostra bussola e ai limiti che pone l'età non c'è scampo.
Io la penso così e lo dico senza problemi anche se a molti può dare fastidio. Punto.
L'assenso generale e la mancanza di spirito critico non sono compatibili con la democrazia.
     
 
 
  
 
 alessandroNa  Inviato il: 26/8/2008, 21:38 
 

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 hai pienamente ragione essendo in democrazia tutti possono dire ciò che vogliono e pensano..... e ti dirò io rimango della mia idea,tu sei così acido xkè non hai ancora trovato la persona con cui condividere la mia vita! e se pensi che un ragazzo possa star bene con un uomo piu grande di lui l'invidia ti pervade!!!!
ti devo dar ancora ragione quando dici che in un forum si può scrivere ciò che si vuole anche se si è contro i pareri degli altri utenti (altrimenti non si chiamerebbe forum ovvero confronto tra piu persone)....
la cosa che mi stupisce è che nei tuoi 67 interventi non hai mai scritto una cosa positiva, tutte lamentele e dissensi.....
io mi chiedo..... come mai? se nn sei invidioso degli altri che hanno trovato la loro anima gemella xkè mai dovresti trovare qualcosa che non va in ogni post????
ora ti dico un ultima cosa e con questa termino....questa è una cosa che mi son sentito dire da una persona veramente importante,,,,una persona specialissima!!!!
una persona è vecchia quando si sente vecchia non si contano gli anni sulla carta di identità ma si contano gli anni che si sente sulla pelle, nell'animo.....


ps:spero di poter leggere un tuo post dove sei daccordo con qualcuno,
saluti alessandroNa
 
     
 
 
  
 
 Erin_89  Inviato il: 27/8/2008, 18:35 
 

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 Sai Alessandro io ho avuto occasione di conoscere di persona back2back e ultimamente ci vediamo abbastanza spesso e ti posso assicurare che non ha niente a che vedere con la figura di lui che ti sei tracciato in testa  Forse è solo che non si è più abituati ad avere a che fare con persone schiette che dicono sempre quello che pensano  , la maggior parte della gente ha spesso timore di esprimere i propri pensieri o peggio preferisce compiacere gli altri per tenersi tutti buoni  .

i'll swallow poison, until i grow immune
i will scream my lungs out till it fills this room
how much difference does it make
 
     
 
 
  
 
 d.melanogaster  Inviato il: 27/8/2008, 22:23 
 

G: [...] Oggi 10 Gennaio 1610 l'umanità scrive nel suo diario: abolito il cielo!


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 Alessandro, se fosse sufficiente non sentirsi vecchi per non esserlo veramente, allora nessuno sarebbe vecchio. Ti sfido a trovare qualcuno che dice di sentirsi vecchio e magari di esserne anche contento! No, tutti si sentono più giovani di quello che sono realmente, ma questo non significa che tutti vogliano/siano disposti a stare insieme con qualcuno che potrebbe essere loro figlio/a.
Ora nessuno dice che due persone che stanno insieme devono avere esattamente la stessa età... ma quando si parla di intergenerazionale è una cosa ben diversa.
Una cosa del genere, per me, vuol dire semplicemente che quello più "anziano" non accetta il passare del tempo è vorrebbe comportarsi come se avesse sempre trent'anni. Cosa che se all'inizio può sembrare semplicemente squallida, con l'andare del tempo, invece, scade nel ridicolo (ok, qui non è concesso parlare di politica, ma una persona che si comporta in questa maniera l'abbiamo tutti in mente...)

QUOTExkè mai dovresti trovare qualcosa che non va in ogni post????

si chiama senso critico ed è una qualità troppo rara. mai sentito parlarne???

Modificato da d.melanogaster - 28/8/2008, 07:56
Per Aspera, Ad Astra
      
 
 
  
 
 gianeuge  Inviato il: 28/8/2008, 11:59 
 

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 Mi sento di nuovo tirato in causa , io non mi sento nè squallido , tantomeno ridicolo ; purtroppo , la vita va avanti , ed anche gli anni , ma se capita di incontrare la persona giusta non mi sento obbligato a chiedere la carta di identità ; e non mi sento nemmeno di avere rapporti incestuosi , pensando di avere a che fare con un eventuale figlio o viceversa ; mi piacerebbe sapere però una cosa , visto che ho provato e sto vivendo tutte e due le situazioni , è obbligatorio che un trentenne vada con un suo coetaneo , un ventenne pure ed un over 50 si chiuda in casa ad aspettare che il tempo passi . Io penso di avere imparato tanto da Eugenio , e di avere dato tanto a Lui ; ed ora con Alex , sta succedendo la stessa cosa ,è uno scambio di esperienze tra generazioni diverse , non ho mai messo in primo piano in tutte le due esperienze il fattore " sesso " ma si può anche vivere di affetti , discussioni , confronti , poi il resto arriva in modo naturale . Con i discorsi che si sono fatti e si stanno facendo , corriamo il rischio di "ghettizzare " e già lo siamo , anche le persone gay che hanno superato i 49 anni . Il bello di questo Forum , è che esiste un confronto , quasi quotidiano tra generzioni , e questo è un dare e un avere che giova a tutti . Pensate un pò a quelle persone gay che hanno superato i 70 anni e che vivono sole , addirittura senza parenti o amici , è una cosa tragica ! Questo Forum è una ricchezza che abbiamo , cerchiamo di mantenerlo vivo ed attivo , senza cadere in polemiche che non giovano a nessuno . Gianni .
     
 
 
  
 
 mick.C  Inviato il: 28/8/2008, 13:48 
 

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 Ciao a tutti  mi chiamo Michele e sono di Roma. Faccio spesso una capatina da queste parti (complimenti a gayproject!) e ho letto con particolare interesse il post sui rapporti gay intergenerazionali e la discussione che ne è seguita. E a questo punto ci tengo a raccontare cosa è successo a me perché penso possa essere utile a molti ragazzi giovani. Io ho capito presto di essere gay e la cosa mi ha dato abbastanza problemi prima di accettarmi. A 20 anni ho conosciuto G. che allora ne aveva 53, era molto giovanile e pure un bell’uomo, anche fisicamente molto curato e dimostrava almeno 4-5 anni di meno. Mi piaceva tantissimo parlare con lui, era un uomo molto colto e affascinante. Ci siamo entrambi innamorati l’uno dell’altro, ma nonostante la mia ostinazione nella sicurezza dei sentimenti che provavo non voleva assolutamente saperne di avere una relazione con me. Io insistevo tantissimo mi sembrava che era lui l’uomo della mia vita, quello giusto per me e non riuscivo a capire perché lui pur ricambiando quello che provavo mi rifiutasse. G. con dolcezza continuava a ripetermi che un uomo della sua età poteva essere per un ragazzo come me solo un padre od un amico e niente altro e che una vera relazione si deve basare solo su un rapporto di parità assoluta perché è l’unico modo in cui uno può esprimersi totalmente e che questo soprattutto per un giovane è la cosa fondamentale. Diceva anche che dal momento che una relazione d’amore coinvolge pienamente entrambe le vite di chi ne fa parte, lo squilibrio che c’era tra noi non mi avrebbe mai fatto vivere appieno per quello che ero ma soprattutto per quello che dovevo diventare. Io non lo capivo e mi disperavo troppo e mi sembravano tutte solo scuse e discorsi fumosi ma lui era inamovibile. Un giorno l’ho affrontato a muso brutto  praticamente un aut aut ma non è servito a niente e G. mi ha detto che preferiva perdermi che fare una scelta egoistica. Non sono comunque riuscito a stargli lontano e dopo qualche mese sono tornato a cercarlo. Lui però da allora si è comportato in maniera più fredda e distaccata come per tenermi lontano. Io ne ho sofferto molto di questa condizione  , del voler avere da lui di più di una amicizia, del sentirlo lontano. Questa situazione è andata avanti per l’esattezza per un anno e 3 mesi. Anche G. mi ha raccontato dopo che ne ha sofferto davvero troppo ma si comportava così apposta per il mio bene anche se allora io non lo avrei mai capito. Poi all’università ho conosciuto Mauro, un ragazzo della mia età e dopo qualche mese ci siamo messi insieme  . La prima persona a cui l’ho detto è stato G. e lui era felice quasi più di me! Ora sono passati 5 anni e con G. ho una bellissima amicizia ci si vede spesso e con lui parlo di ogni cosa, di ogni problema ma anche di ogni cosa bella che mi accade, anche Mauro gli vuole molto bene e usciamo spesso insieme. Quest’anno siamo anche stati insieme per 4 giorni al mare in Costa Azzurra  , è stata una esperienza molto belle anche perché mi ha fatto capire ancora meglio tante cose che mi diceva G. e ora a distanza di tempo capisco esattamente cosa lui volesse dire allora e per come si è comportato con me non posso che ringraziarlo ogni giorno. Vorrei dire a tutti i ragazzi giovani che è molto facile non rendersi conto di cosa si possa perdere se si sta insieme ad un compagno troppo grande, perché delle cose di cui non si fa esperienza e che non si vivono, non si ha coscienza. Ma da sempre sganciarsi dalla generazione precedente è il passo essenziale per crescere come uomini, e l’esclusività che comporta la relazione di coppia nel caso in cui siano coinvolti un ragazzo e un uomo ormai anziano questo non lo permetterà mai. Anche se non lo si vuole ammettere con sé stessi alla fine rimane che ci si aggrappa e ci si porta appresso la figura di un padre, ci si appoggia a chi ha più esperienza, a chi ha già una sicurezza, a chi ha già costruito, a chi si è già creato un posto nel mondo, si vuole essere guidati e protetti da qualcuno. A qualcuno potrà anche andare bene così ma giusto perché non sa che cosa è vivere veramente da ventenni. A chi non ha mai provato quell’indescrivibile sensazione di stringersi tra le braccia di un ragazzo e sentire quanto si è giovani, belli e vivi, a come sia fare l’amore per ore fino a non averne più la forza, quanta passione e vitalità ci sia in due vite che ancora hanno insimee tutto da imparare e sperimentare di mai provato, a essere coscientemente e pienamente giovani, voi non saprete mai a quale parte fondamentale di voi state rinunciando. Credetemi. Io sono stato troppo fortunato a incontrare una persona onesta e disinteressata come G. che mi ama così tanto da aver scelto davvero il meglio per me e non per lui, e io gli voglio un bene dell’anima e lui sa benissimo che gli sarò da amico per sempre a fianco.

Al signore che si chiede se un over 50 si debba richiudere in casa io dico NO, assolutamente NO!! Deve uscire, trovare degli amici e vivere la sua vita pienamente e perchè no potrebbe anche trovare l'amore  ma è quello con un coetaneo che dovrebbe vivere perchè è quello il suo tempo ORA perchè appunto la vita va avanti!  Nessuno vuole ghetizzare le persone vecchie un giorno lo saremo anche noi! E io per primo ho imparato tanto da G. e continuo a farlo e amo confrontarmi con lui, ma una relazione d'amore è una cosa del tutto diversa e soprattutto per un ragazzo giovane perchè vi è coinvolta anche la sua sessulità e penso che non abbia senso mettere in secondo piano il sesso che è parte fondamentale dell'amore di coppia, altrimenti la relazione ha un altro nome !!Si chiama amicizia. 
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 28/8/2008, 18:07 
 
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 Ciao mick.C,
Ho letto il tuo post tutto d’un fiato, mi piace molto quello che hai scritto lo condivido completamente. Sono molto contento che ogni tanto passi da queste parti perché è proprio la presenza di persone come te che dà spessore a questo Forum e ne fa una cosa seria. Grazie di cuore per aver voluto renderci partecipi della tua storia! In bocca a lupo a te, a Mauro e a G.! Rappresentate un modello di vita gay che sento molto mio.
 
     
 
 
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 hemma  Inviato il: 16/10/2008, 08:47 
 
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 Concordo con mick.c, melanogaster e back2back un ventenne con un 60enne non è fisiologico e anche solo come modalità di comunicazione c'è troppa distanza!! E non è affatto moralismo!!!


CITAZIONEè obbligatorio che un trentenne vada con un suo coetaneo , un ventenne pure ed un over 50 si chiuda in casa ad aspettare che il tempo passi

non capisco perchè non c'è l'opzione un over 50 vada con un più o meno coetaneo  !!!?? E' proprio ragionando così che vi ghetizzate. 
     
 
 
  
 

 15 risposte dal 21/8/2008, 13:41 
 

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