DIRE AI GENITORI DI ESSERE GAY A 30 ANNI

DIRE AI GENITORI DI ESSERE GAY A 30 ANNI, Difficoltà nel coming out verso i genitori da parte un ragazzo di 30 anni 
 
 « Disc. precedente | Disc. successiva »Notifica nuove risposte | Invia tramite email | Stampa Discussione
 
 
 gayproject    Inviato il: 9/2/2008, 21:37 
 
Senior Member


Gruppo: Amministratore
Messaggi: 721


Stato: 


 
 DIRE AI GENITORI DI ESSERE GAY A 30 ANNI

Ho 30 anni, che sono gay è ovvio, il mio problema è unico e enorme (o almeno a me sembra enorme): i miei genitori non sanno che sono gay ma sono arrivato ad un punto che non posso assolutamente andare avanti e vorrei tanto capire se la mia situazione è così unica. Mi servono consigli concreti. Ringrazio Project per la sua mail e per il contatto, la mail l’ho meditata parola per parola e devo dire che ha raffreddato molto i miei entusiasmi, lo chiamerò sicuramente nei prossimi giorni, non mi aspettavo di essere preso sul serio fino a questo punto. Prima di prendere una decisione ho ancora bisogno di tempo perché ci sono tante cose di qua che non ho ancora capito come si potrebbero mettere. Però se uno dei ragazzi mi potesse spiegare come cavolo ha fatto a dirlo ai genitori gli sarei grato, perché io non faccio che girarci intorno ma poi mi blocco e non riesco a fare un passo e mi dico: ma perché devo dire a loro i fatti miei, visto che a loro non gliene frega niente di me? Però, poi, dopo che ho rinunciato a parlare, mi riprende la frenesia di dirglielo non fosse altro per farli stare male, lo so che è strano ma è così. Io, a 30 anni compiuti, non trovo il coraggio di fare questo discorso a mio padre e a mia madre. Adesso vado per punti sulle cose che mi ha chiesto Project, le dico pure a voi.
Vivi coi tuoi? Sì, vivo coi miei in un piccolo comune vicino Ferrara.
Lavori? In un certo senso sì e in un certo senso no, qualche mese sì e qualche mese no. Il periodo più lungo di lavoro che ho fatto + stato di 11 mesi, il periodo più lungo di disoccupazione è stato di 4 mesi e mezzo. Quindi non sono economicamente indipendente.
Hai un ragazzo? No, non ho un ragazzo, ho avuto due avventure anche con un po’ di sesso, ma cose brevi durare poche settimane e poi naufragate essenzialmente per la paura che avevo di essere scoperto, che alla fine ha messo nel panico quei due ragazzi.
Hai amici ai quali hai detto di essere gay? Sì, l’ho detto solo a due ragazzi, più o meno della mia età, anche con loro ho avuto una marea di problemi, cioè per dirlo a loro, quando gliel’ho detto sono stato molto sollevato. Pensavo che succedesse qualcosa ma tra noi in pratica non è cambiato nulla anche se con loro non parlo mai di ragazzi o di cose gay. I due amici ai quali l’ho detto sono etero.
Hai amici gay? No, ne avevo uno tanti anni fa, quando avevo 19 anni, ma non mi piaceva affatto, aveva atteggiamenti sfacciatamente gay e mi vergognavo molto a farmi vedere con lui. E poi in un paese piccolo come quello dove vivo io di ragazzi gay non se ne vedono, ce ne saranno pure ma stanno nascosti, come me in fondo.
Hai fratelli o sorelle? No, sono figlio unico.
Come vedi i tuoi genitori? In fondo sono persone normali ma anche con quello che di peggio significa la parola normali. Mio padre ha 57 anni, mia madre 51. Lavorano fuori casa tutti e due, escono prestissimo la mattina, io sono cresciuto con i nonni materni. Tornano a casa dopo le sette... stanchi morti, cenano, vedono un po’ di TV e vanno a dormire in genere prima di mezzanotte. In pratica loro vivono per portare i soldi a casa, anche quelli che spendo io e questo mi pesa moltissimo. Se avessi un lavoro non dipenderei da loro e loro avrebbero qualche soldo in più per loro, invece devono pensare anche a me. Certo non siamo ricchi ma andiamo avanti passabilmente, cioè senza troppe restrizioni, però io non vado mai al cinema, non ho macchina ecc. ecc..
Che rapporto hai coi tuoi genitori? In pratica non ho quasi nessun rapporto con loro, quando ero bambino un po’ mi coccolavano pure ma sempre in modo limitato... ma dai 16/17 anni non l’hanno fatto più.
Hai mai parlato di sesso coi tuoi genitori? No, praticamente mai, loro non ne parlano mai e io nemmeno.
Ti hanno mai chiesto perché non hai una ragazza? No, non me l’hanno chiesto ma loro molto probabilmente pensano che io non abbia una ragazza perché non ho un lavoro fisso. L’idea che lo pensino ce l’ho molto netta.
Credi che abbiano già intuito che sei gay? No, direi proprio di no. Una volta c’era un programma sui gay in televisione, io me ne sono andato nella mia stanza ma ho lasciato la porta aperta e mio padre ha fatto un commento e ha detto: “Ma pure quelli devono campare...” e mia madre gli ha risposto: “Vorrei vedere se capitasse a tuo figlio!” e mio padre ha aggiunto: “E poveri figli... se quelli sono così... che ci si può fare? Non li puoi mica buttare via...”. Dopo questi discorsi li ho odiati e vorrei non averli mai sentiti.
Che reazioni ti aspetti da loro? Non riesco proprio a immaginarle le reazioni ma penso che per loro sarebbe una pugnalata, un fulmine a ciel sereno... forse, però non lo so, francamente non lo so.
Quali motivi ti spingono al coming out verso i tuoi genitori? Ci ho pensato parecchio ma non ho le idee chiare. L’ho già detto, un po’ li vorrei punire per quello che hanno detto e che pensano, però forse non è nemmeno vero, perché in effetti non sanno quello che dicono. Un motivo personale non ce l’ho perché non ho nemmeno un ragazzo e dato il posto dove abito e il fatto che non lavoro non ho nemmeno la possibilità di frequentare amici gay. Unico svago per me è internet. Insomma sono solo e probabilmente solo creperò. Una questione un po’ delicata della quale i miei non sono al corrente, quando loro sono al lavoro e io sono sbandato a casa senza lavoro alzo un po’ il gomito... più di un po’... niente superalcolici perché non me li posso permettere ed è un bene, ma per acciuccarsi basta anche il vino del supermercato... Ultimamente, da quando ho scoperto voi riesco a bere molto meno. Mi metto a leggere e leggere cose dei ragazzi gay mi fa proprio bene, le sento mie. La prima volta che ho scritto a Project mi sembrava di fare una cosa strana fino ad ora gli ho scritto quattro volte, le prime tre lettere erano solo di complimenti e poco più, così, per esplorare il terreno. L’ultima era seria e la risposta l’ho apprezzata moltissimo.
Project, se lo credi opportuno pubblicala questa lettera perché mi piacerebbe sapere quello che ne pensano i ragazzi. Non ti sto scavalcando, ma ci terrei moltissimo.
[N.B. lettera firmata con nome e cognome]
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 9/2/2008, 21:56 
 

 


Gruppo: Utente
Messaggi: 635


Stato: 


 
 Non creperai solo! Tu lasciati andare, la cosa piu improbabile che mai faresti? Falla. ORA O MAI
"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

my blog
www.speakmyvoice.spaces.live.com
 
     
 
 
  
 
 Aster_86  Inviato il: 10/2/2008, 11:30 
 

Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 188
Provenienza: Da qualche parte nel NE


Stato: 


 
 Io credo che parlare con i tuoi genitori sia un passo più lungo della gamba in questo momento. Penso che forse non sarebbe male se riuscissi prima a parlar veramente con i tuoi amici dei tuoi problemi, che non stanno nel fatto di essere gay, ma di prenderla come una specie di maledizione. Come ora hai parlato con il Progettista, se hai buoni amici, confidati con loro, parlaci. Perché loro sì, lo sanno, ma non sanno quanto importante sia per te, quante difficoltà ti dà! La rabbia nei confronti dei genitori mi sembra un po' esagerata però... nel senso, non credo che ci si possa aspettare che siano contenti di avere un figlio gay, io lo accetterei senza nessun problema, ma non sarei di sicuro entusiasta della cosa! Tu come credi che la penseresti al posto loro? Un buon approccio, secondo me, è far capire quanto importante è ciò che stai per dire e quanto ti costa. Ma, nel mio caso, l'ho sempre detto come una specie di attestato di stima verso la persona, che è un caso molto diverso dal tuo. Non dirlo con rabbia però, daresti tu il via al deterioramento dei rapporti, che sarebbe inevitabile. In ogni caso, prima di dirlo, cerca di maturare una visione più serena della cosa e parlane con persone fidate, non chiudere la porta alla possibilità di trovare qualcuno e, più importante di tutto, *fermati* con l'alcool, perché quella è tutto fuorché una soluzione!
FRATTAGLIE: s. f. pl.; il cervello, il cuore, il fegato, l'anima e tutte le altre interiora.
       
 
 
  
 
 proyou  Inviato il: 10/2/2008, 12:19 
 

Advanced Member


Gruppo: Utente
Messaggi: 137
Provenienza: FIRENZE


Stato: 


 
 Mi trovo del tutto d'accordo con quello che dice Aster! Io un anno e mezzo fa circa l'ho detto ai miei in un momento di rabbia  , solo per ferirli perchè di loro non ho mai avuto stima ed ora sono prigioniero di una situazione assurda che non auguro a nessuno! Anche a me ha fatto un gran bene leggere il blog e ancora di più poter dire la mia nel forum e sentire quello che hanno da dire gli altri ragazzi ... forse farebbe bene anche a te! 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 10/2/2008, 17:48 
 

 


Gruppo: Utente
Messaggi: 635


Stato: 


 
 Ti capisco proyou, ora ti capisco benissimo, ma siamo forti abbastanza noi! un bacio
"I will survive abandonment, I will survive a broken heart, I will survive loneliness"

my blog
www.speakmyvoice.spaces.live.com
 
     
 
 
  
 
 frederic.78  Inviato il: 10/2/2008, 18:09 
 

face your fears, live your dreams


Gruppo: Utente
Messaggi: 227


Stato: 


 
 ... io su questo punto è meglio che non ci metta becco ... esperienze troppo disastrose .. non mi piace essere portatore di funesta novella ....
Posso solo confermare per lo meno quello che dice proyou! Il confronto è molto importante ... sta aiutando anche me ad iniziare ad accettare che non è una mia di colpa per come sono stato trattato ... ma è un cammino difficile ... a volte si ama troppo ....
In an interstellar burst I am back to save the universe
      
 
 
  
 
 will74  Inviato il: 16/2/2008, 14:49 
 

Tempus fugit...


Gruppo: Utente
Messaggi: 10


Stato: 


 
 In questo campo ogni famiglia è una situazione a se. Ti siamo tutti vicini perchè solo chi vive le nostre vite può capire come non sia facile. Ma a volte le cose vanno anche meglio di quel che pensiamo. A volte certo, non sempre. Io, a 33 anni, ho scoperto che i miei lo avevano capito, praticamente è stata mia madre ad aprire l'argomento. Credo che abbia comunque un'idea un po' contorta del nostro mondo ma la vita prosegue come prima. Se credi che i tuoi non siano pronti per saperlo lascia che stiano nel loro brodo, e tu cerca di vivere la tua vita, magari un po' più autonoma, senza perdere la speranza che anche nel tuo paese tu possa trovare amici gay e magari anche di più. E' brutto detto così ma a volte ci si può sentire meglio fuori dalla propria casa che dentro; ciò non significa odiare i genitori come loro non potranno odiare te, ma visto che non puoi permetterti di uscire ora da casa evita di rendere i rapporti più tesi di quanto già non siano. Tieni duro e prova a costruirti fuori quella situazione di serenità che non hai in casa. Non è facile ma puoi farlo. Abbi fede.
Un abbraccio.
      
 
 
  
 

 6 risposte dal 9/2/2008, 21:37
 

Comments