NON SO SE E QUANTO SONO GAY

NON SO SE E QUANTO SONO GAY, CAPIRE LA PROPRIA SESSUALITA' 
 
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 gayproject    Inviato il: 31/12/2008, 10:29 
 
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 NON SO SE E QUANTO SONO GAY

Ciao Project,
stanotte poi non ho dormito. Penso che sarai stravolto anche tu, ma forse tu solo per le ore piccole, ma io proprio per la cosa in sé. Ho capito un sacco di cose e ho meno paura, non che mi sia passata, ma mi sembra più controllabile. Quando ti ho chiamato ero nel panico e pensavo che mi avresti fatto discorsi completamente diversi. Io l’idea fissa del coming out ce l’avevo in testa e anche l’idea di provare a stare con un ragazzo, volevo fare un passo definitivo, che non mi desse la possibilità di tornare indietro, volevo una certezza. In pratica queste cose le davo per scontate. Per uno come me che è stato sempre etero, almeno fino a sei mesi fa, ma proprio senza il minimo dubbio, puoi capire che cominciare a sentire interesse per i ragazzi, anche a livello fisico intendo, è stato sconvolgente. Io questa cosa l’ho combattuta con tutte le mie forze, perché fino a sei mesi fa con la mia ragazza ci stavo bene e la desideravo proprio, poi ho cominciato a provare altre cose ma non volevo, non capivo il perché, non ce n’era proprio nessuna ragione. Ti ho raccontato di quello che è successo in palestra il 4 luglio. Io ci andavo tre volte alla settimana e ormai eravamo tutti amici e nello spogliatoio ogni tanto si gioca un po’, anche giochi a sfondo sessuale, ma così, proprio tanto per giocare, cose che non mi avevano fatto mai nessun effetto. Io stavo lì con la massima indifferenza proprio come sempre, loro si sono messi a giocare e ho cominciato a sentire che mi veniva un’erezione, ma non era mai successo e non c’era niente di diverso da altre volte, eppure il 4 luglio è successo. Dopo la prima reazione di imbarazzo mi sono rivestito rapidamente e me ne sono andato via, in pratica sono scappato, quando sono uscito sentivo che dentro continuavano a scherzare e volevo tornare dentro però mi sono fatto forza e non sono rientrato, ma la pulsione di rientrare per assistere l’ho provata fortissima e l’erezione non mi passava. Ho dovuto usare la borsa come foglia di fico per non dare spettacolo all’uscita dalla palestra. A casa mi sentivo eccitato ma anche sconvolto perché era una cosa strana del tutto imprevista. Ho avuto l’impulso di masturbarmi ma non l’ho fatto e sono rimasto in mezza erezione per un sacco di tempo, ma non volevo che succedesse. Più resistevo più la cosa mi sembrava incontrollabile, come se una cosa esterna e sconosciuta avesse preso possesso di me. La sera non riuscivo a togliermi la scena dalla testa. È stata l’ultima sera da etero, diciamo così, con la mia ragazza, lei era contenta perché non mi aveva mai visto in quello stato ma io non pensavo a lei ma alla scena dello spogliatoio e quando l’abbracciavo immaginavo di stringere Marco ma lei non lo poteva sapere. Dopo l’ho riaccompagnata a casa e l’ho salutata come sempre, anzi forse con più entusiasmo del solito perché pensavo che solo lei mi avrebbe potuto tirare fuori dalla situazione nella quale ero finito. La notte ho dormito pochissimo e la mattina non ce l’ho fatta più emi sono masturbato pensando a Marco. C’era tutto un misto di desiderio e di rigetto. Mentre lo facevo provavo a spostare il pensiero su Sara e non era affatto un pensiero sgradevole, cioè Marco e Sara mi eccitavano tutti e due. Per un verso ero contento perché pensavo che la storia di Marco fosse solo una fantasia e mi dicevo che non ero gay, ma al momento dell’orgasmo stavo pensando a Marco, questo lo avevo notato e mi metteva in crisi. Con Sara ho preso tempo. Non ci siamo visti per una settimana, un periodo incredibilmente lungo usando il metro di valutazione di soltanto un mese prima. In quella settimana non sono andato nemmeno in palestra ma l’idea d Marco mi tornava in mente ossessivamente. Lui non mi ha visto in palestra e mi ha chiamato e anche solo il sentire la sua voce al telefono mi mandava in erezione, mi sembrava tremendamente sexy, cosa che prima non avevo mai pensato. Ho evitato di masturbarmi per cinque giorni poi il sabato Marco è venuto da me e siamo andati a fare due passi. Io andavo in erezione al solo sentire il suo calore vicino, voleva che andassimo al cinema a vedere non so che cosa, ma se mi fossi seduto vicino a lui non avrei potuto rialzarmi della sedia per l’erezione, e così non ci sono andato e la frustrazione è stata terribile. Marco mi diceva che mi vedeva diverso ma la sua presenza mi metteva a disagio anche se la desideravo tantissimo. In una situazione simile che fai? Molli la ragazza! Ma come stanno le cose glielo dici o no? Sono stato una giornata intera a pensarci. Sara non la potevo imbrogliare, lei a me ci aveva sempre tenuto moltissimo e che mi voleva bene lo vedevo, era proprio evidente. Domenica sera vado da Sara, usciamo, ce ne andiamo in un parcheggio fuori mano, dopo molto tergiversare le dico come stanno le cose. Prima è incredula, poi le racconto tutta la storia, mi sta a sentire con la massima attenzione poi mi prende la mano, la bacia, la accarezza, se la porta sul viso e io mi eccito in modo fortissimo. Abbiamo fatto l’amore in modo bellissimo, travolgente. Dopo le ho detto: “Mi sa che sono molto confuso.” Lei non ha commentato, mi ha solo baciato la mano come all’inizio. Ci siamo ridati appuntamento per la domenica successiva. La questione gay mi sembrava che non esistesse proprio più. Ero raggiante, problema superato! Ed era stato tutto facilissimo. Ho continuato a non andare in palestra per tutta la settimana e mi sono masturbato ripensando a come avevo fatto l’amore con Sara. La domenica successiva le cose con Sara sono andate di nuovo benissimo e le paure gay ormai erano archiviate, o almeno sembravano. Il lunedì vado in palestra. Tutto bene! Marco non c’è, sto perfettamente a mio agio. Gli altri ragazzi non mi interessano proprio, faccio pure da doccia, nessuna reazione. Dico a me stesso: “Scampato pericolo!” Il mercoledì però Marco in palestra c’è. Mi saluta con un abbraccio che mi imbarazza (Marco è etero, quindi tutta la storia della mia cotta, o quasi, è assolutamente unilaterale). Lo vedo entrare nello spogliatoio, sarebbe ovvio entrare insieme, come abbiamo sempre fatto, ma invento una scusa e non entro con lui, così, mi dico, evito del tutto le tentazioni. Il ragionamento sembrava giusto, ma se ero etero perché avrei dovuto evitare le tentazioni? Per un etero quelle tentazioni non ci sono proprio. Il mercoledì l’ho evitato, ma poi ci ho ripensato mille volte, mi tornava alla mente la scena dei giochi sessuali ma la cacciavo via cercando di pensar ad altro. Avevo pensato di non andare in palestra il venerdì successivo ma mi sembrava assurdo, mi dicevo che ci dovevo andare perché ero etero e non avevo nulla da temere, ma in realtà ci volevo andare per stare con Marco nello spogliatoio. Tra l’altro con Sara ero stato onesto ma con Marco non avrei potuto in nessun caso e mi sentivo proprio come un ladro o meglio come un guardone. Ho sempre fatto le cose pulite e il fatto di dover fingere non mi piaceva. Marco è un ottimo ragazzo e siamo amici da anni. Insomma, venerdì entro con Marco che è sempre stato disinibito e che si comportava come si era sempre comportato. L’erezione torna puntuale. Ovviamente per me niente doccia, resto seduto sulla panca dello spogliatoio ad aspettare che Marco torni dalla doccia. Vorrei guardarlo, ma ho paura che se ne accorga, allora non lo guardo, ma mi costa tantissimo. Solo uno sguardo rapidissimo per non dare nell’occhio. Non posso alzarmi per l’erezione. Marco si riveste e esce io resto lì. Lo spogliatoio era vuoto. Metto la testa sotto il rubinetto. Appena sono in condizioni passabili esco anche io. Marco sta al bar che mi aspetta, mi fa cenno, lo raggiungo, beviamo una cosa poi usciamo. Provo un forte desiderio che Marco non se ne vada e nello stesso tempo vorrei scappare via. Mi chiede cose cosa ho, mi dice che mi vede strano e che si poteva andare a prendere una pizza. Io accetto, andiamo in un locale all’aperto. Sara mi chiama, lui capisce chi è e se ne va dentro a ordinare per lasciarmi parlare liberamente. Sara mi chiede che sto facendo. Le dico che sto con Marco per una pizza. Lungo silenzio. Poi mi augura di passare una buona serata e mi saluta, nella sua voce si legge una certa preoccupazione o forse una delusione. Marco torna, parliamo del più e del meno, arrivano le pizze, il discorso non parte, gli dico: “Andiamo via, così parliamo un po’ in macchina.” Restiamo in macchina nel parcheggio della pizzeria. Dico a Marco che ho qualche preoccupazione per il mio rapporto con Sara e poi alla fine (io sono fatto così) gli racconto tutta la storia. Lui si gira verso di me e mi dice: “Se fossi gay anche io mi innamorerei di te, ma non sono gay.” Gli dico che lo so benissimo e che gli ho raccontato la storia per onestà. Restiamo a palare fino a notte alta e mi sento gay al 100%, ma dovrei dire che avevo l’impressione di sentirmi gay al 100% perché pensavo che stavo tradendo Sara o meglio avrei voluto lì anche lei, certe volte fantasticavo di avere loro due uno a destra e uno a sinistra, i miei due amori. Marco l’ha presa bene nel senso che ha continuato a telefonarmi ma in palestra non l’ho più visto, pensavo di dirglielo ma non l’ho fatto e avere perso questo aspetto del nostro rapporto mi è costato moltissimo. La domenica ho parlato con Sara. Lei pensava che il venerdì, con Marco, fosse finita a letto. Le ho detto che Marco sapeva e che anche lui mi voleva bene ma che la nostra era una storia platonica perché lui era etero. In realtà la storia era platonica solo dal lato di Marco, dal mio proprio no. La sera ho fatto l’amore con Sara, in modo meno convinto ma non era finzione. Ormai sono tre mesi che la cosa va avanti così. Forse sono innamorato più di Marco che di Sara, almeno sessualmente è così, ma mi masturbo pensando a tutti e due ma con Marco non ho nessuna possibilità e correrei dietro all’impossibile, con Sara è diverso, perché lei è innamorata di me e mi prede come sono e io in fondo ci sto bene. Traendo le somme ero arrivato a una decisione, quella di fare una scelta. Non mi piace non essere né carne né pesce, ecco perché l’idea del coming out e del provare con un ragazzo. E qui torno a te, Project, ci hai perso praticamente una notte intera ma qualche cosa ho capito. Mi hai fatto ragionare sulle conseguenze di un coming out sbagliato e penso che tu abbia ragione anche e soprattutto per il fatto che io voglio scappare da una situazione di incertezza e lo stesso vale per l’andare con un ragazzo. Un altro po’ e mi mangiavi ieri notte. Già, il problema non è andare con un ragazzo ma col ragazzo che ami, è vero, ma, sai, Project, io amo Marco e lo amerò sempre, anche se tu dici che prima o poi passerò oltre e penserò ad altri. E poi mi ha stupito l’idea che tu non dessi automaticamente per scontato che io fossi gay, mi hai detto: “Aspetta!” e mi hai fatto capire che non devo decidere niente ma accettare quello che sono, come dice Baldwin, che ti piace tanto. La storia l’ho riscritta qui un po’ per fare chiarezza dentro di me e un po’ per dirti grazie (se vuoi, pubblicala, tanto i nomi come avrai visto sono cambiati). Mi sento Meno frenetico (mi piace questa tua espressione) e penso che cercherò di ragionare e di capire bene come sono veramente prima di agire. Ieri notte c’è stata una cosa che mi ha dato un po’ fastidio ed era l’insistenza sul preservativo e sul sesso protetto. Io con Marco tanto non ci farò mai niente, quindi sono raccomandazioni inutili, però capsico il senso di quello che mi hai detto e adesso, a mente fredda, ti ringrazio. Ti farò sapere gli sviluppi, credo di avere ancora parecchie cose da imparare.
S. M.


 
     
 
 
  
 
 cbsx  Inviato il: 2/1/2009, 08:49 
 
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 Questo post mi commuove perchè in modo tutto platonico anche io sono stato innamorato per anni del mio migliore amico facevamo la doccia in piscina e trattenevo le erezioni girandomi.... ma per poterlo almeno vedere nudo e avere un po di complicità..... una volta abbiamo dormito insieme e l'ho abbracciato...... lui ha fatto finta di nulla poi ho conosciuto lei e con lei andava bene io avevo già avuto un'altra storia con una ragazza anche se i maschi mi sono piaciuti sempre di più fisicamente, ma tranne il mio amico nessuno mi aveva coinvolto anche emotivamente...... e poi gli anni sono passati e mi sono sposato... lui al mio matrimono non è venuto e qunando c'è lei non viene neanche a trovarmi...lui è ancora solo... a me piace ancora.

Mi rendo conto con chiarezza solo ora che ho passato i 30 anni di essere bisex e che avrei potuto far prima chiarezza e vivere questo mio essere con tranquillità ma tantè

mi trovo quì a soffrire...... amare mia moglie ma desiderare sempre di più fisicamente gli uomini....

A te dico fai chiarezza visto che sei in tempo trova un ragazzo che ti piace e vivi una storia prima di prendere qualsiasi decisone....

Con affetto

C.
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 2/1/2009, 14:28 
 
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 Condivido al 100% quello che dice cbsx (che ringrazio vivamente per la sua testimonianza). Da quello che vedo, situazioni simili a quelle descritte non sono rare. Ho conosciuto parecchi ragazzi sposati che si definivano bisessuali o addirittura gay. La bisessualità intermedia (cioè non a periodi), se fosse una realtà vissuta in modo libero, senza preconcetti individuali e senza condizionamenti sociali, non creerebbe di fatto grosse difficoltà, ma ancora oggi le pressioni sociali sono così forti che la spinta dell’ambiente familiare e della società verso il matrimonio porta molti ragazzi gay e bisex a fare scelte non adeguatamente meditate.
Ma ci si potrebbe chiedere come si distingue un gay sposato da un bisex sposato? Entrambi possono avere tranquillamente rapporti sessuali con le mogli, eppure una differenza significativa esiste e si manifesta nella sessualità libera della masturbazione. Un gay sposato si masturba esclusivamente pensando ai ragazzi, un bisex sposato si masturba anche (almeno qualche volta) pensando alle ragazze. In altri termini, in un bisex la sessualità della masturbazione è almeno parzialmente eterosessuale, in un gay la sessualità della masturbazione è esclusivamente omosessuale. Tuttavia il grado di sessualità libera (masturbatoria) eterosessuale di un bisex può essere molto vario. Un bisex che si masturba nove volte su dieci pensando a una ragazza è quasi del tutto eterosessuale, un bisex che si masturba nove volte su dieci pensando a un ragazzo è quasi del tutto omosessuale. In genere nei bisessuali esiste una netta polarizzazione della sessualità libera o in senso gay o in senso etero. Per un bisex etero al 90%, il disagio di una vita matrimoniale è tutto sommato relativo, per un bisex gay al 90% il disagio è molto forte ed è paragonabile a quello di un gay. In questi casi la divaricazione tra sessualità etero di coppia e sessualità gay della masturbazione è avvertita come dirompente e talvolta la situazione diventa tale che anche il solo pensiero di poter vivere una vita accanto a un ragazzo mette in crisi il matrimonio, quando ciò non accade il matrimonio è vissuto (e subito) come una sorta di gabbia, non perché il rapporto con una donna sia di per sé sgradevole ma per la pretesa di esclusività etero che alla lunga, per un bisex di forte orientamento gay o per un gay vero e proprio, diventa insostenibile.
Per queste ragioni, in tutte le occasioni in cui mi è stato possibile, ho cercato di spingere i ragazzi a non sottovalutare mai i segni di una affiorante omosessualità o di una bisessualità perché minimizzare significa cacciarsi in problemi grossi non solo sotto il profilo psicologico ma anche sotto quello legale, familiare e di status sociale. Faccio quindi mio l’invito rivolto da cbsx all’autore del post di apertura. Ragazzi aprite bene gli occhi e cercate di capire bene quello che state per fare. Il matrimonio può essere una cosa bellissima se è veramente la vostra sessualità che vi porta al matrimonio, ma se così non è il matrimonio può diventare una prigione terribile.
 
     
 
 
  
 
 cbsx  Inviato il: 3/1/2009, 17:06 
 
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 Ciao e grazie per avermi citato...
mi fa piacere,se posso, essere utile ed evitare ad altri sofferenze, anche se la condizione di bisessuale (e già capire con certezza che lo si è richiede un lungo percorso) di per se stessa richiede una certa dose di sofferenza, non sarai mai felice al 100% perlomeno non sempre, si passano periodi di felicità estrema ma poi ripiomba il desiderio forte , l'attrazione decis per persone del tuo stesso sesso, già aver chiaro di essere bisex è un passo avanti , perchè per anni tutte le volte che mi capitava mi dicevo"sarò gay?" perchè sto con una donna? Perchè mi sono sposato? Poi mi rispondo che amo e desidero quella donna che ho affianco, cio non toglie che l'attrazione per gli uomini sia fortissima........

Sulla masturbazione ho letto la teoria (della signora Freud... mi pare..) ma in quel caso io dovrei essere quasi gay perchè le fantasie le ho sempre o quasi sempre (ci sono rare eccezioni) avute su maschi, poi da quando sono soddisfatto completamente nella mia parte etero a maggior ragione le ho verso i maschi..... lato della mia sessualità che mai è stato appagato..... da quel punto di vista è come se non fossi cresciuto è come se quella mia metà fosse li ferma all'adolescenza......

Scusa, se mi sto intromettendo troppo in un post che non era mio ma l'argomento mi prende parecchio......

Rinnovo quindi il consiglio a tutti di chiarire per prima cosa, senza lasciarsi influenzare da sovrastrutture e condizionamenti (come ho fatto io) non è facile ma.....

Con affetto.

C.
     
 
 
  
 
 fredortiz  Inviato il: 5/1/2009, 23:53 
 
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 ciao cbs... ci siamo conosciuti in altro forum e se ricordo bene ti ho inviato una mail consigliandoti di leggere questo forum molto più serio e ricco di informazioni che a me hanno chiarito seppur troppo tardi tante cose della mia vita passata

non ho mai avuto relazioni con uomini, anche se le ho cercate, ma mi hanno profondamente deluso
ho avuto incontri occasionali, ma anche questi mi han deluso perchè alla fine ti lasciano l'amaro in bocca se non sono accompagnate da sentimenti che la gran parte dei gay evitano per non...complicarsi la vita

in compenso ho avuto molte relazioni con donne ed anche un figlio
ma mi accorgo oggi, a distanza di anni di averle solo usate per nascondere la mia omosessualità
non era intenzionale da parte mia, con loro mi sono sempre comportato bene anche se la noia che subentrava ad un certo punto della relazione, mi induceva a troncare tutto per ricominciare daccapo

ad un certo punto verso i 32 anni, mi sono bloccato
stavo quasi per sposarmi con una ragazza, ma allora sentii che stavo facendo qualcosa di sbagliato che mi avrebbe intrappolato e non sarebbe stato giusto nei suoi confronti
allora andai a vivere da solo, lasciando i genitori con i quali avevo un rapporto soffocante
quasi nullo con mio padre che disprezzavo e di soggezione con mia madre che mi voleva bene ma era troppo autoritaria nei miei confronti

cercai allora di vivere la mia omosessualità che avevo sempre soffocato e che si limitava alla masturbazione con fantasie erotiche maschili o supportate da riviste e video gay
incontrai nell'estate della mia liberazione tre uomini dei quali mi infatuai o addirittura mi innamorai

ma tutti e tre mi delusero perchè per loro rappresentavo solo un'avventura ed anche deludente perchè ero piuttosto imbranato e non accettavo i baci, nè i rapporti anali che loro desideravano e che io continuo a rifiutare

così ritornai alle donne, andai un'altra volta vicino al matrimonio ma mi fermai in tempo anche se quella relazione era molto passionale
poi altre tre donne ed infine conobbi la donna che cercò in tutti i modi di diventare la mia compagna e ci riuscì al punto che avemmo un figlio
la convivenza durò solo un anno perchè non ne ero innamorato e perchè tornavano sempre fuori la mia voglia di incontri con uomini che per la prima volta non nascosi

lei riteneva che fosse una mia fissazione e non corrispondesse alla realtà, dato che avevo una normale vita sessuale con lei
purtroppo quel tipo di sesso mi piaceva sempre meno ed il desiderio di farlo con uomini cresceva sempre più fino all'inevitabile separazione

andai a vivere per conto mio e siccome ebbi varie delusioni anche in campo familiare e lavorativo, finii in una depressione malcurata che divenne cronica
per tutti questi anni ho dedicato la mia vita a mio figlio, rinunciando a me stesso e sbagliando naturalmente

ora che mio figlio è grande, ho avuto nuomante una relazione con un'altra donna più giovane ma è finita qualche mese fa perchè mi ossessionava con la sua gelosia

sono di nuovo a capo, con voglia di relazione con un uomo che non sono capace di trovare perchè ho poche esperienze in merito e quello che si trova in giro è solo sesso occasionale che non mi interessa più

vedo il mio futuro sempre più buio, in preda alla solitudine e depressione se non sarò capace di trovare un compagno

scusate lo sfogo
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 6/1/2009, 02:45 
 
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 Grazie Fredortiz per questa importantissima testimonianza. Avevi già accennato a queste vicende in modo sintetico, ma nel leggere questo post si prova un’emozione tutta particolare. Ho riletto anche gli altri tuoi post. Sei riuscito a confessare la tua bisessualità a tuo figlio ventenne, cosa notevolissima. Stai certo che quello che hai scritto aiuterà altre persone a capirsi più a fondo. Grazie!
     
 
 
  
 
 cbsx  Inviato il: 6/1/2009, 17:49 
 
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 Si ti devo ringraziare per questa segnalazione e mi dispiace per la tua situazione...
Il nostro essere è proprio strano e si fa fatica a capirlo, io vengo da un giorno e mezzo di crisi di ansia e pianto vabè domani si torna a lavoro e proviamo a non pensarci.........

La voglia di un vita "normale" l'amore per una donna insieme al desiderio sempre represso per gli uomini...... e siamo quì a soffrire.

Non è molto forse ma almeno sappiamodi non esser soli!

Con affetto.

C.
     
 
 
  
 

 6 risposte dal 31/12/2008, 10:29
 

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