FANTASIE, DISCORSI E COMPORTAMENTI GAY

FANTASIE DISCORSI E COMPORTAMENTI GAY, capire di non essere gay 
 
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 gayproject    Inviato il: 8/6/2008, 11:26 
 
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 FANTASIE DISCORSI E COMPORTAMENTI GAY

Questo post è intitolato “fantasie, discorsi e comportamenti gay”. Mi capita spesso parlando in chat con i ragazzi di sentire raccontare di esperienze gay vissute anche da ragazzi molto giovani e ho notato che certi ragazzi sono particolarmente orgogliosi dei loro comportamenti che a loro sembravano nettamente adulti ma a me danno l’impressione di essere comportamenti ben lontani da una dimensione adulta della sessualità. Alcuni ragazzi si imbarcano in età molto giovane in esperienze sessuali che, viste dall’esterno, sembrano più derivare da un atteggiamento di sfida che da una vera esigenza affettiva. Cose del genere, anche quando non comportano conseguenze brutte a livello di malattie sessualmente trasmesse perché sono state fatte evitando i rischi più grossi, immancabilmente comportano strascichi a livello psicologico anche a distanza di anni. L’esperienza sessuale vissuta per sfida verso i divieti della famiglia oppure come mezzo per sentirsi adulti è uno dei più evidenti segni di immaturità affettiva. Si arriva al paradosso per il quale, siccome la sessualità gay è ritenuta più trasgressiva, alcuni ragazzi ci si imbarcano senza nessuna motivazione seria a livello personale e ad un’età molto giovane, per fare un dispetto ai genitori o per sentirsi appunto “trasgressivi”. Può sembrare assurdo ma ho parlato con ragazzi giovani che a mio giudizio avevano ben poco di gay, che si ritenevano gay al 100% perché avevano esperienze gay, ma esperienze nelle quali si erano cacciati per fare un dispetto ai genitori e per sentirsi grandi e indipendenti. Alcuni giorni fa ho parlato con un ragazzo di 18 anni che mi ha sconcertato: un ragazzo cresciuto in un ambiente molto oppressivo di una tipica famiglia borghese. A 16 anni frequentava locali gay per sua stessa ammissione “per fare un dispetto ai genitori” e a 16 anni si è messo con un ragazzo di 34 per fare vedere che non aveva paura di nulla e che era in grado di fare quello che voleva. Ha continuato a vivere con il 34enne per quasi due anni, ma allo stesso tempo aveva una ragazza con la quale aveva anche rapporti sessuali. Lui si definiva gay o al limite bisessuale ma in realtà, dal suo discorso si capiva che dal rapporto col 34enne non era stato capace di staccarsi, in pratica andava avanti perché l’altro lo corteggiava all’incredibile, naturalmente tutto all’insaputa della famiglia. Con la ragazza ha parlato del 34enne e lei non lo ha lasciato e anzi si è affezionata in modo forte, lui “per sdebitarsi” ha avuto rapporti sessuali con lei, che ha commentato così: “Mi è venuto assolutamente spontaneo, mentre col mio amico adesso almeno è un po’ una forzatura.” Mi dice che quando si masturba pensa alla ragazza e “alla tenerezza di stare con lei che non è affatto aggressiva.” Poi mi chiede che cosa può fare per trovare un ragazzo che possa andare bene per lui, perché si è stufato del 34enne, e gli dico che non deve cercare un ragazzo ma deve capire che una ragazza l’ha già trovata e che è innamorata di lui e che anche lui ne è innamorato. È perplesso, mi dice che non ho capito bene, che lui con 34enne ci “ha fatto tutto” mentre con la ragazza poco poco e che è ancora a livello di fantasia. Allora gli parlo della crescita della sessualità di un ragazzo, e qui torno al titolo, delle fantasie, dei discorsi e dei comportamenti gay. Gli dico che in genere i ragazzi gay si accorgono del loro orientamento sessuale dalle loro fantasie masturbatorie e che la loro sessualità vive una specie di periodo di gestazione e di esperimento fatto di masturbazione e di reazioni sessuali e psicologiche che definiscono piano piano l’orientamento sessuale a livello individuale. Quando questo livello è superato si comincia a parlare di sessualità prima in modo generico e allusivo oppure in chiave di battute, poi in modo sempre più diretto e consapevole, solo successivamente arrivano i veri comportamenti collegati all’orientamento sessuale, cioè arriva l’innamoramento, nel quale la sessualità esplicita di coppia ha spessissimo un ruolo molto marginale. Gli dico che cominciare dalla fine, cioè da comportamenti sessuali concreti (da pratiche sessuali) in età molto giovane, stravolge tutto il processo di orientamento sessuale e porta spesso a fraintendimenti. Insisto con quel ragazzo nel dire che la sessualità deve essere spontanea e non reattiva e che il suo sentirsi stretto con il 34enne e il sentirsi invece libero con la ragazza è una cosa che ha un valore enorme e che le fantasie che lui fa sulla ragazza contano molto di più di quel “tutto” che fa col 34enne. Alla fine di una lunghissima chat mi chiede che cosa potrebbe succedere se “poi” gli tornassero in testa fantasie gay. Gli rispondo che lui fantasie gay non ne ha mai avute ma ha solo avuto dei comportamenti sessuali gay di tipo reattivo e che le sue vere fantasie sessuali sono etero. Mi dice che probabilmente è vero e che lo aveva pensato anche lui. Poi mi fa una domanda, mi chiede se sono gay! Perché lui si aspettava da me un altro atteggiamento e non che tirassi fuori la sua parte etero ed era rimasto stupito da questo fatto. Gli dico che la cosa che conta veramente è cha ciascuno possa vivere la sua vera sessualità e che se lui starà bene con la sua ragazza (cosa della quale non ha dubbi!) io sarò il primo ad essere felice e che anzi mi farebbe piacere che non si perdessero i contatti tra di noi perché un gay come me può anche voler bene a un ragazzo etero come lui. Poi ci siamo salutati in modo molto affettuoso.
 
     
 
 
  
 
 alessandroNa  Inviato il: 9/6/2008, 13:32 
 

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 cosa intendi quando dici che questo ragazzo ha comportamenti sessuali gay di tipo reattivo ???non mi è xhiara la cosa....
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 9/6/2008, 18:29 
 
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 Ciao Alessandro,
prima di tutto un sentitissimo benvenuto su questo forum a nome mio e dei ragazzi!!!
Poi vengo al punto. Per comportamento gay reattivo intendo l'assumere atteggiamenti ritenuti gay e comportarsi come un gay per reazione ad altro più che per una vera esigenza affettiva personale. In particolare tra ragazzi molto giovani talvolta capita che si assumeno atteggiamenti gay (fino a vivere una sessualità che si ritiene gay nel modo più trasgressivo) per reagire al proprio ambiente, per sfidare le convenzioni, per fare un dispetto ai propri genitori, per sentirsi grandi. Tutte queste motivazioni non hanno nulla a che vedere con un'autentica inclinazione omosessuale. In genere gli attegiamenti gay reattivi si distinguono perché sono strillati, e sono usati proprio a mo' di sfida o di ostentazione. La maggior parte dei ragazzi gay non ama mettersi in pubblico ma i gay per reazione lo fanno sistematicamente. Non sono gay perché lo sono ma soprattutto per fare vedere che lo sono. Tra questi ragazzi ce ne sono alcuni che finiscono per ritenersi gay e per capire poi, col tempo, che in realtà non è così.
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 13/6/2008, 21:44 
 

 


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 Chi l'ha detto che uomini gay non amino mettersi in pubblico? Credo che più loro che qualsiasi altro "gay reattivo" lo facciano!
Rimango sbalordito io di come possano vivere apertamente certi gay tranquilli, che da reattivo uno inizia a sentirsi pure un po sfigato....


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 editore  Inviato il: 18/6/2008, 18:40 
 
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 In somma il discorso non mi convince il "gay per trasgressione" non mi convince tanto, ci sono si persone anche etero che fanno per trasgressione sesso con uomini, ma il definirsi gay per trasgressione e il convincersene e il praticarlo, mi pare un po' assurdo; poi Project, è vero che l'avere che il nascere il un certo ambiente oppressivo può instaurare un rapporto non proprio sereno con il sesso ma qui a sposare una sessualità non propria credo che ne passi di strada, così come non è detto che tutti i ragazzi gay debbano per forza affrontare tutte quelle fasi che ai detti, i modi di approcciare la sessualità sono tanti e svariati.
     
 
 
  
 
 gayproject    Inviato il: 18/6/2008, 20:16 
 
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 Preciso meglio il mio pensiero. Un gay per trasgressione non ha la minima coscienza di essere gay per trasgressione. Intanto sono cose piuttosto rare; situazioni del genere ne ho viste direttamente solo tre. I tre ragazzi erano convintissimi di essere gay e molto probabilmente questa convinzione li accompagnerà a lungo, e forse per tutta la vita, ma si trattava di ragazzi che del tutto inconsciamente avevano avuto un imprinting sessuale gay in età molto precoce ed erano stati incoraggiati ad essere gay da circostanze molto particolari.
Come per un ragazzo che è cresciuto in un ambiente che lo ha fortemente condizionato alla eterosessualità e ha avuto in età molto precoce esperienze sessuali etero, in genere, la presa di coscienza dell’essere gay arriva anche a 22/25 anni e talvolta oltre, così un ragazzo che ha vissuto esperienze omosessuali in età molto precoce ed è vissuto in ambienti in cui l’omosessualità era privilegiata, può arrivare a capire di non essere gay anche molti anni dopo l’adolescenza e può anche arrivare a considerasi gay tutta la vita. In genere in queste situazioni che, lo ripeto non sono chiare alla coscienza di chi le vive, i ragazzi ravvisano forme di bisessualità del tipo non “a periodi”, in situazioni del genere l’interesse sessuale e affettivo può certamente rivolgersi a persone dei due sessi. Mi è capitato di recente di discutere molto animatamente con un ragazzo proprio su questo tipo di bisessualità. Quel ragazzo mi rimproverava, e a ragione, di avere una posizione rigida e ideologica, chiusa all’idea che possa esistere una vera bisessualità non “a periodi”. Era molto convinto delle sue affermazioni e questo fatto ha messo un po’ in crisi il mio modo di vedere le cose, forse troppo radicale. In realtà, nel pieno rispetto dell’esperienza di quel ragazzo, che si sente bisessuale, tendo a rimanere legato all’idea che la bisessualità non “a periodi” sia uno stato metastabile che può conservarsi molto a lungo se non intervengono elementi che compromettono l’equilibrio, ma che può anche evolvere, e che nella maggior parte dei casi evolve, verso una sessualità etero o gay.
Mi sono accorto, proprio attraverso le chat con i ragazzi di mostrare effettivamente delle chiusure. Sono grato al ragazzo che me lo ha fatto notare perché in realtà il suo rimprovero era sostanzialmente fondato e mi aiuta a crescere. Mi rimproverava di mostrare quasi una pregiudiziale ideologica in nome della quale finisco per avere degli atteggiamenti che tendono alla esclusione dei bisessuali. Ho riflettuto molto su questa cosa. Chiedo scusa ai ragazzi che si sono sentiti discriminati o esclusi in un ambiente come Progetto Gay perché bisessuali nel senso detto sopra, e vorrei rassicurarli che in realtà, dal mio punto di vista, un ragazzo bisessuale merita lo stesso rispetto e lo stesso affetto di un ragazzo gay o di un ragazzo etero. Vorrei aggiungere che nelle chat con persone che si ritengono bisessuali, in una prima fase, ho riscontrato spesso una certa difficoltà di dialogo, derivante da strascichi di vecchie pregiudiziali che purtroppo non sono facili da superare, ma queste pregiudiziali sono state poi superate e si sono create delle forme di dialogo caratterizzate dal rispetto e della fiducia reciproca.
Chiedo di nuovo scusa in modo sentitissimo e sincero a quei ragazzi bisessuali che si fossero sentiti trascurati da me o nell’ambito del forum di Progetto Gay e li incito, caldamente e di cuore, a fare conoscere la loro realtà pubblicando dei post che permettano a tutti di capire la realtà della bisessualità in modo più serio e completo. Fino a questo momento ho cercato di fare riferimento alla mia esperienza acquisita in chat ma una lettura “di prima mano” avrebbe indubbiamente un valore enormemente superiore.
 
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 18/6/2008, 21:30 
 

 


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 Sai, da come dici, io sarei un convinto gay a vita, o un gay in depressione di livello, in futuro....
ho aseguito l'iter da te citato, esperienze in età precoce (ambiente però non direi dedito all'omosessualità) eheh


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 gayproject    Inviato il: 18/6/2008, 21:36 
 
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 Dai Survy! Se ci vuoi giocare ok! Va benissimo! Ma il discorso è serio e non è per niente ideologico!
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 18/6/2008, 21:38 
 

 


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 Infatti! non sto scherzando, io la mia omosessualità l'ho maturata gia dall'infanzia, ed è da li che sono iniziati i primi confronti fisici che altri ragazzi non avrebbero mai avuto.


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 gayproject    Inviato il: 18/6/2008, 21:43 
 
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 Sì, ok, forse non sono troppo lucido per capire bene il senso del tuo messaggio precedente... lo rileggero a mentre fresca! Brutta cosa la vecchiaia!
     
 
 
  
 
 Survived  Inviato il: 18/6/2008, 22:03 
 

 


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 Ma che dici, te sei arzillo e sexy
Comunque scrivevo con una sorta di ironia, volevo semplicemente farti notare che io rientro in una categoria da te citata, per cui mi sono sentito di dirti che non sono un gay che manifesta reazioni sessuali descritte nel post, nonostante effettivamente la mia omosessualità abbia avuto le sue cause in età puerile!


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 gayproject  Inviato il: 18/6/2008, 22:29 
 
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 Caro Survived, ci conosciamo da tempo e, credimi, non hai proprio nulla a che vedere con quello che è scritto nel post perché non hai un mondo parallelo etero!
     
 
 
  
 

 11 risposte dal 8/6/2008, 11:26
 

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