Domande Frequenti

  

Per realizzare un impianto nella mia azienda devo consultare preventivamente l'Ispettorato del lavoro?

Non sempre.
Il provvedimento in materia di videosorveglianza è molto chiaro a riguardo richiamando l'attenzione sull'art. 4 dello Statuto dei lavoratori (legge n° 300 del 20 maggio 1970) recentemente modificato dall'art.23 del d.lgs.151/2015.

«Art. 4 (Impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo). Come modificato dall’art. 23 del D.lgs. 151/2015

1. Gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori possono essere impiegati esclusivamente per esigenze organizzative e  produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale e possono essere  installati previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In alternativa, nel caso di imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, tale accordo può essere stipulato dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. In mancanza di accordo gli impianti e gli strumenti di cui al periodo precedente possono essere installati previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o, in alternativa, nel caso di imprese con unità produttive dislocate negli ambiti di competenza di più Direzioni territoriali del lavoro, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

3. Le informazioni raccolte ai sensi dei commi 1 e 2 sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che sia data al lavoratore adeguata informazione delle modalità d'uso degli strumenti e di effettuazione dei controlli e nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.».


In breve è vietato l'utilizzo di impianti di videosorveglianza per il controllo a distanza dell'attività lavorativa*:
  • osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell'orario lavorativo;
  • correttezza nell'esecuzione della prestazione lavorativa.

 A dire il vero la Corte di Cassazione, con sentenza n°22611 del giorno 11 giugno 2012, ha accettato il ricorso di un datore di lavoro già condannato per aver fatto installare un impianto di videosorveglianza con due telecamere orientate sulle postazioni di lavoro poichè nel caso in questione era stato sottoscritto, da parte di ogni lavoratore, un documento contenente il consenso all'installazione dell'impianto.
La Corte ha ritenuto che non ci fosse violazione dell'art.4 in quanto il consenso previsto dall'art.4 deve essere considerato valido quando prestato promani da tutti i dipendenti.
 
Per aziende di piccole dimensioni, in particolare per piccole attività commerciali:
tabaccherie, farmacie, gioiellerie, ricevitorie, oreficerie, edicole, distributori di carburante, ecc..) in cui non sono presenti i sindacati è possibile presentare alla Direzione Territoriale del lavoro un'istanza di autorizzazione corredata da planimetrie con il posizionamento delle telecamere e schede tecniche dei prodotti.
A tale istanza seguirà direttamente l'autorizzazione senza attendere il sopralluogo da parte dell'Ispettorato ai sensi della Nota Ministeriale n°37 del 16 Aprile 2012.

 
*Di recente una sentenza della Cassazione ha stabilito che le immagini riprese dall'impianto di videosorveglianza, purchè installato in modo legittimo, possono essere utilizzate per accertare condotte illecite del lavoratore. (Quinta sezione penale - Sentenza n°20722).

Il mancato rispetto di quanto sopra indicato comporta una sanzione dai 30000,00 € ai 180000,00 € come previsto dall'art. 162 comma 2-ter del Codice oltre quanto già previsto in base all'art. 38 dello Statuto dei lavoratori.
 
 

E' possibile installare un impianto di videosorveglianza in una scuola?


E' possibile al fine di tutelare l'edificio ed i beni scolastici da atti vandalici, ma l'impianto deve essere attivo solo negli orari di chiusura dell'istituto.
La ripresa deve essere limitata alle sole aree di pertinenza degli edifici.

Anche durante gli orari di attività extrascolastiche l'impianto deve essere spento, al fine di garantire "il diritto dello studente alla riservatezza". (art. 2, comma 2, d.P.R. n°249/1998)

Il mancato rispetto di quanto sopra indicato comporta una sanzione dai 30000,00 € ai 180000,00 € come previsto dall'art. 162 comma 2-ter del Codice.

E' possibile installare un impianto in una casa di cura o in un ospedale?


E' possibile nella misura in cui le immagini non siano diffuse e l'accesso sia strettamente limitato al personale medico ed infermieristico.

Eventuali familiari, parenti e conoscenti, potranno accedere alle sole immagini del proprio congiunto o conoscente se ricoverato in un reparto ove non sia permesso di recarsi personalmente.

Sono vietati monitor accessibili al pubblico che inquadrino persone malate.

Il mancato rispetto di quanto sopra indicato comporta una sanzione dai 30000,00 € ai 180000,00 € come previsto dall'art. 162 comma 2-ter del Codice.


Posso registrare più di 24 ore?

Non in modo sistematico.
La registrazione non deve durare più di 24 ore a meno che non si tratti di periodi di festività o chiusura, in ogni caso mai oltre una settimana.

Le banche, i mezzi di trasporto ed i comuni (per fine di sicurezza urbana) possono registrare per una settimana.

Il sistema di registrazione deve essere programmato in modo tale da effettuare l'autocancellazione, nel caso in cui non fosse possibile sarà cura del Titolare provvedere nel più breve tempo possibile.

Il mancato rispetto di quanto sopra indicato comporta una sanzione dai 30000,00 € ai 180000,00 € come previsto dall'art. 162 comma 2-ter del Codice.
 
In caso di reale necessità è possibile richiedere al Garante l'autorizzazione ad allungare i tempi di registrazione. Nella sezione download sono presenti due esempi di provvedimenti di autorizzazione.


Posso utilizzare una web cam a scopo promozionale o turistico?

E' possibile ma le riprese non devono consentire l'identificazione di eventuali soggetti ripresi.


Posso utilizzare telecamere con autotrack o software di analisi video?

Per i sistemi di videosorveglianza intelligenti: oggetto rimosso, oggetto abbandonato, autotracking, antiscavalcamento, ecc..., è necessaria una verifica preliminare da parte del garante prima di procedere all'installazione.


Cosa devo fare per installare delle telecamere nella mia proprietà?

Installazioni di telecamere in ambito privato (cortili, pianerottoli, box auto, scale, giardino) non rientrano nei trattamenti soggetti alle prescrizioni del Codice, ma sono considerati trattamenti per fini esclusivamente personali.

In tal caso le riprese devono essere strettamente limitate agli spazi di "propria esclusiva pertinenza"  onde evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata. (art. 615-bis c.p.).


Art. 614 c.p.
"Chiunque s'introduce nell'abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s'introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione fino a tre anni. (1)
Alla stessa pena soggiace chi si trattiene nei detti luoghi contro l'espressa volontà di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi si trattiene clandestinamente o con inganno.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa.
La pena è da uno a cinque anni , e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato."

Art. 615-bis c.p.
"Chiunque mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell'articolo 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d'ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato."


Che cos'è il watermark?

Il watermark (firma digitale) è l'unica garanzia che in caso di contenzioso legale può permettere di dimostrare l'originalità delle immagini.

E' fondamentale che il dvr acquistato abbia il "WATERMARK" diversamente le immagini registrate potrebbero essere invalidate!

Tramite questo link è possibile approfondire la tecnica del watermarking in modo specifico.


Chi può controllare che l'impianto sia conforme a quanto previsto dal Garante?

Il Nucleo Speciale Funzione Pubblica e Privacy della Guardia di Finanza.
 
 
 

E' possibile installare un impianto condominiale?

La nuova legge che riforma il condominio (legge 220/2012), in particolare l'art.7 integra l'art. 1122 nel modo seguente:
 

"Art. 1122-ter. - (Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni). - Le deliberazioni concernenti l'installazione sulle parti comuni dell'edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall'assemblea con la maggioranza di cui al secondo comma dell'articolo 1136"

La legge andrà in vigore a partire dal 18 giugno 2013.

La specifica del tipo di maggioranza qualificata è riportata nell'art. 1136 del codice civile e prevede: 1/2 + 1 dei condomini ed almeno 1/2 del valore in prima convocazione, 1/3 dei condomini ed 1/3 almeno del valore in seconda convocazione.

La sentenza 71 del 3 gennaio 2013 della Cassazione esclude i casi in cui un particolare inquilino intenda proteggersi dai furti in spazi condivisi. L'installazione delle videocamere in parcheggi dove sono state forzate alcune auto per rubare oggetti all'interno sarà possibile in via del tutto autonoma con garanzia di diritto al rimborso da parte del condominio.

In merito all'aspetto privacy la Cassazione ha specificato che non si rientra in nell'ambito di applicazione del d.lgs. 196/2003:

“nel caso in cui un soggetto effettui riprese dell’area condominiale destinata a parcheggio e del relativo ingresso, trattandosi di luoghi destinati all’uso di un numero indeterminato di persone e esclusi dalla tutela di cui all’articolo 615-bis Codice penale“.

 

 

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