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l'accesso agli atti relativo agli incidenti stradali

 

Il diritto di accesso agli atti in possesso della Pubblica Amministrazione è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico dalla  Legge 7 agosto 1990, n. 241; mentre, con specifico riferimento alla materia dell’infortunistica stradale, la disciplina dell’accesso agli atti è regolamentata dal combinato disposto dell' art. 11 del vigente codice della strada , nonché dell’ art. 21 regolamento di esecuzione e attuazione del codice medesimo.

 

I SOGGETTI LEGITTIMATI ALL’ACCESSO AGLI ATTI REDATTI DALL’ORGANO DI POLIZIA CHE HA RILEVATO IL SINISTRO 

Per interessati si intendono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridica tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso.

La Circolare Ministero Interno, 6 febbraio 1998, n. 300/A/51520/124/77, avente a oggetto “Richiesta di informazioni relative alle modalità di incidenti stradali”, ha individuato nelle figure sottoelencate coloro che, legittimamente, possono inoltrare la richiesta di accesso agli atti afferenti il sinistro stradale, sia personalmente, che avvalendosi di terzi muniti di apposito atto autorizzatorio (mandato, delega):

a) il destinatario del provvedimento finale che scaturisce dal procedimento;  

b) le persone a cui il provvedimento può recare un qualsiasi pregiudizio (economico, patrimoniale, ecc.);

c) i soggetti che per legge hanno l’obbligo o il diritto di intervenire nel procedimento;

d) i soggetti portatori di interessi diffusi, costituiti in comitati o associazioni, a cui il procedimento può recare pregiudizio.

LE MODALITA’ PER LA RICHIESTA DEGLI ATTI

Le modalità previste per l’esercizio del diritto di accesso agli  atti sono diversamente regolamentate in relazione agli esiti e alle conseguenze derivanti dal sinistro stradale.

Precisamente, la disciplina della Legge n. 241/1990, in forza del disposto del comma 4, del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, che rinvia alle “vigenti disposizioni di legge”, vale a dire alla stesa legge n. 241/1990, trova integrale applicazione esclusivamente con riferimento ai sinistri con soli dannI alle cose; mentre, per quelli che hanno provocato esiti mortali o che hanno causato lesioni personali colpose a tutti o soltanto ad alcuni dei coinvolti, trovano applicazione, rispettivamente, le prescrizioni dei commi 5 e 6 dello stesso art. 21 del   Regolamento di esecuzione del C.d.S.   

La ragione che giustifica l’applicazione di una diversa disciplina è da rinvenire nella circostanza che soltanto i sinistri con esiti mortali o con lesioni colpose provocano l’instaurazione (solo eventuale e subordinata alla presentazione di querela da parte della persona offesa dal reato, in caso di lesioni colpose lievi) di un procedimento penale che modifica, in maniera sostanziale, la risoluzione del conflitto esistente fra il diritto alla trasparenza dell’attività amministrativa (nel caso di specie, in materia di infortunistica stradale), soddisfatto attraverso l’ostensione degli  atti; e quello alla riservatezza dell’attività giudiziaria di indagine, finalizzata all’esatta ricostruzione   del sinistro, tutelato specificamente dalla norma del Codice di Procedura Penale, l’art. 329 che   disciplina la segretezza dell’attività d’indagine medesima. (così Vasco Talenti, atti del convegno di Riccione-2005)

In ragione del prospettato conflitto, il comma 5, dell’art. 21 del Regolamento di esecuzione del C.d.S., afferma che “In caso di incidente che abbia causato la morte di una persona, le informazioni sono fornite, previa presentazione di nulla-osta rilasciato dall’autorità giudiziaria competente”; mentre, il comma 6, dello stesso articolo, dispone che “se dall’incidente siano derivate lesioni alle persone, le informazioni sono fornite, in pendenza di procedimento penale, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, ovvero previa attestazione prodotta dall’interessato e rilasciata dalla medesima autorità dell’avvenuto decorso del termine utile previsto per la presentazione della querela”: in mancanza, quindi, del necessario nulla-osta della competente autorità giudiziaria prevale la tutela della segretezza delle indagini finalizzate all’esatta ricostruzione della dinamica del sinistro  

1) in caso di sinistro con esiti mortali, è necessario ottenere previamente il nulla-osta della competente autorità giudiziaria;   

2) in caso di incidente con lesioni colpose, in pendenza di procedimento penale, si rende necessaria l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria;  

3) sempre in caso di sinistro con lesioni colpose, trascorsi 90 giorni dalla verificazione del medesimo, necessita apposita attestazione, rilasciata dall’autorità giudiziaria, prodotta dall’interessato, dell’avvenuto decorso del termine per la presentazione della querela da parte della persona offesa dal reato;

Con riferimento ai sinistri con solo danni alle cose, si è già detto che le modalità cui deve attenersi il richiedente gli atti sono integralmente disciplinate dalle norme della legge n. 241/1990, in combinato disposto con l’art. 21 del Regolamento di esecuzione del C.d.S., il cui comma 3 dispone che l’interessato può rivolgersi direttamente al Comando o ufficio cui appartiene il personale che ha proceduto alla rilevazione del sinistro, o mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.

Rilevato che l’art. 22 della riformata legge n. 241/1990 definisce l’accesso come il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi, va sottolineato che il Regolamento di esecuzione della 241/1990, distingue due diverse modalità di accesso agli atti: e precisamente, quella informale, prevista e disciplinata dall’art. 3, che si esercita mediante richiesta, anche verbale, all’ufficio dell’amministrazione centrale o periferica, competente a formare l’atto conclusivo del procedimento; nonché, quella formale, esplicitata con richiesta formale dell’interessato,  d’iniziativa del medesimo, o su sollecitazione dell’ufficio destinatario della richiesta, nei casi in cui, a mente dell’art. 4 del regolamento, “…sorgano dubbi sula legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell’interesse alla stregua delle informazioni e delle documentazioni fornite o sul’accessibilità del documento…”.

nella richiesta devono obbligatoriamente essere esplicitati i seguenti elementi:

1)  gli estremi dei documenti richiesti: la richiesta può riguardare, infatti, i soli rilievi planimetrici del sinistro o l’intero fascicolo redatto dall’ufficio;

2) la prova della titolarità o contitolarità dell’interesse connesso all’oggetto della richiesta; si dovrà, per esempio, dimostrare di essere un coinvolto nel sinistro o un perito della compagnia assicuratrice del veicolo di uno dei coinvolti nel medesimo;   

3) l’identità del richiedente e, se del caso, la titolarità da parte dello stesso di idoneo potere rappresentativo

4)  atto autorizzatorio rilasciato validamente attraverso, per esempio, un contatto di mandato o un atto scritto di delega.

L’OGGETTO DEL DIRITTO DI ACCESSO

Il comma 4, dell’art. 11, del C.d.S. dispone che “Gli interessati  possono chiedere agli organi di polizia giudiziaria di cui all’art. 12 (del C.d.S.) le informazioni acquisite relativamente alle modalità dell’incidente, alla residenza e al domicilio delle parti, alla copertura assicurativa dei veicoli e ai dati di individuazione di questi ultimi”; mentre, la definizione di documento amministrativo contenuta nella riformata legge n. 241/1990, è la seguente: “…ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi a uno specifico procedimento, detenuti da una  pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale…”.  

Riepilogando, il diritto di accesso in materia di infortunistica stradale, stante il chiaro disposto del comma 4, dell’articolo 11 del C.d.S., avrà a oggetto il rilascio, in copia, della totalità degli  atti riguardanti il rilievo del sinistro, vale a dire, il c.d. rapporto o fascicolo dell’incidente stradale, costituito dalla ricostruzione tecnica del medesimo, ottenuta, principalmente, attraverso  l’effettuazione dei rilievi planimetrici e fotografici e le dichiarazioni rese dai testimoni; dai dati identificativi delle persone e dei mezzi coinvolti, nonché dalla copertura assicurativa di questi ultimi; da ultimo, dai verbali di contestazione di violazione di norme del C.d.S. elevati alle parti coinvolte nel sinistro.

I COSTI DEL DIRITTO DI ACCESSO

I costi del diritto di accesso in materia di infortunistica stradale afferiscono, da un lato, il recupero delle spese di redazione e di riproduzione degli  atti rilasciati da parte dell’organo di polizia stradale che ha rilevato il sinistro; dall’altro, il pagamento dell’imposta di bollo, riferita agli atti rilasciati, nella misura dovuta.   Alla totalità di tali costi fa riferimento il comma 1, dell’art. 25, della legge n. 241/1990 che, dopo aver affermato la gratuità della sola presa visione dei documenti, statuisce che “Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e visura”; mentre, l’art. 21, comma 4, del Regolamento di esecuzione del C.d.S., con la formula “previo pagamento delle eventuali spese”, prevede, esclusivamente, i costi per la riproduzione degli  atti.  In merito a questi ultimi, occorre evidenziare che il rimborso deve essere quantificato, nel suo preciso ammontare economico, con apposito atto (delibera) della Giunta. 

Relativamente all’imposta di bollo, occorre rilevare che, come chiarito dalla  Circolare  Ministero Interno, 13 aprile 1999, n. 300/A/42387/124/77, alle istanze di accesso alle informazioni e agli atti relativi ai sinistri stradali, nei quali non sia espressamente richiesto il rilascio di “copia conforme all’originale”, non è applicabile l’imposta di bollo, tanto sulle istanze medesime, che sulle copie informi eventualmente rilasciate; viceversa, l’imposta di bollo in misura fissa, dell’importo recentemente aggiornato di € 14,62, andrà applicata, sia alle richieste di accesso di atti in copia conforme, che ai documenti, conformi all’originale, rilasciati sula base delle richieste medesime, nella misura di una marca da bollo ogni quattro facciate, pagine o fogli, secondo quanto previsto dal’art. 4 della tariffa allegata al D.M. del 20 agosto 1998 sul’imposta di bollo.

 

 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO:

LEGGE 7 agosto 1990, n. 241- Capo V

D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352

art. 11 codice della strada 

art. 21 regolamento codice della strada 

Circ. Min. Int., 6 febbraio 1998, n. 300/A/51520/124/77

Circ.  Min. Int., 13 aprile 1999, n. 300/A/42387/124/77

Circolare Procura di Padova n.1892/99.pdf

Circolare Procura di Padova n. 49/2000.pdf

Circolare Procura Generale n 38/03.pdf

MODULISTICA:

 richiesta rapporto incidente senza feriti.pdf

richiesta rapporto incidente con feriti.pdf