POESIE DELL'ESSERE

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Bolle viola del vuoto illusorio
volteggiano allegre nel limpido,
vuoto che è vuoto, pregno
di mancanza e vuoto di significato
e voci che nascono da un sole nero.

Del nero parlerò poco, immagine
che m'attraversa presente
e ricorda l'auriga e la biga alata,
la spada m'è pesante in questa
lotta, nel muscolo la cancrena.
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TAPPETI

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Navigo sopra i tappeti delle religioni,
li guardo dall'alto come se volassi,
li vedo distesi per terra, colorati
diversi, ma sempre sono solo tappeti.

Non ho voglia di fermarmi qua,
su questa pianura costellata uniforme
da tanti multiformi ma limitati, confinati,
simili, equivalenti e pur sempre tappeti.

Li osservo e li studio, ne colgo
con piacere i motivi, i colori e le trame
che si rifanno alla natura, tuttavia
riflettono soltanto la luce del Sole.

Non mi basta più un riflesso,
fermarmi seduto su questi comodi
rettangoli o nell'arida terra di interfila,
io voglio vedere la verità del Sole.
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OSSERVAZIONE

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Nel delirio e nel brivido
di una febbre intensa
ammetto a me stesso
che ho l'influenza.
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Solo osservando lo spirito
come se fosse di carne
posso vederlo inconscio
tremare e soffrire.
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VECCHIO AMICO ESTRANEO

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Conversando con me stesso
lo rifaccio: mi comporto
come se fossi un altro.
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Poi mi congedo e mi affaccio
terrorizzato a quell'abisso
che mi specchia e mi chiama.
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Mi sento vivo guardando fisso
la morte, poi mi risveglio sudato
nel letto, fors'era un sogno.
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Mi rincontro vecchio amico
estraneo; così ricomincio
allegro con i soliti discorsi.
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VECCHIO AMICO ESTRANEO

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Conversando con me stesso
lo rifaccio: mi comporto
come se fossi un altro.
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Poi mi congedo e mi affaccio
terrorizzato a quell'abisso
che mi specchia e mi chiama.
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Mi sento vivo guardando fisso
la morte, poi mi risveglio sudato
nel letto, fors'era un sogno.
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Mi rincontro vecchio amico
estraneo; così ricomincio
allegro con i soliti discorsi.
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VECCHIO AMICO ESTRANEO

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Conversando con me stesso
lo rifaccio: mi comporto
come se fossi un altro.
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Poi mi congedo e mi affaccio
terrorizzato a quell'abisso
che mi specchia e mi chiama.
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Mi sento vivo guardando fisso
la morte, poi mi risveglio sudato
nel letto, fors'era un sogno.
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Mi rincontro vecchio amico
estraneo; così ricomincio
allegro con i soliti discorsi.
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