Claudio Damiani

Motivazione

Dall'albero di fico che cresce sulle rovine della fortezza il poeta riceve l’invito ad amare la vita con ferma gratitudine, senza inquinarla con la paura della morte. Osservando con serena chiarezza l’incanto della natura è possibile allora sentire la felicità del sentirsi vivi, qui, ora, nel mistero del cosmo. 
Scritti tra il 2007 e il 2011, i testi ripropongono in forma dialogica con immutata meraviglia e limpidezza di sguardo e cuore, i temi cari a Damiani, universali come la natura, il tempo, la morte, il mistero, la poesia e il suo valore morale, mentre si aprono a un dialogo intenso con il presente e la comunità di tutti gli esseri viventi. 

Da Il Fico sulla Fortezza
Il fico sulla fortezza
ha vita molto precaria
perché quando faranno i restauri
sarà certamente tagliato.
Però sta tranquillo sotto la luce del sole
distendendo il suo ampio mantello
disuguale, incurante dell’estetica,
se ne frega di stare così in alto
non soffre di vertigini
si lascia accarezzare
dalla luce e dalle brezze tiepide
sente la nebbia, sente gli uccelli
che parlottano tra i suoi rami.
***
e noi dobbiamo tacere, non possiamo dire niente,
non possiamo commuoverci.
E’ tutto così chiaro
eppure non possiamo rivelarci.
Bisogna avere un cuore di ferro
come Ulisse, per vivere.
Penelope è davanti a noi e piange

Claudio Damiani è nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo. Vive a Roma dall'infanzia.
Ha pubblicato le raccolte poetiche Fraturno (Abete, 1987), La mia casa (Pegaso, 1994, Premio Dario Bellezza), La miniera (Fazi, 1997, Premio Metauro), Eroi (Fazi, 2000, Premio Aleramo, Premio Montale, Premio Frascati), Attorno al fuoco (Avagliano, 2006, finalista Premio Viareggio, Premio Mario Luzi), Sognando Li Po (Marietti, 2008, Premio Lerici Pea), Poesie, a cura di Marco Lodoli (Fazi, 2010, Premio Laurentum) e Il fico sulla fortezza (Fazi, 2012).
Ha curato i volumi Orazio, Arte poetica (Fazi, 1995) e Le più belle poesie di Trilussa (Mondadori, 2000).