Futuro in ricerca 2012

Gugliemo di Moorbeke, De arte et scientia geomantie
Edizione critica e studio critico (Alessandra Beccarisi)

Il De arte et scientia geomantiae è un trattato di arte geomantica composto da Gugliemo di Moerbeke a partire da un insieme di testi tradotti probabilmente già nel XII secolo dall’arabo e dal greco in latino. Conobbe una notevole fortuna, come dimostra la tradizione manoscritta che comprende 14 manoscritti latini e tre in volgare. Il testo è ancora oggi completamente inedito. Benché non coinvolto esplicitamente nella condanna del 1277, il trattato di geomanzia composto da Guglielmo di Moerbeke è stato spesso accostato all’ Estimaverunt Indi, che ne rappresenta una probabile fonte. E’ stata già ultimata una prima trascrizione di uno dei più antichi manoscritti del De arte et scientia geomantiae, il Clm. 988, conservato nella Staatsbibliothel di Monaco, che ha permesso di mettere in luce interessanti spunti teorici relativi al rapporto tra determinismo e libertà e al ruolo dell’inconscio nella divinazione, elemento già messi in evidenza da Eugenio Garin (186). Sono emersi inoltre interessanti paralleli con alcuni testi significativi di Tommaso d’Aquino (De sortibus, De operationibus occultis naturae, De iudiciis astrorum), Cecco d’Ascoli (L’Acerba) e Enrico Bate (Magistralis

compositio astrolabii). L’edizione critica dell’opera viene condotta nell’ambito di un progetto FIRB (Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino. Edizione di testi e studi dottrinali 


Estimaverunt Indi
Edizione critica e studio critico (Alessandro Palazzo)

L’Estimaverunt Indi è un trattato anonimo probabilmente composto in arabo nel XII e divenuto presto una fonte importante della tecnica geomantica. Nel 1277 viene nominato, insieme al De amore di Andrea Cappellano, nel Sillabo di Stefano Tempier, che condanna anche testi negromantici e geomantici non meglio precisati. Nonostante l’importanza di questo testo per la storia della cultura, manca sino ad ora un’affidabile edizione critica. Il presente progetto si prefigge dunque i seguenti obiettivi: 1) Ricostruzione accurata della tradizione manoscritta dell’Estimaverunt Indi, tenendo conto di eventuali volgarizzamenti del testo e considerando la Mitüberlieferung del trattato; 2) Edizione critica integrale del trattato; 3) Studio delle grandi questioni teoriche che fanno da sfondo alla divinazione naturale sulla base degli scritti di autorevoli testimoni del dibattito tardo-medievale sul fato (Alberto Magno, Ulrico di Strasburgo, Sigieri di Brabante, ecc.) 4) Studio del ruolo giocato dall’Estimaverunt Indi nel dibattito sulla causalità celeste e sulla divinazione naturale, dei contesti di circolazione del trattato e della sua influenza, della relazione con la condanna del 1277. Il progetto si svolge nell’ambito del FIRB 2012


Tommaso di York, Sapientiale  I, 1-18
Edizione critica e studio critico (Fiorella Retucci)

Tommaso di York è stato un prominente teologo e filosofo attivo all’Università di Oxford tra il 1253 e il 1256. Tra le sue opere più importanti va ricordato il Sapientiale, opera considerata da M. Grabmann come il più importante esempio di una metafisica autonoma nell’era dell’alta scolastica. L’edizione critica dell’opera viene condotta nell’ambito di un progetto FIRB (IAELW - L’impatto dell’etica aristotelica sull’Occidente

latino (1240-1290): le radici medievali di un nuovo approccio all’agire umano, ai diritti individuali e al bene comune. Edizioni critiche di testi

e studi storico-dottrinali). 

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