Estratti

In questa pagina sono riportati alcuni estratti dagli scritti di Ouspensky 

Dalla Quarta Via (pag 171):
    Giusta comprensione richiede giusto atteggiamento. Dobbiamo comprendere di non aver controllo, di essere macchine, che ogni cosa accade. Ma il semplice parlare di ciò, non cambia questi fatti. Cessare di essere meccanici richiede qualcos'altro e, prima di tutto, richiede un cambo di atteggiamento. Una cosa su cui abbiamo un certo controllo sono i nostri atteggiamenti: atteggiamenti verso la conoscenza, verso il sistema, verso il lavoro, verso lo studio di se, verso gli amici e così di seguito. Dobbiamo comprendere che non possiamo 'fare', ma possiamo cambiare i nostri atteggiamenti.
    Gli atteggiamenti possono essere assai diversi. Per il momento ne prenderemo soltanto due: positivo e negativo, non nel senso di emozioni positive o negative, ma riferendoci alle parti positive e negative del centro intellettuale; la parte che dice sì e la parte che dice no, cioè approvazione e disapprovazione. Questi sono i due atteggiamenti principali. E' importantissimo riflettere sugli atteggiamenti perché spessissimo assumiamo un atteggiamento negativo verso cose che possiamo comprendere solamente con un atteggiamento positivo. Può accadere, per esempio, che la gente assuma un atteggiamento negativo verso qualche cosa connessa con il lavoro. Allora la loro comprensione cessa ed essi non possono comprendere nulla finché non cambiano il loro atteggiamento. Dobbiamo avere atteggiamenti positivi in alcuni casi e atteggiamenti negativi in altri, perché spesso la mancanza di comprensione è causata da un atteggiamento sbagliato. Esistono parecchie cose nella vita che non potete comprendere a meno che non abbiate un atteggiamento negativo sufficientemente buono verso di esse, perché se le osservate positivamente non comprenderete mai nulla. Se un uomo studia la vita, egli deve arrivare a conclusioni negative, perché nella vita ci sono troppe cose sbagliate. Cercare di creare soltanto atteggiamenti positivi è altrettanto sbagliato che avere soltanto atteggiamenti negativi. Tuttavia alcune persone possono avere un atteggiamento negativo verso ogni e qualsiasi cosa, mentre altre cercano di coltivare un atteggiamento positivo verso cose che richiedono un atteggiamento negativo. D'altra parte, come ho detto, nel momento in cui avete un atteggiamento negativo verso cose che si riferiscono al lavoro, alle idee, ai metodi e alle regole del lavoro, cessate di comprendere. Potete comprendere, a seconda della vostra capacità, soltanto fino al punto in cui siete positivi.
    Ma ciò si riferisce solamente agli atteggiamenti intellettuali. Nel centro emozionale, gli atteggiamenti negativi emozionali significano identificarsi.

Il Ricordo di Se


Se fate uno sforzo serio per osservare le funzioni da voi stessi, vi renderete conto che normalmente, qualsiasi cosa facciate, qualsiasi cosa pensiate, qualsiasi cosa sentiate, non ricordate voi stessi. Non vi rendete conte che siete presenti, che siete qui. Tuttavia vi accorgerete che , se fate sforzi sufficienti per un periodo di tempo abbastanza lungo, aumenterete la vostra capacità di ricordo di voi stessi. Comincerete a ricordare voi stessi più spesso, comincerete a ricordare di voi stessi più profondamente, comincerete a ricordare voi stessi in relazione a un maggior numero di idee: l'idea di coscienza, idea di lavoro, idea dei centri, idea dello studio di sé.

Ma il problema è: come ricordare se stessi, come rendere se stessi più consapevoli? Il primo passo sta nel rendersi conto che non siamo consapevoli. Quando ci rendiamo conto di ciò e l'osserviamo per un po di tempo, dobbiamo cercare di cogliere noi stessi in momenti in cui non siamo consapevoli e, poco a poco, ciò ci renderà più consapevoli. Questo forzo ci mostrerà quanto siamopoco consapevoli, perché nelle condizioni di vita ordinaria è difficilissimo essere consapevoli.

D: Il ricordare se stessi è il processo iniziale di questo sistema?

R: E' il centro del processo iniziale, e deve procedere, deve entrare in ogni cosa. Da principio vi sembra improbabile, in quanto potete provare a ricordare voi stessi e poi accorgervi che per lunghi periodi di tempo ciò non vi viene a mente; poi di nuovo cominciate a ricordarlo. Ma sforzi di questo genere non sono mai perduti; qualcosa si accumula e ad un certo momento, allorché nello stato ordinario sareste stati completamente identificati con le cose e sommersi in esse, scoprite di poter tenervi a parte e controllare voi stessi. Non sapete mai quando ciò sarà e come accade. Dovete fare soltanto ciò che potete: osservare voi stessi, studiare e principalmente cercare di ricordare voi stessi; poi, a un certo momento, vedrete i risultati.

Ouspensky - La Quarta Via (pag. 70-71)

 

Consapevolezza


La prima cosa necessaria in uno studio serio di se stessi sta nel comprendere che la consapevolezza ha gradi. Dovete ricordare che non passate da uno stato  di consapevolezza ad un altro, ma che questi si addizionano l'uno all'altro. Ciò significa che se siete nello stato di sonno, allorché vi svegliate, lo stato di consapevolezza relativa, o "sonno da svegli" è addizionato allo stato di sonno; se divenite consapevoli di voi stessi questo è addizionato allo stato di "sonno da svegli"; e se acquisite lo stato do consapevolezza obiettiva, questo è addizionato allo stato di consapevolezza di sé. Non ci sono passaggi bruschi da un stato all'altro. Perché non ci sono? Perché ciascun stato è fatto di vari strati. Come nel sonno voi potete essere più addormentati o meno addormentati, così nello stato in cui siamo ora, potete essere più vicini alla consapevolezza di voi o più lontani da essa.
Ouspensky - La Quarta Via (pag.68)

 

Conflitto  

D: La creazione di unità è indispensabilmente preceduta da conflitti interiori?
R: Dalla percezione di conflitti interiori. I conflitti interiori sono costanti. Nessuno vive senza contrasti interiori, essi sono normali e stanno sempre là. Quando però cominciamo a lavorare, il conflitto aumenta. Quando non lavoriamo, fuggiamo, non lottiamo. Cosa significa lavoro? Significa lotta con cose contrastanti. Abbiamo un certo scopo, ma parecchi nostri 'io' non vogliono andare in quella direzione, quindi naturalmente il conflitto cresce. MA creazione di unità non è il risultato di conflitto: è il risultato di lotta col conflitto. Noi siamo molti e vogliamo essere uno: questa è una formulazione del nostro scopo. Ci rendiamo conto che è un inconveniente, che è scomodo e pericoloso essere parecchi. Decidiamo di essere almeno meno divisi, di divenire cinque invece di cinquecento. Sento di dover far qualcosa e non voglio farla: questo è coflitto, ed esso, ricorrendo costantemente, crea resistenza e produce unificazione.
Ouspensky - La Quarta Via (pag. 300) 

Bloccare i pensieri

Vi ho dato un metodo pratico, semplicissimo. Cercate di arrestare i pensieri, e tuttavia non dimenticate il vostro scopo: che lo fate al fine di ricordare voi stessi. Ciò può essere di aiuto. Cosa impedisce il ricordare se stessi? Questo costante turbinio di pensieri. Arrestate quel turbinio e forse ne avrete un saggio.

Ouspensky - La quarta Via (pag. 142)

I Punti di Vista

D: Avete detto che il centri intellettuale potrebbe controllare il centro emozionale, se sapessimo come. Potete dirci come?
R: Tutta la faccenda sta nell'apprendere come. Nel trovare emozioni connesse con un certo tipo di pensare, con certi punti di vista. Se acquisite nuovi punti di vista, allora dopo qualche tempo l'emozione connessa con i vecchi punti di vista scomparirà. Parecchie emozioni dipendono dai punti di vista. Ma è un lavoro lento.
D: Perché deve essere fatto lentamente?
R: Perché nessuno lo può fare rapidamente. Richiede qualche tempo cambiare i punti di vista, stabilire nuovi punti di vista. Ciò significa distruggere i respingenti, e questa è una cosa penosa. Inoltre, i respingenti non possono essere distrutti immediatamente, perché allora uno non avrebbe assolutamente più controllo. Nella maniera ordinaria, uno controlla se stesso con l'aiuto dei respingenti. Quindi i respingenti vanno distrutti gradualmente e al tempo stesso va creata la volontà. Se un respingente è distrutto, la volontà deve essere messa al suo posto, altrimenti uno non sarà protetto dai respingenti e non avrà volontà: sicché egli si troverà in uno stato peggiore che che con il respingente. Questo è perché i sistemi meccanici di sviluppo di sé sono pericolosi, perché mediante qualche mezzo meccanico, senza sapere ciò che sta facendo, uno distrugge questo e quell'importante respingente senza mettere niente al suo posto, e trovarsi in uno stato peggiore di prima. I mezzi debbono essere consci, bisogna sapere.
  La Quarta Via (pag. 422)

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