Allergia e intolleranza alimentare: quale differenza?
L’intolleranza alimentare, a differenza dell’allergia alimentare, non coinvolge il sistema immunitario ed è meno pericolosa. Ad esempio l’intolleranza al lattosio – un disturbo nella digestione del lattosio – è un esempio comune. In genere, i sintomi includono solo meteorismo, crampi addominali e diarrea. Esistono anche intolleranze verso gli additivi, anche queste non allergiche. L’allergia alimentare, invece, coinvolge il sistema immunitario. Si verifica quando l’organismo produce anticorpi IgE verso un determinato alimento. I sintomi comuni sono molto più gravi, come orticaria e asma, ma anche anafilassi.
Ogni alimento può essere responsabile di un’Allergia alimentare ma alcuni di essi la provocano più frequentemente di altri. Latte e uova sono gli alimenti che provocano più allergia fin dai primi mesi di vita e fino ai 3 anni. Ci si sensibilizza fin dai primi giorni di vita con il contatto con il latte di mucca che è utilizzato per l’allattamento “artificiale”. Diverse proteine del latte sono allergeni ma il principale è la caseina. Uovo, soprattutto le proteine dell’albume; il gruppo delle noci, comprendente noce, nocciola, noce brasiliana, pistacchio e altre noci. Arachide, Soia, pesce e Crostacei, come gamberetto ma anche aragosta, astice, granchio,ecc Infine frumento, che può essere causa di allergia, oltre che di Celiachia. Altri alimenti possono provocare allergia alimentare come la Senape, il Sesamo. La frutta è diventata la prima causa di allergia soprattutto la pesca, la mela, , il melone, il kiwi.
Essere allergici a un alimento può comportare una reazione crociata anche ad altri alimenti appartenenti alla stessa famiglia, ma anche verso alimenti completamente diversi. Gli alimenti contengono spesso componenti (allergeni) diversi e si può essere sensibilizzato a uno o a pochi di essi. Un alimento può contenere lo stesso allergene di un altro, ma dipende dal paziente se reagirà a entrambi gli alimenti. Un esmpio di cross-reattività documentata è quella che si verifica tra alimenti e pollini, come mela e polline di betulla. Non tutti gli allergici alle mele sono allergici al polline di betulla. La cross-reattività non è mai certa al 100 % e quindi bisogna evitare di fare diete inutili e frustranti, eliminando alimenti importanti, senza esami specifici e un’appropriata diagnosi allergologica.
I test cutanei (prick test) e gli esami del sangue (dosaggio IgE specifiche) sono utilizzati entrambi per diagnosticare le allergie alimentari. Le prove allergiche effettuate con alimenti freschi, soprattutto, possono dare ottimi risultati, ma non ci permettono di studiare tutti gli allergeni dell’alimento. Gli esami del sangue possono essere più specifici, ma soprattutto se vengono dosate le IgE verso i singoli componenti (ImmunoCAP). In questo modo si possono scoprire le reazioni crociate fra vari alimenti e fra alimenti e pollini.
Molte volte gli alimenti commerciali (ristorante, alimenti pronti) possono contenere tracce di altri cibi, detti “allergeni nascosti” , cioè allergeni presenti ma che non possono essere visti o dichiarati nella etichetta o nel menù. Importante educare i pazienti a leggere e capire le etichette alimentari, anche se esistono esempi di etichette alimentari incomplete di ingredienti. Arachidi, sesamo, nocciole, latte, uova e frutti di mare sono gli allergeni nascosti più frequenti. Esistono inoltre esempi di contaminazione incrociata del cibo, per cottura o conservazione negli stessi recipienti. Ad esempio la buccia della frutta, come la pesca, che può contaminare la frutta dello stesso vassoio.