RESPINGERE L'ULTIMATUM DI MARCHIONNE

pubblicato 29/lug/2010 13:20 da Federico Bacchiocchi
Sergio Marchionne ha formalizzato il ricatto della Fiat ai lavoratori italiani:  o la rinuncia ai diritti contrattuali o la perdita del lavoro. E’ lo stesso ricatto imposto ai lavoratori serbi, polacchi e americani, nel nome della dittatura universale del profitto.  E’ il tentativo della Fiat di mettersi alla testa dell’intero fronte padronale italiano sul terreno di un’aperta rivincita reazionaria, come già ai tempi di Valletta e dell’autunno 80. Con la differenza che questo attacco oggi gode non solo del sostegno del governo più reazionario del dopoguerra , ma anche di quello del principale partito dell’”opposizione”: che – con Fassino e Chiamparino- chiede al governo, in sostanza, di dare più soldi alla Fiat. Di fronte a questo scenario ha ragione il segretario della Fiom, Landini: occorre una risposta immediata e generale all’offensiva della Fiat e del governo. Ma questa risposta non può limitarsi alle parole di denuncia, per quanto nette: deve passare per una mobilitazione straordinaria e radicale di tutte le sinistre sindacali e politiche che prepari una possibile occupazione delle fabbriche Fiat e si combini con la rivendicazione della nazionalizzazione, senza indennizzo, dell’azienda. La Fiat capisce solo il linguaggio della forza. E’ venuto il momento di usarla.
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