Il Comune di Bologna vuole mettere fuori legge i comunisti?

pubblicato 22 gen 2010, 03:38 da Federico Bacchiocchi
A fine marzo si terranno le elezioni regionali a cui il Partito Comunista dei Lavoratori intende partecipare, sfidando una legge elettorale assurda e antidemocratica che impone la raccolta di ben 14.000 firme, quando per presentarsi alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Emilia-Romagna ne bastano 4.000.

Il Pcl deve quindi raccogliere le firme e fare l’adeguata propaganda, ma il Comune di Bologna, in base all’ordinanza prefettizia che vieta i cortei in centro nei fine settimana, ci nega i permessi per tenere i banchetti per la presentazione e la distribuzione del materiale elettorale. Impedirci di essere presenti nel centro storico della città il sabato e alla domenica vuol dire porre una pesante ipoteca alla nostra presentazione elettorale, è un tentativo maldestro di mettere i comunisti fuori legge senza dichiararlo apertamente.

Il Partito Comunista dei Lavoratori dichiara fin da subito che non accetterà nessun divieto od ostacolo riferito al proprio diritto di fare propaganda elettorale. Il PCL, inoltre, terrà in un sabato pomeriggio del mese di febbraio un comizio in piazza Nettuno, a cui parteciperà il portavoce nazionale Marco Ferrando; in caso di mancata autorizzazione e di conseguente intervento delle forze dell’ordine i militanti del PCL difenderanno comunque i propri diritti opponendo resistenza.

Bologna, 20 gennaio 2010

Michele Terra dell'Esecutivo Nazionale del PCL
Comments