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Presentateci un black-bloc

pubblicato 13 lug 2011, 02:06 da Federico Bacchiocchi

" Una lettera "provocatoria" di militanti PCL,  molto attivi nei movimenti di lotta"

Chiediamo pubblicamente al Ministro Maroni, al Presidente Napolitano, al Sindaco Fassino, al Prefetto Di Pace, al Questore Faraoni di presentarci uno degli ottocento Black block che Domenica 3 Luglio 2011 hanno dato vita agli scontri di Giaglione (TO).
Nonostante ormai da tempo la nostra strada si incroci con quella di questi temibili guerrieri metropolitani, puntualmente ne veniamo a conoscenza soltanto ventiquattro ore dopo attraverso gli informatissimi organi di stampa. Ammettiamo di essere piuttosto imbarazzati, ma noi non ne abbiamo mai visto neanche uno, così abbiamo deciso di ammettere i nostri limiti e rivolgerci direttamente alle autorità costituite le quali, evidentemente, hanno assoluta contezza del fenomeno.
Per agevolare il compito tenteremo di fornire qualche modesta informazione in nostro possesso.
L'ultima volta che i black-bloc sono stati avvistati, prima di Domenica, era il 14 Dicembre 2010, in occasione della fiducia al Governo Berlusconi, quando questi soggetti hanno dato vita ad una vera e propria guerriglia nel centro di Roma.
Noi eravamo in prima fila durante lo scambio di cortesie tra manifestanti e forze dell'ordine, eppure non siamo riusciti a riconoscere alcuno di questi soggetti: probabilmente utilizzano tecniche di mimetizzazione all'avanguardia.
Cercando di tracciare un identikit dei manifestanti in quell'occasione, si trattava di soggetti ambosessi; età compresa tra i 15 ed i 35 anni; incensurati; nazionalità italiana; provenienti da ogni parte della penisola; professione in gran parte studenti, con presenze di precari, disoccupati, cassa-integrati; qualche testimonianza da parte di movimenti in difesa della salute e del territorio; generalmente persone tranquille ma informate.
L'invisibile mano dei black-bloc è spuntata quando il lunghissimo corteo ha manifestato, lungo il percorso, l'intenzione di arrivare vicino i palazzi del parlamento, dove si stava effettuando la responsabile trattativa dei voti degli onorevoli Scilipoti, Cesario e Calearo. L'obiettivo era manifestare ai rappresentanti istituzionali una vaga sfiducia, un pizzico di contrarietà alla riforma dell'Università ed una sostanziale poca approvazione nei confronti delle politiche economiche del Governo.
In quel frangente Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, i quali a differenza di noi altri sono addestrati per riconoscere questi pericolosi soggetti, hanno individuato qualcuno di questi malfattori ed hanno prontamente dato inizio ai lavori di bonifica del corteo. Probabilmente alcuni equivoci e cattive interpretazioni hanno fatto in modo che le forze dell'ordine utilizzassero le proprie risorse belliche contro tutta la sterminata folla di ragazze e ragazzi, e non contro questi fantomatici black-bloc, arrestando numerosi fra studenti medi appena diciottenni alla prima manifestazione.
Probabilmente i sofisticati strumenti a disposizione delle forze dello stato hanno permesso di riconoscere in anticipo, come in un famoso film di fantascienza, i blackbloc del futuro, seppure questo ha creato un certo malumore nei manifestanti i quali, piuttosto contrariati, sono arrivati ad esultare in migliaia e migliaia quando una delle camionette della guardia di finanza ha preso fuoco, ma si è trattato, come detto, di un equivoco.
Anche Domenica in Val Di Susa, dopo lo sgombero militare dell'area del cantiere grazie all'ausilio di duemila uomini e mezzi blindati, portavamo solidarietà alla gente della valle con la nostra modesta presenza.
L'appello a partecipare alla manifestazione dei cittadini della Val Di Susa ha ricevuto effettivamente risposta da numerose parti d'Italia, ma il corteo comunque era composto sostanzialmente dalla gente proveniente dalla provincia torinese e dalla valle.
Gli animi esasperati dopo l'azione militare, con conseguente morte di una donna anziana tra i manifestanti, hanno reso il corteo piuttosto movimentato, ed anche in questo frangente, almeno da quanto apprendiamo dalla stampa di Lunedì, i black bloc si sono insinuati tra i manifestanti e la polizia per provocarne reazioni violente. Come
sia stato possibile non aver visto neanche uno di questi 800 malfattori francamente ci sfugge, certo è che la loro azione ha provocato un moto di rabbia da parte dei tutori dell'ordine, i quali si sono abbandonati anche a reazioni spropositate, come picchiare un manifestante ferito quando era già sulla barella. Per quel poco che abbiamo visto noi, ad ingaggiare il duello con gli indivisati erano persone ambosessi, età compresa tra i 15 ed i 70 anni, tipico accento piemontese, apparentemente tipici abitanti della valle. Che disdetta non aver capito che si trattava di spagnoli, olandesi, cileni. A giudicare dalle frasi utilizzate durante la manifestazione, anche nei momenti più concitati, ad animare questa gente sembrava non essere la vocazione violenta ed antipolitica.
Piuttosto serpeggiava un leggero senso di rabbia nei confronti delle
istituzioni che hanno deciso di bucherellare la loro montagna senza sentire minimamente l'opinione di chi vi abita. Addirittura ci è parso di capire che questa storia della TAV sia solo una maniera per fare soldi, visto che per perseguire gli stessi obiettivi basterebbe potenziare la linea che esiste già. I black-bloc hanno una spiccata capacità di integrarsi tra la gente del luogo per confondere gli inesperti come noi, ma questi trucchi non hanno minimamente confuso le polizie, le quali hanno risposto ai malfattori con attacchi mirati di lacrimogeni al CS nella folla, ovvero armi chimiche vietate in guerra. A questo punto chiediamo alle istituzioni di aiutarci a riconoscere questi pericolosi soggetti per imparare a riconoscerli ed isolarli: ci basterebbe poco, presentatecene qualcuno, anche uno soltanto.
A giudicare dalle modalità di analisi ed intervento, è nostra ferma convinzione chenquesti soggetti continueranno a presidiare la Val Di Susa se il progetto della TAV nonnsarà bloccato, almeno finchè uno degli abitanti originali della valle sarà vivo: in caso contrario non avrebbero nessuno con cui mimetizzarsi. Inoltre riteniamo probabile che questi gruppi eversivi potrebbero agire anche in altri luoghi. Ipotizziamo lo stesso scenario, per esempio, se lo stato dovesse avere bisogno di avviare i lavori del Ponte sullo Stretto con un'operazione militare. Queste frange sono già a lavoro e si stanno mimetizzando tra gli abitanti calabresi e siciliani, fino a somigliare ad essi in tutto e
per tutto.
Per disinnescare queste insensate manifestazioni violente, suggeriamo di assecondare le popolazioni dei territori, investendo nelle tantissime opere richieste: si pensi alla fine della Salerno Reggio Calabria, alla messa in sicurezza della Statale 106, al potenziamento delle ferrovie del meridione, magari evitando di costruire di nuovo sugli scogli. Oppure investire in ospedali, in università, in servizi sociali. Inoltre suggeriamo di evitare atteggiamenti che potrebbero essere interpretati come provocazioni: tirare costantemente in ballo la legalità, per esempio, dal pulpito di camere e consigli regionali continuamente coinvolti in corruzioni, appalti truccati,prostituzioni, abusi di potere, clientelismo e quant'altro, è percepito da qualche cittadino come appena contraddittorio.
Terminati i suggerimenti, vorremmo mettere in guardia tutti gli italiani: state attenti a chi vi ritrovate nello specchio, potreste avere un black-bloc in casa!
 

"Dalla sezione di Cosenza del PCL"

http://www.pclcalabria.it/wordpress/?p=740

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