La Santa Messa

Il senso di far celebrare una Messa… 
È antica e lodevole la consuetudine dei fedeli di chiedere al sacerdote di celebrare la Santa Messa secondo le proprie intenzioni. Oggi, il senso spirituale di questa pratica è avvolto di confusione se non addirittura ignorato.
Di che cosa si tratta? 

Ogni volta che si celebra la S. Messa viene attualizzato l'unico e perfetto sacrificio di Gesù per la salvezza del mondo intero, anticipato nei segni dell'ultima Cena, compiuto sulla Croce e culminato nella Risurrezione. È come se ci “collegassimo” con la passione, morte e resurrezione di Cristo, per renderla presente ed efficace anche per noi, oggi. 

A quest’intenzione generale ed universale è stata riconosciuta la possibilità di aggiungere una “intenzione particolare” che viene affidata al sacerdote da parte dei fedeli per qualche avvenimento gioioso o triste della vita: per ringraziamento, per un malato, per una persona provata, per la conversione dei peccatori, per un bene spirituale, per un anniversario di matrimonio, per un avvenimento importante…
La Messa può essere anche offerta per aiutare le anime dei defunti nel loro cammino di purificazione verso Dio. Pregare per i propri morti o per le anime del purgatorio è sempre un atto di carità. In virtù della “comunione dei santi”, infatti, essi ricevono grande giovamento dal ricordo e dalla preghiera di suffragio da parte dei vivi. Nella celebrazione della Messa si rinnova la salvezza operata nella Pasqua e si chiede a Gesù, in particolare, di concederne i benefici alle anime care per cui si prega. 
Da parte loro, le anime dei defunti, che non possono più far nulla per se stesse, possono tuttavia intercedere presso Dio per i vivi, domandando grazie e doni spirituali in cambio delle loro preghiere. 

È consuetudine, già presente nell'antica Alleanza e costante nella Chiesa, che i sacerdoti ricevano una ricompensa per il loro servizio all'altare (“chi serve l’Altare, vive dell’altare”). Anticamente consisteva prevalentemente in doni in natura, mentre ai nostri tempi è diventato quasi esclusivamente un'offerta in denaro, mantenendo però inalterate le motivazioni e le finalità di tale donazione, di contribuire cioè al sostentamento dei sacri ministri, alle necessità della Chiesa e della comunità.

Per alcuni sacerdoti, soprattutto in terre di missione (dove non esiste un sistema centralizzato di remunerazione), queste offerte sono una delle risorse materiali principali per poter vivere e compiere il proprio ministero. Non sempre però, soprattutto quando operano in paesi poveri o in piccole comunità cristiane, riescono ad avere dei fedeli che provvedano loro queste offerte.
Per questo motivo nella nostra parrocchia vengono ricordate in un'unica Messa anche più intenzioni (ordinariamente due, massimo tre), facendo però celebrare da altri sacerdoti (monaci o missionari) tante Messe quante sono le intenzioni per cui si è ricevuta l'offerta. Quindi se ci sono due intenzioni, vuol dire che ci sarà un altro prete che celebra una Messa per le stesse intenzioni. In questo modo si mantiene fede al dettato del diritto canonico che prevede che ad ogni intenzione debba corrispondere la celebrazione di una Santa Messa e si è solidali con i bisogni della chiesa in missione

L'intenzione di preghiera o il ricordo del defunto viene detto all'inizio della Messa, prima della preghiera di “Colletta”, perché è questo il momento (quando il celebrante dice “Preghiamo”) in cui tutti i fedeli sono invitati a raccogliersi interiormente per offrire la propria partecipazione al Santo Sacrificio di Gesù per qualche situazione specifica a loro cara.

Domande frequenti
Vorrei mi dicesse una Messa per…. Come faccio?
Per far celebrare una Messa secondo una propria intenzione ci si può rivolgere direttamente in sacrestia prima o dopo le celebrazioni, oppure presso l'ufficio parrocchiale, anche telefonicamente (0184.26.17.91). Nel caso di ricordo dei defunti, si possono elencare i nomi delle persone o delle famiglie; nel caso di altri situazioni di preghiera, si può specificare il motivo o la persona vivente per la quale ci si raccomanda a Dio, o semplicemente dire: “secondo l'intenzione dell'offerente”. 

Quanti nomi posso far dire per ogni Messa?
Di per sé, si possono dire tutti i nomi che si vogliono; il buon senso dice che non è il caso di fare lunghi elenchi, meglio non superare i 3-4 nomi.
L’intenzione per cui si celebra la Messa è scritta, prima di tutto, nel cuore dell'offerente: è quella che Dio vede ed esaudisce.
Nel caso di molte persone è meglio riunirle insieme, come “Defunti della famiglia....”, evidenziando così che si intendono affidare al Signore tutti i famigliari. 
Chi vuole che, oltre al nome dei defunti, venga detto anche il cognome, lo specifichi chiaramente al momento in cui si prenota la Messa. 

Desidero che non siano detti altri nomi, oltre ai miei. È possibile?
Come detto sopra, anche quando vengono unite più intenzioni, per ognuna di esse viene sempre assicurata la celebrazione di una Santa Messa e questo aiuta dei sacerdoti che non hanno offerte di Messe. 
Nel caso in cui, però, si preferisca che non vengano accettate altre intenzioni, lo si deve dire quando la Messa viene “segnata” sull'agenda parrocchiale, con la nota: “non si aggiungano altre intenzioni”.

Cosa succede se il prete non dice il nome?
Il valore della Messa e l'“applicazione” per una determinata intenzione è data dal proposito che il sacerdote mette nell'offrire il Santo Sacrificio e non dal fatto che venga detto o meno il nome o l'occasione della celebrazione. Pertanto anche nel caso in cui si dovesse sbagliare il nome o non fosse detto, la Messa è valida secondo quanto voluto dal celebrante che, prima di tutto, corrisponde all'intenzione e alla volontà di chi ha chiesto di celebrare la Messa. 
Il calendario settimanale con le intenzioni delle Messe celebrate in parrocchia è affisso al portone della chiesa. In esso sono riportati anche i cognomi dei defunti. 

Come fare se non è possibile far celebrare la Messa nel giorno desiderato?
Per Dio non c'è il limite del tempo. In lui tutto è presente. Noi ricordiamo gli anniversari per “convenzione” ma è sempre possibile e doverosa una certa elasticità per adattarsi alle situazioni concrete. Pertanto anche quando non è possibile celebrare la Messa nel giorno preciso della ricorrenza, ha uguale valore celebrarla in sua prossimità. 

Ma quanto costa?
La Messa non si “paga”, perché il sacrificio di Gesù non ha prezzo. È lui che ha “pagato” il nostro riscatto dalla schiavitù del peccato. 
L'offerta è sempre libera e la si lascia, in forma anonima, nell’apposito bussolotto in sacrestia. A titolo indicativo i Vescovi liguri hanno dato degli orientamenti generali, lasciando alla sensibilità dei fedeli e alle possibilità di ciascuno la piena libertà di contribuire alle necessità della Chiesa. 
L'offerta stabilita che il sacerdote trattiene per sé per la celebrazione di una Messa, (salvo diversa ed esplicita indicazione da parte dell'offerente) è 10 euro. Quanto viene dato in più serve per i bisogni della Parrocchia. 
I sacerdoti sono sempre disponibili a celebrare anche senza ricevere offerta, quando a richiederlo sono persone con poche possibilità economiche. 

Questa è la mia Messa!
Ogni Messa è azione di tutta la Chiesa ed è a beneficio di tutta la Chiesa, di tutti i fedeli vivi e defunti. Nessuno può “appropriarsene” in modo esclusivo, anche quando viene detto il nome o il motivo della celebrazione. 

Si può mettere un'intenzione particolare nella celebrazione della Parola presieduta dal diacono e con la distribuzione della Santa Comunione?
La Celebrazione presieduta dal Diacono, anche con la Santa Comunione, non è mai paragonabile alla Messa in quanto manca l'offerta del sacrificio di Cristo che si attua nella memoria dell'Ultima Cena con la consacrazione del Pane e del Vino. Precisato questo, durante queste celebrazioni è sempre possibile pregare per delle intenzioni particolari e richiedere che sia fatta celebrare una Santa Messa in altro momento e luogo. Pertanto, per ogni intenzione di preghiera affidata al diacono nella Celebrazione della Parola, verrà fatta celebrare da un sacerdote una Messa. 

Cosa sono le Messe di settima e di trigesima?
Sono Messe che, secondo la tradizione, vengono celebrate per un defunto ad una settimana e ad un mese dalla morte. Come detto sopra, non è necessario un conto esatto dei giorni, ma si può usare una certa elasticità. 

E le Messe gregoriane?
Si tratta della celebrazione ininterrotta di trenta Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio. Il nome deriva da un episodio della vita di San Gregorio Magno che, dopo aver fatto celebrare delle Messe per un'anima scomunicata, dopo un mese la vide salire al cielo, libera dalle sue pene. 
Questa serie di Messe, per l’impegno che comporta, è generalmente affidata a monaci o sacerdoti che non abbiano altri impegni di celebrazioni.