sciopero della fame

Carissimi amici, accogliendo
l’appello promosso da Amnesty International,
tutti riguardanti i prigionieri palestinesi detenuti illegalmente nelle carceri israeliane molti dei quali in sciopero della fame da molti mesi ed alcuni in serio pericolo di vita, in solidarietà con la loro lotta di resistenza, dalle ore 17 di oggi lunedì 18 febbraio la loro lotta sarà anche la mia, con le stesse modalità inizierò uno sciopero della fame finché gli organismi nazionali e/o internazionali non prenderanno impegni reali per assicurare il rispetto dei diritti umani nelle carceri israeliane con un intervento immediato atto a salvare i detenuti in sciopero della fame e alla scarcerazione di tutti i prigionieri palestinesi in carcere senza né accuse né processi.
 
Pentone (CZ) 18 febbraio 2013
 
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22.02.2013
(segue in inglese)

Caro fratello, Caro Sami

L’eco della tua lotta è arrivata in Calabria (ITALIA).

In un piccolo paese di questa regione abbiamo montato una tenda della speranza nella quale da quattro giorni anch’io faccio lo sciopero della fame in solidarietà con la tua lotta che poi è quella di tanti fratelli e sorelle palestinesi che ogni giorno s’impegnano per la fine dell’occupazione sionista che con crudeltà inaudita cerca di piegare le vostre  speranze di libertà e la vostra ferrea volontà.

In questo piccolo paese della Calabria,  ho fondato InvictaPalestina,  Palestina  indomita, Palestina  mai vinta e in questi giorni di lotta sono molte le persone che vogliono sapere, informarsi, conoscere la bellissima terra di Palestina. Hanno bisogno di me per continuare ad informare con manifestazione, video, racconti, hanno bisogno di te come valoroso testimone della violenza israeliana che hai incontrato a soli sedici anni.

Il sionismo ha la necessità di spegnere la speranza, spegnere le vite,  per poter affermare il suo dominio con espulsioni, pulizia etnica e apartheid, per contrastare questo progetto  ti faccio una proposta.

Caro Sami,  ti propongo di scegliere la vita al martirio, scegliendo di comune accordo di sospendere il nostro sciopero per camminare insieme nella lotta di liberazione del popolo palestinese, t’invito a sospendere insieme,  io in Italia  tu nelle carceri israeliane,  lo sciopero in corso e sostituirlo con la lotta collettiva, quotidiana, che un giorno, insieme a tutti le persone che resistono e solidarizzano col tuo popolo, porterà sicuramente alla  liberazione della tua terra.

Come fratelli aspetteremo insieme la tua liberazione, divideremo poi lo stesso boccone,  la stessa casa. Condivideremo  la tua casa in Palestina ricostruita con i colori della primavera e gli ulivi della Calabria, la mia in Calabria con i colori e la bandiera della tua terra.

Quello che ti chiedo non è la rinuncia alla lotta, è un appello alla vita per poter lottare con più energia, abbracceremo insieme le nostre mamme,  le nostre sorelle e i nostri fratelli, insieme, io in Italia e tu in Palestina.

Una volta liberato dalle catene israeliane,  faremo di tutto per farti venire in Italia per raccontare la tua storia di resistenza, ti accoglieremo con le canzoni dei nostri partigiani che ci liberarono dal nazifascismo, io ti seguirò, poi, in Palestina e tu mi guiderai nei villaggi simbolo delle rivolte, della resistenza, dell’arte, della musica della tua adorata Palestina.

Concludo con le parole Mahmud Darwish:

Se gridi con tutte le tue forze e l’eco ti risponde:

“Chi c’è”

Dì alla tua identità: Grazie!

In attesa di una tua risposta, un grande abbraccio Rosario - Invictapalestina

 

Dear Brother, dear Sami,

The echo of your struggle has reached Calabria (ITALY).

In a small town of this region, we have set up a ‘tent of hope, where, for the past four days, I have been on a hunger strike, in solidarity with you and with all our Palestinian sisters and  brothers, who are engaged in their daily resistance to the inhumane Zionist occupation, which has been trying to silence your aspirations to freedom and to thwart your indomitable will.

Here, in Calabria, I founded “Invictapalestina’ (Indomitable Palestine), and in these days, more and more people want to learn about the beautiful land of Palestine. They need me as a source of information through events, videos, books etc., and they need you as a luminous example of courageous resistance to the Israeli occupation, which you first experienced when you were barely 16.

Zionism is driven by an urge to suppress freedom, suppress life, in order to continue with its project of evictions, ethnic cleansing and Apartheid.

To counter this project, I have a propostion for you:

-          Dear Sami, choose life over martyrdom.

-          By choosing to end our hunger strike together, you in your prison in the Occupied territories and I here, in Italy, we continue to embrace the collective, daily struggle, that will soon bring, together with all people of conscience all over the world, to the liberation of your land.

As brothers, together we will wait for your liberation, will share the same food, the same house. We shall share your house in Palestine, rebuilt with the colors of Spring and of Calabria’s olive orchards, and my house here with the colors and the flag of your land.

I am not asking, of course, that your renounce your struggle. Mine is a call to life, to continue the struggle with renewed energy. Together we will embrace our mothers, our sisters and our brothers, you in Palestine and I in Italy..

Once freed from the Israeli chains, we will make sure that you can come to Italy to tell your story of resistance. We will welcome you with the songs of our Partisans, who liberated us from the Nazi-fascists. Afterwards, I will follow you to Palestine, and you will be my guide to the landmarks of revolt, resistance, art, and music of  your beloved Land.

I conclude with Mahmud Darwish’s words:

If you shout with all your strength and an echo replies

“Who’s there?”

You can say “Thank  you”  to your identity.

Looking forward to your reply

A big hug,    Rosario -- Invictapalestina

 
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27 febbraio 2013
Cari amici, con lo sciopero della fame iniziato sul Sagrato della Chiesa di Pentone (CZ) abbiamo provato a scuotere l’indifferenza generalizzata, digiunando con Samer pubblicamente, ma l’Italia, a parte una piccola nicchia, è rimasta cieca e sorda al pari degli altri paesi. 
Non abbandoneremo mai Samer e gli altri, ma da domani cambieremo forma di lotta, allo sciopero della fame, sostituiremo altre pratiche di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi, più visibili e più efficaci. Le forme cambiano ma il nostro sostegno resta immutato. 
Si ringraziano quanti hanno solidarizzato con l'iniziativa e anche chi, segnalando la propria indignazione, ha fornito motivo di riflessione.
Un abbraccio - Rosario
 
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