ottobre 2016

1/10/2016

Gerusalemme, giovane palestinese ucciso dalle forze israeliane

Gerusalemme – Quds Press. Venerdì sera, le forze di occupazione israeliane hanno ucciso un Palestinese, Nasim Abu Mezer, 28 anni, di Kafr Aqab (a nord di Gerusalemme), dopo che, secondo la polizia, aveva ferito a coltellate una guardia di sicurezza a un posto di blocco a Qalandiya, a nord di Gerusalemme. Il ministero della Sanità palestinese ha confermato la notizia dell’uccisione del giovane da parte delle forze israeliane di stanza al posto di blocco, secondo le informazioni rilasciate dall’unità di collegamento palestinese con l’esercito israeliano.
Secondo un portavoce della polizia israeliana, il giovane ha accoltellato una guardia di sicurezza israeliana, ferendola gravemente. La guardia è stata ricoverata all’ospedale Hadassah a Gerusalemme.
Ha aggiunto che i soldati hanno aperto il fuoco sull’uomo, ferendolo gravemente.
Le forze di occupazione hanno chiuso la città in entrambe le direzioni, e hanno sparato bombe sonore e a gas in prossimità del posto di blocco, scatenando scontri.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che i soldati hanno impedito al personale di soccorso di raggiungere il giovane palestinese e lo hanno lasciato disteso a terra, a morire.
http://www.infopal.it/87108-2/


13/10/2016

Striscia di Gaza, bimbo di 10 anni ucciso dalle forze israeliane

Gaza-Quds Press. Fonti mediche hanno reso noto che, nella serata di mercoledì 12 ottobre, un bambino è stato ucciso dalle forze israeliane di stanza nella base militare di Kissufim, nei pressi di al-Qarara, a nord-est di Khan Younes, nel sud della Striscia di Gaza.
Il portavoce del ministero della Sanità di Gaza, dottor Ashraf al-Qidra, ha dichiarato che ‘Abdallah Nasr Atwa Abu Mazev (10 anni), è stato colpito alla testa dai soldati israeliani a al-Qarara e, trasportato all’ospedale al-Nasser,  è stato dichiarato morto.
La morte di Abu Mazev fa salire a 34 il numero di vittime del fuoco israeliano nella Striscia di Gaza dalla firma degli accordi di tregua, ad agosto del 2014. La maggior parte è stata uccisa durante scontri con le forze israeliane alla barriera di confine, da ottobre 2015 ad oggi – Intifada di Gerusalemme.
http://www.infopal.it/87496-2/


12/10/2016

Giovane gerosolimitano ucciso dalle forze israeliane


​Gerusalemme-Quds Press e PIC. Martedì sera, un giovane palestinese è stato ucciso dalle forze di occupazione durante scontri scoppiati nella cittadina di Silwan, a Gerusalemme Est.
Secondo il Centro gerosolimitano per i Media l’ex prigioniero Ali Atef Ibrahim Shuyoukhi, 20 anni, dalla città di Silwan, è morto dopo essere stato colpito dalle forze di occupazione israeliane. Secondo fonti dei media nella città, Shuyoukhi era stato ferito da colpi sparati dai soldati di occupazione, ma l’ambulanza non è stata in grado di di raggiungerlo a causa della chiusura dell’area. Ali venne arrestato nel novembre 2014, e condannato ad una pena detentiva di 15 mesi, e poi liberato quest’anno. Il “Wadi Hilweh Information Center” di Silwan ha dichiarato a Quds Press che polizia e truppe israeliane sono  dislocate in tutta la cittadina e provocano la popolazione. I giovani rispondono con lancio di bottiglie molotov e pietre.
http://www.infopal.it/87463-2/


28/10/2016

Rahiq, innocente e uccisa con 35 proiettili israeliani

​Di Sulaiman Hijazi. Dalle indagini condotte dagli israeliani risulta che Rahiq Yusuf, la ragazza che è stata uccisa a Nablus la settimana scorsa, è stata colpita con 35 proiettili.
Uccidono con odio e per uccidere non per ferire le persone. Le stesse indagini mettono in dubbio che avesse un coltello in mano: questo è il paese più democratico del Medio Oriente.
http://www.infopal.it/87966-2/
http://kbnews.eu/crimes
https://www.youtube.com/watch?v=6jhkEN05Ims

... Questo, al momento, è l'unico video del momento nel quale hanno sparato ieri alla ragazza di 19 anni a Zaatara checkpoint.... Vorrei dire un paio di cose: intanto che il video inizia con la raffica di spari sul corpicino già a terra ed inerme.. poi.. quel punto lì dove c'è il corpo è il punto dove si fermano i bus che vanno da Nablus a Ramallah per far scendere i passeggeri che devono andare verso Duma o Osarin. Zaatara checkpoint è un incrocio, la strada per Duma è quella che si vede quando la telecamera si gira e inquadra la rotonda, è quella strada sulla destra. Per arrivare su quella strada lì, i palestinesi devono scendere dopo la rotonda, senza fermata ufficiale del bus, attraversare la strada ed imboccare la strada, appunto, di destra. Nel fare tutto questo passano a piedi due fermate del bus con pensiline per gli israeliani e i soldati. Quando passano, se ti va bene ti parlando in ebraico, il palestinese capisce e gli risponde; se ti va male gli parlando in ebraico, il palestinese non capisce, continua a camminare e loro gli sparano...
Una volta ero sul bus, il quel punto è scesa una donna con una bambina di 3/4 anni e a piedi hanno iniziato a fare quella strada. Sul bus eravamo tutti col fiato sospeso, io ho pianto, ma lei doveva andare per quella strada...forse per andare a casa e come fai...? il nostro bus si allontanò di corsa quella volta perchè temeva che i soldati gli sparassero. Mi ricordo che guardavo dal vetro di dietro... quella donna con quella bambina che quel giorno non furono uccise.
Buongiorno un c... proprio... gli israeliani hanno ucciso una ragazza di 19 anni, appena sposata, al chekcpoint Zataara di Nablus...  Samantha Comizzoli        20 ottobre alle ore 13:23
video di ‎شبكة قدس الإخبارية‎.
21/10/2016 Nazareth˗PIC. I soldati israeliani hanno sparato alla ragazza palestinese Raheeq Youssef, uccidendola, anche se non costituiva una minaccia per loro, come ha mostrato un video di mercoledì.  Le forze israeliane hanno colpito a morte Raheeq Youssef, 19, a quanto riferito dopo che lei aveva cercato di accoltellare un soldato al checkpoint militare di Zaatara, a sud di Nablus. La famiglia non ha potuto darle l’addio in quanto le forze d’occupazione hanno trattenuto il suo corpo. Il video mostra un soldato mentre spara pesantemente a Raheeq in presenza di coloni israeliani, anche se lei non costituiva una minaccia per i soldati d’occupazione. I soldati hanno dichiarato di aver colpito la ragazza alla gamba e di aver sparato altri colpi per timore di essere attaccati. Il sito news Israeli Walla ha riportato che la polizia di Mahesh inizierà un’indagine sull’accaduto. Il video mostra inoltre l’esecuzione del giovane palestinese Abdul Fattah Sherif, dopo che questi aveva compiuto un attacco anti-occupazione nella città di al-Khalil. I soldati israeliani hanno sparato al giovane direttamente e da distanza ravvicinata mentre sanguinava a terra, dove è stato lasciato finché non è morto.
http://www.infopal.it/video-mostra-ragazza-uccisa-sangue-freddo-dai-soldati/

19/10/2016 Betlemme-PIC, Quds Press e Ma’an. Mercoledì, le forze israeliane hanno ucciso una ragazza palestinese, Rahiq Mohammed Yousef, 19 anni, di ‘Asira, al check-point di Zaatara, a Nablus, dopo un presunto tentativo di accoltellamento di una guardia di “frontiera” israeliana.
La portavoce della polizia, Luba al-Samri, ha dichiarato che secondo i report iniziali, una giovane donna si è avvicinata alle guardie che stazionavano allo svincolo di Tappuah e, “ignorando i loro ordini”, ha tirato fuori un coltello. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco e l’hanno “neutralizzata”. Il ministero della Sanità palestinese ha confermato la morte della ragazza. La giovane è la 224ª vittima del fuoco israeliano da ottobre dell’anno scorso.
http://www.infopal.it/87674-2/

05/11/2016. Riceviamo e pubblichiamo. >>>>>>>>>>> La tragedia è che notizie come queste si è costretti a leggerle quasi quotidianamente. La tragedia è che la gente qui deve vivere con questo e deve sopportarlo con impotenza. Questo assassinio mi ha colpito perché il crocevia di Za’tara si trova molto vicino al villaggio dove mi trovo e ci passo quotidianamente. Questo fatto mi ricorda ciò di cui sono stata testimone 3 settimane fa nello stesso crocevia. Una donna anziana palestinese camminava lentamente verso il check-point. Il palestinese che ci accompagnava è sceso veloce dall’auto e in arabo le ha gridato qualcosa. Forse senza quel grido, la donna anziana avrebbe fatto la stessa fine della ragazza.

Mi nasce il desiderio di visitare la famiglia della donna assassinata per conoscere meglio la sua storia e poterla confrontare con la versione ufficiale israeliana. Sono incerta se fare questa visita perché voglio rispettare il dolore che quella famiglia sta provando. Finalmente mi decido per chiedere un appuntamento. Il sindaco di Asira al-Shamaliya ci riceve e organizza l’incontro con il padre della donna assassinata.

Il sindaco ci informa del fatto orribile e dice che Rahiq (in arabo significa miele) non si è mai messa in politica e aggiunge “È una menzogna che voleva accoltellare i soldati. É stata assassinata a sangue freddo, per favore raccontalo al mondo intero quello che qui sta passando veramente, i soldati sono dei criminali”.

Ci racconta anche che un anno fa un bambino di Asira al-Shamaliya è stato anche lui ucciso dai militari. Nella mano aveva qualcosa. Ma era solo una bottiglia d’acqua.

Dopo la chiacchierata con il sindaco, un direttore di scuola in pensione, questi ci accompagna all’incontro con il padre di Rahiq. In una collina ripida, un poco fuori dal villaggio di Asira al-Shamaliya si trovano varie case, tra cui quella della famiglia.

Il padre, un uomo di circa 50 anni con l’espressione triste ci aspetta davanti alla porta. Vicini si trovano due suoi nipoti. Ci invita in una stanza dove l’unica decorazione è un poster con la foto di sua figlia.

La nuora ci porta il caffè e il padre comincia a raccontare.

Mia figlia aveva 19 anni ed era sposata. Da 9 mesi viveva negli Stati Uniti con suo marito. Il marito ora è a Gerusalemme ma vive da vari anni negli Stati Uniti. Era venuta qui in vacanza un mese fa e tra due giorni sarebbe ritornata negli Stati Uniti.

Il 19 ottobre si era messa in viaggio per Ramallah per fare dei documenti legali. Ci era andata con un pulmino giallo (taxi collettivo che svolge servizio di trasporto pubblico in tutta la Cisgiordania). L’autista del pulmino ci ha raccontato che i militari l’avevano fermato al crocevia di Za’tara. Tutti i giovani del pulmino dovevano scendere per mostrare i loro documenti di identità, quindi risalivano sul pulmino. Rahiq è stata l’ultima a essere controllata. Improvvisamente i soldati le hanno gridato: “Butta a terra la tua borsa e alza le mani” ma nello stesso istante hanno cominciato a sparare. Questa è la testimonianza dell’autista del pulmino che si trovava a pochi metri da mia figlia e ha visto tutto con i suoi occhi. Hanno sparato 16 colpi, 14 proiettili sono entrati nel suo corpo. Dopo hanno fatto le foto per darle alla televisione - mia figlia aveva un coltello nella mano destra. Quella foto è falsa, è tutta una menzogna perché mia figlia era mancina. Inoltre è impossibile che un morto possa stringere un coltello nella mano”.

Con la voce bassa dice che ha avuto 11 figli, ora ne ha solo 10. Ha lavorato in Israele con un permesso di lavoro. In seguito gli hanno tolto il permesso e lo stesso è successo ai suoi figli.

Gli israeliani non hanno ancora consegnato il corpo di sua figlia. Quando i militari uccidono un palestinese fanno sempre così; lo chiamano “castigo collettivo”.

Domandiamo perché non chiede di visionare il video in quanto il crocevia di Za’tara è pieno di videocamere. Risponde che l’hanno chiesto ma hanno risposto che le videocamere non hanno ripreso nulla. Il padre aggiunge che ci sono molti testimoni ma non osano parlare perché tutti sanno che i testimoni vengono poi fatti oggetto di crudeli rappresaglie da parte dell’esercito.

Ghassan, l’autista palestinese che sempre ci accompagna e che fa anche da traduttore dice che la gente chiama il crocevia di Za’tara “l’incrocio della morte”. Una piccola distrazione, un piccolo errore può costare la vita.

La nuora ci domanda se posso aiutarla ad ottenere la restituzione del corpo perché per i credenti musulmani è molto importante poter sotterrare un membro della propria famiglia. Sono costretta a dichiarare la mia impotenza. Con grande tristezza ci congediamo consapevole che la sola cosa che posso fare è raccontare quanto ho ascoltato a quanta più gente possibile anche se mai sarà scritto sui giornali ……

Christine Hoedl

L’autrice si trova in Palestina come volontaria con una mandato di Diakonia Austria per il programma EAPPI del World Council of Churches.

L’articolo riporta l’opinione personale dell’autrice e non necessariamente quello della suddetta organizzazione.


21/10/2016

Soldato israeliano uccide un ragazzino palestinese

Khalid di 15 anni..poco fa... Stava facendo la raccolta delle olive..
Hebron-Quds Press, Ma’an e PIC. Giovedì sera, le forze israeliane hanno ucciso un ragazzino palestinese di 15 anni,  Khalid Bahr Ahmad Bahr, nei pressi dello svincolo di Beit Ummar, nel distretto di Hebron. Le autorità israeliane hanno affermato che un soldato ha sparato all’adolescente perché stava tirando pietre.
Bahr è stato colpito alla schiena da un proiettile che è uscito dal petto.
I soldati hanno impedito alla Mezzaluna Rossa di avvicinarsi al ragazzo. Bahr è la 235ª vittima israeliana da ottobre dello scorso anno.
http://www.infopal.it/87724-2/


31/10/2016

Hebron, soldati israeliani uccidono un giovane palestinese in seguito a un attacco automobilistico

Hebron-Quds Press, PIC e Ma’an. Domenica sera i soldati israeliani hanno ucciso un giovane palestinese dopo che questi aveva fatto schiantare la propria auto contro un gruppo di poliziotti di confine, a nord di Hebron. Il sito israeliano 0404 ha riportato che un giovane palestinese ha fatto schiantare la propria auto contro un gruppo di poliziotti di confine, lungo la strada fra Hebron e Betlemme, e ne ha feriti tre prima che dei soldati aprissero il fuoco contro di lui e lo lasciassero morire dissanguato. Il ministero della Salute palestinese ha identificato il giovane come il 23enne Khalil Khaled Ulayan, di Beit Ummar, a Hebron. Numerosi soldati sono accorsi sulla scena e hanno chiuso la strada principale che conduce a Beit Ummar, provocando un ingorgo, prima di portare via il corpo del giovane. In seguito sono scoppiati dei violenti scontri fra le forze d’occupazione e dei giovani palestinesi. La morte di Ulayan porta il numero di palestinesi uccisi dai soldati d’occupazione dall’inizio dell’Intifada di Gerusalemme a 262, 78 dei quali a Hebron.
http://www.infopal.it/hebron-soldati-israeliani-uccidono-un-giovane-palestinese-in-seguito-a-un-attacco-automobilistico/

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