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Archeologia della Pulizia Etnica in Palestina
a cura di Dirar Tafeche - dir.taf@gmail.com

Sionisti e sionisti cristiani

Nel XIX secolo, sulla scia dell’antisemitismo che si manifesta maggiormente in Europa, nasce il Sionismo: Un movimento politico ed ideologico con ha lo scopo di edificare una patria per gli ebrei in Palestina. A Basilea, Theodor Herzl, nel Congresso del 29.8.1897, abbozza la creazione dello Stato di Israele e la fondazione dell’ Organizzazione Mondiale Sionista (OM). La frase “popolo senza terra ..” e molti altri slogan, sono subito osannati e nel 1919 sono accompagnati da una mappa comprendente: tutta la Palestina, il Golan siriano, il Sud del Libano, la due rive del Fiume Giordano e una parte del Sinai.

Tre anni dopo, l’OMS istituisce il “Dipartimento per le Colonie e Fondo Nazionale Ebraico” per incoraggiare e finanziare gli immigrati ebrei in Palestina.

Mappa presentata dall'OMS alla conferenza di Parigi del 1919

L’Olocausto e la piaga dell’antisemitismo, che dilagava in Occidente, spinge il sionismo a scegliere la Palestina come rifugio. L’Occidente, con gli USA in testa, rifiutano ogni accoglienza agli ebrei. Tuttavia, in Palestina, il sionismo non è riuscito a risolvere il quesito della Costituzione che dovrebbe regolare la sovranità di Israele. In Italia, per esempio, Stato, Provincie, Comuni, associazioni anche piccole, come le ONG, hanno i propri atti costitutivi che li identifica. Israele non ha un tale atto per regolare gli aspetti politici, sociali, giuridici, finanziari … Nel 1950, Israele s’è limitata ad emendare la Legge del Ritorno, secondo la quale ogni ebreo ha il diritto ad immigrare in Israele e ad avere il passaporto dello Stato. Va precisato che secondo alcuni, “ebraismo e Nazione” si fondono. Non discuto quest’ultima affermazione anche se non mi convince. Invece mi chiedo: chi è un ebreo?

Questo tema è dibattuto ampiamente anche nella stessa Israele. Pongo la domanda perché i giornali israeliani citano molti casi con implicazioni addirittura giuridiche, con sentenze che sembrano contraddire la legge del ritorno. Per esempio, molti russi, quasi 300.000, immigrati in Israele, non sono ebrei. I matrimoni civili non sono ammessi in Israele pertanto, migliaia di persone vanno all’estero per sposarsi. Nei casi di divorzio, se il marito non lo concede, il matrimonio rimane valido. Se la moglie si risposa e ha figli, questi sono considerati “mamzerim” (illegittimi): non potranno avere carta d'identità ebraica e non sarà permesso loro di sposare un altro ebreo in Israele. Gli etiopi, che praticano un rituale dell’ebraismo diverso, vengono convertiti simbolicamente prima di sposarsi, ma rifiutano tale delegittimazione del loro ebraismo. 1, 2

Questi e molti altri fatti inducono a porre delle domande: Israele si presenta come democrazia ma è una teocrazia e/o etnocrazia? Ecco perché il sionismo e la “Legge del Ritorno” sono ideologie che non convincono. Il dibattito resta aperto.

Un capitolo di vitale interesse per la storia della pulizia etnica in Palestina, riguarda i sionisti cristiani chiamati “Evangelisti”.

Nel corso degli anni ci sono state continue immigrazioni di ebrei in Palestina, sia per sfuggire all’antisemitismo in Occidente, sia per la considerazione che la Terra Santa fosse il luogo della loro fede.

Anche i cristiani hanno la stessa considerazione. Infatti, in alcune dottrine, la Palestina ha il significato di redenzione e salvezza: il luogo dove avverrà la seconda venuta di Cristo in Israele. Quindi, partendo da questa valutazione, alcuni religiosi cristiani, sono stati motivati, dalla loro convinzione religiosa, a considerare lo Stato di Israele come la terra promessa da Dio agli ebrei, il luogo dove il Messia ritornerà.

Nel Regno Unito gli ebrei, nell’ambiente protestante, sono visti come i fratelli maggiori, vaganti nel mondo senza una patria. In quest’ottica, nasce la convinzione, in alcuni cristiani che abbracciano la Bibbia, che il ritorno degli ebrei in Palestina sia un prerequisito per la profezia biblica. Chiese, istituzioni e personalità cristiane danno impulso al pensiero, secondo il quale sarà possibile il ritorno di Gesù in Palestina solo se esiste Israele. In questa atmosfera di religiosità evangelica, il Conte Shaftesbury,* politico, religioso e filantropo, nell’anno 1850 circa, pronuncia per la prima volta la frase “terra senza popolo …” riferendosi alla Palestina.

Di fatto, il potere di Israele non è il carro armato ma il potere degli Evangelisti.**, diffusi in tutti i continenti. In modo particolare negli Stati Uniti d’America, dove sono presenti in autorevoli associazioni religiose-politiche che sostengono il ritorno degli ebrei nella Terra Santa. L’obbiettivo è creare una stretta alleanza a difesa e sostegno dell'impresa sionista, per il ritorno degli ebrei in Israele e per la seconda venuta del Messia.

Tra loro fanno parte personaggi e personalità di ogni ordine e classe. Citandone solo alcuni
(a noi noti): le famiglie degli ex presidenti Bush, il miliardario John Hagee, fondatore di Christians United for Israel, il Presidente Donald Trump, il segretario di Stato Mike Pompeo,
il vicepresidente Mike Pence, Reverendo Azar, Vice Consigliere per la sicurezza nazionale americana e altri ancora nel campo dell’economia, finanza, spettacolo, informazione …

* Nella famosa Piazza Piccadilly, a Londra, gli è dedicato un monumento raffigurante un angelo.

** in questa sede col termine Evangelisti, ci si riferisce ai cristiani organizzati in associazioni ideologiche sioniste per la creazione di Israele.

Pellegrini, turisti cristiani manifestano durante un ritiro religioso guidato da T.B. Giosuè, predicatore evangelico nigeriano sul monte Precipizio, Nazareth, 23.6. 2019 \ AMMAR AWAD /REUTERS foto pubblicata in Haaretz


Trump si inchina durante una preghiera mentre è circondato dal vicepresidente Mike Pence, leader della fede e ministri Evangelici, sulla scia dell'uragano Harvey, 1 settembre 2017. Andrew Harrer / Bloomberg foto pubblicata in Haaretz

In queste due foto gli evangelisti manifestano tutta l’esaltazione e confusione tra “Il diritto religioso che è un termine politico e il cristianesimo evangelico che è un'affermazione di fede. … Questi cristiani vedono la ricostruzione del terzo Tempio, come il fiammifero che incendia il mondo nella Battaglia di Armaghedon*. Saranno salvati dalla battaglia coloro che accetteranno Gesù, inclusi gli ebrei, che vedranno la luce e si convertiranno al cristianesimo”.3

Con l’occupazione della Cisgiordania nella guerra del 1967, gli Evangelisti entrano in una fase di apoteosi poiché vedono l’integrità e completezza dello Stato di Israele a fini dell’adempimento delle profezie bibliche. Uniti in associazioni no profit, danno il massimo sostegno politico e finanziario alla popolazione israeliana e, nello specifico, ai coloni nei territori palestinesi occupati.

“Il sostegno agli insediamenti è diventato uno scopo per alcuni repubblicani conservatori di spicco, come Mike Huckabee e Sarah Palin. .... Il Reverendo John Hagee, è un influente predicatore americano le cui organizzazioni benefiche hanno donato milioni destinati a progetti in Israele e nei territori occupati”. Egli afferma che “Israele esiste a causa di un'alleanza che Dio ha stretto con Abramo, Isacco e Giacobbe 3.500 anni fa – e quell'alleanza è ancora valida”. “I leader mondiali non hanno l'autorità di dire a Israele e al popolo ebraico cosa possono e non possono fare nella città di Gerusalemme”4

“Per i cristiani evangelici e i sostenitori di Israele, tuttavia, Giudea e Samaria (Cisgiordania) sono state la “terra della Bibbia” per migliaia di anni; non sono mai stati illegali. Le promesse enunciate da cristiani ed ebrei furono che Dio diede a Israele un “patto eterno”. La maggior parte dei cristiani e degli ebrei in America crescono leggendo la Bibbia, che racconta la storia della Giudea e della Samaria. Leggono sulla città di Hebron (Kiryath Arba) dove Abramo conquistò la terra con cui seppellire sua moglie Sarah, nella Grotta dei Patriarchi . Anche Abramo, Isacco e Giacobbe, così come Rebecca e Lea furono sepolti lì. Hebron fu la prima capitale del re David, dove fu anche consacrato Re”.5

* La Battaglia di Armaghedon è lo scontro finale tra i potenti della terra e Dio.


Un gruppo di americani “For Save Israele”, un'organizzazione benefica, in visita all'avamposto di Givat Hayovel, maggio 2010.


La famiglia Lavin fa visita all'avamposto Givat Hayovel I volontari americani vanno a lavorare lì due volte l'anno. Il gruppo è composto da ebrei ma includeva anche cristiani evangelici intenti a comprare più terra dai palestinesi.  (Foto con didascalia pubblicate dal NYT il 5.7.2010)

L’appoggio degli Stati Uniti ad Israele, oltre ad essere politico e militare, è anche finanziario, con elargizioni sia da parte dello Stato che da enti di beneficienza.

Le norme fiscali americane vietano l'uso di fondi di beneficenza a fini politici in patria o all'estero, … ma i gruppi religiosi non hanno l'obbligo di divulgare le proprie finanze, il che significa che le colonie potrebbero ricevere somme che non possono essere rintracciate”. Anche gli avamposti che sono illegali nella stessa Israele, ricevono donazioni deducibili dalle tasse. “Un esame del New York Times, fatto sui registri pubblici negli Stati Uniti ed Israele, ha identificato almeno 40 gruppi di americani che hanno raccolto, negli ultimi dieci anni, più di $ 200 milioni in donazioni fiscalmente deducibili, destinati agli insediamenti ebraici nella West Bank e Gerusalemme Est. I soldi vanno per lo più a scuole, sinagoghe, centri ricreativi e simili. Spese legittime ai sensi della legge fiscale” … “gli evangelisti sono convinti che il ritorno della West Bank - sito degli antichi regni ebraici – sia fondamentale per il controllo ebraico, la sicurezza e l'adempimento di profezie bibliche di Israele”.6

Le donazioni da gruppi no profit non sono vietate negli Stai Uniti in quanto, si dice, sono a scopo umanitario, ma non esiste una specifica definizione del concetto “umanitario”. Infatti, il flusso di dollari si incanala sull’acquisto di cani da guardia, giubbotti antiproiettile, cannocchiali e veicoli di controllo agli avamposti nei territori occupati. Inoltre vengono finanziati:

• Ateret Cohanim un’organizzazione che promuove l’acquisto di case arabe con offerte generose.

• l’organizzazione caritatevole Honenu ha fornito assistenza legale a Yigal Amir, assassino del primo ministro Yitzhak Rabin,.

• Menachem Livni, condannato all’ergastolo per aver ucciso tre studenti palestinesi e poi rilasciato dopo 6 mesi.

• Il rabbino Yitzhak Shapira, autore del libro “The King’s Torah”, il quale predica l’uccisione anche dei bambini non ebrei perché possono in futuro essere un rischio.

“Una delle più grandi organizzazioni statunitensi coinvolte nel finanziamento delle comunità ebraiche in Cisgiordania è l’Hebron Fund di Brooklyn. Ha trasferito $ 5,7 milioni all'insediamento ebraico di Hebron dal 2009-2014. Gran parte del finanziamento è stato investito in parchi, campi da gioco e biblioteche, in linea con l'obiettivo dichiarato del fondo di “migliorare la vita quotidiana dei residenti [ebrei] di Hebron.7

Hebron, la città con più di 200.000 palestinesi, vessata da 600 coloni ebrei armati:



Queste due foto pubblicate da B’tselem, una ONG israeliana, descrivono, meglio di ogni commento, il dramma catastrofico dell’occupazione militare israeliana in Palestina. Nella prima foto si vede la strada di separazione tra ebrei e palestinesi. Come si vede, la parte larga è per gli ebrei e permette la circolazione dei veicoli dei coloni. Non è cosi per i palestinesi. La seconda foto mostra il pellegrinaggio alla tomba di Baruch Goldstein, che nel 1994 uccise 29 palestinesi in preghiera, nella moschea di Abramo, Tomba dei Patriarchi.

Per assecondare al meglio i soprusi e le angherie dei coloni, il Governo israeliano espropria case, negozi, e impone chiusure alle vie d’accesso, colloca fili spinati, posti di blocco di cemento e torri di controllo. È emblematica la chiusura di Shuhada Street (una strada di commercio paragonata a Corso Buenos Aires a Milano) che nei lunghi anni di chiusura, ha causato disoccupazione e mancati introiti a più di 800 famiglie che qui lavoravano.

Sopra: Hebron, Shuhada Street, torre di controllo e cancello d’ingresso alla strada, protetta da soldati e saracinesche abbassate.
Sotto: Turisti a passeggio, mentre ai palestinesi è proibito l’ingresso anche a piedi. Foto di B’tselem.

Da tutto ciò si evince che la pulizia etnica in Palestina, l’occupazione, i finanziamenti, la politica, la cultura e le colonie sono “opera divina”, di fronte alla quale i comuni mortali, ovviamente, non possono opporsi.

Personalmente mi chiedo se veramente un Dio simile esista!!

Nel Quartiere Qatamun a Gerusalemme, gli evangelisti dell’International Christian Embassy hanno una sede. Apprendo dal loro sito, https://int.icej.org/about-us, dove si legge la dichiarazione di missione: “L'Ambasciata Cristiana Internazionale di Gerusalemme è stata fondata nel 1980 in riconoscimento del significato biblico di tutta Gerusalemme e del suo legame unico con il popolo ebraico. Oggi rappresenta milioni di cristiani, chiese e denominazioni per la nazione e il popolo di Israele. Riconosciamo nella restaurazione dello stato di Israele la fedeltà di Dio a mantenere la sua antica alleanza con il popolo ebraico”.

Sede dell’ambasciata degli evangelisti. La villetta era proprietà della famiglia Haqqi, fuggita nel 1817 rifugiata in Palestina dopo le oppressioni nel Caucaso. La villetta fu costruita dal nonno e ultimata dal nipote Hani, oggi profugo in Giordania. Foto da Wikipedia.

Se gli evangelisti sostengono il finanziamento ad Israele, alla politica ci pensa l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), che è una potenza nella superpotenza degli Stati Uniti. Essa domina la politica americana: controlla il Senato, la stampa e le informazioni in tutto il paese. Al loro congresso annuale non manca il saluto del Presedente americano e un folto gruppo di senatori repubblicani e democratici. Le leggi riguardanti Israele, vengono esaminate e revisionate nelle sedi dall’AIPAC, prima di passare al Senato.

Dall’appoggio dato dagli evangelisti e dall’AIPAC si percepisce il motivo per cui negli Stati Uniti ogni critica ad Israele sia considerata antisemitismo e, per legge, venga punita.

Una legge dello Stato della Georgia, approvata nel 2016, richiede che alcune persone firmino un giuramento impegnandosi a non boicottare il governo israeliano”.

La documentarista Abby Martin, pur conservando i propri diritti costituzionali, “ha rifiutato di firmare il giuramento. Inoltre, il suo rifiuto di conformarsi ha portato alla cancellazione della sua partecipazione alla conferenza stampa della Georgia Southern University”.8

Perché l’immagine “schietta” di Israele non venga offuscata, ogni commento sarà superfluo quando vengono cercati i meccanismi per elaborare leggi idonee.

“Non le persone ma è Dio che deciderà il prossimo Primo Ministro israeliano”.“Il Ministro della Cultura e dello Sport, Miri Regev, ha dichiarato in un'intervista del 103 FM, venerdì, che non il popolo, ma il santo unico benedetto, deciderà il prossimo primo ministro”.9


NOTE

1 Quanto scritto sopra è una sintesi da: www.jewishvirtuallibrary.org/who-is-a-jew

2 Vedi la situazione degli etiopi in ynet 26.1.2019 titolo: 'If you're black in Israel, you're scared to walk down the street'

3 Haaretz 16.12.2017 titolo: Christians and Jews Now Compare Trump to Persian King Cyrus – Will He Build the Third Temple?

4 Il New York Times 5.7. 2010 Tax-Exempt Funds Aid Settlements in West Bank.

5 Jpost 19.11.2019, titolo: America has finally decided the Bible is not illegal- Opinion

6 NYT July 5, 2010 Titolo: Tax-Exempt Funds Aid Settlements in West Bank

7 Haaretz7.12.2015 titolo: Haaretz U.S. Donors Gave Settlements More Than $220 Million in Tax-exempt Funds Over Five Years

8 Ynet 11.2.2020, titolo: U.S. filmmaker who wouldn't sign Georgia pro-Israel oath sues state

9 Jpost 18.8.2019 titolo: Miri Regev: Not people but God will decide next Israeli PM




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