mozione al Comune di Milano

Oggi ho sperimentato ancora una volta quanto sia difficile e a volte personalmente drammatico fare politica.

Mi è stato proposto di eliminare parti importanti della mozione pena il non voto della stessa. Le parti scritte in rosso sottolineate sono state soppresse dopo un accordo con il Partito Democratico e SEL al fine di raggiungere lo scopo di approvazione finale che invita il Sindaco e la Giunta verso il Parlamento Italiano. A me questa cancellazione sembrava una forma di ipocrisia e di tradimento delle mie idee. Ho avuto moltissime pressioni anche da parte di compagni insospettabili. A quel punto si rischiava di non ottenere la dichiarazione a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina. Con molto amarezza ho acconsentito di togliere le frasi "incriminate" e spero di aver fatto la scelta giusta.
Anita Sonego


Consiglio Comunale del 17 settembre 2015
Intervento della Consigliera Anita Sonego
Capogruppo Sinistra per Pisapia – Federazione della Sinistra
per presentare la mozione sul riconoscimento dello Stato di Palestina 
***
Signor Presidente, so che i poteri del Consiglio Comunale sono limitati e non riguardano la politica estera del nostro paese.
Ma questo consiglio, che rappresenta la “capitale economica e morale dell’Italia” è consapevole di potere e dovere chiedere che il Parlamento italiano si allinei a quanto deciso il 17 dicembre dello scorso anno dal Parlamento Europeo.
In quella data, infatti, fu votato, a grandissima maggioranza (489 voti a favore e 88 contro) il riconoscimento dello stato della Palestina.
E’ da oltre 45 anni che i territori palestinesi sono sotto l’occupazione israeliana. In quei territori continuano a sorgere quelli che vengono chiamati “insediamenti” (ora che sono colonie a tutti gli effetti), insediamenti dicevo illegali.
Come è illegale il muro in cemento armato alto 8 metri di oltre 700 chilometri, lungo più di tre volte del famigerato e tanto vituperato “muro di Berlino” e capostipite di tanti muri che stanno sorgendo, purtroppo anche in questi giorni, in vari paesi del nostro continente.
Nonostante di tanto in tanto si levino critiche contro questa costruzione che separa villaggi, terre coltivate, ed isola le popolazioni.
Nonostante che il Papa, nel suo viaggio in quei luoghi abbia sostato, in meditazione, davanti a quella barriera che lo sovrastava, proprio pochi giorni fa si è dato avvio ad un nuovo muro nella valle del Cremisan distruggendo i famosi oliveti e vigneti della locale popolazione cristiana che si troverà separata dal convento dei salesiani che storicamente è un loro punto di riferimento.
Ma è superfluo ricordare ora l’embargo sulla striscia di Gaza che ha preceduto e seguito l’attacco militare del 2014 che oltre alla devastante distruzione ha causato più di 2000 morti.
In questi giorni in cui molti si chiedono il perché di quanto sta avvenendo in Medio Oriente, voglio ricordare che la situazione della Palestina è una delle cause di quella che un tempo si chiamava “instabilità” del Medio Oriente che ora è diventato luogo di guerra che sta provocando l’inumano esodo di persone verso l’Europa.
Ricordo le numerosissime risoluzioni ONU, in particolare la 242 e la 338 che da sempre non vengono rispettare né fatte rispettare (si possono facilmente leggere sui siti web).
Il 22 novembre 1967 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvava all’unanimità, tra l’atro, il ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati nel recente conflitto.
Il 21/22 ottobre 1973 (risoluzione 338) il Consiglio di Sicurezza ribadisce che deve essere attuata la risoluzione 242 (stiamo ancora aspettando!).
Mi chiedo, come molti, perché queste risoluzioni non siano mai state applicate né imposte (ricordo che il mancato rispetto di una risoluzione ONU avvallò la I° guerra del Golfo).
Non auspico che per rispettare la risoluzione 242 sia da mettere in atto né una guerra come quella contro l’Iraq né alcun atto di violenza o di forza.
Credo invece che sia moralmente oltre che politicamente doveroso mettere in atto ogni azione utile al rispetto del diritto internazionale continuamente violato.
Un piccolo gesto è stato compiuto oltre che dal Parlamento Europeo da 139 paesi dopo che il 29 novembre 2012 lo Stato di Palestina è stato ammesso quale membro osservatore alle Nazioni Unite ed è dal 5 agosto che, davanti al Palazzo di Vetro, tra le altre, è stato innalzata la bandiera palestinese.
E’ ben piccola cosa, quindi ciò che questa mozione chiede: un atto simbolico, non violento, un atto che indica la via per la realizzazione della legalità e della giustizia internazionale ancora disattese.
Non solo chiede, signor Presidente, ma impegna il Sindaco e la Giunta affinché il Parlamento italiano venga a conoscenza dell’auspicio di questo consiglio comunale.
Noi auspichiamo che il governo italiano riconosca lo Stato di Palestina.
Niente di ideologico, niente di rivoluzionario!
Un atto che in un mondo “civile” non dovrebbe essere nemmeno necessario.
Aldilà delle diverse appartenenze politiche questo consiglio comunale riconosce il diritto internazionale che i popoli possano avere i propri stati.
E’ tutto qui. E noi crediamo che il popolo palestinese questo diritto lo debba avere.
***
La mozione è stata trasformata in ordine del giorno, e dopo i tagli indicati in rosso, approvata   dal Consiglio Comunale
Milano, 12 febbraio 2015
ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio Comunale di Milano,

considerato che

l'occupazione militare israeliana dei territori palestinesi è in atto da oltre 45 anni;

l'espandersi continuo degli insediamenti colonici illegali nei territori occupati di Cisgiordania e Gerusalemme est, insieme alla costruzione del muro di annessione e alla distruzione di case e all'espulsione di palestinesi, nonché il protrarsi dell'embargo sulla Striscia di Gaza, che ha preceduto e seguito l'attacco militare dell'estate 2014 con oltre duemila vittime, compromettono di fatto qualsiasi sforzo per l'attuazione del processo di pace;

preso atto

delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, in particolare le risoluzioni n. 242 e n. 338;

considerato inoltre

l'estremo deterioramento della situazione in Medio Oriente, e in particolare la continua violazione da parte del governo israeliano della Convenzione di Ginevra;

il diritto dei palestinesi ad uno Stato sovrano, sicuro e democratico;

ritenuto urgente che

la comunità internazionale adotti nuove iniziative per contribuire al rispetto del diritto internazionale e delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite;

tutti i popoli del Medio Oriente abbiano diritto alla pace e alla sicurezza e che ciò possa essere garantito a lungo termine solo attraverso una pace giusta e duratura basata su

1.     
il rispetto del diritto internazionale e la piena e completa applicazione delle risoluzioni 242 e 338 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
2.     
il ritiro delle forze di occupazione e lo smantellamento degli insediamenti; 

3.     
il riconoscimento del diritto al rientro dei rifugiati in applicazione della risoluzione 194 delle Nazioni Unite e la liberazione dei prigionieri politici palestinesi

visto che

il 17 dicembre 2014 il Parlamento Europeo a grandissima maggioranza (489 sì, 88 no) ha riconosciuto lo stato della Palestina;

ad oggi ben 139 Paesi, fra cui molti europei (Svezia, Francia, Regno Unito, Irlanda, Spagna e Portogallo),hanno votato la medesima risoluzione secondo quanto previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, con Gerusalemme est quale sua capitale;
   
lo Stato di Palestina è stato già ammesso alle Nazione Unite il 29 novembre 2012 in qualità di membro osservatore;

auspicando che il Governo Italiano riconosca lo stato di Palestina
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INVITA

Il Sindaco e la giunta affinché di questo auspicio ne sia a conoscenza il Parlamento Italiano che è chiamato ad esprimersi in merito ed a promuovere iniziative concrete di sensibilizzazione e di informazione presso la cittadinanza a sostegno dei diritti del popolo palestinese e per la risoluzione equa del conflitto in atto.

Presenti 33 consiglieri
favorevoli 24
contrari 9: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Partito Radicale e Ruggero Gabbai (PD)
Non ha partecipato al voto la Lega Nord


Qui potete leggere la
delibera da cui Anita Sonego ha tratto spunto (quasi identica) che è stata votata all'unanimità da una cittadina in provincia di Pisa: S. Giuliani Terme. Come potete verificare è stata presentata e approvata da TUTTI i gruppi politici...
https://sites.google.com/site/parallelopalestina/mozione-al-comune-di-milano/delibera-di-s-giuliano-terme


Commenti:  (inviare a parallelo.palestina@gmail.com)

Che pochezza! Che tristezza!
Amalia Navoni


Cara Anita hai fatto un lavoro ottimo con la presentazione della mozione sulla Palestina. Mi hai chiesto cosa ne penso, ti scrivo quel che avrei fatto io in un ipotetico ruolo da consigliere. Un consigliere oltre al suo convincimento ha anche un ruolo di rappresentanza del partito e dell'elettorato. Ha appunto una funzione istituzionale. Nella mozione i richiami alla occupazione militare, all' espansione degli insediamenti dei coloni, all embargo contro la stricia di Gaza, alla violazione della Convenzione di Ginevra e il diritto dei Palestinesi ad uno Stato sono sacrosanti, direi descrizione con equlibrato linguaggio di dati di fatto. Come si può negare il diritto dei Palestinesi ad uno stato? lo riconoscono, almeno a parole, praticamente tutti, salvo il Governo israeliano ovviamente. Incomprensibili sono dunque le ragioni del dissenso di alcuni consiglieri del centro sinistra. Pessime ragioni. Non so se avrei posto nella mozione la richiesta di ritiro delle truppe d' occupazione e il diritto al rientro dei palestinesi, obiettivi che ovviamente condivido, ma non penso che il Consiglio comunale di una città pure importante come Milano abbia titolo per questo livello di proposta. Ma sono solo dettagli, di poco peso; l' obiettivo, la ragion d'essere della mozione era una: l' auspicio che il Governo italiano riconosca lo Stato di Palestina. Obiettivo importantissimo, è quanto un Consiglio, tanti, mille Consigli dovrebbero fare. Il rifiuto, il ritardo, l'ambiguità, anche del Parlamento, è gravissima. Una vera vergogna. Su questo si può positivamente incidere. Dunque io avrei fatto come te: una mediazione che ha prodotto un più esteso arco di adesioni è una buona mediazione. Perchè è salva la questione principale, quella che conta: il riconoscimento dello Stato palestinese. Questo farebbbe piacere ai nostri fratelli e sorelle palestinesi. Per il resto non te la prendere, siamo tutti con te: la Palestina è nei nostri cuori, da tanto tempo. Con affetto.
F.

PS: se è in atto una campagna a Milano per il boicottaggio dei prodotti israeliani partecipaerei volentieri, se non è lo, spero venga promossa


La scelta che hai fatto è giusta ed è giusto che ti sia stato chiesto di farla. Questa mozione, come altre iniziative del genere, si inserisce nel quadro di un obiettivo politico, che è quello di ottenere dal parlamento italiano il riconoscimento dello stato di Palestina. Questo è ciò che conta ed è ciò che interessa ai palestinesi. Per ottenere questo obiettivo di fondamentale importanza è giusto non insistere sul mettere in evidenza considerazioni giuste, che potrebbero però ostacolare il raggiungimento dell'obiettivo finale, che è di primaria importanza. Non si tratta di una battaglia di principio o di una testimonianza, ma di un obiettivo pratico che non possiamo mettere in discussione.
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Cara Anita, ti sono molto solidale per quanto accaduto in Consiglio comunale. Poi sai, è sempre facile dire 'dovevi fare così, dovevi fare cosà',  penso che hai fatto il meglio che potevi
e che ritenevi giusto. Credo sia opportuno far girare il più del possibile il testo originale accompagnato da un pezzo a sostegno. Non si tratta per niente di un fatto irrilevante. Oggi ad
Expo era la giornata della Palestina e non c'era NESSUNO del Governo; per Israele c'era stato Renzi.
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Carissima Anita, capisco la tua amarezza e ti ringrazio per la tua determinazione. Ormai la miseria politica di chi guarda solo il prossimo "cadreghino" ci circonda e talvolta restiamo quasi soffocati dalla rabbia, ma poi guardiamo che malgrado questa loro miseria qualcosa riusciamo ad ottenere, qualcosa arriva alla gente e questo quello che serve. Vedi di fare un articolo da far girare, una specie di interrogativo da compagna a compagni rivolto a coloro che hanno agito nel modo che descrivi... un perchè.. di questo comportamento.
Un grande abbraccio.
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Cara Anita, splendido intervento che dovrebbe essere condivisibile da tutte le persone civili. Il problema però è dato dal silenzio dei partiti, tra l’altro è curioso che quelli che oggi sono dalla parte di Israele ieri erano dalla parte dei persecutori degli ebrei. Purtroppo la sinistra è scomparsa. Quello che fa opinione sono le iniziative e le manifestazioni. I giovani non conoscono la realtà e non vi è nessuno che faccia scuola. Se sei in contatto con la direzione del partito, con SEL, con altri (per es. Di Pietro), ecc. non è possibile organizzare una manifestazione con distribuzione di volantini che, molto sinteticamente, riassumano l’occupazione israeliana e le risoluzioni ONU? Puoi dirmi i nominativi di quelli del PD e di SEL che hanno fatto cancellare frasi importanti dalla dichiarazione in questione? Gabbai posso capirlo perché, anche se contestato da buona parte degli ebrei milanesi in quanto considerato troppo poco filo-israeliano, è stato comunque votato da una parte di loro e l’anno venturo vi sono le elezioni. Ma gli altri? Un abbraccio.
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Cara Anita anch'io penso che, nella schifosa situazione data, hai ottenuto il meglio possibile, cioè di far approvare un OdG comunque significativo e importante. A mio parere dovresti scrivere un articolo sull'accaduto, da mandare al Manifesto e al Fatto quotidiano, gli unici che potrebbero pubblicarlo. Un grande abbraccio
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Cara Anita, ti sono vicina e ti esprimo tutta la mia solidarietà, insieme ad una stima e un affetto immutati, anzi ancora più grandi, se fosse possibile...! La questione che poni tu non è per niente irrilevante! Si tratta dei nostri valori in cui crediamo e per i quali proviamo a lottare e Lo sai bene tu! Penso sia più che giusto, necessario, utile fare conoscere a tutti/e come sono andate le cose veramente e così ciascuno si assume la sua responsabilità! Tutti devono conoscere il testo che avevi proposto tu e le censure operate dal PD e da Sel. Un abbraccio forte
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Un esempio da manuale di come svuotare di valore politico un gesto che di valore ha solo quello politico. Non è una critica alla Sonego, ovviamente. ma un'espressione quasi di ammirazione per la diabolica capacità dei politici di trasformare qualunque cosa in aria fritta
Roberta Verde

Cara Anita, La scelta che hai fatto è giusta ed è giusto che ti sia stato chiesto di farla. Questa mozione, come altre iniziative del genere, si inserisce nel quadro di un obiettivo politico, che è quello di ottenere dal parlamento italiano il riconoscimento dello stato di Palestina. Questo è ciò che conta ed è ciò che interessa ai palestinesi. Per ottenere questo obiettivo di fondamentale importanza è giusto non insistere sul mettere in evidenza considerazioni giuste, che potrebbero però ostacolare il raggiungimento dell'obiettivo finale, che è di primaria importanza. Non si tratta di una battaglia di principio o di una testimonianza, ma di un obiettivo pratico che non possiamo mettere in discussione. Saluti,
Angelo Barbato, Capogruppo Coordinamento della Sinistra, Consiglio di Zona 1

PECCATO DI NON ESSERE STATA ELETTA CONSIGLIERA, ALLE ELEZIONI per PISAPIA SINDACO ci sarebbe stato un voto in più a favore de riconoscimento dello Stato della PALESTINA.
... Davide contro Golia, ... che la storia si  ripeta! Tanti miei amici israreliani, sono care persone, intelligenti ed oneste intellettualmente! Premessa necessaria per una CONVENIENTE PACE per TUTTI. Buon ritorno al lavoro a tutti VOI.
Adalisa, detta Lisa Innocenti
Mi farebbe piacere che la mia risposta potesse arrivare alla Sonego, dalle grandi qualità di lucidità ed autocriticità (con le altre). Aveva ragione lei: questa mutilazione è grave e negativa. Ritengo che sarebbe stato molto meglio che la Sonego non avesse tolto "le parti incriminate":
1. sono quelle che fanno semplicemente chiarezza storico-politica (ometterle significa favorire l'occultamento della realtà storica e politica);
2. soprattutto se il testo viene inviato al parlamento, vi costituisce un pericoloso precedente di auto-censura in favore dell'occultamento di realtà;
3. con la realtà si sottrare così responsabilità politica: i soggetti che occultano le violazioni internazionali devono essere fatti emergere con chiarezza ed isolati politicamente quando si agisce "per" la Palestina, essere controparte di battaglia politica.
Si è fatto un altro papocchio NOCIVO.
Flavia Lepre

Cara Anita, ti ringrazio di avermi mandato il tuo intervento in Consiglio Comunale, e mi rendo conto delle difficoltà che hai avuto a farlo approvare dal Consiglio. Ma io penso che un testo del genere, a cui hai accettato, per farlo approvare, la negazione della verità sull'oppressione israeliana, sulla stessa occupazione della terra Palestinese, giova solo alla politica infame del Governo italiano, la cui infamia è provata, oltre che dai discorsi servili e sciocchi di Renzi in Israele, dalla politica di cooperazione militare dell'Italia con le peggiori azioni di Israele." L'auspicio" del Consiglio Comunale di Milano, nella versione mutilata ed approvata, è cosa infima che sarà dovutamente disprezzata anche dagli italo-israeliani che abbondano nel nostro Paese e lo governano, ma è una prova che il servilismo caratterizza anche il nostro governo cittadino, che abbiamo eletto come "sinistra" ma in tutt'altro senso ha governato sinora, quasi alla fine del suoi mandato.
mail firmata

Approvo la versione finale della mozione per il valore che ha e per l'egregio risultato di mediazione che Anita Sonego ha ottenuto. Inoltre la formulazione è adatta allo scopo che si propone come altri, meglio di me, hanno espresso.Propongo che la stessa venga presentata in altre città così da influire maggiormente nella comunicazione e nei confronti del governo: mille fiori, appunto.
Chiara Macconi


Egregio dr. Ruggero Gabbai, senza alcuna intenzione di rinfocolare la polemica che ci ha visto protagonisti nel Giugno 2014 dopo la presentazione del libro di Livia Rokach in una sala comunale, non ho resistito alla tentazione di scriverle dopo avere letto il suo nome tra i contrari alla mozione approvata dal Consiglio comunale di Milano qualche giorno fa. Questa mozione si limita ad auspicare che il Governo italiano riconosca lo Stato di Palestina. Non solo, ma il testo iniziale di Anita Sonego ha subito modifiche con l’eliminazione di parti che, in buona sostanza, si limitavano a ricordare la necessità del rispetto del diritto internazionale. Nulla di “sovversivo” quindi. Grazie a queste modifiche il suo partito, il PD, ha approvato la mozione. Lei no, lei ha votato contro, nell’ottima compagnia di FI, Fratelli d’Italia e camerati vari.
Ha visto che ho fatto bene a rifiutare la sua proposta di incontro privato nel suo ufficio lo scorso anno per uno scambio di idee? Le scrissi che lo ritenevo tempo sciupato. Lei mi rispose piccato dicendo: “ Quando un essere umano crede che uno scambio di idee sia tempo sciupato ha smesso di immaginare un futuro e un mondo migliore”. Veda, io continuo a tal punto non solo ad immaginare ma a lottare per un mondo migliore che dedico gran parte del mio tempo solo a questo; la lotta per i diritti del popolo palestinese è solo una parte dell’impegno sul fronte della pace e della giustizia. Ho iniziato la mia attività, di volontariato si direbbe oggi, 17enne spalando fango dopo l’alluvione di Firenze e ho proseguito in quegli anni esaltanti e in quelli cupi seguiti, passando dal giovanile impegno civile a quello politico, contro l’imperialismo, il colonialismo e le guerre che ne sono strumento. Benchè comunista ateo (tuttora), collaboro volentieri con ambiti religiosi come Pax Christi, i Comboniani e in una occasione anche con la Curia di Como. Dico questo solo a dimostrazione della assenza di steccati e di preclusioni pregiudiziali da parte mia.
Ma come si fa ad avere uno scambio di idee con una persona che non vota una mozione così semplice ed elementare nei principi che afferma? Perfino il suo partito l’ha votata, sia pure nella versione edulcorata ! un partito che certamente non appoggia i diritti dei Palestinesi e che ha come segretario quel Presidente del consiglio che recentemente ha abbracciato e baciato con enfasi degna di miglior causa Netanyahu, ha tenuto un discorso alla Knesset in cui non è mai comparsa la questione palestinese e si è ben guardato dall’andare in Expo per la giornata della Palestina.
Di Renzi apprezzo però la schiettezza: diversamente da lei e da altri ha smesso di fingere di credere alla soluzione dei due popoli per due stati. E’ per uno stato unico: Israele. E se ancora non lo dichiara, lo dimostra chiaramente con i suoi comportamenti.
Si pone così in linea con la migliore tradizione sionista, quella dei padri della “patria”. Rinfresco alla sua memoria alcuni mirabili passaggi.
“Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle terre e l’eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba” (David Ben Gurion, maggio 1948, dalla biografia di Michael Ben-Zohar, New York , 1978).
E’ facile prevedere l’obiezione: stava parlando agli ufficiali dello Stato Maggiore e poi guardate il mese e l’anno, suvvia! E poi sembra che Ben-Zohar nel 2004 abbia smentito.
Questa obiezione non vale però per quanto da lui scritto nel 1937: “ Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti”. Israele doveva ancora nascere e Ben Gurion sta scrivendo al figlio Amos (Oxford University press, 1985).
Le madri della “patria” non sono da meno: "Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il loro Paese. Essi non esistono" (Golda Meir, The Sunday Times, 15/6/1969).
Il processo di colonizzazione della Palestina e di espulsione dei Palestinesi dalle loro case e dalla loro terra è, purtroppo, vicino alla realizzazione. Ma i Palestinesi resistono e molti sono solidali con loro. Non avete ancora vinto. Ed è passato quasi un secolo dalla dichiarazione di Balfour!
Ecco perché dà fastidio anche una piccola cosa come una mozione molto moderata.
E lei giustamente vota contro. Contro il suo partito, contro il diritto internazionale, contro l’etica e l’umanità. Questo è il suo modo di lottare per un mondo e un futuro migliore ? Che cosa ci saremmo dovuti dire nel Giugno 2014?
Distinti saluti - 22 Settembre 2015
Ugo Giannangeli
P.S. Questa vuole essere una lettera pubblica perché è una critica politica a una posizione politica.
Le istituzioni sono complici dei massacri e del genocidio incrementale operato da Israele. Non esiste informazione a riguardo. Ciò che viene messo in evidenza ogni volta che si parla di Palestina è, nel migliore dei casi, il dramma, la sofferenza, il dolore quotidiano dei palestinesi. Sulle cause si tace a livello sistematico. Sui provvedimenti da prendere anche. La narrazione della storia viene meticolosamente evitata. Pensate che le istituzioni di questa città appoggeranno la presentazione di libri come “Palestina. Gaza e l'industria israeliana della violenza”? (http://osservatorioiraq.it/cultura-e-dintorni/palestina-gaza-e-lindustria-israeliana-della) Oppure di "Sionismo: Il vero nemico degli ebrei"? (http://diegosiragusa.blogspot.it/2015/04/tradotto-e-pubblicato-il-primo-volume.html)
Gabriella Grasso



Pagine secondarie (1): delibera di S. Giuliano Terme
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