Il vero nemico degli ebrei

Incontro/dibattito a cura di Parallelo Palestina con la partecipazione del dott. Diego Siragusa e della politica ed ex-partigiana Lidia Menapace (Comitato Nazionale ANPI).

Questo dibattito intorno al libro di Alan Hart vuole aiutare a fare chiarezza sulla storia ebraica cogliendo l'occasione dopo le polemiche suscitate dalla presentazione romana.

E non si tratta solo di chiarire ma anche di rimuovere blocchi psicologici.

La pubblicazione è stata osteggiata così come la precedente opera tradotta da Siragusa e pubblicata da Zambon: "VIVERE CON LA SPADA".

Diego Siragusa è autore della traduzione e dell'introduzione.

Alan Hart, giornalista inglese, è stato corrispondente capo di Independent Television News, presentatore di BBC Panorama e inviato di guerra in Vietnam. Ha lavorato a lungo in Medio Oriente, dove, nel corso degli anni, ha conosciuto personalmente i maggiori protagonisti del conflitto arabo-israeliano. Le sue conversazioni private con personaggi quali, ad esempio, Golda Meir e Yasser Arafat gli hanno permesso di conoscere verità spesso taciute all’opinione pubblica.
Autore di una biografia di Arafat e della trilogia “Sionismo. Il vero nemico degli Ebrei” è fra i promotori dell’iniziativa “La verità sull’11 settembre”.
Hart è fiero di essere un pensatore indipendente e di non essere mai stato membro di alcun partito o gruppo politico. Alla domanda sul motivo del suo impegno, lui rispose: “Ho tre figli e, quando il mondo andrà in pezzi, voglio essere in grado di guardarli negli occhi e dire: non prendetevela con me. Io ci ho provato.”

Lidia Menapace, classe 1924, nell'aprile 2011 entra a far parte del Comitato Nazionale ANPI. Nata a Novara, staffetta partigiana in gioventù, ruoli importanti nella Federazione degli universitari cattolici (Fuci) prima di insegnare alla Cattolica di Milano, verso la fine del 1968 Menapace era autorevole esponente del mondo cattolico in fermento sessantottino. Divenne subito esponente di spicco del «manifesto». Un'anticipatrice su scuola, femminismo, non violenza, pacifismo, autonomia dei movimenti e altro ancora. Una indomita passione e disponibilità a discutere delle vicende della nostra storia. Trasferitasi a Bolzano, fu eletta consigliera provinciale per la Dc. Nel 2006 è stata eletta senatrice nelle liste di Rifondazione comunista. Dal 6 febbraio 2007 al 28 aprile 2008 ha ricoperto la carica di presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito. Nel 2009 Lidia Menapace si candida alle elezioni europee nella lista PRC-PdCI. Negli ultimi anni continua a scrivere, parlare, girare l’Italia rivolgendosi soprattutto alle giovani generazioni, un presente in prima linea con pacifisti e femministe per la difesa di una politica che fatica a mantenere responsabilità e onestà. Autrice di numerosi libri tra cui: Il futurismo. Ideologia e linguaggio (1968); L'ermetismo. Ideologia e linguaggio (1968); Per un movimento politico di liberazione della donna (1973); La Democrazia Cristiana (1974); Economia politica della differenza sessuale (1987); Né indifesa né in divisa (1988); Il papa chiede perdono: le donne glielo accorderanno? (2000); Resisté (2001) e Nonviolenza (2004); Lettere dal Palazzo (2007) Un anno al senato (2008).

Diego Siragusa è nato ad Alcamo. Ha studiato Filosofia laureandosi con una tesi su Karl Popper. Ha scritto tre volumi di poesie (Homo tripudians, Rebellato editore, 1982); L’uomo copernicano, 1984; La fanciulla di Vermeer, 1985); i libri di storia: Biella giacobina (1797-1801), 1989; Biella napoleonica, da Marengo a Waterloo, 1995; Quando i pesci volano e gli uccelli nuotano, 1997; Cercate l’Angkar (4° edizione, in collaborazione con Bovannrith Tho Nguon, Premio letterario “Firenze per le culture di pace dedicato a Tiziano Terzani”, 2007), Jaca Book/ ILGRANDEVETRO, 2004 (da questo libro il regista Giovanni Donfrancesco ha tratto il film-documentario “Oro splendente, ritorno in Cambogia); La botola sotto il letto, ILGRANDEVETRO, 2007; La festa di san Napoleone, Gruppo AlbatrosIlFilo, 2010 (I° edizione novembre 2010, I° ristampa maggio 2011), Il terrorismo impunito, Zambon editore, 2012. Ha tradotto da Leon Felipe, Ben Jonson, sir Philip Sidney, John Keats, Elisabeth Barret Browning, Gabriel Celaya, Erich Fried e Tony Harrison. Ha curato la mostra: Dai moti del 1821 alla prima Costituzione italiana del 1848. Insegna “Storia delle dottrine politiche”, “Storia del Risorgimento”, "Storia dell'imperialismo americano" e “Storia del conflitto israelo-palestinese” presso l’Università popolare di Biella. http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/269670/diego-siragusa/

RECENSIONI

Alan Hart, col suo agghiacciante e scorrevole racconto, rivelatore degli intrighi e dello sviluppo politico del sionismo, ha dato un contributo estremamente prezioso.”
Rabbi Ahron Cohen

La ricostruzione puntigliosa e documentata con cui Hart illumina le trame, gli inganni e i raggiri mediante i quali i sionisti coartarono il voto delle Nazioni Unite, e come costrinsero Truman ad appoggiare il loro progetto, nonostante la sua riluttanza, mette una pietra tombale su ogni pretesa di ‘ripulire’ il sionismo dalla cloaca in cui è sempre stato.”

Diego Siragusa

In questo straordinario libro, Alan Hart è riuscito a chiarirci i pericoli, immediati e a lungo termine, connessi al sostegno occidentale incondizionato verso il sionismo e le sue politiche oppressive contro i Palestinesi. L‘autore ci fornisce un‘esposizione agghiacciante di come questo abbraccio si è sviluppato e continua a mettere in pericolo l‘esistenza ebraica e alimenta l‘antisemitismo che rifiuta di scomparire. Motivato da una genuina preoccupazione per la pace in Israele e Palestina, e nel mondo in generale, Alan Hart ha scritto non solo un forte atto d‘accusa contro il sionismo, basato sulla ricerca e l‘esperienza personale, ma ci ha anche fornito una garanzia per un futuro migliore.“
Ilan Pappe, storico israeliano, autore de La pulizia etnica della Palestina

https://byebyeunclesam.wordpress.com/2015/07/16/sionismo-il-vero-nemico-degli-ebrei/




Brani tratti dal libro

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Ho continuato a dire che ciò che gli ebrei e i palestinesi avrebbero potuto fare insieme, in pace e in collaborazione, era la materia di cui sono fatti i sogni veri. Ho anche avuto il coraggio di suggerire che insieme, ebrei e arabi palestinesi avrebbero potuto dare al mondo una nuova speranza e nuove aspirazioni.

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Quello che ho cercato di scrivere, prima di tutto, è un libro che sia abbastanza completo, vale a dire che contenga una quantità sufficiente di informazioni di base e il contesto globale che consenta, soprattutto ai lettori non esperti, la cosiddetta ”gente comune”, vedendo come s’incastrano tutti i pezzi di questo complicatissimo puzzle, di dare un senso a ciò che sta accadendo in Medio Oriente e per quale ragione.

Poiché la comprensione reale è impossibile, senza un riferimento ad alcuni dei principali eventi del 20° secolo, il contesto comprende: due guerre mondiali, la rivoluzione in Russia, che mise fine a mille anni di monarchia e portò al potere i Comunisti, e la rivalità tra le superpotenze che ne è seguita, compresa l’oscenità della corsa agli armamenti (oscena perché ha inghiottito il denaro e altre risorse tra cui le capacità intellettuali che, in un mondo più civile e sano di mente, sarebbero state impiegate per combattere e vincere l’unica guerra che conta, la guerra contro la povertà globale in tutte le sue manifestazioni).

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Tuttavia, questo libro offenderà non solo i sionisti, ovunque siano, e i loro corifei nei media mainstream, ma anche molti di loro con incarichi nelle istituzioni politiche di quasi tutto il mondo, soprattutto quello occidentale cosiddetto democratico, ma anche il mondo arabo. (E' impossibile dire la verità sul sionismo senza dire anche la verità sull’impotenza dei regimi arabi). Ma io Credo che questo libro non dovrebbe rivolgere una offesa duratura a tutti coloro che vogliono davvero una pace giusta e sostenible, perché il mio vero scopo, al contrario di quanto a volte potrebbe sembrare, non e incolpare ma spiegare.


 
presidente dell'Anpi provinciale di Milano

 







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