La prevenzione: il vaccino

Cos'è e a cosa serve

Il vaccino contro il papilloma virus umano HPV conferisce alle ragazze cui viene somministrato una protezione quasi assoluta dalle gravi lesioni pre-tumorali del collo dell’utero, della vulva e dei condilomi. E’ costituito da particelle simili al virus, ma prive al loro interno del messaggio genetico responsabile della proliferazione incontrollata e tumorale delle cellule.

Pertanto, il vaccino contro il papilloma virus HPV conferisce un’ottima protezione verso almeno 2 o 4 tipi virali di papilloma virus, a secondo del tipo di vaccino utilizzato.

Probabilmente, il vaccino conferisce anche una protezione verso altri tipi di papilloma virus non inclusi nel vaccino grazie ad un fenomeno di reattività crociata. Il vaccino manifesta la sua maggiore capacità di indurre la produzione di anticorpi anti-papilloma virus tra i 9 e i 15 anni di età (“massima immunogenicità”), mentre la massima protezione contro le lesioni pre-tumorali indotte dal virus si osserva tra i 16 ed i 26 anni. L’efficacia protettiva è pari al 100% dopo un’osservazione di 5 anni; tuttavia il 30% dei tumori del collo dell’utero riconosce come causa un papilloma virus ad alto rischio diverso da quelli contro i quali il vaccino è protettivo (tipi 16 e 18).

E' un vaccino sicuro ?

E’ un vaccino sicuro, con minori conseguenze dopo la somministrazione. Può essere somministrato anche durante l’allattamento; sebbene in casi di gravidanza iniziata accidentalmente poco dopo la somministrazione del virus non si siano osservate malformazioni feto-neonatali superiori a quelle della popolazione non sottoposta a vaccinazione, tuttavia la vaccinazione è sconsigliata in gravidanza.

La somministrazione non è raccomandata dopo i 26 anni di età, poiché non ci sono dati sufficienti per garantirne la sicurezza in questa fascia di età.

In donne sotto i 26 anni che hanno già contratto l’infezione da papilloma virus, si ipotizza senza una dimostrazione certa che la vaccinazione conferisca un vantaggio, ciò perché molto spesso tali donne non contraggono l’infezione da parte di tutti i tipi virali (16, 18, 6, 11) contro i quali il vaccino tetravalente attualmente disponibile in Italia conferisce protezione.

E’ opportuno ricordare che la co-somministrazione di altri vaccini può ridurre l’efficacia del vaccino anti-papilloma virus. In donne immunodepresse o immunosoppresse, il vaccino può essere somministrato in sicurezza, tuttavia l’efficacia non è certa.

E’ necessario firmare un consenso prima della somministrazione.

Come viene somministrato dal sistema sanitario nazionale  

Il vaccino viene somministrato gratuitamente dal sistema sanitario nazionale alle ragazze nel corso del dodicesimo anno di età, ossia dal compimento degli 11 anni al compimento dei 12 anni. Al di fuori di questa fascia di età, il vaccino deve essere acquistato sotto presentazione di ricetta medica. In alcune regioni (Basilicata ad esempio), sono disponibili gratuitamente vaccini anche per altre fasce di età.

Il vaccino contro il virus del papilloma può essere somministrato fino ai 26 anni di età, ma in questo caso i dati sull’efficacia non sono ugualmente certi e la sicurezza non è garantita. Nelle donne che hanno già contratto l’infezione da papilloma virus, il vaccino può essere somministrato, ma non è terapeutico, né vi è la certezza di protezione verso altri ceppi virali.

Tuttavia si sospetta che la somministrazione possa essere vantaggiosa anche in donne che hanno contratto l’infezione, perché molto difficilmente esse hanno il virus del papilloma di tutti i tipi per i quali il vaccino conferisce protezione.

Il vaccino attualmente disponibile in Italia (novembre 2007) è commercializzato sotto il nome di Gardasil. La somministrazione del vaccino anti-papilloma virus avviene per via intramuscolare, in tre dosi refratte al tempo 0 e dopo due e sei mesi, entro un anno.

Si può somministrare in gravidanza?

Il vaccino non deve essere somministrato alle donne in gravidanza.

Gli studi sul vaccino non hanno dimostrato problemi particolari per la madre o per il feto, ma l’evidenza è limitata e sono necessari ulteriori studi.

Se una donna scopre di essere incinta dopo che ha fatto la prima dose di vaccino deve aspettare la fine della gravidanza prima di completare il ciclo vaccinale.
Pagine secondarie (1): Il test HPV
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