John Bonham


Biografia 

John Henry Bonham (detto BonzoRedditch31 maggio 1948 – Windsor25 settembre 1980) è stato un batterista britannico di musicarock.

È considerato uno dei più grandi e influenti batteristi della storia della musica rock[1][2][3]. Il suo stile, basato su un'alchimia di estro e aggressività, creatività e tecnica [4], ha contribuito a innovare il modo di concepire la batteria e le percussioni nella musica contemporanea. Gli otto album che compongono la discografia dei Led Zeppelin, caratterizzati dalle architetture percussionistiche di Bonham, costituiscono tuttora una delle basi su cui fonda la batteria nel rock moderno.

I primi passi nella musica 

Iniziò a interessarsi alle percussioni sin da tenerissima età, a suo dire per assecondare un istinto irrefrenabile che sentiva bruciargli dentro: le sue prime "vittime" furono le pentole di casa, fin quando suo padre non gli costruì una batteria giocattolo mediante lattine vuote di sali da bagno legate con fil di ferro.

Nonostante l'ambiente rurale dove crebbe, Bonham non trascurò mai la sua travolgente passione per i tamburi, anche a costo di venir meno a promesse fatte; quando la ragazza, Pat, rimase incinta, andò a vivere con lei in una roulotte: nonostante le avesse promesso di mollare la batteria per cercarsi un lavoro, pur iniziando a lavorare e persino smettendo di fumare per arrivare a sbarcare il lunario, continuò comunque a dedicarsi anima e corpo, con caparbietà quasi maniacale, al culto delle percussioni e alla personale idea di sound che andava ricercando.

Tra difficoltà varie, Bonham iniziò a suonare con varie formazioni blues locali e facendosi presto un nome nell'ambiente: non pochi furono gli ostacoli, comunque, perché il batterista veniva inevitabilmente ritenuto troppo rumoroso, e per un periodo i locali della sua zona giunsero addirittura a non far suonare "gruppi che avessero John Bonham alla batteria".

Suonando in gruppi sparsi, capitò più volte a Bonham di incrociare il suo vecchio amico Robert Plant al microfono: in particolare, questo avvenne con la formazione della Band Of Joy, uno degli ultimi gruppi in cui militarono assieme prima di essere portati nell'Olimpo del rock dalle geniali intuizioni di un turnista di belle speranze destinato a far strada, Jimmy Page.

La consacrazione e gli eccessi con i Led Zeppelin [modifica]

Nell'ottobre del 1968, i Led Zeppelin registrano in sole trenta ore il loro primo, fondamentale album. È l'inizio, per Bonham della scalata verso il successo più sfrenato.

Personaggio bizzarro, Bonham trascorse tutti gli anni settanta vivendo di eccessi. All'inizio della carriera, John era talmente mansueto che venne soprannominato "Bonzo" dal nome di uncane di un cartone animato; il lavoro con gli Zeppelin lo costrinse a vivere lontano dalla famiglia (che amava profondamente), e questo provocò in lui un vero shock, perché da ragazzo diperiferia inglese quale era, si ritrovò a essere una superstar sempre in viaggio e lontano da casa.

In particolare, fu per lui un duro colpo l'anno in cui gli Zeppelin andarono in esilio fiscale negli Stati Uniti a causa delle leggi economiche inglesi.

In breve, Bonham sviluppò a dismisura la sua già intensa dedizione agli alcolici, con risvolti a cavallo tra tragico e comico: i roadies e gli stessi membri del gruppo raccontano che, una volta ubriaco, il batterista era preda di violenti cambiamenti di personalità al punto da guadagnarsi il soprannome The Beast (La Bestia). A farne regolarmente le spese erano stanze d'albergo, locali, camerini e ignari malcapitati che osavano tentare di riportarlo in sentimenti: da un certo momento, gli altri membri del gruppo iniziarono a prenotare negli alberghi in cui si recavano delle stanze apposite, non note al corpulento batterista, dove trovare riparo in attesa che la sbornia gli passasse. Bonham non era solito rendersi protagonista di particolari danni, quando andava da solo per locali, dopo i concerti: semplicemente si sedeva a bere. I problemi cominciavano quando veniva seguito dalla banda dei "roadies", o accompagnato dal famigerato Richard Coletour manager factotum dei Led Zeppelin per dieci anni: risseorge, alberghi devastati, locali puntualmente sfasciati e depravazioni di ogni genere.

Per il resto John Bonham era un semplice ragazzo di campagna: come Keith Moon (il batterista "pazzo" degli Who) passava lunghe ore al pub del suo paese e amava molto le auto e lemoto: il suo garage poteva vantare decine di pezzi unici o rari, acquistati in giro per l'America e l'Inghilterra durante i vari tour del gruppo.

La morte [modifica]

Il 25 settembre del 1980, nel periodo in cui i Led Zeppelin stavano progettando il ritorno sulla scena, si reca, più ubriaco del solito, nella villa di Page a Windsor per le prove, durante le quali continuerà a bere. Essendo troppo alterato per continuare a suonare, viene trasportato in una stanza e lasciato là a dormire. Benji LeFevre (che aveva rimpiazzato Richard Colecome manager del tour dei Led Zeppelin) e John Paul Jones lo ritrovano morto la mattina successiva, soffocato dal suo stesso vomito.[5] Bonham aveva solo 32 anni.

La tomba di John Bonham a Rushock.

I Led Zeppelin, Jimmy Page in primis, decidono che senza di lui non possono andare avanti. Il 4 dicembre 1980 il gruppo dirama la notizia del suo definitivo scioglimento mediante il seguente comunicato stampa:

« Desideriamo rendere noto che la perdita del nostro caro amico e il profondo senso di rispetto che nutriamo verso la sua famiglia ci hanno portato a decidere — in piena armonia tra noi e il nostro manager — che non possiamo più continuare come eravamo. »

Dalla metà degli anni ottanta, il gruppo si è ritrovato in alcune rare occasioni: le circostanze hanno riguardato ragioni di beneficenza(come il Live Aid del 1985) con Phil Collins alla batteria, o di celebrazione (come per il quarantennale dalla fondazione della Atlantic Records, o per l'introduzione dei Led Zeppelin nella Rock and Roll Hall Of Fame), stavolta con Jason, il figlio di Bonham, dietro i tamburi.

John Bonham riposa nel cimitero della chiesa di Saint Michael, a Rushock.

Stile [modifica]

A parte la sua vita goliardica e ricca di eccessi, "Bonzo" è considerato come il più grande batterista di tutti i tempi, non tanto per la tecnica quanto per le innovazioni che ha portato in campo batteristico. Ha impararato a suonare ascoltando i suoi miti, tra cui Buddy Rich e Ginger Baker, e assimilando le sensazioni trasmessegli da oscuri batteristi che sentiva suonare in vecchi dischi soul.

La sua conoscenza musicale (dal punto di vista teorico) si ferma nel momento in cui inizia a suonare con i gruppi. Ecco uno spezzone da una delle sue rare interviste: "Agli inizi ero interessato alle partiture musicali ed ero abbastanza bravo e veloce nella lettura, ma quando cominciai a suonare con i gruppi feci l'enorme sbaglio di abbandonare lo studio. Credo che sia fantastico essere capaci di scrivere le proprie idee in forma musicale, ma credo anche che nella batteria il feeling sia molto più importante della mera tecnica: è fantastico suonare un triplo paradiddle… ma chi si accorge veramente che lo stai facendo? Se fai troppa attenzione alla tecnica, finisce che inizierai a suonare come ogni altro batterista. Credo che quello che conti veramente sia essere originale. Quando ascolto altri batteristi, mi piace poter dire "Wow… carina questa cosa, non l'avevo mai sentita prima!". Credo che essere te stesso come batterista sia molto più importante che suonare come chiunque altro".

Il suo stile era estremamente incisivo e, soprattutto, personale: il suo modo di approcciare la batteria in senso creativo e musicale ha rappresentato una svolta radicale nella musica rock, consacrando definitivamente il potenziale solista di uno strumento fino ad allora relegato, salvo rarissimi casi, a semplice mezzo di accompagnamento ritmico. Sebbene autodidatta, aveva una grande tecnica e ha creato dei grooves che risultano ancora attuali e che, a quasi quarant'anni di distanza, continuano a influenzare batteristi di ogni genere.

Racconta lo stesso Bonham come all'inizio gli capitasse molto spesso di rompere le pelli, per ottenere il suono che voleva. La svolta giunse quando scoprì che foderando l'interno dei suoi tamburi di carta stagnola riusciva a ottenere una maggiore risonanza, fin quando non trovò il suo modo per accordare le pelli e di colpirle con una certa inclinazione: così facendo riusciva a conferire estrema potenza al suono anche con un colpo di ordinaria intensità.

Il fattore dell'accordatura delle pelli e persino l'inclinazione delle bacchette durante l'assestamento del colpo sono senz'altro alla base del suono unico e perfettamente riconoscibile che Bonham produceva: come ricorda qualcuno che lo conosceva bene, "la batteria non c'entrava. Lo vidi una volta sedersi alla batteria del figlio, con una cassa da 18 pollici, poco più che un giocattolo: quando l'ebbe accordata e iniziò a picchiarci su, rimasi esterrefatto... era il suono dei Led Zeppelin, quello che sentivo uscire dai tamburi!"

È stato uno dei primi batteristi a usare tamburi con misure molto grandi (la sua grancassa aveva un diametro di 26 pollici, quasi 70 centimetri). Non aveva, per sua stessa ammissione, una particolare passione per i piatti, e nel primo periodo utilizzò addirittura un solo timpano da batteria. La cosa più particolare del suo set, però, erano i bongo nel primo periodo e timpani sinfonici successivamente, sempre collocati alla sua sinistra.

Aveva la grande capacità di saper passare da un suono potente e aggressivo (Dazed And ConfusedRock And RollImmigrant SongBlack Dog) a un tocco raffinato e melodico (avvertibile in brani come Since I've Been Loving You o The Lemon Song). Il groove eseguito nel brano Fool In The Rain è stato (ed è tuttora) oggetto di studio da parte di molti batteristi, per il suono espresso in maniera ben curata, considerato innovativo per i suoi tempi.

Celeberrima inoltre Moby Dick, brano strumentale dove Bonham esegue un assolo di batteria divenuto leggendario. Tale assolo divenne da subito uno dei momenti cardine nelle eccezionali esibizioni dal vivo dei Led Zeppelin, tanto amato dai fans al punto da risultare una delle poche presenze fisse nelle scalette durante l'intera storia del gruppo: la ragione di ciò, prima che nella teatralità delle sue costruzioni tamburistiche, è da riscontrarsi principalmente nell'armonia, nella timbrica e nell'inconfondibile sonorità che conferiva alle sue improvvisazioni, fino ad allora ritenute impensabili da concepire con uno strumento dal suono "sordo" come la batteria. Ottime testimonianze dell'incredibile impatto visivo, oltre che sonoro, del batterista, sono contenute nei video The Song Remains the Same e nel recente Led Zeppelin DVD (2003), da cui emergono con sconcertante evidenza la sua creatività e la sua musicalità, prima che la sua tecnica: proprio in virtù di questo concetto accadeva spesso che Bonham, nella furia dell'improvvisazione, gettasse via le bacchette e continuasse picchiando a mani nude tanto sulle pelli quanto sui piatti per conferire uno stile più percussivo al suo sound.

La grande innovazione concettuale apportata da "Bonzo" risiede proprio in questo: il suo modo unico di concepire la percussione, incentrata per la prima volta sul timbro e sullamusicalità del colpo stesso, oltre che dell'insieme, ha delineato gran parte degli stili caratteristici della batteria moderna e se al giorno d'oggi si parla molto di generi come l'hard rock e delle sue numerose diramazioni, gran parte del merito è suo.

Curiosità [modifica]

  • Durante il primo tour dei Led Zeppelin, Bonham prese in considerazione l'ipotesi di munire la sua batteria di doppia cassa. A farlo desistere dal proposito furono gli altri membri del gruppo dopo appena qualche prova, quando divenne evidente che il suono prodotto dal nuovo asset della batteria avrebbe completamente coperto quello degli altri strumenti.

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