15

Sul valore dell’osservanza della regola, con indicazioni pratiche (letture, contegno personale, tempo di malattia, uso dell’italiano) - Opportunità dell’animazione vocazionale e suo impegno per la formazione delle missionarie.

 

La persuasione vera e costante che Dio voglia quest’Istituto, mi dà fiducia d’averle a vedere un giorno Missionarie operose sparse per gran parte del mondo. Acciò per tanto non venga anche meno in loro il fervore, per ravvivare la memoria di queste regole, ogni assistente delle case le farà leggere ogni mese, e non tollererà che contro di esse insorga abuso o mancanza di sorta alcuna, essendo l’esatta osservanza sempre l’unico mezzo per far intraprendere ad ogni Missionaria un tenore di vita regolata e perfetta e farla profittare nello spirito, a servizio di Dio, per il bene delle anime.

1. Non si vieta l’aver libri di divozione, o confacenti a studii fatti, ma all’ingresso devon farli vedere alla Superiora.

2. Il vestire sarà per tutte uniforme. Non vi si scorgerà in esso né attillatura, né affettazione, né sordidezza, ma grande modestia e pulizia, quale indizio della mondezza dell’anima.

3. Ogni Missionaria avrà l’attenzione di conservare la decenza e pulizia nella capigliatura, senza però affettazione alcuna o vanità. Porterà ciascuna la fronte totalmente scoperta e sgombra da’ capelli: la testa insomma bene assettata senza ambizion di sorta. In questo invigilerà la Assistente, ed in caso di disubbidienza correggerà.

4. L’ammalata sarà obbediente a quanto le verrà ordinato dal medico, come a chi l’assiste, senza che sia necessario d’impiegare preghiere, o minacce, per farle prendere i medicamenti o soffrire le operazioni prescritte, dovendosi fare un’offerta al Signore della ripugnanza che naturalmente si prova, e dare esempio in ciò di pazienza e pietà a chi venisse a visitare.

5. Siccome la lingua italiana fra noi è affatto necessaria per una missionaria, dovendo usarla parlando colle persone, perciò le Missionarie tutte, tanto coll’assistente e altre Superiore che fra loro stesse, parleranno sempre Italiano, affinché imparar possano e li termini proprii della lingua, e l’accento medesimo per quanto sarà possibile. Constando poi dall’esperienza che da tale inosservanza si usano parole e vocaboli non troppo convenienti, così sarà castigata chi non parla Italiano.

* * *

Questi sono i sentimenti che istillano le Missionarie e che da loro riportano dopo alcun tempo che le figlie le frequentano. Qual merito adunque sarà egli mai, se fra tante opere buone, da’ parrochi e da altre zelanti persone praticate, compiute, questa si distinguesse, di promuovere le Missionarie? Di qual gloriosa ricompensa e consolazione non si renderia degno chi aiutasse a facilitare il mezzo per seguire la vocazione di entrare nelle Missionarie a vantaggio delle anime?

A Dio riescono tali aiuti non solo graditi ma son di un merito maggiore, massime avuto riguardo a’ correnti tempi, nei quali degradata al sommo e negletta la cristiana educazione, sono sempre pochi gli operai che uniscano in sé le qualità necessarie: pregar si dee da tutti istantemente Iddio a chiamare e inviare Missionarie, ed anco cooperare con efficacia a sì santo e nobil fine.

In tale stato di cose perciò, nel mentre che confido di sentire raccomandato il buon esito dell’opera, non isfugge per certo dalla mia considerazione quella maggior sollecitudine, e quella particolare attenzione altresì, che tutto occupar dee l’animo mio per ciò che riguarda l’educazione delle Missionarie; ad oggetto però che risplendano nelle stesse effettuate così nobili idee, resta indispensabile dover mio, dopoché Dio provvide, di vegliare assiduamente alle qualità e motivi di loro vocazione a questo stato, nonché alla direzione de’ loro costumi e talenti, onde sufficientemente istruite nelle lettere - e molto più nella scienza dei santi di giorno in giorno avanzandosi - arrivar possano finalmente a produrre quei frutti, che a ragione ne attende e che da esse giustamente esige la vocazione.

Esse risvegliarono in me sollecitudine, tenerezza e zelo a proporre loro una regola, giusta la quale uniformando la propria condotta parrà ad esse facile il giungere presto all’acquisto delle virtù analoghe al loro stato, per proprio ed altrui vantaggio. Le regole di cui parlo sono presentate a Propaganda adattate alle circostanze dei tempi, discrete, osservande da tutte, affinché ponderando il fine dell’Istituto, le doti e prerogative che domandar debbono le persone dedicate a Missionarie, confrontar possano le proprie azioni e condotta con tali regole.

(Aut. 208)


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17

Comments