Linda e Benedetta

 

Ad ottobre 2011 sono andata in Sicilia e ho conosciuto Linda, che mi ha raccontato la sua storia sorprendente, segnata dal dolore ma piena di coraggio e di speranza.


La nascita di Benedetta


Linda è una trentaquattrenne che vive a Modica (Ragusa), mamma di Benedetta che oggi ha 8 anni. All’inizio del 2003, quando si trovava all’ottava settimana di gravidanza, Linda ha contratto la toxoplasmosi. I parenti e gli amici le avevano consigliato un aborto terapeutico, ma lei con coraggio e caparbietà decise di continuare la gestazione.

La zia suor Agnese, religiosa delle Figlie di Maria Missionarie, ha iniziato a pregare il suo fondatore Padre Giacinto Bianchi e ha chiesto preghiere alle consorelle, molte delle quali ricordano tuttora di aver pregato affinché la bimba nascesse sana.

Il 13 agosto 2003 mediante parto cesareo nacque una bambina perfettamente sana, cui fu dato il nome di Benedetta. Ma durante il parto i medici si accorsero di una massa tumorale in zona pelvica, ma senza toccarla né informarne Linda suturarono il taglio cesareo e dopo tre giorni dimisero la puerpera.

Nonostante questa situazione, la gravidanza si era svolta regolarmente, senza alcuna conseguenza né deformazione della testa del feto che poggiava sulla massa tumorale.

 


La manifestazione della malattia


Il 21 agosto 2003 Linda accusa febbre altissima provocata da setticemia e viene ricoverata al CTO Firenze-Careggi, Reparto di ortopedia oncologica ricostruttiva, primario professore Rodolfo Capanna.

Precedentemente a questo ricovero successivo al parto, non si era manifestato alcun sintomo acuto sotto forma di dolore o altro, se non un blando fastidio alla gamba sinistra scambiato per una lieve forma reumatica dovuta al tipo di lavoro agricolo che svolgeva. Presumibilmente all’epoca il tumore era già presente da circa due anni.

A Firenze le vengono effettuati approfonditi controlli: il 19 settembre 2003 le viene praticata una prima biopsia e il successivo 14 ottobre, in seguito ad altra biopsia, le viene diagnosticato un sarcoma di Ewing al IV stadio, che aveva già corroso la branca ileo-ischio-pubica sx per circa 16 cm e sviluppato metastasi ai polmoni e al fegato. I medici non le danno più di tre mesi di vita.

Trasferita presso l’Ospedale Santa Chiara di Pisa, viene sottoposta a quattro cicli di chemioterapia di 8 giorni ciascuno.

Nel frattempo erano riprese le preghiere a Padre Giacinto Bianchi da parte delle Figlie di Maria Missionarie, poiché la vita di Linda era seriamente in pericolo.

Il 17 febbraio 2004 viene sottoposta ad operazione chirurgica per l’asportazione con resezione totale della branca ossea ileo-ischio-pubica sx. Dopo altri quattro cicli di chemioterapia, il 30 giugno 2004 le viene effettuato il trapianto del midollo, che attecchisce dopo soli 13 giorni di degenza rispetto ai 40 previsti. Il 17 luglio 2004 viene dimessa. Fino a dicembre 2004 si sottopone a numerose sedute di radioterapia.

Linda ha sopportato e reagito bene ad ogni intervento effettuato.

 


Un primo recupero


Tornata a casa, Linda iniziò sedute di fisioterapia e poté contare sul sostegno dei familiari e soprattutto si fece forte del suo amore a Benedetta. Affermava ripetutamente: «Non voglio che mia figlia resti orfana».

Terminata la radioterapia a dicembre 2004, già nel gennaio successivo Linda era in grado di riprendere a camminare autonomamente e di guidare l’automobile. Riteneva di aver recuperato la salute.

In questo periodo aveva iniziato a recuperare la propria dimensione spirituale riavvicinandosi alla fede. Ha raccontato che quando i medici “aprirono le mani” per dirle che ben poco le restava da vivere, lei si è consegnata nelle mani di Dio dicendogli con tutta la sua convinzione: «Sia fatta la tua volontà». Da quel momento ha lentamente iniziato un ritorno alla fede, dapprima riprendendo il suo rapporto intimo, a tu per tu con Dio, poi tornando a frequentare la Chiesa. I primi tempi si recava in una parrocchia distante da casa, quasi per sfuggire alla pietà che vedeva negli occhi di quanti la conoscevano. Poi è riuscita ad accettare la sua nuova condizione di diversamente abile ed è voluta rientrare nella sua parrocchia di Maria Immacolata, dove aveva ricevuto il battesimo, la prima comunione e la cresima.

 


 Ricaduta e guarigione


Ad aprile 2006 si manifesta una nuova insorgenza della patologia tumorale con metastasi alla dorsale L11. Linda rimane paralizzata e ricomincia sedute di chemio e radioterapia.

A gennaio 2007 da un esame TAC di controllo all’Ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa risultano altre lesioni nodulari con metastasi polmonare bilaterale.

Il 28 febbraio 2007 viene sottoposta ad un’operazione in sternotomia. Da una TAC successiva si evidenzia che l’intervento non ha avuto esito positivo, poiché le lesioni nodulari nel frattempo sono triplicate. Le vengono perciò somministrati due cicli di chemioterapia sperimentale, ma senza apprezzabili risultati. Nel giugno 2007 viene dimessa poiché non sono disponibili ulteriori cure.

Si rivolge quindi all’Ospedale Cannizzaro di Catania, dove si  conferma che nel polmone destro, il più colpito, c’è bisogno di una toracotomia per rimuovere quasi il 40% del polmone in cui sono presenti molteplici formazioni metastatiche nodulari, così viene sottoposta ad intervento chirurgico il 19 luglio del 2007.

Lintervento riesce, anche se avvengono alcune complicazioni. La chemioterapia l’ha resa debole, e un emocromo non proprio eccellente le causa un emorragia; a causa di ciò i punti di sutura non reggono e avviene un pneumotorace, che prolunga la degenza ospedaliera fino al 10 agosto. Viene dimessa e rinviata ad un ulteriore esame TAC dopo circa un mese, in vista del futuro necessario intervento chirurgico tramite toracotomia al polmone sinistro, anche questo compromesso. Inspiegabilmente dall’esame TAC del settembre 2007 si riscontra che non solo le metastasi al polmone sinistro si sono ridimensionate ma addirittura qualche nodulo è scomparso:il tutto senza alcuna terapia chemioterapica.

Il dottor Tommaso Nicolosi dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, che l’aveva operata nel luglio precedente, è incredulo e rimanda Linda ad effettuare un altro esame TAC di controllo a dicembre 2007. L’esito è sorprendente: nessuna traccia di metastasi polmonare. Da lì continuano i controlli prima mensili, poi bimestrali ed ora trimestrali, ma da luglio 2007, dopo l’ultima operazione chirurgica, ad ora non c’è stata più ripresa di malattia.

 


La riscoperta della fede


Nel frattempo Linda ha continuato il suo cammino di fede. Verso la fine del 2008 un’amica della parrocchia le chiede di iniziare una formazione per diventare catechista e lei accetta volentieri. Tuttora svolge con gioia questo servizio nella parrocchia di Maria Immacolata a Modica. Ripensando alla sua esperienza, oggi afferma: «Ogni giorno comprendo sempre meglio ciò di cui prima neanche mi accorgevo, poiché la mia vita era vuota e insicura. Ora sono grata a Dio, percepisco la sua presenza e a volte penso che Lui agisca anche per vie traverse, nel mio caso la malattia. Non vuole punire ma forse mettere alla prova, per vedere quanto è forte la voglia di vivere».


Come Figlie di Maria Missionarie, con le nostre preghiere affidiamo questa cara persona all’amore di Dio. Attraverso l’intercessione del nostro Fondatore, il venerabile Padre Giacinto Bianchi, continuiamo a chiedere che Linda possa definitivamente guarire.

  

Suor Antonietta Papa, novembre 2011.

 


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