C. Pini

Spett.le

SINDACO COMUNE di CAMOGLI


Via XX Settembre

16032 CAMOGLI



Oggetto: Osservazioni al Piano particolareggiato di iniziativa pubblica – zona ex scalo ferroviario di cui alla delibera n. 145 del 10 Dicembre 2009.



Il sottoscritto PINI Carlo Paolo, residente a Camogli in Via N. Cuneo 7/12, in relazione all’oggetto osserva quanto segue,


Premessa

Svariate volte, nel corso della mia attività professionale, faccio il quadro direttivo di una azienda petrolifera, mi sono trovato a contrastare piani simili e devo ammettere che, seppur puntualmente in opposizione agli interessi dell’azienda che rappresento, essi avevano – tutto o parte - sempre finalità di evidente interesse collettivo, di volta in volta tese al miglioramento della fruibilità di servizi pubblici, viabilistici, residenziali, vogliasi tutto questo insieme.

Con mio grande stupore e concreta tristezza, ho dovuto viceversa registrare l’incubazione di questo progetto a mio modo di vedere oltremodo dannoso per il bene di Camogli, che in un colpo solo riesce ad essere complessivamente opaco in quanto:

- architettonicamente improponibile;

- funzionalmente scarso (pressochè inutile) per il bene pubblico in senso stretto;

Detto questo, eccovi le mie osservazioni:


  1. le volumetrie del progetto proposto causano un danno grave ed irreparabile al mio appartamento sito in Via Nicolò Cuneo 7 int. 12, ed al condominio “Il Montone” tutto: in altre parole lo declassano irrimediabilmente, deprezzandolo, venendo meno la preesistente cornice architettonica di palazzi tardo ottocenteschi e liberty, di pregevole fattura, decorosamente conservati e puntualmente manutenzionati dalle rispettive proprietà e tutto il contorno, affine, circostante;

  2. il progetto proposto incombe in maniera innaturale sugli edifici prospicienti la Via N. Cuneo, ed il fatto che questi vengano pretestuosamente definiti nella relazione tecnica del progettista “di nessun pregio”, non fa che peggiorare ulteriormente la situazione di tutto il comprensorio e della mia proprietà in particolare;

  3. gli elaborati di progetto che ho potuto visionare sterminano di fatto l’unico polmone verde del centro cittadino, e le promesse ripiantumazioni non sortiscono neppure lontanamente l’effetto – di scenario e funzionale – altrimenti detto; potete immaginare di far giocare i vostri bambini, d’estate, sul lastrico dell’eliporto (vi informo che così è stato ribattezzato il volume “pubblico” sotto via Fratelli Rosselli), mentre si arrostiscono al sole?

  4. l’indicibile stravolgimento delle caratteristiche urbanistiche prevalenti – con le proposte soluzioni architettoniche di progetto, alieno dal considerare il contesto preesistente, e l’aumento sproporzionato dei volumi edificati – ( mi riferisco alle circostanti Via F. Rosselli, P.zza Matteotti, Via C. Colombo, Via N. Cuneo) – è causa di un danno grave ed irreparabile alla mia proprietà precitata ed a tutte quelle circostanti;

  5. le opere di scavo, rimozione e trasporto dei materiali di risulta, palificazioni etc dei box e dei posti auto sottostanti, secondo i dettagli di progetto che ho potuto visionare, per effetto della natura del sottosuolo che emerge dalle perizie geologiche allegate alla documentazione resa disponibile, sono origine di gravi rischi statici per le strutture edificate a confine, e quindi anche per la mia proprietà (come insegna puntualmente la storia dei contenziosi in corso ove si scava indiscriminatamente e si edifica nei centri abitati ed in fregio a costruzioni limitrofe);

  6. le emissioni all’atmosfera provenienti dai box e posti auto interrati, vieppiù nella pletorica consistenza prevista dal progetto sono fonte di danno grave ed irreparabile per la mia proprietà e per l’ambiente tutto circostante;

  7. la struttura ad L prevista dal progetto causa un peggioramento (noto come “effetto anfiteatro”) delle emissioni acustiche della linea ferroviaria; l’effetto è destinato a moltiplicarsi data la presenza del muro di contenimento lato nord, con fonoriflessioni non altrimenti contemplate negli elaborati di progetto che non prevedono alcuna barriera fono assorbente;

  8. l’edificazione di tali volumetrie all’interno della fascia di rispetto di una linea ferroviaria attiva - notoriamente sovraccarica, specie nottetempo, di convogli merci, unita alle attuali velocità di esercizio ed al proliferare di merci pericolose trasportate via rotaia, tenuto conto del tratto non rettilineo della linea e della limitrofa galleria – appare francamente priva di senso sotto il profilo della sicurezza.


Ritengo che l’amministrazione locale attenta al bene del paese affidatole, avrebbe dovuto e potuto mettere in atto altri strumenti per risolvere la percepita carenza di posti auto privati ed a rotazione, ove il problema di Camogli fosse effettivamente questo, ed a mio parere non lo è, senza operazioni societarie azzardate, se non dubbie, finanziariamente rischiose per la municipalità e dunque per il cittadino contribuente.


Stante, oltretutto, il crescere nell’opinione pubblica di un movimento di totale avversione al progetto proposto – contrassegnato equivocamente sino a poco tempo fa nei programmi elettorali sotto il poco intelleggibile capitolo generico della “Riqualificazione dell’area ex scalo ferroviario”- colgo l’occasione per invitarvi a modificarlo in radice, limitandolo casomai alla sola parte interrata, da riallocarsi comunque altrove entro la superficie interessata, ed eventualmente anche all’edificazione fuori terra di un solo edificio, di volume contenuto entro la ragionevolezza, ossia senza gli stravolgimenti morfologici che ci proponete e di cui nessuno ne avverte a Camogli l’esigenza, congruo con l’architettura circostante ed in particolare con il rinnovando Teatro Sociale, la cui progettazione andrebbe assegnata secondo il criterio di una gara internazionale.


Distinti saluti.



Camogli, 27 gennaio 2010.                                             Carlo Paolo Pini
 
Fonte: Carlo Pini.
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