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Il mio originario proposito era quello di scrivere un libro che evitasse di affrontare lo spinoso argomento dell’attuale situazione politica dell’Iran, cui sono stati dedicati molti altri volumi specifici. Man mano che il tempo passava però, ho capito che, per poter dare un’idea reale (‘in bianco e nero’) del paese, sarebbe stato impossibile non parlare delle aberrazioni a cui è sottoposta la vita quotidiana nella repubblica islamica. Vivere per la prima volta in vita mia in un paese governato da una dittatura, e per giunta di natura religiosa, è stato per me per vari versi sconvolgente, ma mi ha anche fatto capire fino in fondo, aldilà di ogni retorica, quanto abituati noi tutti siamo a considerare scontato il diritto alla democrazia.

Come non ci si può fare un’opinione dell’America guardando soltanto i film di Hollywood, così credo che non si possa capire l’Iran leggendo solo libri sulla rivoluzione islamica. Ho cercato quindi, al contempo, di introdurre il lettore alla splendida cultura persiana, di solito prendendo un episodio della vita reale come occasione per approfondirne, uno per volta, gli aspetti. In questo mi sono spesso lasciata guidare dai legami realmente esistenti tra pittura, calligrafia, tappeti, musica, giardini, e così via dicendo. Spero che il messaggio finale del mio lavoro sia un invito a visitare un paese che sicuramente va annoverato fra i più interessanti del mondo.

Non avrei potuto mai raccogliere molte delle mie informazioni senza la collaborazione dei miei numerosi amici iraniani, la cui gentilezza e disponibilità non potrò mai dimenticare, e particolarmente senza i miei studenti Reza e Mansur. Ho usato la mia esperienza personale come punto di vista privilegiato, ma non avrei potuto né ‘sopravvivere’ nella repubblica islamica né scrivere questo libro, se la gente, fin dal primo giorno della mia permanenza, non fosse sempre stata così straordinariamente premurosa nei miei riguardi.

E’ stato inevitabile per me collegare automaticamente tutto ciò che vedevo con altri posti e altre culture che ho conosciuto, spero che il lettore non troverà inutili tali osservazioni.

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