Digitale: il futuro della radiologia

      di Carlo Saba

 

      Medico Radiologo, Direttore sanitario Diagnostica per Immagini Gruppo Medico, Iglesias

La comparsa sul vasto mercato delle fotografie della metodica digitale ha reso palese per tutti la possibilità di gestire le immagini in modo diverso. Oggi non è più indispensabile il supporto cartaceo, la foto viene registrata su CD oppure direttamente archiviata nel computer e viene eliminato il supporto plastico per l’acquisizione (pellicola) e il supporto cartaceo per la registrazione. Pellicola, sviluppo e carta hanno sempre appesantito i costi nella fotografia tradizionale rendendola meno fruibile ad un pubblico vasto. Il caro vecchio album fotografico rimane sempre in voga ma il suo utilizzo è riservato a chi ha piacere di sfogliare alla vecchia maniera i ricordi di famiglia.

Le fasi di acquisizione su pellicola e lo sviluppo vengono eliminate in quanto l’immagine viene subito registrata su supporto elettronico e archiviata sul computer o su CD; questa immagine rimane virtuale fino a quando non si decide di stamparla eventualmente sul supporto tradizionale cartaceo.

Il campo delle immagini mediche si è avvalso sempre più pesantemente di questa metodica e diversi ospedali sono già “filmless” (senza pellicole radiografiche).

Le grandi multinazionali che producono pellicole per registrazione di immagini mediche sono concordi nel prevedere una forte riduzione della domanda nei prossimi anni che avverrà contestualmente ad un forte incremento del mercato del software e del materiale informatico in genere.

Ma cosa succederà all’atto pratico nella vita di tutti i giorni di un ambulatorio radiologico ospedaliero o non?

Cosa cambierà per il medico radiologo e per il cittadino che fruisce della sua prestazione?

Quali saranno i vantaggi di questo cambiamento?

Nel campo radiologico ci sono apparecchiature che nascono digitali e producono immagini digitali (TAC, RMN ed ECO), ce ne sono altre che nascono analogiche ma possono essere digitalizzate (RX tradizionale, Mammografia); la tendenza attuale è quella di produrre esclusivamente immagini digitali che come vantaggio immediato permettono l’eliminazione del trattamento chimico delle pellicole: la camera oscura viene eliminata insieme agli acidi (sviluppo e fissaggio) il cui stoccaggio e smaltimento comportano diversi problemi logistici ed organizzativi.

L’immagine prodotta è praticamente un file che noi possiamo esaminare, trasmettere o archiviare in modo molto semplice.

Il medico radiologo non starà più di fronte al negativoscopio ma di fronte ad un monitor e ad un computer che gli permetterà di interagire con le immagini ingrandendole a piacimento e modificandone la luminosità ed il contrasto; ciò faciliterà notevolmente il suo lavoro.

Il paziente ambulatoriale dopo l’effettuazione dell’esame riceverà il referto cartaceo e l’immagine su CD mentre per quanto riguarda il paziente ricoverato le immagini verranno trasmesse al reparto di provenienza attraverso la rete interna dell’Ospedale.

Il primo vantaggio è nella esecuzione dell’esame di diagnostica tradizionale: non esisteranno più esami sovraesposti o sottoesposti perché già la macchina ottimizza l’acquisizione del file immagine in modo da ridurre al minimo le esposizioni sbagliate.

Altro vantaggio è per il medico radiologo il cui lavoro verrà facilitato dalla possibilità di interagire con l’immagine come detto prima ma anche dalla possibilità di accedere ad un archivio on line degli esami precedenti per eventuale confronto.

Il medico del reparto di degenza ospedaliero avrà anch’esso la possibilità di accedere via intranet (la rete interna dell’Ospedale) alle immagini ed all’archivio dei suoi pazienti. La stessa cosa potrà fare il chirurgo in sala operatoria dove i vecchi negativoscopi verranno sostituiti da monitor su cui si potranno rilevare misurazioni molto precise che possono essere importanti in certi campi come l’ortopedia.

Il paziente ambulatoriale se ne andrà dalla Radiologia con un dischetto non modificabile e saprà che in qualunque momento potrà richiedere la stampa del suo esame anche se effettuato anni prima.

Quanto detto giustifica abbondantemente il passaggio al digitale ma il risultato più importante è che questa trasformazione porta un vantaggio economico notevole nella gestione di un reparto ospedaliero di radiologia.

Con un calcolo molto grossolano il costo per la completa trasformazione digitale di una Radiologia Ospedaliera viene ammortizzato con il risparmio della spesa delle pellicole radiografiche per un periodo che va da < xml="true" ns="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" prefix="st1" namespace="">0,8 a 1,5 anni. Oltre questo periodo il non acquisto delle pellicole si trasforma in un utile netto. Si tratta di cifre che per una A.S.L. di piccole dimensioni possono arrivare a un milione di euro/anno di risparmio.

Il futuro, che in molte strutture è già presente, ci offre la possibilità di trasmettere le immagini criptate attraverso internet per cui il paziente si presenterà nella struttura radiologica per essere sottoposto ad esame e andrà a ritirare il CD nello studio del medico che ha prescritto quell’esame, alcuni medici potranno effettuare la reperibilità radiologica di diversi ospedali senza spostarsi, esisterà la possibilità di consultare a distanza un particolare specialista e ancora non sappiamo quali saranno domani tutti gli sviluppi di questa trasformazione.