Il gruppo Solidarietà compie 4 anni
e li festeggia con A.A.

      di Ylenia Corrias

 

      Educatrice, Pedagogista in formazione, Associazione Albeschida, Carbonia

Il 9 aprile 2008, il “Gruppo Solidarietà” insieme ad alcuni membri di “Alcolisti Anonimi” si è riunito presso il Centro di Salute Mentale dell’ospedale Sirai di Carbonia, in occasione del 4° anniversario della sua fondazione.

Il Gruppo Solidarietà nasce nel 2001 come gruppo di autoaiuto, requisito fondamentale per farne parte è l’ammissione di una dipendenza, nonché la volontà di divenirne membro e mettere in gioco se stesso. Ognuno può esprimere liberamente la propria opinione nel rispetto del prossimo e gode della partecipazione non solo fisica ma anche emotiva degli altri membri del gruppo.

Durante l’incontro, il primo saluto è stato rivolto da Alessandro Floris, conduttore del gruppo, che ha spiegato come la parola “strada”, intesa da molti come un terreno che mette in comunicazione luoghi diversi, per i membri del Gruppo rappresenti metaforicamente la propria vita. Intraprendendo “questa strada” si fanno degli incontri attraverso i quali si collezionano esperienze positive e negative. Tutto ciò permette, passo dopo passo, di dare un senso alla propria vita e costruire il proprio percorso.

Chi è membro del gruppo si prende cura innanzitutto di sé stesso e secondariamente degli altri. Si segue infatti il principio del “prendersi cura” che, insieme allo “stare” e al “fare”, rappresenta un cardine dell’attività del Centro Diurno diretto dal Dott. Antonio Cesare Gerini. La parola cura – ha precisato il Dott. Gerini - non dev’essere necessariamente recepita come terapia farmacologia o psicoterapica ma deve riferirsi in primo luogo all’attenzione, all’ascolto, al sostegno per se stessi e per l’altro. Ciò viene messo in pratica proprio al C.S.M. dove si và al di là dei ruoli professionali e ogni individuo è considerato risorsa in grado di cooperare e collaborare al miglioramento della propria qualità di vita e di quella delle persone che gli stanno accanto.

La parola è stata presa successivamente da M., veterana dell’Associazione Alcolisti Anonimi. Tale associazione è composta esclusivamente di alcolisti che, raggiunta la sobrietà, aiutano chi è ancora dipendente dall’alcol. Chi si impegna in tale attività non percepisce alcun compenso economico ma riceve come ricompensa la sobrietà, considerata importante per recuperare e migliorare il proprio stile di vita, gli affetti, in generale la serenità. Il metodo utilizzato è quello dell’auto-mutuo-aiuto e il programma di recupero è conosciuto come “Metodo dei Dodici Passi”. M. ha raccontato come tale associazione sia per lei motivo di gioia e come la appaghi il sapere che la propria testimonianza possa dare conforto a chi si trova in difficoltà. La sua lunga esperienza fatta di soddisfazioni e delusioni, le ha permesso di incontrare diverse persone con le quali ha condiviso e condivide sia la propria esperienza che le esperienze di “altri amici”.

La sobrietà e pertanto la serenità, conquistata vivendo il presente, la giornata, è la meta verso cui tendere in modo da poter stare bene da soli e con gli altri.

La serata si è poi conclusa con il breve intervento di coloro che hanno manifestato il desiderio di mantenere la sobrietà, indispensabile per vivere coscientemente la propria vita e godere delle proprie conquiste.

Anche se il gruppo “allargato” era composto da persone che perlopiù non si conoscevano, si poteva percepire nell’aria una forte emotività, che ha momentaneamente regalato ai presenti una sensazione al confine tra serenità e appagamento. Il dialogo ha istituito un nesso preciso tra chi esponeva la propria vicenda e chi ascoltava. Lo stretto legame emotivo che ha unito il gruppo  ha portato ciascun membro, grazie ad un meccanismo di identificazione, a provare come proprie le emozioni altrui.

La condivisione del tempo ha fatto da sfondo al confronto e allo scambio di medesime esperienze, alla comunione di emozioni e stati d’animo.