No Pip (La scultura di sé)
Filosofia, Psicologia, Sessuologia, Politica...no pippe !

"Il tramonto dei gay (e la morte dell'etero)", il primo libro di Bert Archer.

Da Castelvecchi un libro critico, forse polemico che suggerisce la mutazione dei generi "Il tramonto dei gay e la morte dell’etero" di Bert Archer uscito a maggio 2006. L’Italia è la prima nazione europea non anglofona ad aver pubblicato il libro.


Bert Archer afferma che ormai le categorie della sessualità dell'essere umano sono più che mai indefinite. Così l'identità e la cultura gay rappresentano una fase storica del percorso umano ma, nello stesso modo del femminismo, sono anche un movimento storico e culturale che prelude a trasformazioni di ben più ampio respiro. uno spessore sempre minore dell'identità omosessuale e anche, come conseguenza inevitabile, la fine dell'identità eterosessuale.

Questo libro non è un libro di genere, anzi, è un libro che dichiara morte le identità di genere. Essere gay, in sé e per sé, non vuole dire più nulla, e dovrebbe cessare di essere un merito o un tratto distintivo di una cultura (che si tramuta il più delle volte in un «ghetto» comportamentale). In questo libro acuto e provocatorio sull’evoluzione della concezione del sesso, Bert Archer afferma che ormai le categorie della sessualità dell’essere umano sono più che mai indefinite, tanto che lo spessore sempre minore dell’identità omosessuale fa intravedere, come conseguenza inevitabile, anche la fine dell’identità eterosessuale. Così l’identità e la cultura gay rappresentano una fase storica del percorso umano, nello stesso modo del femminismo, della parità di diritti. Ma sono anche un movimento storico e culturale che prelude a trasformazioni di ben più ampio respiro. Archer intravede uno spessore sempre minore dell’identità omosessuale definita dai caratteri della «gay culture», mentre vede un enorme ventaglio di possibilità che si aprono quando smettiamo di definire per stereotipi. Archer, da buon giornalista di costume ha una visione non proprio popolare dell’argomento sesso che a suo avviso ci ha condotto a vicoli ciechi, ci ha costretto a fare retromarcia, ci ha finanche portato nella giusta direzione spingendoci lontano per poi farci rimanere bloccati, senza che nessuna società di nessuna epoca, possa essere definita sessualmente liberata. 
 
Bert Archer
, critico e giornalista, ha scritto articoli e recensioni per www.nerve.com, «Publishers Weekly», «Entertainment Weekly», «The Bloomsbury Review», «POZ», «The New York Blade» e «The Washington Blade».
Vive a Toronto.

Da: "Il tramonto dei gay e la morte dell'etero" di Bert Archer: Il matrimonio gay

Le scaramucce sul matrimonio gay mi ricordano una di quelle interminabili battaglie della Prima Guerra Mondiale per una conquista di una collinetta nella campagna francese. Alla fine non ha nessuma importanza chi vince perchè la guerra è altrove. Quindi, in questa lotta per essere ammessi in una istituzione sociale moribonda, la corrente principale ha intrapreso per decenni un processo di liberazione caratterizzato da visione limitata. E' come battere i piedi, strillare e pretendere di giocare di nuovo a un gioco che è già terminato. E' ovviamente meglio dedicarsi semplicemente all'organizzazione del gioco seguente. E se questo nuovo gioco, quando si tratta di società familiare, è così chiaramente sulla rampa di lancio e pronto a partire, i capricci e battere i piedi sul matrimonio gay sembrano miopi fino alla cecità. E' un dato di fatto che il matrimonio ha cominciato a erodersi. E' un caso in cui cominciamo a lasciar cadere pratiche o istituzioni in un momento culturale quando cominciano a intralciarci più di quanto non ci aiutino. Le donne hanno ormai diritti propri, non dipendenti dagli uomini con i quali si uniscono. Il matrimonio può essere una bella cosa, ma certamente non è più necessario, e altrettanto certamente non è più centrale. Il cambiamento è già avvenuto. Ed è soltanto per mezzo di un ostinato autoinganno che chiunque inizi una relazione a lungo termine, matrimonio o altro, potrebbe credere che l'unione duri fino alla morte di uno dei due compagni. Con questa ragionevole aspettativa di temporaneità, le relazioni monogame di lungo termine dovrebbero ora occupare il loro legittimo posto nell'ordine sociale, lasciando alle altre relazioni - non monogame, non sessuali, non romantiche - un piccolo spazio nel settore diritti e privilegi, nella forma di una serie di benefici e responsabilità trasferibili, garantiti a chiunque raggiunga la maturità. Negli anni che intercorrono tra il momento in cui i gay hanno cominciato a pensare a se stessi come a un'entità e ora, quando la parità matrimoniale è diventata una realtà in alcune parti del mondo, la gente ha cominciato a ripensare i modi di convivere che la società occidentale ha conosciuto nei secoli. Regole fuori del comune, relazioni aperte, legami familiari non sessuali in mezzo ad una marea di partner sessuali pienamente accettati - regole che possono non funzionare per tutti. Ma le comunità gay hanno provato a se stesse una cosa - e al resto del mondo che abbia voglia di guardare - cioè che questo tipo di cose funzionano per molti.

 

Sesso: Genova 10.000 in cura ogni anno, colpa della TV ? 
23/10/2007
Dal centro disturbi Affettivi Sessuali di via XX Settembre 2 passano, in una sola settimana, ben 200 persone. Che poi vuol dire 800 al mese, quasi 10 mila in un anno. Coppie che non si sfiorano più, uomini in crisi di prestazione, fidanzati che chiedono il perché di una crisi arrivata magari a un passo dal matrimonio o subito dopo il sì. fodaro 1.jpgE poi ci sono i crescenti problemi scatenati da internet, il “mostro” che sembra uccidere sempre di più il desiderio, l’eros, lo spazio tra attrazione e conquista, il corteggiamento e quell’attesa che da sempre è l’Ingrediente fondamentale dell’eccitazione. Ma sono sempre di più, le persone che trovano il coraggio di affrontare un disturbo di natura sessuale. Pazienti più che raddoppiati nel giro di dieci anni e un ventaglio sempre maggiore di problematiche che arrivano settimanalmente all’esame dei dieci collaboratori del centro. E anche l’età media di chi si presenta cambia: oggi quasi tutti i pazienti hanno tra i 25 e i 45 anni, ma non mancano coloro che hanno da poco superato le venti primavere. «Non si creda che a chiedere l’aiuto di un sessuologo siano solo uomini - chiarisce subito il professor Mauro Rossetto, docente di Sessuologia presso la Facoltà di Medicina di Siena e fondatore, nel ‘96 a Genova, del centro Das, che oggi ha sedi in tutta Italia -. C’è anche un 35% di donne, che viene a chiedere il nostro aiuto».

Il Centro Das è l’unico in Liguria a essere riconosciuto dalla Federazione nazionale di Sessuologia. L’approccio al paziente è multidisciplinare, nel senso che a trattare ogni caso intervengono, all’occorrenza e con le reciproche competenze, anche un neurologo, una ginecologa, un andrologo, un farmacologo e uno psicologo. «Alla fine quasi ogni paziente finisce però in cura principalmente col sessuologo - spiega Rossetto - . Perché dietro un problema a letto ce n’è quasi sempre uno di natura psicologica. Solo nella minoranza dei casi, infatti, il disagio ha una matrice organica». In questi casi a poco servono viagra e “integratori”, o per lo meno non bastano. Serve una cura che parta dalla “ testa”. «E quasi sempre la patologia scompare dopo soli 6-12 mesi di terapia».

Ma perché così tante persone si rivolgono a un centro come questo? La “classifica” dei problemi riguardanti uomini vede al primo posto le disfunzioni erettili dovute a problemi psicologici, seguono eiaculazione precoce e la “new entry” dell’eiaculazione ritardata. «L’ansia crescente di non riuscirci porta a voler ritardare l’eiaculazione per soddisfare la partner - spiega Rossetto - Questo alla lunga può creare problemi grossi».

E le donne? Le donne si rivolgono al Das per motivi ovviamente diversi. Al primo posto l’anorgasmia, l’incapacità di raggiungere il piacere, poi ci sono i disturbi relativi al desiderio e il vaginismo (contrazione dell’organo femminile spesso dovuta a tensione o paura).

Ma perché questo esplodere di richieste d’aiuto? «E’ soprattutto il maschio a essere in crisi. Colpa di certi stereotipi proposti dalla tv che parlano, in telefilm e spot, di un uomo buffo, ridicolo, tutt’altro che macho e autoritario. L’emergere della donna e della sua legittima esigenza di provare piacere, poi, ha fatto andare in crisi il maschio, che affronta l’altro sesso con la preoccupazione di non essere all’altezza».

Ma i casi sono sterminati e diversissimi, impossibile generalizzare. C’è il compulsivo che non può stare senza far sesso («ad aiutare la sua nevrosi c’è oggi un florido mercato di prostitute a costo molto più basso di quelle di trent’anni fa»), quello che non riesce nemmeno più a recarsi al lavoro a causa dell’incapacità di staccarsi da internet e dalle mille eccitazioni facili che propone. E poi c’è quello che non ti aspetteresti: il “matrimonio bianco”. «Ci sono molte coppie che decidono, ufficialmente per motivi religiosi, di aspettare le nozze per consumare il primo rapporto. Dopo che il gran giorno è arrivato, però, i due continuano a non fare sesso - dice il direttore del Das - E allora lì si capisce che i motivi religiosi erano solo un pretesto per coprire problemi relazionali di una certa rilevanza».

Le cause di un problema, in generale, possono essere individuali o relazionali. Nascere cioè dal vissuto personale di una delle due persone o, più spesso, dal rapporto che si instaura tra partner. «Che può essere, o diventare, agonistico, conflittuale, stanco. «Lo dimostra il fatto che spesso i pazienti mi vengono a dire che i problemi sono scomparsi dopo aver cambiato compagna».

In realtà gli esperti del centro non fanno nulla di così sensazionale. «Cerchiamo di ricostruire il rapporto tra due persone, più semplicemente di farle conoscere. Il problema alla base di tutto, infatti, è che pur sposati o fidanzati da tempo non ci si conosce a fondo. E anche il fisico, il sesso, risentono della crisi». (Grillo - Secolo XIX)

Michel Onfray La Scultura di sé Fazi Editore Collana: Le Terre/Pensiero  - Argomenti: Storia, Filosofia

 

Dopo il crollo delle grandi ideologie, la filosofia sembra incapace di offrirci strumenti per orientare la nostra esistenza: al suo posto, trionfano religioni di massa e mode spiritualislichc. Di contro ne La scultura di sé, che all'interno del suo antisistema prende il posto dell'etica e della scienza del buon vivere, Onfray lancia una vigorosa difesa di una morale laica e vitale, al contempo individualista e "generosa", schierando al proprio fianco gli spìriti ribelli della Storia: l'artista e il torero, il dandy e il samurai, il dongiovanni e l'anarchico. Nella sua lotta contro le morali "della rinuncia", Onfray rintraccia la chiave della nuova etica nel tradizionale concetto di virtù: non però le virtù cristiane, ma quelle elaborate nel Rinascimento italiano ed esemplificate magistralmente dall'immagine del Condottiero, vero campione della morale estetica. Come in un'antica rappresentazione allegorica, allora, ogni figura passata in rassegna incarna una qualita che l'uomo moderno dovrebbe secondo Onfray recuperare: lo slancio vitale (l'artista) e l'autocontrollo (il torero), l'originalità (il dandy) e la determinazione (il samurai), l'abilità persuasiva (il dongiovanni) e l'individualismo (l'anarchico). Così, sulla scorta di Nietzsche - la cui presenza accompagna costantemente Onfray -, viene motivato il rifiuto della privazione e della sottomissione, della repressione degli istinti e della mortificazione delle pulsioni vitali, ed esaltati al loro posto i valori dell'eleganza, dell'amicizia, delle affinità elettive, della raffinatezza, dell'edonismo. Un individualismo dai tratti anarchici ma munifico e solidale, che rende la prospettiva onfrayana un fecondo a parte nel pensiero etico della contemporaneità.

«La scultura di sé presuppone una vitalità traboccante, il recupero della virtù rinascimentale contro la virtus cristiana, un talento per l'eroismo, una forte individualità, l'assenso all'abbondanza, la capacità di essere prodighi».
(Michel Onfray)


«Un saggio vivace e senza "polvere"... Onfray preferisce gli aristocratici, creatori di istanti, a quei bacchettoni che credono di guadagnare in grandezza ogni volta che perdono in voluttà... ma sa evitare la trappola che trasforma il gaudente solitario in boia sadiano. Nella cura di sé si sforza di fondare la relazione con gli altri: senza il piacere non c'è morale... Un pensiero che ignora superbamente le note a pie di pagina». (Le Monde)

«La scultura di sé è un percorso erudito attraverso i sentieri dimenticati della storiai e le strade segrete, spesso trasversali e deviate, della filosofia e dell'arte». (Le Magazine Litteraire)

 

Lista di blog e siti consigliati

Il blog di Bert Archer                       Il sito di Jacques Attali                   Michel Onfray su Wikipedia         Marcela Iacub su Wikipedia         Corinne Maier su UAAR.it                                        Il blog di Antonella Randazzo

 "Omosessualità ed eterosessualità non esistono. Non c'è una identità comune a tutti. Questo modello omosessuale di vita non è una liberazione. E' una limitazione all'esperienza personale di ciascuno di noi. Io non sono omosessuale 24 ore al giorno. Il rischio oggi è di vivere l'ideologia della vita piuttosto che l'esperienza di vita."

Frank Browning, A Queer Geography

"Per far si che una classe dominante possa governare, ci debbono essere delle proibizioni arbitrarie. Di tutte le proibizioni, il tabù sessuale è il più utile. Abbiamo permesso ai nostri governanti di dividere la popolazione in due classi. Una classe è buona, devota, normale, l'altra è cattiva, malata e viziosa"

Gore Vidal, 1985

Bruce Bagemihl è l'autore del controverso libro Biological Exuberance: Animal Homosexuality and Natural Diversity, che per la prima volta spiega come omosessualità e bisessualità siano ben presenti nel mondo naturale, e poi propone una teoria sulla sessualità in cui la riproduzione è solo una delle sue principali funzioni biologiche: vi sarebbero anche coesione di gruppo e allentamento delle tensioni sociali, come fra i Bonobo.

 Bonobo slideshow    Bonobo                                          Bonobo 2                                       Bonobo, parliamo di sesso                       Bonobo, bat   taglia dei sessi     Omosessualità negli animali   Omosessualità animale       Omosessualità animale 2    Omosessualità nei Delfini    Accoppiamento di maiali maschi  Omosessualità nei polipi           

Due leoni maschi in accoppiamento    Altri due                                               Due giraffe maschio in accoppiamento    Due zebre maschio in accoppiamento 

 

Bartolomeo Colleoni sapeva che camminare accanto alla morte e sfidarla è un mestiere e che la vicinanza con le passioni tragiche tempra gli animi ben altrimenti dell'ignoranza del nostro destino di mortali. Ma il condottiero è prima di tutto una figura di eccellenza, che associa la calma e la forza, la tranquillità e la determinazione, il temperamento di artista e la volontà di regnare su di sé prima di ogni altra forma di dominio. Lontano dalle virtù cristiane, dalle logiche che sminuiscono, contro l'umiltà che intristisce, il senso di colpa che rode, la cattiva coscienza che mina, l'ideale ascetico che uccide.

Michel Onfray, La scultura di sé

Fare l'amore per divertirsi e basta. Senza altre finalità che il proprio appagamento. La scrittrice francese Marcela Iacub lancia il suo appello per una nuova liberazione erotica. Per le femministe radicali è il nemico; per i moralisti il diavolo. Per tutti gli altri anche solo un po' curiosi delle faccende del mondo, è una delle più interessanti intellettuali della nuova generazione. Stiamo parlando di Marcela Iacub, argentina che vive e lavora in Francia, specialista di diritto. Più precisamente di giurisprudenza del corpo, ovvero delle leggi che regolano la nostra relazione con il corpo, e che rivelano le evoluzioni di una società che le vota. Insieme al marito, il filosofo Patrice Maniglier, ha scritto un libro appena uscito in Francia: Antimanuale di educazione sessuale.

"La monogamia non durerà in eterno. Andremo verso una concezione radicalmente nuova di relazione sentimentale e amorosa. Nulla ci impedisce di innamorarci di più di una persona contemporaneamente. Presto riterremo accettabili e legali relazioni simultanee. Sarà possibile per uomini e donne avere legami con diverse persone che a loro volta avranno altri partner. Alla lunga riconosceremo che è umano amare più persone allo stesso tempo"

Jacques Attali

"I figli? costano e uccidono il desiderio".Questa provocatoria affermazione viene dalla psicoanalista scrittrice francese Corinne Maier, come commento al suo ultimo libro:"No Kid. Quaranta motivi per non avere figli" (edito da Michalon). Arriva come una tempesta; un moto rivoluzionario contro, a parer suo, l'ipocrita stereotipo "maternità=felicità". Un falso mito da cui consiglia di guardarsi bene e difendersi prontamente.