Ecopolis


All’improvviso mi accorgo di essere in una strana città.
Non so come ci sia arrivato.
Mi sono guardato intorno, ho osservato tutto con attenzione e meraviglia, mi sono stupito.
Nulla è come ho sempre visto. Nulla corrisponde alla mia idea di città. Nulla è paragonabile agli altri centri urbani che ho visitato.
Eppure ho viaggiato tantissimo nella mia vita. Ho girato in lungo e in largo il pianeta: dai villaggi che punteggiano i bordi della foresta amazzonica, a contatto con la natura, alle grandi metropoli che cementificano i rapporti tra gli uomini e l’ambiente.
Qui, in questo centro urbano, c’è qualcosa di strano, qualcosa che suscita in me una perplessità che non riesco a chiarire neanche a me stesso.
Si chiama Ecopolis … ed è sul mare, anzi è una vera e propria laguna. Tante piccole isole divise da un mare profondamente azzurro … e intorno la vita esplode nella sue forme più belle.
Un nome strano … E C O P O L I S …
Ho scandito prima le lettere, poi le sillabe.
Reminiscenze letterarie mi affollano la mente come un turbine.
“Polis”, dal greco città. Mi ricordo di Sparta e Atene, le due città-stato dell’antica Grecia, sempre in conflitto tra di loro: l’ordine e la disciplina di Sparta, la libertà e la democrazia di Atene.
“Eco” da “oikos” , casa in cui noi viviamo e quindi per estensione ambiente. Un prefisso utilizzato in molte lingue per indicare il rapporto dell’uomo con la natura.
Ecco, ora ho capito perché la città è così .
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