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Laboratorio Memoria

Avvertenza: I testi presenti in questo sito, salvo diversa indicazione, sono di Salvatore Colazzo. Per riprodurli bisogna acquisire l'espresso consenso dell'Autore.

Agli studenti che vogliano intraprendere il percorso di tesi nel Laboratorio Memoria si consiglia vivamente di leggere oltre le note qui di seguito riportate, anche l'articolo PER UNA PEDAGOGIA DELLA MEMORIA



"... è inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell’animo e non vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa” (Sant'Agostino, Le Confessioni).


Il progetto "Laboratorio memoria" è ideato e coordinato dal prof. Salvatore Colazzo nell'ambito dell'insegnamento di Progettazione e valutazione di intervento formativo. E' attuato in collaborazione con il Centro Ulpia dell'Università del Salento e con l'Università Popolare della Musica e delle Arti "Paolo Emilio Stasi" di Spongano.

Il prof. Colazzo è coadiuvato, nella realizzazione del progetto, da:

- M° Luigi Mengoli
- M° Rocco De Santis
- M° Antonio Esperti
- dott. Salvatore Patera
- dott. Ezio Del Gottardo
- dott. Ada Manfreda
- dott. Andrea Tarantino
- ing. Maria Grazia Celentano
- dott. Francesco Paolo Romeo
- dott. Vito Francesco De Giuseppe
- dott. Veronica Miceli
- dott. Emanuela Delle Grottaglie
- dott. Giorgio Colopi
- dott. Antonio Bonatesta
- dott. Fabio Musci

Prevede l'attiva collaborazione di studenti tesisti e tirocinanti. Questi vengono pregati di volersi fare parte diligente per richiedere, al dott. Vito De Giuseppe, di essere invitati al Gruppo Google "Laboratorio Memoria". Ciò consentirà la rapida circolazione di comunicazioni inerenti il progetto e di mantenere costantemente il contatto tra tutti i partecipanti all'inziativa.

E' attivo il Canale del Laboratorio Memoria raggiungibile all'indirizzo: http://www.youtube.com/user/Identit2009#grid/user/85ACC48730D58F34

Qui sono depositati alcuni video di documentazione dei seminari svolti negli Incontri del Giovedì.

E' attivo il Canale del Laboratorio Memoria raggiungibile all'indirizzo: http://www.flickr.com/people/laboratoriomemoria/ 

Il Canale è pubblico, quindi vi sono foto che non hanno problemi di riservatezza. 

1. In cosa consiste

L'idea di partenza da cui il progetto origina è nel riuscire a ricostruire, attraverso una serie di storie personali, brani di storia più ampia, delle comunità di appartenenza, al fine di impostare interventi di pedagogia sociale, volti a favorire processi di empowerment comunitario. Consideriamo la memoria collettiva come processo emergente dalla variegata ricchezza delle memorie individuali.

La base di informazioni viene ricavata attraverso il lavoro degli studenti tesisti e tirocinanti che, opportunamente tutorati, realizzano la ricerca sul campo, raccogliendo dati a seguito di colloqui ed interviste con testimoni della comunità.

Un primo obiettivo è stato fissato nell'assegnazione e realizzazione di almeno trenta lavori di tesi, da inserire in una piattaforma, reperibile all'indirizzo internet: http://www.laboratoriomemoria.it,  che verrà realizzata e manutenuta dal Centro Ulpia dell'Università del Salento in collaborazione con l'Archivio Etnografico e Musicale "Pietro Sassu" dell'Università Popolare della Musica e delle Arti "Paolo Emilio Stasi" di Spongano.

In affiancamento alla piattaforma funzionerà un canale tematico della web tv del Centro Ulpia, che proporrà  brani delle interviste realizzate, opportunamente organizzate in servizi di approfondimento sui temi della memoria personale, dell'identità comunitaria, della memoria collettiva.

2. Lavorare sulla memoria

Perché considerare la memoria un oggetto significativo di interesse della pedagogia?
Una risposta possibile è che il consumismo odierno, il feticismo delle merci, pervenuti a livelli inediti di pervasività, esaltando il nuovo e il cambiamento come valori, portano a uccidere la memoria. Il nuovo e il cambiamento in realtà sono più spacciati come tali piuttosto che essere radicalmente 'altro'. Ma affinché l'ideologia del nuovo si affermi è indispensabile che si faccia massacro della memoria.
Come osserva Iacono, "la finta orgia del nuovo uccide la memoria. Chi si ricorda della prima guerra del Golfo= Nessuno. Ogni tanto giunge sentore di qualcosa che ancora accade in Afghanistan. Ma qualcuno ha memoria di quella Guerra che l'occidente presentò come guerra di liberazione? E del Kossovo e della missione Arcobaleno? Tutto è nel calderone del già dimenticato. Tutto è confuso. Un tempo tornare al passato era ritenuto necessario per comprendere se stessi, ora al passato ci si va con veloci viaggi organizzati" (A.M. Iacono, Perdite di memoria in Storia, verità e finzione, Manifestolibri, Roma, 2006, pp. 9-13; p. 9).
Senza memoria si attua la metamorfosi per la quale si rischia di diventare da cittadini, sudditi. 
La nostra, proprio poiché vive schiacciata sul presente, è un'epoca confusa. Essa produce assieme "attrazione e ripugnanza. Vecchi conformismi sono per fortuna saltati. ma se ne affacciano di nuovi. La perdita di memoria facilita loro la strada" (A.M. Iacono, cit., p. 10).
Lavorare sulla memoria quindi acquista un valore insieme pedagogico e politico, in quanto ricordare è, a ben considerare, una pratica di libertà, una pratica cioè attraverso cui si acquista un distanziamento dal presente, riuscendo in tal modo a pensare al futuro come potenzialmente investibile di progettualità.
Lavorando sulla memoria si riannodano i fili che legano l'esistenza individuale e quella della comunità, si scopre come ogni vicenda biografica avvenga in un contesto sociale e rimandi ad un sistema di relazioni, che, decifrato, dà un senso più pieno a quella vicenda. Il lavoro sulla memoria motivato da questa intenzionalità riesce a far emergere una sorta di "senso comune", cioè una certa consonanza di rappresentazione della realtà, che è condivisione culturale.

3. Come procedere

Il Laboratorio Memoria è una comunità di discorso volta alla ricerca. Vede il concorso di un insieme eterogeneo di attori: studenti, tutor, docenti, altri soggetti.
Consiste in un:
- Seminario permanente sul tema della memoria e della narrazione. Tale seminario si svolge una volta a settimana, il giovedì. Durante le quattro ore di durata della sessione del seminario si avrà:
    - una lezione-stimolo della durata di circa un'ora, affidata al docente o ai suoi collaboratori, che intratterranno gli studenti su questioni d'ordine teorico ovvero metodologico;
    - una conversazione di gruppo, sotto la supervisione di un tutor, in cui ciascuno degli studenti avrà la possibilità di illustrare il procedere della sua esperienza di studio e di ricerca sul campo, ricevendo il feedback da parte del tutor. Di tale conversazione viene stilato diario di bordo tenuto da un secondo tutor, il quale durante la settimana provvederà ad inserirlo in una apposita sezione di questo sito. (Vedi alla voce Diario di bordo). Tale conversazione sarà utile anche a ricalibrare, sulla base dei feedback offerti dall'esperienza, il protocollo di colloquio utilizzato per procedere alla ricognizione delle autobiografie narrative da parte degli studenti e dei tirocinanti.

- Gli studenti tesisti e tirocinanti individueranno almeno cinque soggetti da intervistare appartenenti ad una comunità locale, scegliendoli tra i nati nell'arco temporale: anni Venti - anni Sessanta. Procederanno, sulla base del protocollo individuato nell'ambito del Seminario sopra nominato, a intervistare tali soggetti, potranno - ove autorizzati - videoregistrare l'incontro. Successivamente, in un'altra occasione, chiederanno ai soggetti studiati di selezionare, dal loro album di famiglia dalle cinque alle dieci foto per loro particolarmente significative, e se le faranno illustrare. Anche in questa circostanza sarà possibile procedere a videoregistrazione.
I materiali in tal modo raccolti sul campo saranno esaminati, soprattutto allo scopo di rinvenire rinvii diretti o indiretti a fatti di interesse comunitario. Individuati tali fatti, si procederà alla ricerca di archivio per ricostruire l'oggettività degli stessi. Ciò è particolarmente importante ai fini della successiva fase, quella della restituzione, in cui la comunità potrà ragionare su fatti storici per lei significativi, sulle discrasie tra ricostruzioni soggettive e presunte ricostruzioni oggettive, potrà confrontarsi con attori esterni alla comunità, i quali l'hanno investita della loro intenzionalità di studio.

A dicembre è prevista la organizzazione di un Convegno interdisciplinare sul tema "Memoria, narrazione e comunità". A tale Convegno prenderanno parte, oltre ai collaboratori inizialmente nominati, numerosi docenti provenienti da università italiane. (Vedi il documento contenente l'elenco dei relatori invitati e delle adesioni ricevute. Il documento è a fruizione limitata. >>>)

- Periodicamente si procederà alla restituzione dei risultati alle comunità di cui fanno parte i soggetti intervistati, mediante incontri pubblici concordati con l'ente comunale. La fase di restituzione sarà videoregistrata e costituirà oggetto di studio e possibile argomento di successive tesi di laurea specialistica.

- La restituzione sarà anche occasione per verificare il maturare nella comunità di bisogni formativi e comunque di sviluppo inespressi, che, potranno trovare possibilità di concretizzazione attraverso una attività di animazione del territorio, a seguito di percorsi progettuali condivisi.

- I tutor provvederanno ad arricchire il presente sito con voci utili agli studenti tesisti e tirocinanti per inquadrare la natura teorica e metodologica dei problemi connessi con lo svolgimento delle loro ricerche.

- Sarà inoltre loro cura inserire i materiali nella piattaforma dedicata alle tesi: Laboratoriomemoria.it, nonché a selezionare i materiali audio-video che verranno inseriti nel canale tematico della web tv dedicato a questo progetto.

- L'Archivio Etnografico dell'Università Popolare "P. E. Stasi" si impegna a raccogliere le tesi e archiviarle, mettendole a disposizione dei ricercatori che ne facciano richiesta. Annualmente premierà la tesi che riterrà più meritevole, avviandola alla pubblicazione.