SA CANDELORA

  


La festa della Candelora, propriamente la festa della Presentazione del Signore e Purificazione di Maria, si rifà all’antica usanza ebraica secondo cui una donna che aveva partorito un maschio era considerata impura per un periodo di 40giorni, al termine dei quali doveva andare al Tempio per purificarsi.

Nel libro del Levitico leggiamo: «Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione»  (Lv 12,2-4).

Il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. Una volta veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l’Epifania). La prima testimonianza è riportata da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae (cap. 26).

La denominazione di "Candelora" deriva probabilmente dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parla Egeria: "Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima" (Itinerarium 24, 4). Ma rimanda anche alle fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio).

Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).

È interessante anche ricordare le Februe, le espiazioni (cfr. Ovidio, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss). Le februe erano le lane che i pontefici romani chiedevano al re e al flamine. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prendeva nelle case prestabilite, si dicevano anch'essi februe. Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò era considerato rito di purificazione....

Papa Gelasio I (tra il 492 e il 496 d.C.) ottenne dal Senato romano l'abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.

I celti nello stesso periodo celebravano Imbolc , la festa che segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce. Imbolc è uno degli otto sabba principali ed è legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra.

Il rito della purificazione delle mamme, detto, in Sardegna, “incresiare” (rientrare nella Chiesa, sia come edificio, sia come comunità), veniva celebrato fino ai primi anni ’60. Il rinnovamento liturgico, promosso dal Concilio Vaticano II, ha trasformato questo rito in quello attuale e più solenne della benedizione-ringraziamento della mamma e del papà, durante il battesimo del bambino.

Usanze a Scano:

benedizione e distribuzione delle candele;

Le tre confraternita locali offrono “sas tippulas longas” (ma le zippole si fanno anche in famiglia);

Sas Tippula longas (composte di pasta di pane ammorbidita con vino bianco e acquavite), dalla caratteristica forma di spirale, rimanda all'antico culto pagano della Dea Madre ed  è il segno che il carnevale è alle porte…

Proverbio: “A Santa Maria Candelora, si non proet, s’ilgerru ch’est fora, ma si proet e faghe bentu, baranta dies de malu tempus”.  

Vedi anche:  Bennalzu Sas dies imprestadas  -  Su Carrasegare iscanesu


 

Comments