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Arcu s'enna e sa craba

A Capoterra il primo test in salita. Una mèta e un punto di partenza...  

Capoterra offre molti bei posti da visitare, a patto di essere un pochino allenati o, almeno, avere la tenacia per sopportare le inevitabili fatiche di chi, avuta la bicicletta, adesso deve pedalare... 

Diversi biker usano darsi appuntamento alla chiesetta di Santa Lucia, da dove partono molti bei percorsi, oppure a Poggio dei Pini, o nella zona di Su Spantu III / Baccalamanza. 
Da qui parte la nostra prima salita impegnativa, un vero e proprio battesimo per i biker di primo pelo - e certamente il primo target importante per noi tandemisti - rappresentato dalla strada sterrata che porta a s'arcu s'enna e sa craba (la porta della capra), valico posto a poco meno di quattrocento metri d'altezza s.l.m. che si raggiunge dopo un'ascesa di circa sette chilometri, resa subito impegnativa da uno strappo - breve ma mozzafiato - proprio all'inizio del tragitto.

Già dopo due o tre chilometri si aprono, a destra della sterrata, alcuni scorci sul golfo di Cagliari e lo stagno di Santa Gilla, che ripagano dello sforzo in atto ed invogliano ad andare oltre, nella certezza di poter godere un panorama ancora più vasto.

Si giunge così, dopo alcuni chilometri, ad una costruzione, semi diroccata, che si affaccia sulla sottostante vallata. Qui ci si può fermare un momento ad ammirare il paesaggio e tirare un sospiro di sollievo.

Si prosegue lungo la strada per circa quattro chilometri, sino al capanno di s'enna e sa craba, dove possiamo considerare orgogliosamente di aver ragginto la nostra mèta.

A questo punto si può tornare giù lungo la stessa strada dell'andata, questa volta in una bella e veloce discesa, oppure proseguire l'impresa, seguendo una delle diverse piste che da lì si dipartono in varie direzioni.

E' infatti possibile, da s'arcu s'enna e sa craba, percorrere diverse varianti, sia per il rientro diretto, sia per continuare la gita, che può arrivare a 50 chilometri e oltre, presentando vari livelli di difficoltà.

La principale opzione è quella di proseguire lungo la pista forestale, chiusa al traffico ordinario, che va avanti per altri dieci chilometri di dislivelli, per poi dividersi ed offrire la possibilità di un rientro, bellissimo e comunque faticoso, dalla parte di Gutturu Mannu, oppure dalla parte della costruenda diga sul Rio Monti Nieddu. 
In entrambi i casi, occorrerà riallacciarsi al punto di partenza percorrendo un tratto di statale. 
Anche se decidete di fare dietro front e ritornare dalla strada dell'andata, mettete in preventivo una bella faticata, per via delle salite impegnative. 

Altre validissime opzioni sono costituite dalla arrampicata lungo la pista della riserva di caccia autogestita (dove sarete spesso costretti a scendere a piedi per via delle condizioni della strada, deturpata da profondi solchi tracciati dall'acqua piovana) o la discesa a valle sulla sinistra, con una breve ma impegnativa risalita.

S'enna e sa craba è dunque una mèta, per i neofiti, ed è sicuramente un traguardo impegnativo e gratificante, quando ci si va per la prima volta.

Per i più allenati, è, e resta, il primo tratto impegnativo di uno dei tanti, bellissimi itinerari, che si percorrono con assoluto piacere, specialmente in autunno, inverno e primavera, sui monti tra Capoterra, Villa San Pietro, Pula, Domusdemaria, Teulada e Santadi...

D'estate, il caldo può diventare asfissiante, per cui è meglio uscire al mattino presto.
In ogni caso, è bene portarsi sempre  tanta acqua e buoni rifornimenti.
Per quel che mi riguarda, un pò di latte condensato o miele, piccoli panini al prosciutto e/o formaggio dolce sardo, una bevanda zuccherata non gassata, qualche barretta o tavoletta energetica d'emergenza (magari per offrirla a qualche sprovveduto, non si sa mai). 

Buone passeggiate a tutti!    

Caratteristiche del percorso

Difficoltà medio

Distanza  
ca. 16 km. a/r

Altitudine massima
m. 391 s.l.m.

Dislivello
402 m.

Traccia GPS

Traccia GPS per Magellan Explorist 

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