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https://sites.google.com/site/morenopagliari/video-art/galleria-di-quadri/2012

Vorrei dire due cose sui miei dipinti, sgomberando da subito la tentazione di trovarvi quella condizione consolatoria che colloca fruitore e arte in una posizione neutrale e rassicurante, come gli sguardi gettati d’acchito e distrattamente. 








Penso invece che proprio l’esperienza di vita, l’immersione nel reale che ci avvolge, ci concedano la migliore attenzione e disponibilità ai processi di percezione in atto: è anche la ricerca della sensibilità e percezione altra/altrui. E’ un processo espandente, dove l’io si dimentica di sé, palpeggiando il reale. E’ anche forse trascendente, ma collocabilissimo nel quotidiano, e di conseguenza , di nuovo, nel personale, nell’esperienza di vita : processo doveroso per non essere trascinati nella sublimazione, nell’astrazione mentale. Correre quindi sul filo dell’intensità reale e produrre là scenari dell’immaginario che non siano di dissuasione. Cogliere le cose e mutarle istantaneamente, percepire intensità diverse dove la narcosi che ci avviluppa ci fa dare per scontato lo stesso paesaggio visto e rivisto, quando invece possiamo regalarci “gli occhi del vitello appena nato” che Lao Tze auspicava perché la sciatta quotidianità si possa trasformare in equazione energetica: “quella mosca:…..che meraviglia !”
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