Gli Angeli di Giuseppe Sanmartino


Dopo trentaquattro anni ritornano nella chiesa dei Girolamini i due monumentali Angeli Reggifiaccole di Giuseppe Sanmartino.

Erano stati trasferiti al Museo di Capodimonte nel 1979, per essere esposti alla mostra Civiltà del ‘700 a Napoli. A mostra conclusa, però, non tornarono in sede. Anzi furono stabilmente inseriti nel percorso espositivo del Museo, facendo in ultimo mostra di sé nella grande sala dedicata ai Luca Giordano, posizionati ai lati della Madonna del Baldacchino.

Si tratta di due straordinari capi d’opera del famoso scultore: commissionati  da padre Carlo de Rosa nel 1786, furono collocati nel maggio del 1787 su bianchi piedistalli addossati alla balaustra in marmo rosso di Francia, realizzata dal maestro marmoraro Antonio Di Lucca. Insieme al celeberrimo Cristo Velato dello stesso Sanmartino, sono considerate le sculture più note e apprezzate del secondo Settecento napoletano.

Nonostante la mole imponente (le figure sono alte metri 1,96 m. e raggiungono l’altezza di metri 2,60 metri con i torcieri, per un peso ciascuno di circa una tonnellata), esprimono nel candido marmo di Carrara un raffinato sentimento di leggerezza, grazie anche all’effetto del vento che gonfia le vesti e scompiglia i capelli e all’andatura quasi danzante degli angeli. La grazia espressiva dei volti, sui quali aleggia l’ombra di un sorriso appena accennato, accentuano la delicatezza dell’immagine, che riprende stilemi neomanieristi, rivisti in chiave roccocò, in grado comunque di dialogare con il linguaggio del montante neoclassismo. In particolare, frammenti di questo nuovo stile si ravvisano in elementi secondari della composizione, come i vasi reggifiaccola sollevati dagli angeli o i piedistalli scanalati, attraversato da tipici festoni a fogliame.

Anche in queste due statue Giuseppe Sanmartino si convalida come il maggiore interprete di quella felice stagione della scultura napoletana di fine Settecento, ancorata ad una persistente tradizione figurativa tra barocco e roccocò, ma capace, comunque, di aprirsi a nuove soluzioni figurative, sulla scorta di un straordinaria padronanza della tecnica, che indugia talvolta in eccessi di virtuosismo. 

Grazie al contributo della Present S.p.a., si provvede ora al loro ‘ritorno’, una vera e propria ‘restituzione’ che vuole rinsaldare quell’indissolubile nesso che lega ogni opera d’arte al suo originario contesto, per la quale fu ideata, realizzata e, nel tempo, osservata per essere oggetto di culto e di godimento estetico.

                                         

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 Video del ritorno degli Angeli di Sanmartino nella Chiesa Monumentale